Lodrino (Svizzera)

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Lodrino
comune
Lodrino – Stemma
Lodrino – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Riviera
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°18′03.6″N 8°58′46.88″E / 46.300999°N 8.97969°E46.300999; 8.97969 (Lodrino)Coordinate: 46°18′03.6″N 8°58′46.88″E / 46.300999°N 8.97969°E46.300999; 8.97969 (Lodrino)
Altitudine 290 m s.l.m.
Superficie 31,6 km²
Abitanti 1 742[1] (31-12-2013)
Densità 55,13 ab./km²
Frazioni Prosìto, Rodaglio
Comuni confinanti Biasca, Cresciano, Iragna, Lavertezzo, Moleno, Osogna, Preonzo
Altre informazioni
Cod. postale 6527
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5285
Targa TI
Nome abitanti lodrinesi
Circolo Riviera
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Lodrino
Lodrino
Lodrino – Mappa
Sito istituzionale

Lodrino è un comune svizzero del Canton Ticino. Fa parte del distretto di Riviera assieme ad altri 5 comuni - Biasca, Osogna, Cresciano, Claro ed Iragna - per un totale di circa 12.000 abitanti.

Si trova 15 km a nord della città di Bellinzona e 7 km a sud di Biasca, sulla sponda destra del fiume Ticino, nella Valle Riviera, a un'altitudine di 290 m s.l.m. È conosciuto per le sue numerose cave di granito e per i suoi grotti. Dal 1965 è gemellato con l'omonimo comune italiano di Lodrino in Val Trompia (provincia di Brescia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lodrino è citato per la prima volta in un documento scritto risalente all'anno 857. Le prime comunità lodrinesi risiedevano sugli attuali monti, ad esempio quelli di Lègri e Paglio; solo alla fine del Medioevo la popolazione si stabilì in piano. A quel tempo la gente viveva esclusivamente di agricoltura e pastorizia, mentre nel corso del Settecento e dell'Ottocento è importante lo sviluppo dell'industria del vetro e successivamente del granito.

Il comune inizia poi a svilupparsi in modo importante a partire dagli anni sessanta del Novecento (secondo dopoguerra) con l'avvento del settore terziario (servizi), con la costruzione di nuovi quartieri ed un forte incremento demografico.[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Resti di antiche case d'abitazione medievali nei pressi della fontana di San Carlo Borromeo, tra due massi rocciosi in posizione isolata.
  • I ruderi della casa dei pagani
  • La cappella di Lagua
  • Numerosi grotti per la conservazione degli alimenti sono sparsi nel territorio
  • I ruderi di cinque mulini
  • La fontana pubblica raffigurante la Madonna di Lourdes tra due massi rocciosi.
  • I muri a secco di vecchi ronchi
  • I ruderi di un antico rustico
  • Il ponte all'Alpe Nuovo nella valle di Drosina
  • I muri della vecchia condotta d'acqua della vetreria
  • I tratti di sentiero a scalini tra i monti Verganasca e Forno
  • I tratti di sentiero a scalini tra Lodrino e il monte Legri
  • I tratti di sentiero a scalini tra Vergio e il monte In Peunt

Edilizia militare[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporto e Prosito sullo sfondo
  • Lo sbarramento difensivo "Linea LONA" (LOdrino-OsogNA) è un'opera di fortificazione militare composta da 23 fortini d'artiglieria e da una serie di blocchi anticarro di cemento armato posti su una linea che attraversa tutto il fondovalle, da Lodrino fino ad Osogna. Fu costruita negli anni quaranta, durante la seconda guerra mondiale, ed aveva lo scopo di fermare eventuali attacchi provenienti dall'Italia, il cui Regio Governo rivendicava il territorio ticinese in quanto situato entro il confine naturale delle Alpi[6].
  • L'hangar per elicotteri e aeroplani, costruito nel 1994 da Emilio Bernegger ed Edy Quaglia nell'aeroporto militare.

Grotti[modifica | modifica wikitesto]

Lodrino è pure conosciuto per una tipica costruzione ticinese: il grotto della Dorina.

