Lombalgia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Lombalgia
Lumbar region in human skeleton.svg
La regione lombare sullo scheletro umano
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 724.2
ICD-10 (EN) M54.4-M54.5

La lombalgia, più comunemente detta mal di schiena, è un disturbo comune che coinvolge i muscoli e le ossa della schiena. Essa colpisce, ad un certo punto della loro vita, circa il 40% delle persone. La lombalgia può essere classificata per durata, come acuta (dolore di durata inferiore alle 6 settimane), sub-cronica (da 6 a 12 settimane) o cronica (più di 12 settimane); la lombalgia acuta è anche nota popolarmente come colpo della strega[1]. La condizione può essere ulteriormente classificata dalla causa di fondo del dolore, che può essere meccanica o non meccanica.

Nella maggior parte degli episodi di lombalgia, una specifica causa sottostante non viene identificata o nemmeno ricercata. Se il dolore non passa con il trattamento conservativo o se è accompagnato da "red flag", come un'inspiegabile perdita di peso, febbre o altri problemi significativi, ulteriori esami devono essere fatti per escludere un serio problema di fondo. Nella maggior parte dei casi, metodiche di imaging biomedico, come la tomografia computerizzata, non hanno una grande utilità che ne giustifichi gli svantaggi. Ciononostante, il ricorso a tali metodiche nei casi di lombalgia appare aumentato. Alcuni casi sono dovuti ai dischi intervertebrali danneggiati e la ricerca del segno di Lasègue risulta utile per identificare questa causa.

Il trattamento non specifico della lombalgia acuta è in genere effettuato tramite misure conservative, quali il ricorso a semplici farmaci per il dolore e la prosecuzione delle normali attività se risultano possibili. L'assunzione di medicinali è raccomandata esclusivamente per la durata della loro efficacia, con il paracetamolo come farmaco di prima scelta. Per coloro che non sperimentano miglioramenti con il trattamento conservativo, vi sono altre opzioni disponibili. Gli oppioidi possono rivelarsi utili nel caso che i semplici antidolorifici non diano risultati, tuttavia essi non sono generalmente raccomandati, per i loro effetti collaterali. La chirurgia può essere utile nei pazienti con dolore cronico e disabilità correlati a patologie a carico del disco. L'intervento chirurgico può essere altresì raccomandato in coloro che presentano stenosi spinale. La lombalgia spesso influenza l'umore, il quale può essere migliorato tramite la psicoterapia e/o l'assunzione di antidepressivi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La lombalgia ha afflitto gli umani almeno fino dall'età del bronzo. Il noto e più antico trattato chirurgico, il Papiro Edwin Smith risalente a circa il 1500 a.C., descrive un test diagnostico e il trattamento per una distorsione vertebrale. Ippocrate di Coo (circa 460 a.C. - circa 370 a.C.) fu il primo ad utilizzare un termine per il dolore sciatico e per la lombalgia; Galeno (fine del II secolo d.C.) descrisse il concetto nel dettaglio. Per tutto il primo millennio, i medici non tentarono alcun approccio chirurgico e consigliavano una vigile attesa. Durante il periodo medievale, fautori della medicina popolare eseguivano trattamenti per il mal di schiena basati sulla convinzione che fosse causato da spiriti.[2]

All'inizio del XX secolo, i medici ritenevano che la lombalgia fosse dovuta da infiammazione o dadanni ai nervi,[2] con nevralgie e neuriti spesso menzionato nella letteratura medica del tempo.[3] La popolarità a proposito di tali cause diminuì nel corso del secolo.[3] Già nei primi anni dieci, il neurochirurgo statunitense Harvey Williams Cushing contribuì fortemente all'accettazione del trattamento chirurgico come rimedio per la lombalgia.[4] Negli anni 1920 e 1930, sorsero nuove teorie come causa, con alcuni medici che proponevano una combinazione di responsabilità a carico del sistema nervoso e disturbi psicologici come la nevrastenia e l'isteria femminile.[2] Il reumatismo muscolare (fibromialgia) è stata anche citata sempre con maggior frequenza.[3]

Tecnologie emergenti, come i raggi X, hanno fornito ai medici nuovi strumenti diagnostici, attribuendo per alcuni casi al disco intervertebrale la fonte del mal di schiena. Nel 1938, il chirurgo ortopedico Joseph S. Barr dimostrò che la sciatica correlata a patologie a carico del disco migliorava o scompariva in seguito all'intervento chirurgico.[3] Come risultato di questo lavoro, negli anni successivi, la correlazione tra patologie del disco e mal di schiena divenne sempre più accettato dalla comunità medica.[2] Tale convinzione perdurò fino agli anni 1980 quando l'avvento di nuove tecnologie di imaging biomedico, come la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica non dimostrarono che i problemi al disco erano una causa relativamente rara di lombalgia.[3] Da allora i medici si sono resi conto che non è sempre possibile determinare con precisione la vera causa del dolore lombare. Tuttavia non è nemmeno un requisito necessario, poiché nella maggior parte dei casi i sintomi regrediscono tra le 6 e le 12 settimane, indipendentemente dal trattamento.[2]

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Un dolore nella regione lombare della schiena che dura almeno un giorno e che limiti l'attività è un disturbo comune.[5] A livello mondiale, circa il 40 % delle persone sperimentano la lombalgia ad un certo punto della loro vita,[5] con stime che arrivano all'80% negli individui appartenenti al mondo sviluppato.[6] Tra circa il 9% e il 12% delle persone (632 milioni) accusano dolore lombare in un dato istante del tempo e quasi un quarto di essi (23,2%) dichiara di averne sofferto per circa un mese.[5][7] Tali disturbi iniziano solitamente tra i 20 ei 40 anni di età.[8] La lombalgia è più comune tra gli individui di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. Il numero complessivo di persone colpite dovrebbe aumentare con l'invecchiamento della popolazione.[5]

Non è chiaro se vi siano differenze dell'incidenza della lombalgia tra il sesso femminile e quello maschile.[5][7] Una review effettuata nel 2012 ha riportato un tasso del 9,6% tra i maschi e dell'8,7% tra le donne.[7] Un altro studio dello stesso hanno ha trovato un più alto tasso nelle donne rispetto agli uomini, che secondo gli autori poteva essere attribuito ad una maggiore frequenza di dolori causati da osteoporosi, alle mestruazioni, alla gravidanza o ad una maggior predisposizione delle donne nel riferire il dolore rispetto ai maschi.[5] Si stima che circa il 70% delle donne accusa dolore alla schiena durante la gravidanza.[9] I fumatori, ed in particolare quelli che iniziano da adolescenti, hanno maggior probabilità di avere il mal di schiena rispetto a ex fumatori. Questi ultimi hanno a loro volta più probabilità rispetto a quelli che non hanno mai fumato.[10]

