Loggia dei Cavalieri

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« maxima pars pulchritudinis civitatis Tervisii »
(Statuto del Comune di Treviso, 1314)
Loggia dei Cavalieri
La Loggia dei Cavalieri.jpg
Loggia dei Cavalieri: Fronte sud-ovest
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Treviso
Coordinate 45°23′43.96″N 12°08′41.67″E / 45.395544°N 12.144908°E45.395544; 12.144908Coordinate: 45°23′43.96″N 12°08′41.67″E / 45.395544°N 12.144908°E45.395544; 12.144908
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1276-77
Stile romanico

La Loggia dei cavalieri (in latino: lobia o loggia militum) è un edificio tra i più rappresentativi del centro storico di Treviso. È situata all'incrocio tra via Martiri della Libertà e via Indipendenza (agli antichi decumanus e cardo maximi), probabilmente nel luogo dell'antico foro della Tarvisium romana.

Simbolo del potere politico assunto dai nobili nel periodo del Libero Comune, fu costruita durante la podesteria di Giacomo (o Andrea) da Perugia (1276-77) come luogo di convegni, conversazioni, giochi per la nobiltà, i Cavalieri, appunto.

La Loggia è un esempio di romanico trevigiano, qui influenzato dall'architettura bizantina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il cronista Bartolomeo Zuccato dichiari che la costruzione avvenne nel 1194, sotto la podesteria di Gigo Burro (incerta tra il 1194 e il 1198-99),[1] l'iscrizione trovata sotto il cornicione fa sorgere il dubbio che l'edificio sia stato costruito tra 1276 e il 1277, tempo della podesteria di Giacomo da Perugia.[2] Tale iscrizione, come sostiene Angelo Marchesan,[3] potrebbe invero riferirsi alla sola decorazione pittorica, ad avviso di Luigi Bailo[4] e Luigi Coletti,[5] invece, la generica espressione hoc opus factum est in una scritta che doveva occupare tutto un lato del monumento si riferirebbe all'intero edificio.

Già alla fine del Quattrocento la loggia, otturate le ampie arcate e chiusa da portoni, divenne magazzino, come dimostrano i numerosi contratti stipulati dai rappresentanti del Collegio dei nobili. Furono in seguito addossate numerose costruzioni.

Andato sempre più in abbandono il monumento rischiò di scomparire prima, alla fine del XIX secolo, quando ne fu proposta la demolizione per creare una piazza, quindi durante il bombardamento di Treviso del 1944.[6]

Il restauro è avvenuto in più fasi: nei primi anni del Novecento si provvide a demolire gli edifici aprendo le attuali piazza Carducci e piazza Crispi,[7] Ferdinando Forlati intervenne quindi dopo il bombardamento, un più radicale restauro fu affrontato alla fine degli anni ottanta.

Nell'autunno 2013, nell'ambito di nuove operazioni di manutenzione e restauro, sono state scoperte porzioni di affreschi nell'infradosso delle volte.[8]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Fronte nord-est

La costruzione laterizio, in parte intonacato, ad un unico vano a pianta trapezoidale dai lati quasi uguali, sorge sopra uno zoccolo con gradone in pietra viva.

La parete a nord-ovest è liscia e compatta; su ciascuna delle altre tre si aprono cinque grandi archi a tutto sesto, sorgenti da colonne poggianti su basso parapetto interrotto, in corrispondenza degli archi centrali e di due laterali, per permettere l'accesso alla loggia. Le colonne in pietra viva, di un sol pezzo, hanno sezione quadrangolare, capitello a piramide tronca rovesciata liscio a collarino. Gli archi agli angoli si saldano a solide spalle in muratura.

Nel centro (non corrispondente però con il centro statico del tetto) una importante colonna in pietra d'Istria su triplice dado in pietra e mattoni con capitello a piramide tronca ad angoli smussati.

