Arco lungo

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Un arco lungo semplice
Un arco lungo laminato
In primo piano soldati armati di archi lunghi durante la Battaglia di Crécy
I puntali o "Tips" dell'arco lungo.
L'impugnatura dell'arco lungo

L'arco lungo (in inglese longbow) è un tipo di arco a curvatura unica (che non presenta le controcurvature tipiche dell'arco ricurvo).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'uso di lunghi e potenti archi risale alle invasioni barbariche del V secolo[1]. La successiva diffusione nel territorio inglese risale al XIII secolo, sotto il regno di Edoardo I Plantageneto (Longshanks). In quel periodo la marginalità dell'Inghilterra, la cui economia era ancora prevalentemente rurale, non aveva permesso lo sviluppo di maestranze specializzate nella costruzione di balestre, peraltro armi di costo abbastanza elevato.

L'uso e la diffusione dell'arco lungo fu favorito dalla relativa facilità con cui poteva essere costruito e dall'accessibilità che si estese alle classi popolari, le quali fornivano i tiratori a condizione che venissero assiduamente addestrati per essere in grado di tendere archi il cui carico di trazione medio era di cento libbre.

L'uso bellico[modifica | modifica wikitesto]

L'arco lungo divenne un'arma tipica degli eserciti inglesi, il che risultò determinante in alcune vittoriose guerre contro gli scozzesi e, nella prima fase della Guerra dei Cent'anni, contro gli eserciti della Francia. Gli scozzesi, rimasti ancorati a tattiche "tradizionali" che si basavano su eserciti prevalentemente costituiti da fanti e pochi cavalieri, si scontravano contro un nemico denso di arcieri il quale, dopo aver provocato la dispersione delle truppe avversarie, le caricava con la cavalleria. A sud gli eserciti francesi nutrivano invece sfiducia nei confronti delle strategie militari, permettendo così agli inglesi di sfruttare la disorganizzazione e puntare su una tattica fondata sull'arco.

Celebre fu la Battaglia di Azincourt contro l'esercito francese la quale, grazie al contributo essenziale degli arcieri, venne vinta dall'Inghilterra.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

L'arco lungo era originalmente costituito da un lungo listello di legno (solitamente tasso, taxus baccata) lungo all'incirca quanto l'apertura delle braccia dell'arciere che doveva utilizzarlo. Talvolta aveva dimensioni anche maggiori. La misura standard è di circa 72 pollici (182,88 cm).

Attualmente però, gli artigiani costruttori producono una gran varietà di modelli, adoperando ormai ogni essenza di legno, e utilizzando sempre più spesso la tecnica del multistrato; l'arco è poi ricoperto da uno spesso strato di fibra di vetro, che gli conferisce potenza e prestazioni omogenee nel tempo. Questo rende l'arma un arco laminato. Quasi tutti i costruttori, poi, sono disponibili a produrre archi personalizzati, sia dal punto di vista prettamente tecnico che da quello estetico.

La corda dell'arco lungo moderno viene per lo più costruita utilizzando numerosi fili di nylon arrotolati assieme, oppure con una treccia di dacron.

L'arco lungo medievale ha una sezione a "D" dove il lato dritto (detto "dorso") è quello rivolto verso il bersaglio. Spesso le parti terminali dei flettenti, i puntali o "tips", erano rinforzati in corno. La corda era solitamente costituita da una treccia composta da due o tre fili di lino, canapa o budello e veniva impregnata di colla ed alcuni arcieri medievali amavano rinforzare le proprie corde (ne avevano sempre una di scorta durante le battaglie) con capelli femminili, poiché ciò le rendeva più resistenti e faceva in modo che esse non si spezzassero (in qualche caso però succedeva lo stesso) proprio nel mezzo di una battaglia.

La freccia viene appoggiata su una rientranza ricavata sul fianco sopra l'impugnatura dell'arco (detta "finestra") nel caso degli archi moderni, o direttamente sulla mano dell'arciere nel caso di quelli medioevali.

Legno di tasso[modifica | modifica wikitesto]

Sezione di un ramo di tasso con ben evidenziati il più chiaro alburno esterno e il più scuro durame all'interno.

Il legno di tasso era il miglior materiale da usare pr la costruzione dell'arco lungo. Il legno del tasso infatti si differenzia molto bene al suo interno in alburno e durame.

  • Il durame è la parte interna più scura di un ramo o di un tronco dell'albero e ha la caratteristica di resistere bene alla compressione; per questo motivo viene utilizzato per comporre la parte più interna del listello dell'arco, quella rivolta verso l'arciere quando esso tira, cioè la parte sottoposta alla compressione.
  • L'alburno è la parte più chiara ed esterna nella sezione di un tronco; è molto elastico e per questo motivo viene impiegato nella parte più esterna dell'arco, quella rivolta verso il bersaglio che va in trazione quando la corda è posta in tensione.

Nell'arco il durame contrasta la tensione della corda e l'alburno fa tornare dritto il listello dopo l'uso.

Termine dell'uso[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo, l'arco lungo era costituito da un listello di tasso, completamente dritto, al quale venivano aggiunti alle estremità i terminali ai quali veniva poi agganciata una corda.

Quando l'arco cominciava ad acquisire una leggera incurvatura permanente si diceva che "aveva seguito la corda". In questi casi alcuni arcieri tenevano ancora l'arco, altri lo rimpiazzavano con uno nuovo. I primi non prendevano quella decisione tanto per il costo di un arco nuovo o per il tempo che si impiegava nel costruirsene un altro, quanto per il fatto che quell'incurvatura donava all'arciere qualche possibilità in più di essere arruolato da nobili che cercavano uomini d'arme con esperienza per le loro battaglie, poiché l'arma incurvata indicava chiaramente che era stata molto utilizzata e di conseguenza il soldato che l'aveva non era inesperto in materia.

I secondi invece preferivano utilizzare sempre un arco dritto, più efficiente nella gettata e per questo motivo sganciavano sempre la corda dall'arco quando non dovevano usarlo, in modo che non prendesse l'incurvatura.

« Un arciere non gettava mai via la propria arma, neppure se gli si spezzava in mano; l'affidava sempre alle fiamme, in una cerimonia che era una scusa per bere e farsi quattro risate. Era un modo per spedire l'arco all'inferno, dicevano gli arcieri, affinché attendesse laggiù il suo proprietario. »
(Bernard Cornwell, La spada e il calice, p. 119)

Si dice che durante la Guerra dei cent'anni i Francesi, quando catturavano un arciere inglese, gli tagliavano indice e medio della mano destra, per renderlo inabile all'uso dell'arco. Per questo motivo in seguito, soprattutto ad Azincourt, gli arcieri inglesi mostravano ai francesi le due dita, in segno di scherno; da allora in Gran Bretagna il gesto fatto mostrando indice e medio della mano destra, tenendo le altre dita chiuse a pugno, è considerato offensivo per chi lo riceve, come il dito medio o le corna italiane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The military history book, the ultimate visual guide to the weapons that shaped the world, Londra, Dorling Kindersly, 2012, pp. 72-81, ISBN 978-1-4093-8344-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessio Cenni, Il declino del long bow, in Arcosophia, nº 11, 2008, pp. 10-13.
  • Bernard Cornwell, L'arciere del re, TEA, 2003, p. 486.
  • Bernard Cornwell, La Spada e il Calice, TEA, 2006, p. 26, 139.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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