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

Nella presentazione comune della lombalgia acuta, il dolore si sviluppa dopo movimenti che comprendono il sollevamento, la torsione o la flessione anteriore. I sintomi possono iniziare subito dopo tali movimenti o al risveglio alla mattina seguente. La descrizione dei sintomi può variare da dolore in un particolare punto ad un dolore diffuso. Esso può o non può peggiorare con certi movimenti, come sollevare una gamba o assumendo particolari posizioni, come sedersi o stare in piedi. Un dolore irradiato lungo le gambe (noto come sciatica) può essere presente. La prima esperienza di lombalgia acuta avviene solitamente tra i 20 e i 40 anni. Questo evento è spesso la prima ragione per una persona adulta per consultare un medico.[11] Episodi ricorrenti si verificano in più della metà delle persone[12] con gli episodi successivi generalmente più dolorosi rispetto al primo.[11]

Insieme alla lombalgia possono verificarsi altri disturbi. La lombalgia cronica è associata a problemi di sonno, tra cui un tempo maggiore necessario per addormentarsi, disturbi durante il sonno, una minore durata di esso e meno riposo.[13] Inoltre, la maggior parte degli individui con lombalgia cronica mostrano sintomi di depressione[14] o di ansia.[15]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

La lombalgia non è una malattia specifica, ma piuttosto una manifestazione che può essere causata da un gran numero di problemi di fondo di vari livelli di gravità.[16] La maggior parte dei casi di lombalgia, tuttavia, non ha una causa chiara[11] ma si ritiene essere il risultato di problemi muscolo-scheletrici non gravi, come distorsioni o stiramenti muscolari.[17] L'obesità, il fumo, l'aumento di peso durante la gravidanza, lo stress, cattive condizioni fisiche in generale, cattiva postura e il sonno non sufficiente possono essere fattori che contribuiscono alla lombalgia.[17] l'elenco completo delle possibili cause includono molte condizioni meno comuni.[18] Cause fisiche possono includere l'osteoartrite, l'artrite reumatoide, la degenerazione dei dischi intervertebrali o l'erniazione del disco, una vertebra rotta (dovuta spesso da osteoporosi) o, raramente, da una infezione o da un tumore della colonna vertebrale.[19]

Le donne possono accusare lombalgia acuta per patologie che interessano il apparato riproduttivo femminile, tra cui l'endometriosi, cisti ovariche, carcinoma dell'ovaio o fibromiomi uterini.[20] Quasi la metà di tutte le donne in stato di gravidanza lamentano dolori nella zona lombare o sacrale a causa di cambiamenti nella loro postura e del baricentro che portano a tensioni muscolari e dei legamenti.[21]

Fisiopatologia[modifica | modifica sorgente]

Regione lombare della schiena[modifica | modifica sorgente]

Le cinque vertebre lombari definiscono la regione lombare della schiena Le cinque vertebre lombari definiscono la regione lombare della schiena
Le cinque vertebre lombari definiscono la regione lombare della schiena
I componenti ossei e nervosi delle vertebre

La regione lombare è costituita da cinque vertebre (L1 - L5). Tra queste vertebre sono i dischi in fibrocartilagine che agiscono come cuscini impedendo alle vertebre di sfregare tra di loro e, allo stesso tempo, forniscono una protezione per il midollo spinale. I nervi entrano ed escono dal midollo spinale attraverso specifiche aperture tra le vertebre; tali nervi ricevono dalla pelle informazioni e mandano messaggi ai muscoli. La stabilità della colonna è garantita di legamenti e dai muscoli della schiena e dell'addome. Piccole articolazioni chiamate faccette articolari limitano e dirigono il movimento della colonna vertebrale.[22]

I muscoli multifidi decorrono dall'alto verso il basso lungo la parte posteriore della colonna vertebrale e sono importanti per mantenerla dritta e per permettere alcuni movimenti comuni come sedersi, camminare e sollevare pesi.[23] Patologie a carico di essi sono spesso riscontrate negli individui che accusano lombalgia cronica, poiché questi muscoli vengono utilizzati impropriamente per assumere posture che allevino il dolore alla schiena.[24] I problemi ai muscoli multifidi continuano anche dopo che è passato il dolore e può essere un importante motivo per il presentarsi di recidive.[24]

Un disco intervertebrale possiede un nucleo gelatinoso circondato da un anello fibroso.[16] Nel suo normale stato indenne, la maggior parte del disco non è servito ne dal sistema circolatorio ne dal sistema nervoso, vasi sanguigni e nervi passano solo verso l'esterno del disco[25]. Nella parte interna del disco vi sono cellule specializzate che possono sopravvivere senza fornitura diretta di sangue.[25] Nel corso del tempo, i dischi perdono flessibilità e capacità di assorbire le forze fisiche.[16] Ciò comporta l'aumento di sollecitazioni sulle altre parti della colonna vertebrale, causandone l'irrigidimento.[16] Come risultato, vi è meno spazio attraverso il quale il midollo spinale e le radici nervose possono passare.[16] Quando un disco degenera a seguito di infortunio o malattia, la composizione di esso cambia: vasi sanguigni e nervi possono crescere al suo interno e/o una parte di esso può erniare comprimendo direttamente sulla radice del nervo.[25] Uno di questi cambiamenti può essere responsabile del mal di schiena.[25]

Sensazione di dolore[modifica | modifica sorgente]

Il dolore è generalmente una sensazione sgradevole in risposta a un evento o a danni che possono potenzialmente danneggiare i tessuti del corpo. Vi sono quattro fasi principali nel processo del dolore: trasduzione, trasmissione, percezione e modulazione.[23] Le cellule nervose che rilevano il dolore hanno corpi cellulari situati nei gangli dorsali e fibre che trasmettono questi segnali al midollo spinale.[26] il processo della sensazione di dolore inizia quando l'evento che causa dolore innesca le terminazioni delle cellule nervose sensoriali appropriate. Queste cellule convertono l'evento in un segnale elettrico trasdotto. Diversi tipi di fibre nervose trasmettono il segnale elettrico dalla cellula di trasduzione del corno posteriore del midollo spinale al tronco cerebrale e poi dal tronco cerebrale alle varie parti del cervello come il talamo e il sistema limbico. Nel cervello, i segnali di dolore vengono elaborati e contestualizzati nel processo di percezione del dolore. Attraverso la modulazione, il cervello può modificare l'invio di ulteriori impulsi nervosi diminuendo o aumentando il rilascio di neurotrasmettitori.[23]

Alcune parti della sensazione e del sistema di elaborazione del dolore potrebbero non funzionare correttamente, creando una sensazione di dolore quando nessuna causa esterna esiste, segnalando troppo dolore rispetto alla causa o la segnalazione di dolore da un evento normalmente non doloroso. Inoltre, anche i meccanismi di modulazione del dolore potrebbero non funzionare correttamente. Questi fenomeni sono coinvolti nel dolore cronico.[23]

Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Vi sono diversi modi per classificare la lombalgia.[18] Si possono distinguere tre tipi generali di lombalgia a seconda della causa: lombalgia meccanica (che comprende le cause muscoloscheletriche aspecifiche, l'ernia discale, la compressione delle radici nervose, la degenerazione dei dischi, la patologia articolare o la frattura di una vertebra), lombalgie non meccaniche (dovute a tumori, infiammazioni come nella spondiloartrite o infezioni) e lombalgie dovute agli organi interni (ad esempio: colica biliare, calcoli renali, infezioni renali e aneurisma aortico).[18] Lombalgie con causa meccanica o muscolo-scheletrico sono riscontrabili nella maggior parte dei casi (circa il 90% o più)[18][27] e si ritiene che siano così classificabili anche la maggior parte (circa il 75 %) di quelli per cui non è stato possibile identificare una chiara eziologia.[18][27] Raramente il mal di schiena può essere attribuibile a patologie sistemiche o fattori psicologici, come nel caso di disturbi somatoformi e fibromialgia.[27]

