Lorenza Mazzetti

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Lorenza Mazzetti nel 2014 a Perugia nel corso della presentazione del suo libro Diario Londinese per l'iniziativa "A qualcuno piace leggere"

Lorenza Mazzetti (...) è una regista, pittrice e scrittrice italiana.

Lorenza Mazzetti rifiuta però la definizione di scrittrice, in quanto sostiene non scrivere per professione ma per intima necessità. Ha scritto per raccontare ai giovani e ricordare al mondo la tragedia di cui è stata testimone da bambina: la strage della famiglia Einstein.

Infanzia e tragedia familiare[modifica | modifica wikitesto]

La madre, Olga Liberati, muore poco dopo aver dato alla luce Lorenza e la gemella Paola. Il padre, Corrado Mazzetti, in un primo tempo affidò le bambine ad una balia nel paesino di Anticoli Corrado, che le custodì fino ai tre anni. Mazzetti si accorse in seguito che, quando era al lavoro, le donne cui affidava le bambine approfittavano della sua assenza e le lasciavano sole. Fu così che Ugo Giannattasio, pittore futurista e suo caro amico, si offrì di prendere nella sua famiglia le due gemelline.

In seguito, la sorella di Corrado, Cesarina Mazzetti (chiamata Nina), convinse il marito Robert Einstein, cugino di Albert Einstein, ad accogliere le gemelle nella loro tenuta di Rignano sull’Arno, dove diventarono parte della famiglia. Insieme alle altre due figlie di Robert, Annamaria e Luce, vissero un periodo di grande felicità.

Durante la seconda guerra mondiale un reparto della Wehrmacht aveva occupato parte della villa. Con l'avanzata degli alleati, quando l'ultimo camion tedesco se n'era appena andato e gli inglesi che erano già dietro la collina la tempestavano di cannonate e mitragliate, due ufficiali tedeschi con la divisa scura, che dissero di essere della Erfassung Göring, bussarono al portone chiedendo di Robert Einstein. Nina ebbe la presenza di spirito di dire che non era in casa e loro dissero che sarebbero tornati. Ritenendo che l'unico a correre un grave pericolo fosse il marito, lo supplicò di andare a nascondersi nel bosco. Ma quando il 3 agosto del 1944 i tedeschi tornarono e non lo trovarono, sterminarono la sua famiglia in quella che ancora oggi è nota come la Strage di Rignano o del Focarno.

Lorenza e Paola Mazzetti furono risparmiate perché avevano un cognome diverso e i tedeschi miravano esclusivamente agli Einstein, però non poterono fare a meno di essere testimoni dell'atroce esecuzione della zia e delle cuginette, che le segnò per tutta la vita. Poi i tedeschi cacciarono tutti fuori dalla villa, compresi i contadini che si erano rifugiati nella cantina per evitare le bombe degli inglesi e appiccarono fuoco all'edificio. Robert Einstein, che si era nascosto nel bosco, sopraffatto dal dolore, morirà suicida il 13 luglio 1945. Lorenza e Paola furono affidate a un tutore che si prese cura dei beni lasciati loro dallo zio prima di morire.

Vita a Londra negli anni '50. I film K e Together[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la maturità classica, nel tentativo di seppellire nell'inconscio il terribile ricordo della tragedia, Lorenza Mazzetti parte per Londra. Dopo qualche tempo viene a sapere dalla sorella Paola che il tutore ha dilapidato tutto il patrimonio lasciandole senza un soldo. Per rimanere a Londra e non riprecipitare nel ricordo, comincia a lavorare come cameriera in un locale di Charing Cross.

Con tenacia e vari stratagemmi, pur non avendo il denaro per pagare la retta, riesce a farsi ammettere alla Slade School of Fine Art, grazie all'interessamento dello stesso direttore William Coldstream che era stato molto colpito dal suo bizzarro comportamento.

Tra il 1952 e il 1953, rubando alla scuola l'attrezzatura e la pellicola, realizza clandestinamente il suo primo film K, tratto dalla Metamorfosi di Franz Kafka. Interpretato dal pittore Michael Andrews, è un film che anticipa, all'insaputa della sua autrice, il manifesto del futuro Free cinema, poi scritto e firmato, nel 1956, da Lindsay Anderson, Tony Richardson, Karel Reisz e dalla stessa Lorenza Mazzetti.