La copertura in coppi è sorretta da una complessa struttura di travi lignee. Il coperto sporge dai tre lati aperti sorretto da modiglioni in legno a profilo seghettato.

Decorazione[modifica | modifica wikitesto]

Interno

La loggia è stata decorata ad affresco in due momenti e gli starti di intonaco risultano oggi per lo più sovrapposti. La prima decorazione fu probabilmente realizzata tra 1276 e il 1277. Il secondo starato di affreschi è databile 1313-14, in seguito alla rivoluzione aristocratica che portò alla cacciata dei da Camino.

Gli affreschi sono stati riprodotti in acquarello da Enrico Stummel, Enrico Nono e soprattutto da Antonio Carlini il quale mise in luce l'iscrizione sottostante il cornicione e ipotizzò un modello ricostruttivo del monumento.

Primo strato[modifica | modifica wikitesto]

Della decorazione più antica è ancora visibile l'iscrizione in grandi caratteri onciali romanici neri su bianco:

« Hoc opus factum est tempore nobili[s dni d]ni Andreae de dno Iacobo de Perusio Pot. T... »

Il rimanente di tale decorazione doveva essere a finti mattoni con qualche stemma[9].

Secondo strato[modifica | modifica wikitesto]

Tarantola e il Nano della Loggia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, nell'edificio erano presenti un gran banco di libri usati ed antichi gestito dalla famiglia Tarantola, librai ambulanti originari di Pontremoli, e il vicino banco di Tiziano Torzo, il "Nano della Loggia", che vendeva fiori, giocattoli ed antiquariato, "con una indovinata varietà di generi".[10] "Tarantola" è divenuta in seguito una normale libreria in attività fino al 2015, mentre la bancarella di giocattoli, spostata in seguito al restauro nell'adiacente piazza Crispi, aveva già chiuso definitivamente nel 2005.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bartolomeo Zuccato, Cronaca, p. 270.
  2. ^ Molte fonti riportano in alternativa il nome "Andrea". Oltre ai luoghi di Marchesan, Bailo e Coletti richiamati nel periodo successivo, il nome "Giacomo" viene accettato anche da Renucci in La Loggia dei Cavalieri in Treviso, p.26. e Manzato in Storia di Treviso, II vol., p.445.
  3. ^ Angelo Marchesan, Treviso medievale, voll. II, pp. 70-75.
  4. ^ Luigi Bailo, Guida della Città di Treviso, p.21.
  5. ^ Luigi Coletti, Catalogo delle cose d'arte e di antichità di Treviso, p.35.
  6. ^ Foto della loggia l'indomani del bombardamento.
  7. ^ Foto di "piazza Esperia", oggi Crispi, vista attraverso un arco della loggia
  8. ^ Scoperti affreschi medievali ai Trecento, La Tribuna di Treviso, 12 ottobre 2013.
  9. ^ Luigi Coletti, Catalogo delle cose d'arte e di antichità di Treviso, p. 32.
  10. ^ Giovanni Netto, Guida di Treviso, p. 254.
  11. ^ C'era una volta il Nano della Loggia, blogspot.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Bailo, Guida della città di Treviso, 1872.
  • Angelo Marchesan, Treviso medievale, Istituzioni, usi, costumi, aneddoti, curiosità, Treviso, 1923, 3a ristampa anastatica con presentazione e aggiornamento bibliografico di L. Gargan, Bologna, Atesa, 1990. ISBN 88-7037-022-4
  • Luigi Coletti, Catalogo delle cose d'arte e di antichità di Treviso, Libreria dello Stato, Roma, 1935.
  • Giovanni Netto, Guida di Treviso, Edizioni LINT, Trieste, 1988.
  • AA.VV., Storia di Treviso, 4 volumi, a cura di Ernesto Brunetta, Marsilio, 1993.
  • Gianni Anselmi, a cura di, La Loggia dei Cavalieri in Treviso, Treviso, 2000.

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