Il mal di schiena può essere classificata anche in base ai segni e ai sintomi. Una lombalgia che comporta dolore diffuso che non cambia in risposta a particolari movimenti ed è localizzato nella parte bassa della schiena, senza che si irradi irradia al di là dei glutei, è classificato come non specifico: la classificazione più comune.[18] Un dolore che si irradia lungo la gamba sotto il ginocchio, se è esclusivamente su di un lato è indice di ernia del disco, se invece è bilaterale e cambia di intensità in base a determinate posizioni può essere indicato come stenosi spinale. Insieme comprendono il 7% dei casi.[18] Un dolore accompagnato dalla presenza di red flag come traumi, febbre una pregressa storia di cancro o di debolezza muscolare significativa, può far sospettare un grave problema di fondo e viene classificato come una lombalgia richiedente urgente attenzione.[18]

Un'ulteriore classificazione può essere fatta in base alla durata dei sintomi avendo pertanto una lombalgia acuta, sub-cronica (nota anche come sub-acuta) o cronica. La durata specifica in base a cui determinare tale classificazione non è stata universalmente accettata, tuttavia un dolore che dura meno di sei settimane viene generalmente indicato come acuto, dalle sei alle dodici settimane come sub-cronico, mentre se persiste per più di dodici settimane è considerato cronico.[28] La gestione e la prognosi possono cambiare in base alla durata dei sintomi.

Red flag[modifica | modifica sorgente]

Red flags sono segni di allarme che possono far sospettare l'esistenza di un problema più grave
Red flag[29] Possibile causa[11]
Storia di un tumore pregresso Tumore
Perdita di peso inspiegabile
Perdita del controllo della vescica o dell'intestino Sindrome della cauda equina
Debolezza motoria significativa
o deficit sensoriali
Perdita di sensibilità ai
glutei
Trauma significativo per l'età Frattura
Utilizzo cronico di corticosteroidi
Forte dolore dopo un intervento chirurgico
avvenuto da meno di un anno
Infezione
Febbre
Infezione delle vie urinarie
Immunosoppressione
Utilizzo di droghe per via intravenosa

Poiché la struttura della schiena è complessa e la percezione del dolore e la sua segnalazione al medico del dolore sono soggettive e influenzate da fattori sociali, la diagnosi di lombalgia non è semplice.[18] Mentre la maggior parte dei casi è dovuta a problemi muscolari e articolari, questa causa deve essere separata da altre patologie più gravi come ad esempio problemi neurologici, tumori spinali, fratture della colonna vertebrale e infezioni.[11][28] La presenza di alcuni segni, chiamati "red flag", indicano la necessità di ulteriori esami per evidenziare eventuali problemi di fondo più seri che possono necessitare di un trattamento immediato e specifico.[18] La presenza di una red flag non significata, tuttavia, automaticamente che vi sia un grave problema sottostante. Spesso, infatti, si tratta di sola suggestione[30][31] e la maggior parte delle persone che presentano red flag non hanno alcuna seria patologia.[11][28] Se i red flag non sono presenti non è ritenuto utile eseguire esami di diagnostica per immagini o esami di laboratorio nelle prime quattro settimane dopo l'inizio dei sintomi.[18] Con l'esclusione delle cause più gravi, i pazienti vengono trattati sintomaticamente come lombalgia non specifica e senza determinare con esattezza la causa.[11][28] Può essere utile ricercare alcuni elementi che potrebbero complicare la diagnosi, come la depressione, abuso di sostanze o particolare stress.[18]

Esami[modifica | modifica sorgente]

Esami di imaging biomedico sono indicati quando vi è la presenza dei red flag, quando vi sono sintomi neurologici che non risolvono o dolore persistente o ingravescente.[18] In particolare, si raccomanda l'uso precoce della diagnostica per immagini (o RM o TAC) nel caso di sospetto di un tumore, di un'infezione o della sindrome della cauda equina.[18] La risonanza magnetica è leggermente migliore della tomografia computerizzata al fine di identificare una patologia del disco. Le due metodologie sono tuttavia ugualmente utili per la diagnosi di stenosi spinale.[18] Solo pochi test diagnostici clinici sono utili.[18] Il test di sollevamento della gamba dritta è quasi sempre positivo in quelli che accusano ernia del disco.[18] La discografia provocatoria lombare può essere utile per identificare un dato disco che causa dolore nei soggetti con elevato dolore lombare cronico.[32] Allo stesso modo le procedure terapeutiche, quali i blocchi nervosi, possono essere utilizzate per determinare una specifica fonte di dolore.[18] Alcune evidenze supportano l'uso di iniezioni nelle faccette articolari, iniezioni epidurali transforaminali e iniezioni sacroiliache come test diagnostici.[18] La maggior parte degli altri test fisici, come la valutazione della scoliosi, la determinazione della debolezza muscolare o quella dei riflessi, appaiono di scarsa utilità.[18]

Il test di sollevamento della gamba dritta è in grado di rilevare il dolore causato da un'ernia del disco. Ciò giustifica poi il ricorso ad esami più complessi, quali la risonanza magnetica che possono fornire chiari dettagli sui dischi intervertebrali (nell'immagine a destra un'ernia tra L4 e L5) Il test di sollevamento della gamba dritta è in grado di rilevare il dolore causato da un'ernia del disco. Ciò giustifica poi il ricorso ad esami più complessi, quali la risonanza magnetica che possono fornire chiari dettagli sui dischi intervertebrali (nell'immagine a destra un'ernia tra L4 e L5)
Il test di sollevamento della gamba dritta è in grado di rilevare il dolore causato da un'ernia del disco. Ciò giustifica poi il ricorso ad esami più complessi, quali la risonanza magnetica che possono fornire chiari dettagli sui dischi intervertebrali (nell'immagine a destra un'ernia tra L4 e L5)

Il dolore alla schiena è uno dei più comuni motivi per cui le persone si recano dal medico.[33][34] Per un dolore che dura solo poche settimane, probabilmente esso si placherà da solo.[35] Perciò, se l'anamnesi e l'esame obiettivo di un paziente non suggeriscono una malattia specifica come causa, le principali società mediche raccomandano di non prescrivere esami di imaging, come raggi X, TAC e risonanza magnetica.[34] Molti pazienti possono, tuttavia, desiderare tali esami, ma se non sono presenti i "red flag", l'assistenza sanitaria non risulta necessaria.[36][37][33][35] Il ricorso all'imaging di routine aumenta i costi ed è una pratica associata a più alti tassi di intervento chirurgico con nessun beneficio.[38][39] Inoltre le radiazioni ionizzanti utilizzate nelle radiografie e nella TAC possono recare un danno per la salute[38]. Meno dell'1% degli esami di imaging identificano chiaramente la causa del dolore.[33] La diagnostica per immagini può anche rilevare anomalie innocue, incoraggiando i pazienti a richiedere ulteriori esami inutili e a preoccuparsi.[33] Per questo motivo, tra il 1994 e il 2006, gli esami di risonanza magnetica della regione lombare sono aumentati di oltre il 300% tra gli statunitensi beneficiari del programma Medicare.[40]