K, un racconto di alienazione fortemente autobiografico, è musicato da Daniele Paris, che affiancherà Lorenza Mazzetti e Lindsay Anderson anche nei loro lavori successivi. Per stampare la pellicola e averne una copia, Lorenza arriva a firmare il falso e rischia la prigione. Sarà salvata proprio da William Coldstream che credendo nel suo talento lo proietta nell'aula magna della Slade School, invitando a vederlo Denis Forman, direttore del British Film Institute. Alla fine della proiezione Forman chiederà a Lorenza Mazzetti: “Vuole fare un film senza correre il rischio di andare in prigione?” - e la invita a presentargli un progetto per un successivo film, che verrà finanziato dall'Experimental Film Fund. Lorenza Mazzetti ottiene così i fondi per realizzare Together.

Oltre che da Michael Andrews, che già era stato il protagonista di K, Together è interpretato dallo scultore Eduardo Paolozzi. Narra le vicende di due sordomuti nell'East End di Londra e fu girato dalla stessa troupe del film precedente. Together è stato scritto insieme a Denis Horne che però abbandona presto la lavorazione a causa del rifiuto, da parte della regista, di inserire nel film i lunghi dialoghi da lui scritti. Il montaggio, a cura della stessa Lorenza Mazzetti, fu completato grazie all'intervento di Lindsay Anderson che si preoccupò anche della colonna sonora, chiamando Daniele Paris, al tempo di stanza a Roma, per scriverla e dirigerla.

Together entrò a far parte del primo ciclo di proiezioni del Free Cinema e vinse la "Mension au film del recherch" al Festival di Cannes del 1956, ex aequo con il film di Brassaï Tant qu'il y aura des bêtes.

Le rocambolesche avventure di quel periodo sono narrate da Lorenza Mazzetti nel libro Diario Londinese edito da Sellerio nel 2014.

Ritorno in Italia e successo de Il cielo cade[modifica | modifica wikitesto]

Lasciata Londra per andare a ritirare il premio a Cannes, Lorenza Mazzetti decide di tornare per un po' in Italia, per far visita alla gemella Paola, che nel frattempo ha avuto una bambina. Nonostante le intenzioni di tornare all'estero, Lorenza si ferma a vivere in Italia sopraffatta dal tragico ricordo della strage della sua famiglia adottiva e cade in una profonda crisi depressiva. Dopo un lungo periodo di cura, grazie allo psicoterapeuta Barrie Simmons, riuscì a disseppellire il rimosso imparando, seppur con estrema sofferenza, a recuperare il ricordo della parte tenera e magica della sua infanzia. Iniziò dunque a scrivere Il cielo cade.

Il manoscritto viene rifiutato da più editori, ma quando Lorenza lo spedisce a Cesare Zavattini questi si dimostra entusiasta e lo presenta ad Attilio Bertolucci dell'editore Garzanti che lo trova un piccolo capolavoro: lo pubblica e lo iscrive al Premio Viareggio, dove Il cielo cade vince il massimo premio nel 1962.

Il cielo cade è scritto come fosse il racconto di una bambina, con un linguaggio infantile e un punto di vista lontano da quello degli adulti: il mondo in guerra è visto dagli occhi di una bambina innamorata di Gesù, del Duce e dello zio, suo padre adottivo. Il libro è tragico ma al tempo stesso comico e Lorenza, temendo che una storia raccontata con questo tono potesse offendere la memoria degli Einstein, cambiò tutti i nomi dei personaggi. Federico Fellini paragona il romanzo a Il giornalino di Gian Burrasca, mentre Henri Michaux lo definisce: “un petit livre féroce”.

