Lophoceros nasutus

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Bucero nasuto
African grey hornbill (Tockus nasutus nasutus) male.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Bucerotiformes
Famiglia Bucerotidae
Genere Lophoceros
Specie L. nasutus
Nomenclatura binomiale
Lophoceros nasutus
(Linnaeus, 1766)
Sinonimi

Tockus nasutus
Linnaeus, 1766

Areale
Tockus nasutus - Distribution.png

Il bucero nasuto (Lophoceros nasutus (Linnaeus, 1766)) è un uccello della famiglia dei Bucerotidi originario dell'Africa sub-sahariana[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura 45-51 cm di lunghezza, per un peso di 172-258 g nel maschio e di 163-215 g nella femmina[3].

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Femmina di L. n. epirhinus (parco nazionale d'Etosha, Namibia).

Da lontano, questo bucero presenta un aspetto generale grigio-marrone, ma il grande becco ricurvo e la lunga coda ne rendono la sagoma caratteristica. Le ali sono corte e arrotondate. Questa specie si differenzia dal più piccolo bucero beccorosso (Tockus erythrorhynchus) non solamente per il colore del becco, ma anche per il disegno della coda. Nel suo caso, infatti, solamente le timoniere laterali sono parzialmente bianche, le restanti sono nere. Nel suo cugino dal becco rosso, le timoniere centrali sono nere e le altre completamente bianche. Il maschio differisce dalla femmina per il colore del becco, che è nero, ad eccezione della base che è giallo crema fino alla metà del ramo superiore. Quello della femmina, invece, ha il ramo superiore giallo e quello inferiore nero, con l'estremità rossastra. A parte questo, entrambi i sessi condividono molti tratti comuni. La testa e il collo sono di colore grigio scuro, più scuro sulla gola ma virante al marrone chiaro a contatto con il petto. La base del becco è allargata e forma una sorta di elmetto molto piccolo che si estende fino alla metà del becco, terminando a punta. Un sopracciglio biancastro molto ampio descrive una curva sopra l'occhio, dalla base del becco all'occipite. Le piume delle ali e del dorso sono di colore marrone scuro; ognuna di esse è ampiamente bordata di bianco. Le parti inferiori sono interamente bianche. Le zampe sono bruno-nerastre, l'iride è bruno-rossastra. Da notare tre o quattro sottili linee trasversali di colore giallo brillante che decorano il ramo inferiore del becco e che sono indiscutibili segni di riconoscimento.

I giovani hanno la base del becco e le piccole linee trasversali su di esso di colore giallastro. La punta è rossa, mentre il resto del ramo inferiore è nero scuro. L'elmetto è assente, ma la base del culmen è leggermente rialzata[3].

Lophoceros nasutus (info file)
Ascolta il richiamo (registrato in Kenya).

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Il richiamo del bucero nasuto è un pi pi pi penetrante che accelera e si sviluppa fino a divenire un sibilo piuttosto triste e discendente, pipipipipipipi pleu pleu. In volo emette un semplice pleu che può essere udito anche da lontano[3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Giovane di L. n. nasutus (Etiopia).
Femmina di L. n. epirhinus (lago Naivasha, Kenya).

In coppia o in gruppi composti al massimo da una ventina di individui, il bucero nasuto si sposta con un volo ondulato durante il quale i battiti d'ala si alternano a lunghe planate. Quando lancia il suo richiamo, raddrizza il corpo in verticale e agita le ali. Il suo appello lamentoso viene ripetuto per molte volte, ma in certi casi è possibile udirlo anche per venti minuti senza interruzione[3].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I buceri nasuti cercano principalmente il loro cibo tra le chiome degli alberi, ma questo non impedisce loro di scendere a terra. La loro dieta è mista: è costituita da insetti, ragni, piccoli roditori, rane e alcuni frutti. Le sostanze di origine animale costituiscono l'85% del menu[3].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

L'epoca della riproduzione varia in base alle regioni. In Zimbabwe è stata osservata da agosto a novembre, mentre nell'Africa occidentale ha luogo da dicembre ad aprile.

Il nido è difficile da localizzare, in quanto il maschio cerca di non farsi vedere nelle sue vicinanze. L'apertura viene murata dalla femmina dopo l'inizio dell'incubazione e la fessura che permette al maschio di nutrirla misura da 7 a 10 centimetri di lunghezza. La femmina depone da 2 a 5 uova in un intervallo che può durare una settimana. L'incubazione, che dura da 24 a 26 giorni, inizia subito dopo la deposizione del primo uovo, pertanto le nascite sono scaglionate. I piccoli nascono nudi e ciechi; richiedono molte attenzioni e cure ed escono dal nido solo tra i 19 e i 34 giorni di vita. A partire dall'età di 10-15 giorni, sono in grado di espellere le loro deiezioni attraverso l'apertura praticata nel nido. Prima di questo periodo, è la femmina che si occupa della pulizia del nido e del rinnovo del rivestimento situato al suo interno. Durante il periodo di reclusione, la femmina effettua la muta ed è in grado di uscire dal nido sono quando i giovani effettuano l'involo[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

I buceri nasuti frequentano le zone boschive, le savane arbustive e le praterie aride con alberi e boschetti, dal livello del mare fino a 1700 metri.

Questa specie è endemica dell'Africa a sud del Sahara, dove occupa un areale molto vasto. Questo si estende come una larga fascia dall'Africa occidentale, dal Senegal e dalla Guinea, fino all'Etiopia, per poi svilupparsi attraverso l'Africa orientale in direzione sud. La specie è presente nell'estremità meridionale della Somalia, in Kenya, in Uganda, Tanzania, Zambia, Malawi, Zimbabwe e nel sud del Mozambico. In Africa australe, la troviamo in Botswana, in alcune parti della Namibia e nell'estremità meridionale dell'Angola. In Sudafrica, si può osservare nel Transvaal settentrionale, ma è assente dalle province meridionali[3].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studiosi ne riconoscono due sottospecie[2]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2016, Lophoceros nasutus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 14 novembre 2019.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Bucerotidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  3. ^ a b c d e f g (EN) African Grey Hornbill (Lophoceros nasutus), su hbw.com. URL consultato il 28 ottobre 2019.

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