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Tecnica di sollevamento consiglia di evitare il mal di schiena

Non sono ancora stati determinati metodi efficaci per prevenire il mal di schiena.[5] L'esercizio fisico è probabilmente efficace nel prevenire le recidive nei soggetti con dolore che dura più di sei settimane.[11][41] Vi sono poche evidenze che le cinture lombari siano più utili per evitare il mal di schiena rispetto all'utilizzo di corrette tecniche per sollevare i pesi.[42] I plantari non aiutano a prevenire il mal di schiena.[43]

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

La gestione del dolore lombare dipende da quale sia la causa: meccanica, non meccanica o dolore trasmesso.[44] Il dolore acuto che causa solo una quantità lieve o moderata di problemi, gli obiettivi sono ripristinare la funzione normale, far tornare l'individuo al lavoro e ridurre al minimo il dolore. La condizione normalmente non è grave, si risolve senza particolare trattamenti.[28] Fornire ai pazienti con capacità di coping rassicurazioni sull'esito è utile per accelerare il recupero.[11] Per quelli con lombalgia cronica o sub-cronica, programmi di trattamento multidisciplinari possono essere d'aiuto.[45]

Attività fisica[modifica | modifica sorgente]

Aumentare l'attività fisica in generale viene solitamente consigliato, tuttavia non appare chiaro il beneficio nel dolore o nella disabilità quando viene utilizzata per il trattamento di un episodio acuto.[41][46] Per il dolore acuto vi è una evidenza di moderata qualità che consiglia di camminare.[47] Il trattamento secondo il metodo McKenzie è in qualche modo efficace per la recidiva di lombalgia acuta, ma il suo vantaggio nel breve termine non appare significativo.[11] Vi sono prove sperimentali che sostengono il ricorso alla terapia termica per casi acuti e sub-cronici di lombalgia,[48] tuttavia vi sono poche evidenza che suggeriscano l'uso del calore o del freddo nella terapia per il dolore cronico.[49] Una debole evidenza suggerisce che le cinture lombari possano diminuire il numero di giornate lavorative perse, ma esse non possono essere d'aiuto per il dolore.[42] Terapie che impiegano ultrasuoni e la terapia con onde d'urto non sembrano efficaci e pertanto non sono raccomandate.[50]

Terapie basate su particolari esercizi fisici sono efficaci per ridurre il dolore e migliorare la funzione nei pazienti con lombalgia cronica.[42] Sembra anche che possano ridurre i tassi di recidiva a sei mesi dopo il completamento del programma,[51] migliorando la funzione a lungo termine.[49] Non vi sono prove che un particolare tipo esercizio sia più efficace di un altro.[52] La tecnica Alexander appare utile per il mal di schiena cronico[53] e non vi sono prove sperimentali per sostenere il ricorso allo yoga.[54] La stimolazione nervosa elettrica transcutanea (TENS) non si è dimostrata efficace nella lombalgia cronica.[55] La ricerca di prove per l'uso di plantari come trattamento è stata inconcludente.[43] La stimolazione del nervo periferico, una procedura minimamente invasiva, può essere utile nei casi di lombalgia cronica che non risponde ad altre misure, anche se non risulta efficace per contrastare il dolore che si irradia nella gamba.[56]

Trattamento farmacologico[modifica | modifica sorgente]

La gestione del dolore lombare spesso include il ricorso a farmaci. Al primo episodio di lombalgia l'obbiettivo è una guarigione completa, ma se il problema divenisse cronico gli obbiettivi possono cambiare sia per quanto riguarda la gestione del dolore sia per il recupero funzionale. In questi casi i farmaci per il dolore talvolta non riescono ad essere efficaci completamente e le aspettative circa il loro beneficio potrebbero differire dai risultati ottenibili, portando così ad una diminuzione della soddisfazione del paziente.[14]

Rappresentazione tridimensionale di una molecola di paracetamolo, il farmaco di prima scelta per la gestione del dolore lombare.

Il farmaco di solito consigliato come prima scelta è il paracetamolo o altri FANS esclusa l'aspirina nonostante che questi non siano sufficienti per la maggior parte delle persone. Dosi standard di paracetamolo sono molto sicure, tuttavia, dosi molto elevate possono causare problemi al fegato (Avvelenamento da paracetamolo).[14] I FANS sono più efficaci rispetto al paracetamolo per gli episodi acuti, tuttavia, portano un maggior rischio di effetti collaterali, tra cui: insufficienza renale, ulcere dello stomaco e, seppur raramente, problemi cardiaci. Così, i FANS sono una seconda scelta rispetto al paracetamolo e vengono consigliati solo se il dolore non riesce ad essere gestito grazie ad esso. I FANS sono disponibili in diverse classi, non vi sono prove per sostenere l'uso di inibitori selettivi della COX-2 rispetto a qualsiasi altra classe di FANS. Rilassanti muscolari possono anche dimostrarsi utili.[14]

Se il dolore non viene gestito ancora in modo adeguato, possono essere utilizzati oppioidi come la morfina. Questi farmaci hanno un rischio di dipendenza, possono avere interazioni negative con altri farmaci e hanno un maggior rischio di effetti collaterali tra cui vertigini, nausea e costipazione. Gli oppioidi possono essere adatti per la gestione a breve termine del dolore severo e acuto che causa notevoli problemi.[14] Gruppi professionali sconsigliano l'uso generale a lungo termine di oppioidi per il dolore cronico lombare.[14] Per le persone anziane con dolore cronico gli oppioidi possono essere utilizzati per quelli per cui i FANS presentano un grande rischio come chi ha il diabete o problemi di stomaco o di cuore. Essi possono anche essere utili per un gruppo selezionato di persone con dolore neuropatico.[57]

Gli antidepressivi possono essere efficaci nel trattamento del dolore cronico associato a sintomi di depressione ma comportano un significativo rischio di effetti collaterali. Anche se i farmaci anticonvulsivanti gabapentin e carbamazepina sono a volte utilizzati per la lombalgia cronica e possono alleviare il dolore sciatico, vi sono insufficienti prove per raccomandarne la prescrizione.[14] Steroidi per via orale non hanno dimostrato di essere utili nel mal di schiena.[11][14] Iniezioni sulle faccette articolari e iniezioni di steroidi nei dischi non sono stati trovati per essere efficaci nei pazienti con dolore persistente e non irradiato; tuttavia possono essere considerati per quelli con dolore sciatico persistente.[58] Iniezioni di corticosteroidi per via epidurale forniscono un leggero miglioramento a breve termine ma non sono di alcun beneficio su prospettive temporali più lunghe.[59]

Intervento chirurgico[modifica | modifica sorgente]

La chirurgia può essere utile nei pazienti con un'ernia del disco che comporta un dolore significativo irradiato alla gamba accompagnato da debolezza, problemi alla vescica o perdita del controlla o intestinale.[4] Può essere utile anche in quelli che acusano una stenosi spinale.[60] In assenza di questi problemi non vi è alcuna chiara evidenza di beneficio da un intervento chirurgico.[4]

