Lophiiformes

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Lofiformi
Lophius budegassa.jpg
Lophius budegassa
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Infraclasse Teleostei
Superordine Paracanthopterygii
Ordine Lophiiformes
Famiglie

vedi testo

(A) Centrophryne spinulosa, 136 mm SL
(B) Cryptopsaras couesii, 34.5 mm SL
(C) Himantolophus appelii, 124 mm SL
(D) Diceratias trilobus, 86 mm SL
(E) Bufoceratias wedli, 96 mm SL
(F) Bufoceratias shaoi, 101 mm SL
(G) Melanocetus eustalus, 93 mm SL
(H) Lasiognathus amphirhamphus, 157 mm SL
(I) Thaumatichthys binghami, 83 mm SL
(J) Chaenophryne quasiramifera, 157 mm SL.

I lofiformi (Lophiiformes) sono un ordine di pesci[1] marini, perlopiù abissali.

Aspetto fisico[modifica | modifica wikitesto]

Sono pesci predatori caratterizzati da una grande testa (che ricopre da 1/3 a metà del loro corpo) con una bocca ampia, fornita di numerosi denti appuntiti, e una sorta di appendice carnosa o antenna mobile presente sulla fronte (il cosiddetto illicio) che emana della luce naturale (questo fenomeno, presente anche nelle lucciole, si chiama bioluminescenza) per attirare l'attenzione delle "prede curiose" di cui si cibano. Hanno tutti sia lo scheletro che la pelle, sono privi di squame e le loro pinne sono di foggia differente rispetto a quelle della maggior parte dei pesci. Molti di questi pesci presentano un apparato digerente elastico (che permette a loro di ingoiare prede anche più grandi di loro). Generalmente i lofiformi hanno un corpo di forma schiacciata oppure tarchiata e le loro dimensioni (in età adulta) sono, per buona parte dei membri di tale ordine, medio-piccole (intorno ai 3-20 cm di lunghezza), mentre la famosa rana pescatrice può arrivare (in casi eccezionali) sui 2 m di lunghezza e pesare oltre i 50 kg.

Altre descrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il loro dimorfismo sessuale le femmine di tutte quante le specie sono più grandi dei maschi; nel caso del melanoceto, per esempio, la femmina può raggiungere i 18 cm di lunghezza e il maschio adulto non supera i 3.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Vivono in tutti gli oceani, da 20 ad oltre 1000 metri di profondità, dove la luce del sole è assente (nei cosiddetti abissi marini). Non si conosce con esattezza se quest'ordine di pesci sia molto numerosa, in quanto l'uomo ha finora esplorato una minima parte dell'ambiente marino.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I lofiformi sono predatori di natura, nutrendosi di qualsiasi forma di vita gli capiti a tiro, prevalentemente piccoli pesci di profondità. Talvolta, se costretti, sono soggetti al cannibalismo per sopravvivere. Solitamente non attaccano l'uomo, in quanto incapace di scendere fino a tali profondità senza l'ausilio di sottomarini, e pare che questi pesci non si interessino alla vista di tali mezzi di trasporto, preferendo aggirarsi in cerca di una preda facile.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

I lofiformi sono animali ovipari, cioè che depongono uova.

I maschi, sebbene possano comportarsi come parassiti delle femmine, in realtà si avvinghiano alle suddette in modo anche non violento. Il maschio preleva parte del suo nutrimento dal ventre della femmina, mentre questa riceve dal primo un continuo flusso di sperma.

Le uova sono raccolte in una specie di nastro gelatinoso e vengono lasciate in acque poco profonde, al sicuro dalla maggior parte di altri predatori. Una volta schiuse, dalle uova fuoriescono dei cuccioli formati che, guidati dall'istinto, si inoltrano nei loro territori.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine dei lofiformi contiene circa 322 specie, divise in 65 generi e 18 famiglie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) WoRMS (2013). Lophiiformes. In: Froese, R. and D. Pauly. Editors. (2013) FishBase, Lophiiformes, in WoRMS 2015 (World Register of Marine Species).

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