Scaduti i diritti di Garzanti, Il cielo cade viene ripubblicato da Elvira Sellerio. In vista di questa nuova edizione, Lorenza rivela all'editrice che il libro non è un romanzo ma la sua biografia. Elvira Sellerio chiede a Lorenza di dedicare il libro alla famiglia Einstein e di poter inserire una foto della zia Nina e dello zio Robert. Il romanzo, ancora oggi pubblicato da Sellerio, è diventato un classico della letteratura italiana contemporanea e con lo stesso titolo, Il cielo cade, nel 2000 è stato portato sullo schermo dai fratelli Andrea Frazzi e Antonio Frazzi, sceneggiato da Suso Cecchi D’Amico, interpretato da Isabella Rossellini. Vinse il Giffoni Film Festival di quell'anno come miglior film.

Il romanzo successivo, e séguito ideale de Il cielo cade, fu Con rabbia (Garzanti 1963), la cui protagonista “Penny non odia soltanto i tedeschi che hanno assassinato la sua famiglia ma tutti i borghesi ipocriti che con la loro passività si rendono ogni giorno colpevoli”.

Vita a Roma, Puppet Theatre e ulteriori pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '60 incontra Bruno Grieco, giornalista e scrittore figlio di quel Ruggero Grieco che con Bordiga, Gramsci e Terracini, fondò il Partito Comunista Italiano. Grieco era stato mandato da Cesare Zavattini per accompagnare Lorenza alla Mostra Internazionale del cinema libero di Porretta Terme, che insieme a lui, a Giampaolo Testa e Leonida Repaci aveva ideato, per ricevere il premio per il miglior soggetto cinematografico. Tra i due nasce una lunga e intensa relazione. La loro casa di via Vittoria a Roma era sempre piena di artisti e intellettuali: oltre ai protagonisti del Free Cinema Lindsay Anderson, Reisz, Richardson, Richard Harris, Tom Courtenay, anche Daisy Lumini, Marguerite Duras, Max Frisch, Malcolm McDowell, Rod Steiger e Claire Bloom, Guillaume Chpaltine, Serge Reggiani, Agnès Varda, Anouk Aimée, Achille Perilli, Piero Dorazio, Renzo Vespignani, Francesco Trombadori, Gian Maria Volonté che faceva sempre interminabili partite a ping-pong con Giovanni Berlinguer e tanti altri.

Quando Cesare Zavattini chiede a un gruppo di giovani registi di fare il film ad episodi Le italiane e l’amore (1961), affida a Lorenza Mazzetti un episodio che lei accetta di realizzare perché tratta di aspetti che riguardano i bambini. Non essendo interessata a quel genere di “cinema verità“, smette da lì in poi di occuparsi di cinema.

Grazie ai premi ricevuti e alla notorietà raggiunta da Lorenza Mazzetti, il Partito Comunista la chiama per una collaborazione con la rivista Vie Nuove, in cui scriveva anche Pier Paolo Pasolini. Lorenza tiene una rubrica settimanale invitando i lettori a parlare dei propri sogni, che interpretava insieme allo psicanalista junghiano Vincenzo Loriga. Per la prima volta veniva introdotto nel mondo operaio il concetto di inconscio. Quest'operazione fu considerata molto audace da parte del Partito Comunista, tanto che Lorenza dovette rinunciare a qualsiasi speranza di lavorare alla Rai con la quale aveva già iniziato una piccola collaborazione.

Gli interventi di Lorenza Mazzetti su Vie Nuove sono raccolti nel volume Il lato oscuro. L'inconscio degli italiani, pubblicato da Tindalo (1969).

Sempre nel 1969 esce Uccidi il padre e la madre, romanzo esistenzialista che racconta la storia di una ragazzina iper-rivoluzionaria che, entrata in una stazione per partire e lasciare tutto, non riuscirà mai più a uscirne.

In seguito, fonda e dirige il Puppet Theatre nei pressi di Campo de' Fiori, un teatro di burattini per bambini, portando a Roma il famoso pulcinella inglese e sua moglie Punch e Judy. Nel 1974 incontra Luigi Galletti (partigiano dei Gruppi di Azione Patriottica di Giovanni Pesce, decorato dal Maresciallo Harold Alexander), che poi sposerà. Era un uomo affascinante e spiritoso e uno stimato medico, che Lorenza trascina nel suo teatrino a prestare le voci al Re, all'Orco e al Lupo.