La discectomia (asportazione parziale del disco intervertebrale causa di dolore alla gamba) può fornire sollievo dal dolore prima dei trattamenti non chirurgici.[4] La discectomia presenta i migliori risultati ad un anno, ma non da quattro a dieci anni.[4] La microdiscectomia, una procedura meno invasiva, non ha dimostrato di portare ad un risultato diverso rispetto discectomia tradizionale.[4] Nella maggior parte delle altre situazioni non vi sono prove sufficienti che forniscano raccomandazioni per l'intervento chirurgico.[4] Non è chiaro l'impatto a lungo termine dell'intervento nel caso di patologia degenerativa del disco.[4] Opzioni chirurgiche meno invasive comportano tempi di recupero inferiori ma non vi sono prove sufficienti per quanto ne riguarda l'efficacia.[4]

Per i pazienti che lamentano un dolore localizzato nella parte bassa della schiena cusato dalla degenerazione del disco, l'evidenza supporta che la fusione spinale abbia un risultato uguale alla terapia fisica intensiva e leggermente migliore rispetto a misure di bassa intensità non chirurgiche.[60] Fusion può essere considerato per quelli con il mal di schiena da spondilolistesi che non migliora con il trattamento conservativo,[4] Tuttavia solo un piccolo numero di persone che si sono sottoposte a fusione spinale hanno potuto godere di buoni risultati.[60] Vi sono un certo numero di differenti procedure chirurgiche per ottenere la fusione senza che vi sia alcuna chiara evidenza che un metodo sia migliore di un altro.[61] L'aggiunta di dispositivi spinali impiantabili durante la procedura di fusione aumenta i rischi e non fornisce alcun miglioramento aggiuntivo per quanto riguarda il contenimento del dolore o la ripresa della funzionalità.[40]

Medicina alternativa[modifica | modifica sorgente]

Non è chiaro se la chiropratica o la terapia di manipolazione spinale possano migliorare gli esiti nei pazienti con mal di schiena rispetto agli altri trattamenti.[62] Alcuni studi hanno trovato che la manipolazione spinale raggiunga risultati uguali o migliori, nella gestione del dolore e nel recupero della funzionalità, quando viene confrontata con altri interventi utilizzati comunemente in follow up a breve, medio e lungo termine.[63][64] Altri studi invece hanno contraddetto queste affermazioni, concludendo che questa tecnica non risulta essere più efficace degli altri metodi.[65][15] Le linee guida nazionali raggiungono conclusioni diverse, con alcune che non raccomandano il ricorso alla manipolazione spinale, alcune che le considerano come un'opzione, e altre ancora che ne raccomandano l'uso quando il dolore non passa con altre terapie.[28] La manipolazione sotto anestesia, o manipolazione medicalmente assistita, non ha prove sufficienti per raccomandarne l'uso.[66]

La pratica dell'agopuntura, nel trattamento della lombalgia, non ha fornito risultati migliori rispetto al placebo.

L'agopuntura non risulta essere migliore del placebo, delle cure tradizionali o agopuntura sham per il trattamento del dolore acuto non specifico o del dolore sub-cronico.[67] Per quelli con dolore cronico, il dolore appare migliorare leggermente rispetto a nessun trattamento ed è paragonabile all'assunzione di farmaci, ma ciò non aiuta nella soluzione della disabilità.[67] Questo beneficio nel dolore è presente solo a destra e dopo il trattamento ma non al follow-up.[67] L'agopuntura può essere una trattamento da consigliare in quelli che presentano dolore cronico che non risponde ad altri trattamenti.[11][68] Mentre il ricorso a massaggi non sembra offrire molto beneficio per lombalgia acuta,[11] può tuttavia aiutare le persone con dolore sub-cronico o cronico, specialmente se combinata con esercizi fisici e di educazione posturale.[69] Prove sperimentali suggeriscono che l'agopuntura e il massaggio insieme possono portare a risultati migliori rispetto che il solo massaggio.[69]

La proloterapia, la pratica di iniettare soluzioni nelle articolazioni della schiena al fine di causare infiammazione e quindi stimolare la risposta di guarigione del corpo, non è stata trovata per essere efficace da sola, anche se può essere utile quando è di aggiunta a un'altra terapia.[15] Trattamenti a base di erbe come l'artiglio del Diavolo e salice bianco possono migliorare la condizione di chi prova un forte dolore, tuttavia questo miglioramento non è significativo in coloro che assumono già antidolorifici.[15] )l Capsicum, nella forma di un gel o di un calco in gesso, è stato trovato in grado di ridurre il dolore e aumentare la funzionalità.[15]

La terapia comportamentale può essere utile per il dolore cronico.[70] Ci sono diversi tipologie di intervento disponibili, tra cui il condizionamento operante, che ha l'obbiettivo di ridurre i comportamenti indesiderati e aumentare i comportamenti desiderabili; la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta le persone a identificare e correggere i pensieri negativi e comportamentali; il riflesso condizionato, che può modificare la risposta fisiologica al dolore di un individuo. I servizi sanitari possono sviluppare un programma integrato di terapie comportamentali.[15] Vi sono, infine, prove inconcludenti che le terapie per la gestione dello stress siano in grado di ridurre l'intensità del dolore cronico alla schiena o la disabilità ad esso associata, tuttavia si ritiene che possa risultare utile per l'accettazione del dolore esistente.[71]

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

In generale, la prognosi per la lombalgia acuta è positiva. Il dolore e la disabilità di solito migliorano moltissimo entro le prime sei settimane con un completo recupero stimato tra il 40% e il 90%.[72] Per chi presenta ancora dei sintomi dopo questo periodo, il miglioramento appare generalmente più lento, con solo piccoli recuperi fino a un anno. Ad un anno, i livelli di dolore e la disabilità appaiono al minimo nella maggior parte delle persone. Mancanza di stress, una precedente lombalgia e nessun problema nelle attività lavorative sono fattori predittivi per un buon esito a lungo termine dopo un episodio di dolore acuto.[72] Alcuni problemi psicologici (come la depressione), l'infelicità o la perdita del lavoro possono prolungare un episodio di lombalgia.[14] A seguito di un primo episodio di mal di schiena le recidive si verificano in più della metà delle persone.[12]

Nella lombalgia persistente, l'esito a breve termine è positivo, con un miglioramento riscontrabile nelle prime sei settimane, ma con guadagni modesti in seguito. Negli individui affetti da lombalgia cronica, ad un anno vi è solitamente ancora un dolore moderato e disabilità.[72] Le persone a più alto rischio di disabilità a lungo termine includono: quelli con scarse capacità di coping o con paura di svolgere attività (probabilità di 2,5 volte maggiore di avere scarsi risultati ad un anno),[73] in quelli con una scarsa capacità di far fronte al dolore, nei pazienti con disturbi funzionali, con cattive condizioni generali di salute o che accusano una componente significativa di dolore psichico o psicologico.[73]

Società e cultura[modifica | modifica sorgente]