Sui monti e alle pendici della montagna sono presenti numerosi grotti, costruzioni in sasso che una volta i contadini utilizzavano come deposito degli alimentari da loro prodotti come ad esempio salumi, formaggi e vini.Immagini

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Da alcuni documenti antichi risulta che Lodrino contava 456 abitanti già nel 1637. Ne contava 380 nel 1682, 406 nel 1756 e 534 nel 1850. Oggi sono 1629 (in continuo aumento), di cui circa 200 nella frazione di Prosìto.

La popolazione straniera ammonta a 464 persone (28,5%), per la maggior parte di origine italiana (circa 230) e portoghese (circa 130).

Grafici[modifica | modifica wikitesto]

Grafico popolazione.jpg

Abitanti censiti

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Lodrino sono presenti tutte le scuole dell'obbligo. Ci sono infatti la scuola dell'infanzia, la scuola elementare e la scuola media (che accoglie anche gli allievi di Prosito, Moleno, Preonzo, Cresciano, Osogna e Iragna).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'industria del vetro[modifica | modifica wikitesto]

L'industria del vetro prese avvio nel 1782, quando il mastro vetraio lucernese Meinrado Siegwart, già proprietario di una vetreria a Personico, si trasferì a Lodrino. Il motivo di tale trasferimento furono le migliori condizioni per lo sviluppo di una fabbrica del vetro in Riviera (ubicazione, materie prime, ecc): nacque così la prima vetreria di Lodrino. La produzione continuò fino al 1820 e attirò moltissimi artigiani. Dopo la partenza di Siegwart ci furono alcuni tentativi per rilanciare la produzione di vetro, ma si rivelarono tutti fallimentari e la vetreria chiuse definitivamente nel 1869.

L'industria del granito[modifica | modifica wikitesto]

Lodrino è noto per le sue numerose cave e la qualità del granito (gneiss), la cui estrazione dalla montagna prese avvio alla fine dell'Ottocento, in corrispondenza dell'apertura della linea ferroviaria del San Gottardo; dava lavoro a moltissimi operai (circa un migliaio), molti dei quali stranieri, ed era la principale e più redditizia attività presente nel comune. L'estrazione di granito è attiva e importante ancora oggi (numerose sono le cave in attività), seppur con un numero di operai molto minore. Il granito di Lodrino è conosciuto e rinomato in tutta la Svizzera ed anche all'estero.

Le cave a nord dell'abitato

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Lodrino è raggiungibile tramite le strade cantonali che collegano Biasca e Bellinzona. L'uscita autostradale più vicina è quella di Biasca (autostrada A2/E35). Il comune non è servito direttamente dalla ferrovia, ma il trasporto pubblico è garantito da una linea di autobus. In campagna, a sud dell'abitato, ci sono pure un piccolo aeroporto militare ed un'azienda di trasporto con elicotteri.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Varie sono le infrastrutture sportive (campi da calcio, tennis, basket, tiro con l'arco, ecc.)

Hockey[modifica | modifica wikitesto]

La società è attiva da ben 35 anni, essendo stata fondata nel 1976. Lo scopo del club è sempre stato quello di offrire ai giovani del paese, come pure a quelli dei paesi limitrofi, la possibilità di impiegare in maniera costruttiva il loro tempo libero[7].

La squadra dell'HC Lodrino ha alternato la sua presenza nei campionati di 3a e 4a Lega svizzera di hockey su ghiaccio con fortune alterne. Nel campionato 2010/2011 era iscritta alla 3ª Lega.

Escursionismo alpino[modifica | modifica wikitesto]

La capanna Alva, nella valle di Lodrino, posta a 1570 m s.l.m.[8], il rifugio Laghetti posto a 1947 m[9], il rifugio Neghéisc posto a 1881 m[10], il rifugio Negrös posto a 1799 m[11], il rifugio Picoll posto a 1979 m[12], il rifugio Piotta posto a 1781 m[13], il rifugio Scengio di Vacche posto a 1482 m[14], il rifugio Stüell, in val di Lodrino, posto a 1910 m[15], il rifugio Vercasca, in val di Lodrino, posto a 1643 m[16] e rifugio Nasgeda, in val di Lodrino, posto a 1676 m[17].

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 172-173.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 37, 40, 43, 123, 254, 374, 383-386, 571.
  • Agostino Robertini et alii, Lodrino, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 211-224; Idem et alii, Prosito, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 315-326.
  • Bernhhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 7, 49-51.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 30.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 66, 76, 77, 78.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 207, 210, 212, 223, 230.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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