Nello stesso tempo, Lorenza Mazzetti si dedica a interpretare e “drammatizzare” i sogni dei bambini nelle scuole. L'esperimento è finanziato da Franco Enriquez, direttore del Teatro di Roma. I risultati dei laboratori vengono pubblicati da Guaraldi nel volume del 1975 Il teatro dell'io: l'onirodramma. I bambini drammatizzano a scuola i loro sogni.

Lorenza Mazzetti oggi: pittura, restauro di K e divulgazione[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni Lorenza Mazzetti ha iniziato una pregevole attività come pittrice, culminata in due mostre distinte: Album di famiglia (con 80 dipinti che illustrano le vicende de Il cielo cade) e A proposito del Free Cinema, ritratti dei personaggi chiave del cinema inglese degli anni ‘50 e ‘60. La mostra è stata esposte più volte in varie città, tra cui Roma, al Complesso San Michele, sede dei Beni Culturali per un mese visitata dagli alunni delle scuole. A Firenze in Palazzo Medici; a Porretta Terme (BO); a Mantova e a Dresda organizzata dal consolato italiano e dalla comunità ebraica e dall'Università di Dresda.

K, gelosamente custodito dalla stessa Mazzetti, è stato restaurato e studiato soltanto nel 2010 dall'associazione Cinit Cineforum Italiano. Grazie a Marco Duse e Marco Vanelli è stato riversato su DVD e allegato al numero 168 della rivista Cabiria. Studi di cinema. È stato presentato a Londra, Venezia, Firenze, Bologna, Roma e continua a essere proiettato ancor oggi in tante altre città insieme a Together.

Tutti i libri di Lorenza Mazzetti sono in qualche modo un “seguito” de Il cielo cade. Lo è anche Diario londinese, un "prequel" in cui la Mazzetti narra com'è nato il movimento del Free Cinema e quello degli Angry Young Men. Il filo conduttore dei suoi scritti resta il tema della rimozione del ricordo: causa di tutte le gesta di Lorenza Mazzetti, è forse causa anche di tutti i suoi successi. Diario Londinese è stato presentato per la prima volta a Roma alla Casa del Cinema di Roma da Irene Bignardi e Antonio Gnoli.

Oggi la “missione” di Lorenza e suo desiderio principale è presentare alle scuole il film Il cielo cade e poter parlare con i giovani per mantenere vivo il ricordo della tragedia della strage della famiglia Einstein come atroce esempio dell'Olocausto. Strage che, se non fosse stato per il suo libro, sarebbe rimasta occultata.

Nel novembre 2015 la casa produttrice Tangram Film ha annunciato l'inizio lavorazione di un documentario su Lorenza Mazzetti, dal titolo Perché sono un genio e diretto da Steve Della Casa e Francesco Frisari.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • K (1953), con Michael Andrews
  • Together (1956), con Michael Andrews, Eduardo Paolozzi

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il cielo cade (1962)
  • Con rabbia (1963)
  • Uccidi il padre e la madre (1969)
  • Il lato oscuro, Tindalo (1969), raccolta degli interventi su Vie Nuove in risposta a lettere di lettori che chiedevano consigli di tipo psicoanalitico.
  • Il teatro dell'io: l'onirodramma. I bambini drammatizzano a scuola i loro sogni (1975)
  • Diario londinese (2014)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Betti, L'italiana che inventò il Free cinema inglese. Vita cinematografica di Lorenza Mazzetti, Ed. Vicolo del Pavone, 2002.
  • Marco Duse, "Lorenza Mazzetti. L'outsider del Free Cinema", in Cabiria. Studi di Cinema, n. 168, Le Mani editore, 2012.
  • Karl-Siegbert Rehberg, Ein traumatische Ereignis als Katalysator des Erinnerns. Lorenza Mazzetti und die Auslöschung einer Familie. Müller C, Ostermann P, Rehberg K.-S. (a cura di), Die Shoah in Geschichte und Erinnerung. Perspektiven medialer Vermittlung in Italien und Deutschland, Transcript, Bielefeld, 2014, pp. 297-306.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN228063108 · LCCN: (ENno2007138471 · SBN: IT\ICCU\RAVV\084818 · ISNI: (EN0000 0003 7468 0582 · BNF: (FRcb15594485v (data)