La lombalgia comporta grandi costi economici. Negli Stati Uniti rappresenta la più comune tipologia di dolore negli adulti ed è responsabile di un numero molto elevato di giornate di lavoro perse. Inoltre è il disturbo muscolo-scheletrico più comune che viene visto nei reparti di emergenza.[16] Nel 1998 è stato stimato che tale patologia sia responsabile per 90 miliardi di dollari in costi annui di assistenza sanitaria, con il 5% di individui colpiti che assorbono la maggior parte (75%) dei costi.[16] Tra il 1990 e il 2001 negli Stati Uniti vi è stato un numero più che raddoppiato di interventi chirurgici di fusione spinale nonostante che non vi siano state modifiche modifiche alle indicazioni per la chirurgia o nuove prove di una sua maggior utilità.[40] Ulteriori costi si verificano come perdita di produttività, con lombalgia responsabile da sola del 40% di tutte le giornate di lavoro perse negli Stati Uniti.[74] Il dolore lombare provoca disabilità in una più grande percentuale della forza lavoro in Canada, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Svezia rispetto che agli Stati Uniti o alla Germania.[74]

Stato della ricerca[modifica | modifica sorgente]

La sostituzione totale del disco è un'opzione sperimentale,[25] ma nessuna prova significativa ne supporta il suo uso nei casi di fusione lombare.[4] I ricercatori stanno studiando la possibilità di far crescere nuove strutture intervertebrali attraverso l'uso di fattori di crescita umani iniettati, sostanze impiantati, terapia cellulare e ingegneria dei tessuti.[25]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lombalgia sul Dizionario di Medicina Treccani
  2. ^ a b c d e Maharty DC, The history of lower back pain: a look "back" through the centuries in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 463–70. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.002, PMID 22958555.
  3. ^ a b c d e Lutz GK, Butzlaff M, Schultz-Venrath U, Looking back on back pain: trial and error of diagnoses in the 20th century in Spine, vol. 28, n. 16, agosto 2003, pp. 1899–905. DOI:10.1097/01.BRS.0000083365.41261.CF, PMID 12923482.
  4. ^ a b c d e f g h i j k EG Manusov, Surgical treatment of low back pain. in Primary care, vol. 39, n. 3, Settembre 2012, pp. 525–31. PMID 22958562.
  5. ^ a b c d e f g Hoy D, Bain C, Williams G, et al., A systematic review of the global prevalence of low back pain in Arthritis Rheum., vol. 64, n. 6, giugno 2012, pp. 2028–37. DOI:10.1002/art.34347, PMID 22231424.
  6. ^ Vinod Malhotra; Yao, Fun-Sun F.; Fontes, Manuel da Costa, Yao and Artusio's Anesthesiology: Problem-Oriented Patient Management, Hagerstwon, MD, Lippincott Williams & Wilkins, 2011, pp. Chapter 49. ISBN 1-4511-0265-8.
  7. ^ a b c T Vos, Years lived with disability (YLDs) for 1160 sequelae of 289 diseases and injuries 1990–2010: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2010. in Lancet, vol. 380, n. 9859, 15 dicembre 2012, pp. 2163–96. PMID 23245607.
  8. ^ prova
  9. ^ F Cunningham, Williams Obstetrics, 23ª ed., McGraw Hill Professional, 2009, p. 210. ISBN 978-0-07-170285-0.
  10. ^ Shiri R, Karppinen J, Leino-Arjas P, Solovieva S, Viikari-Juntura E, The association between smoking and low back pain: a meta-analysis in Am. J. Med., vol. 123, n. 1, gennaio 2010, pp. 87.e7–35. DOI:10.1016/j.amjmed.2009.05.028, PMID 20102998.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m BA Casazza, Diagnosis and treatment of acute low back pain in American family physician, vol. 85, n. 4, 15 febbraio 2012, pp. 343–50. PMID 22335313.
  12. ^ a b TR Stanton, How do we define the condition 'recurrent low back pain'? A systematic review. in European spine rivista : official publication of the European Spine Society, the European Spinal Deformity Society, and the European Section of the Cervical Spine Research Society, vol. 19, n. 4, 2010 aprile, pp. 533-9. PMID 19921522.
  13. ^ Kelly GA, Blake C, Power CK, O'keeffe D, Fullen BM, The association between chronic low back pain and sleep: a systematic review in Clin J Pain, vol. 27, n. 2, febbraio 2011, pp. 169–81. DOI:10.1097/AJP.0b013e3181f3bdd5, PMID 20842008.
  14. ^ a b c d e f g h i Miller SM, Low back pain: pharmacologic management in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 499–510. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.005, PMID 22958559.
  15. ^ a b c d e f Marlowe D, Complementary and alternative medicine treatments for low back pain in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 533–46. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.008, PMID 22958563.
  16. ^ a b c d e f g Pierre Borczuk, An Evidence-Based Approach to the Evaluation and Treatment of Low Back Pin in the Emergency Department in Emergency Medicine Practice, vol. 15, n. 7, luglio 2013.
  17. ^ a b Low Back Pain Fact Sheet in National Institute of Neurological Disorders and Stroke, National Institute of Health. URL consultato il 12 luglio 2013.
  18. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Manusov EG, Evaluation and diagnosis of low back pain in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 471–9. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.003, PMID 22958556.
  19. ^ Fast Facts About Back Pain in National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases, National Institute of Health, September 2009. URL consultato il 10 giugno 2013.
  20. ^ Low back pain – acute, U.S. Department of Health and Human Services – National Institutes of Health. URL consultato il 1º aprile 2013.
  21. ^ Majchrzycki M, Mrozikiewicz PM, Kocur P, et al., [Low back pain in pregnant women] in Ginekol. Pol., vol. 81, n. 11, novembre 2010, pp. 851–5. PMID 21365902.
  22. ^ Floyd, R., & Thompson, Clem. (2008). Manual of structural kinesiology. New York, NY: McGraw-Hill Humanities/Social Sciences/Languages.
  23. ^ a b c d Salzberg L, The physiology of low back pain in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 487–98. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.014, PMID 22958558.
  24. ^ a b Freedman MD, Woodham MA, Woodham AW, The role of the lumbar multifidus in chronic low back pain: a review. in PM & R: the rivista of injury, function, and rehabilitation, vol. 2, n. 2, marzo 2010, pp. 142-6. DOI:10.1016/j.pmrj.2009.11.006, PMID 20193941.
  25. ^ a b c d e f Hughes SP, Freemont AJ, Hukins DW, McGregor AH, Roberts S, The pathogenesis of degeneration of the intervertebral disc and emerging therapies in the management of back pain in J Bone Joint Surg Br, vol. 94, n. 10, ottobre 2012, pp. 1298–304. DOI:10.1302/0301-620X.94B10.28986, PMID 23015552.
  26. ^ Patel, NB, Chapter 3: Physiology of Pain in Kopf A, Patel NB (a cura di), Guide to Pain Management in Low-Resource Settings, 2010.
  27. ^ a b c Cohen SP, Argoff CE, Carragee EJ, Management of low back pain in BMJ, vol. 337, 2008, pp. a2718. PMID 19103627.
  28. ^ a b c d e f BW Koes, van Tulder, M; Lin, CW; Macedo, LG; McAuley, J; Maher, C, An updated overview of clinical guidelines for the management of non-specific low back pain in primary care. in European Spine Journal, vol. 19, n. 12, Dicembre 2010, pp. 2075–94. PMID 20602122.
  29. ^ Davis PC, Wippold II FJ, Cornelius RS, et al., American College of Radiology ACR Appropriateness Criteria – Low Back Pain, 2011.
  30. ^ Williams CM, Henschke N, Maher CG, et al., Red flags to screen for vertebral fracture in patients presenting with low-back pain in Cochrane Database Syst Rev, vol. 1, 2013, pp. CD008643. DOI:10.1002/14651858.CD008643.pub2, PMID 23440831.
  31. ^ Henschke N, Maher CG, Ostelo RW, de Vet HC, Macaskill P, Irwig L, Red flags to screen for malignancy in patients with low-back pain in Cochrane Database Syst Rev, vol. 2, 2013, pp. CD008686. DOI:10.1002/14651858.CD008686.pub2, PMID 23450586.
  32. ^ Manchikanti L, Glaser SE, Wolfer L, Derby R, Cohen SP, Systematic review of lumbar discography as a diagnostic test for chronic low back pain in Pain Physician, vol. 12, n. 3, 2009, pp. 541–59. PMID 19461822.
  33. ^ a b c d Use of imaging studies for low back pain: percentage of members with a primary diagnosis of low back pain who did not have an imaging study (plain x-ray, MRI, CT scan) within 28 days of the diagnosis, Agency for Healthcare Research and Quality, 2013. URL consultato l'11 giugno 2013.
  34. ^ a b American Academy of Family Physicians, Ten Things Physicians and Patients Should Question, Choosing Wisely: an initiative of the ABIM Foundation, American Academy of Family Physicians. URL consultato il 5 settembre 2012.
  35. ^ a b American College of Physicians, Five Things Physicians and Patients Should Question, Choosing Wisely: an initiative of the ABIM Foundation, American College of Physicians. URL consultato il 5 settembre 2013.
  36. ^ R Chou, Imaging strategies for low-back pain: systematic review and meta-analysis. in Lancet, vol. 373, n. 9662, 7 febbraio 2009, pp. 463–72. DOI:10.1016/S0140-6736(09)60172-0, PMID 19200918.
  37. ^ Crownover BK, Bepko JL, Appropriate and safe use of diagnostic imaging in Am Fam Physician, vol. 87, n. 7, aprile 2013, pp. 494–501. PMID 23547591.
  38. ^ a b R Chou, Diagnostic imaging for low back pain: advice for high-value health care from the American College of Physicians in Annals of internal medicine, vol. 154, n. 3, 1º febbraio 2011, pp. 181–9. DOI:10.1059/0003-4819-154-3-201102010-00008, PMID 21282698.
  39. ^ Flynn TW, Smith B, Chou R, Appropriate use of diagnostic imaging in low back pain: a reminder that unnecessary imaging may do as much harm as good in J Orthop Sports Phys Ther, vol. 41, n. 11, novembre 2011, pp. 838–46. DOI:10.2519/jospt.2011.3618, PMID 21642763.
  40. ^ a b c RA Deyo, SK Mirza, JA Turner e BI Martin, Overtreating Chronic Back Pain: Time to Back Off? in Journal of the American Board of Family Medicine : JABFM, vol. 22, n. 1, 2009, pp. 62–8. DOI:10.3122/jabfm.2009.01.080102, PMC 2729142, PMID 19124635.
  41. ^ a b Choi BK, Verbeek JH, Tam WW, Jiang JY, Exercises for prevention of recurrences of low-back pain in Brian KL Choi (a cura di), Cochrane Database Syst Rev, n. 1, 2010, pp. CD006555. DOI:10.1002/14651858.CD006555.pub2, PMID 20091596.
  42. ^ a b c Guild DG, Mechanical therapy for low back pain in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 511–6. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.006, PMID 22958560.
  43. ^ a b Sahar T, Cohen MJ, Uval-Ne'eman V, et al., Insoles for prevention and treatment of back pain: a systematic review within the framework of the Cochrane Collaboration Back Review Group in Spine, vol. 34, n. 9, aprile 2009, pp. 924–33. DOI:10.1097/BRS.0b013e31819f29be, PMID 19359999.
  44. ^ Sprouse R, Treatment: current treatment recommendations for acute and chronic undifferentiated low back pain in Prim. Care, vol. 39, n. 3, settembre 2012, pp. 481–6. DOI:10.1016/j.pop.2012.06.004, PMID 22958557.
  45. ^ Momsen AM, Rasmussen JO, Nielsen CV, Iversen MD, Lund H, Multidisciplinary team care in rehabilitation: an overview of reviews in J Rehabil Med, vol. 44, n. 11, novembre 2012, pp. 901–12. DOI:10.2340/16501977-1040, PMID 23026978.
  46. ^ Hendrick P, Milosavljevic S, Hale L, et al., The relationship between physical activity and low back pain outcomes: a systematic review of observational studies in Eur Spine J, vol. 20, n. 3, marzo 2011, pp. 464–74. DOI:10.1007/s00586-010-1616-2, PMC 3048226, PMID 21053026.
  47. ^ Hendrick P, Te Wake AM, Tikkisetty AS, Wulff L, Yap C, Milosavljevic S, The effectiveness of walking as an intervention for low back pain: a systematic review in Eur Spine J, vol. 19, n. 10, ottobre 2010, pp. 1613–20. DOI:10.1007/s00586-010-1412-z, PMC 2989236, PMID 20414688.
  48. ^ SD. French, Cameron, M. Walker, BF. Reggars, JW. Esterman, AJ., Superficial heat or cold for low back pain. in Cochrane Database Syst Rev, n. 1, pp. CD004750 anno = 2006. DOI:10.1002/14651858.CD004750.pub2, PMID 16437495.
  49. ^ a b van Middelkoop M, Rubinstein SM, Kuijpers T, Verhagen AP, Ostelo R, Koes BW, van Tulder MW, A systematic review on the effectiveness of physical and rehabilitation interventions for chronic non-specific low back pain in Eur Spine J, vol. 20, n. 1, 2011, pp. 19–39. DOI:10.1007/s00586-010-1518-3, PMC 3036018, PMID 20640863.
  50. ^ Seco J, Kovacs FM, Urrutia G, The efficacy, safety, effectiveness, and cost-effectiveness of ultrasound and shock wave therapies for low back pain: a systematic review in Spine J, vol. 11, n. 10, ottobre 2011, pp. 966–77. DOI:10.1016/j.spinee.2011.02.002, PMID 21482199.
  51. ^ Smith C, Grimmer-Somers K., The treatment effect of exercise programmes for chronic low back pain in J Eval Clin Pract, vol. 16, n. 3, 2010, pp. 484–91. DOI:10.1111/j.1365-2753.2009.01174.x, PMID 20438611.
  52. ^ van Middelkoop M, Rubinstein SM, Verhagen AP, Ostelo RW, Koes BW, van Tulder MW, Exercise therapy for chronic nonspecific low-back pain in Best Pract Res Clin Rheumatol, vol. 24, n. 2, 2010, pp. 193–204. DOI:10.1016/j.berh.2010.01.002, PMID 20227641.
  53. ^ JP Woodman, Evidence for the effectiveness of Alexander Technique lessons in medical and health-related conditions: a systematic review. in International rivista of clinical practice, vol. 66, n. 1, January 2012, pp. 98–112. PMID 22171910.
  54. ^ P Posadzki, Yoga for low back pain: a systematic review of randomized clinical trials. in Clinical rheumatology, vol. 30, n. 9, September 2011, pp. 1257–62. PMID 21590293.
  55. ^ R. M. Dubinsky e J. Miyasaki, Assessment: Efficacy of transcutaneous electric nerve stimulation in the treatment of pain in neurologic disorders (an evidence-based review): Report of the Therapeutics and Technology Assessment Subcommittee of the American Academy of Neurology in Neurology, vol. 74, n. 2, 2009, pp. 173–6. DOI:10.1212/WNL.0b013e3181c918fc, PMID 20042705.
  56. ^ Nizard J, Raoul S, Nguyen JP, Lefaucheur JP, Invasive stimulation therapies for the treatment of refractory pain in Discov Med, vol. 14, n. 77, ottobre 2012, pp. 237–46. PMID 23114579.
  57. ^ de Leon-Casasola OA, Opioids for chronic pain: new evidence, new strategies, safe prescribing in Am. J. Med., vol. 126, n. 3 Suppl 1, marzo 2013, pp. S3–11. DOI:10.1016/j.amjmed.2012.11.011, PMID 23414718.
  58. ^ Chou R, Loeser JD, Owens DK, Rosenquist RW, Atlas SJ, Baisden J, Carragee EJ, Grabois M, Murphy DR, Resnick DK, Stanos SP, Shaffer WO, Wall EM; American Pain Society Low Back Pain Guideline Panel, Interventional therapies, surgery, and interdisciplinary rehabilitation for low back pain: An evidence-based clinical practice guideline from the American Pain Society in Spine, vol. 34, n. 10, 2009, pp. 1066–77. DOI:10.1097/BRS.0b013e3181a1390d, PMID 19363457.
  59. ^ RZ Pinto, Epidural corticosteroid injections in the management of sciatica: a systematic review and meta-analysis. in Annals of internal medicine, vol. 157, n. 12, 18 dicembre 2012, pp. 865–77. PMID 23362516.
  60. ^ a b c Chou R, Baisden J, Carragee EJ, Resnick DK, Shaffer WO, Loeser JD, Surgery for low back pain: a review of the evidence for an American Pain Society Clinical Practice Guideline in Spine, vol. 34, n. 10, maggio 2009, pp. 1094–109. DOI:10.1097/BRS.0b013e3181a105fc, PMID 19363455.
  61. ^ CS Lee, Hwang, CJ; Lee, DH; Kim, YT; Lee, HS, Fusion rates of instrumented lumbar spinal arthrodesis according to surgical approach: a systematic review of randomized trials. in Clinics in orthopedic surgery, vol. 3, n. 1, 2011 Mar, pp. 39-47. PMID 21369477.
  62. ^ BF Walker, A Cochrane review of combined chiropractic interventions for low-back pain in Spine, vol. 36, n. 3, 1º febbraio 2011, pp. 230–42. DOI:10.1097/BRS.0b013e318202ac73, PMID 21248591.
  63. ^ S Dagenais, RE Gay, AC Tricco, MD Freeman e JM Mayer, NASS Contemporary Concepts in Spine Care: spinal manipulation therapy for acute low back pain in The spine rivista : official rivista of the North American Spine Society, vol. 10, n. 10, 2010, pp. 918–40. DOI:10.1016/j.spinee.2010.07.389, PMID 20869008.
  64. ^ Rubinstein SM, van Middelkoop M, Assendelft WJ, de Boer MR, van Tulder MW, Spinal manipulative therapy for chronic low-back pain in Sidney M Rubinstein (a cura di), Cochrane Database Syst Rev, n. 2, 2011, pp. CD008112. DOI:10.1002/14651858.CD008112.pub2, PMID 21328304.
  65. ^ SM Rubinstein, Spinal manipulative therapy for acute low-back pain. in Cochrane database of systematic reviews (Online), vol. 9, 12 settembre 2012, pp. CD008880. PMID 22972127.
  66. ^ S Dagenais, J Mayer, J Wooley e S Haldeman, Evidence-informed management of chronic low back pain with medicine-assisted manipulation in The Spine Journal, vol. 8, n. 1, 2008, pp. 142–9. DOI:10.1016/j.spinee.2007.09.010, PMID 18164462.
  67. ^ a b c Furlan AD, Yazdi F, Tsertsvadze A, Gross A, Van Tulder M, Santaguida L, Gagnier J, Ammendolia C, Dryden T, Doucette S, Skidmore B, Daniel R, Ostermann T, Tsouros S, A systematic review and meta-analysis of efficacy, cost-effectiveness, and safety of selected complementary and alternative medicine for neck and low-back pain in Evidence-based complementary and alternative medicine, 2012. PMID 22203884.
  68. ^ Lin CW, Haas M, Maher CG, Machado LA, van Tulder MW, Cost-effectiveness of guideline-endorsed treatments for low back pain: a systematic review in Eur Spine J, vol. 20, n. 7, luglio 2011, pp. 1024–38. DOI:10.1007/s00586-010-1676-3, PMC 3176706, PMID 21229367.
  69. ^ a b Furlan AD, Imamura M, Dryden T, Irvin E, Massage for low-back pain in Cochrane database of systematic reviews (Online), 2008. PMID 18843627.
  70. ^ Henschke N, Ostelo RW, van Tulder MW, et al., Behavioural treatment for chronic low-back pain in Cochrane Database Syst Rev, n. 7, 2010, pp. CD002014. DOI:10.1002/14651858.CD002014.pub3, PMID 20614428.
  71. ^ Cramer H, Haller H, Lauche R, Dobos G, Mindfulness-based stress reduction for low back pain. A systematic review in BMC Complement Altern Med, vol. 12, 2012, p. 162. DOI:10.1186/1472-6882-12-162, PMC 3520871, PMID 23009599.
  72. ^ a b c C Menezes Costa Lda, The prognosis of acute and persistent low-back pain: a meta-analysis. in CMAJ : Canadian Medical Association rivista = rivista de l'Association medicale canadienne, vol. 184, n. 11, 7 agosto 2012, pp. E613-24. DOI:10.1503/cmaj.111271, PMC 3414626, PMID 22586331.
  73. ^ a b R Chou e P Shekelle, Will this patient develop persistent disabling low back pain? in JAMA: the Journal of the American Medical Association, vol. 303, n. 13, 2010, pp. 1295–302. DOI:10.1001/jama.2010.344, PMID 20371789.
  74. ^ a b Manchikanti L, Singh V, Datta S, Cohen SP, Hirsch JA, ASIPP, Comprehensive review of epidemiology, scope, and impact of spinal pain in Pain Physician, vol. 12, n. 4, 2009, pp. E35–70. PMID 19668291.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8.
  • Walter B Greene, Ortopedia di Netter, Milano, Elsevier Masson srl, 2007. ISBN 978-88-214-2949-1.
  • Nicola Gugliucci, La Terapia medica oggi, Salerno, Momento Medico, 2002.
  • Angelo Burlina, Guida di laboratorio per il medico pratico, Torino, Edizioni Medico Scientifiche srl, 1997. ISBN 88-7110-050-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina