Locuzioni indicanti la Francia

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Rappresentazione della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789.

Per indicare la Francia vengono utilizzate diverse locuzioni consolidatesi nel tempo, di origini le più diverse.

Locuzioni comuni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Patria dei diritti dell'Uomo (Patrie des droits de l'Homme).
  • La Figlia primogenita della Chiesa (Fille aînée de l’Église). Nel 753 papa Stefano II richiese l'aiuto militare di Pipino il Breve contro i Longobardi. In cambio Stefano II gli offrì le reliquie di Santa Petronilla, le cui ossa furono deposte nella Basilica di San Pietro a Roma in una speciale cappella riservata per sempre ai re dei Franchi,[1] denominata Capella regnum Francorum inizialmente e poi cappella di santa Petronilla. [2] I re di Francia avrebbero potuto fregiarsi per sempre del titolo di "Figlio primogenito della Chiesa".[3] Lo stesso Pipino il Breve avrebbe mandato la figlia Gisella appena nata a Roma affinché fosse battezzata da papa Paolo I sulla tomba di Petronilla. Da quei tempi Petronilla fu riconosciuta come santa patrona dei re di Francia e divenne patrona nazionale allorché la Francia si definì "Figlia primogenita della Chiesa". La sua associazione con la corona francese deriva dal fatto che Carlomagno e il figlio Carlomanno I, dopo l'800, sono stati considerati come figli adottivi di San Pietro.
  • La Grande Nazione (La Grande Nation), locuzione comparsa durante la rivoluzione e poi sotto Napoleone Bonaparte e ancora molto utilizzata oggi dai tedeschi in senso ironico.[4].
  • Paese dei Lumi (Pays des Lumières), in riferimento al secolo dei Lumi.
  • Il Paese di Molière (Pays de Molière)[5], per contaminazione della locuzione langue de Molière (da Molière) per designare la lingua francese.
  • L'Esagono (Hexagone), secondo la sagoma approssimativa delle frontiere francesi (un po' come si dice "Lo Stivale" per definire l'Italia).
  • Il Paese del formaggio (Pays du fromage), dovuta alla grande varietà di formaggi francesi, o Il Paese dei 365 formaggi (Pays des 365 fromages), dalla celebre citazione attribuita sia al generale De Gaulle che a Churchill, tenuto conto che ce ne sono più di 1600
  • Oltre Quiévrain (Outre-Quiévrain) in riferimento al comune belga di Quiévrain posto sulla frontiera franco-belga; locuzione avverbiale che per i francesi significa "in Belgio" e per i belgi "in Francia". Molto meno usata, ma con lo stesso significato la locuzione avverbiale "Oltre Quiévrechain" (Outre Quiévrechain), in riferimento al comune francese di confine Quiévrechain nel dipartimento del Nord.
  • Oltre Quesnon (Outre-Couesnon),[6] locuzione avverbiale che faceva storicamente riferimento al fiume Couesnon, che nel 1009 divenne la linea di separazione fra la Bretagna (allora stato indipendente) e la Francia. Per i bretoni questa locuzione significava "in Francia".
  • La Francia dell'interno (France de l'intérieur) faceva riferimento alla Francia dal punto di vista dell'Alsazia-Lorena quando, una volta, questa regione non faceva parte della Francia e ormai spesso indicata per distinguere il diritto locale da quello generale.

La figlia primogenita della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La Francia è detta così poiché i loro re sono discendenti di Clodoveo I, primo re barbaro battezzato cristiano. A questo titolo essi furono così chiamati[7][8][9].

In realtà la nozione di filiazione spirituale dei re di Francia comparve più tardi, all'incirca all'epoca di Pipino il Breve[10][11], e si manifestò soprattutto durante il Rinascimento[12] :

L'Esagono[modifica | modifica wikitesto]

Moneta da un franco (1988), rappresentante la Francia sotto forma d'esagono.

La forma geografica della Francia metropolitana assomiglia a un esagono, o si può inscriverla in un esagono (3 lati di frontiera terrestre e 3 lati di costa marittima). È il motivo per il quale l'espressione "Esagono" è molto utilizzata per designare il territorio francese o, per estensione, la Francia propriamente detta.

La Patria dei diritti dell'Uomo[modifica | modifica wikitesto]

"Paese dei diritti dell'Uomo" (Pays des droits de l'Homme o Patrie des droits de l’homme) è uno dei modi utilizzati per indicare la Francia, a causa della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che vi fu redatta nel 1789 da parte della nascente rivoluzione francese.

Questa espressione è usata da molti mezzi di comunicazione francesi, ma negli altri Paesi, la Francia è meno considerata come paese dei diritti dell'uomo, in particolare per il fatto che è stata preceduta in questo dal Regno Unito e dagli Stati Uniti d'America nell'affermazione dei diritti fondamentali dei propri cittadini. In ogni caso è da notare che la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 riconosce diritti fondamentali a tutti gli uomini, francesi, stranieri o nemici.

Oltre Quiévrain[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione "Oltre Quiévrain" (Outre-Quiévrain) è utilizzata in Francia per indicare il Belgio. Diversamente da altre espressioni più antiche e più utilizzate, quali "Oltre Manica" (Outre-Manche), per la Gran Bretagna, o "Oltre Reno" (Outre-Rhin), per la Germania, che indicano tracciati stabiliti dalla natura e coincidenti con il confine quali frontiere naturali, "Oltre Quiévrain" fa riferimento a una città frontaliera belga, vecchio punto di transito ferroviario tra Francia e Belgio. Dal XIX secolo fino alla prima guerra mondiale, Quiévrain ospitava la stazione di frontiera della linea ferroviaria che univa Parigi a Bruxelles. Passata la stazione, si era "Oltre Quiévrain".[13] Quiévrain divenne dunque un luogo di passaggio frequentato per le relazioni franco-belghe, ove tutti i viaggiatori si dovevano fermare per sottoporsi ai controlli doganali. Questa funzione traspare particolarmente in varie testimonianze relative a personalità del XIX secolo quali Victor Hugo, Verlaine o Rimbaud o Baudelaire. Di qui l'espressione "oltre Quiévrain", ancora utilizzata per indicare il Paese vicino.[14]

Per estensione, l'espressione "Oltre-Quiévrain" è utilizzata in Belgio per indicare la Francia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Giovanni Battista de Rossi, Bulletin d'archeologie chretienne de M. le commandeur J.B. de'Rossi, p. 31.
  2. ^ De Rossi, Inscriptiones christianae Urbis Romae, II , 225
  3. ^ (FR) Les dessous du Vatican, in Les dossiers du Canard Enchaîné (Canard Enchaîné), luglio 2010, p. 45.
  4. ^ (DE) Matthias Heine, La Grande Nation, Die Welt, 5 luglio 2006. URL consultato il 22 luglio 2008..
  5. ^
    (FR)

    «…le nombre d’étudiants du continent noir poursuivant leurs études supérieures dans le pays de Molière est extrêmement important…»

    (IT)

    «…il numero di studenti del continente nero che compiono il loro studi superiori nel paese di Molière è estremamente importante …»

    (da Gervais Nitcheu, La France reste la destination favorite des étudiants africains, RFI, 16 aprile 2004. URL consultato il 22 luglio 2008.)
  6. ^ (FR) Alan Guillerm, La pierre et le vent : fortifications et marine en Occident, p. 80
  7. ^ Hervé Pinoteau, 2004, p. 127.
  8. ^ (FR) Joseph Leclerc, Le roi de France, "fils aîné de l'Église". Essai historique, in : Études, Paris, 1933, tome 214, pp. 21-36.
  9. ^ (FR) Cardinal Paul Poupard, La France fille aînée de l'Église, in : Revue des deux Mondes, Paris, juillet 1986, pp. 37-45 et août 1986, pp. 273-280.
  10. ^ Hervé Pinoteau, 2004, p. 84.
  11. ^ Jean de Pange, Le Roi très chrétien, Fayard, 1949 (réédition – Arma Artis, 1985, Paris), pp. 148, 151, 152.
  12. ^ Hervé Pinoteau, 2004, p. 85.
  13. ^ (FR) À Quiévrain, la gare frontière -Les cahiers de l'urbanisme - n° 40-41 - Settembre 2002, pp. 144,145 consultabile su google book.
  14. ^ Poema di Baudelaire[collegamento interrotto]:
    (FR)

    «Le Belge est très civilisé;Il est voleur, il est rusé;
    Il est parfois syphilisé;
    Il est donc très civilisé.
    Il ne déchire pas sa proie
    Avec ses ongles; met sa joie
    À montrer qu'il sait employer
    À table fourchette et cuiller;
    Il néglige de s'essuyer,
    Mais porte paletots, culottes,
    Chapeau, chemise même et bottes;
    Fait de dégoûtantes ribottes;
    Dégueule aussi bien que l'Anglais;
    Met sur le trottoir des engrais;
    Rit du Ciel et croit au progrès
    Tout comme un journaliste "d'Outre-
    Quiévrain"; - de plus, il peut foutre
    Debout comme un singe avisé.
    Il est donc très civilisé.»

    (IT)

    «Il Belga è molto civilizzato; è ladro, è astuto;
    È talvolta sifilitico;
    Quindi è molto civilizzato.
    Egli non dilania la sua preda
    Con le sue unghie; gli piace
    Far vedere che sa usare
    A tavola forchetta e cucchiaio;
    Egli trascura di pulirsi,
    Ma indossa cappotti, calzoni,
    Cappello, camicia e stivali;
    Fa disgustose baldorie;
    Vomita bene come l'inglese;
    Mette sul marciapiede del concime;
    Ride del Cielo e crede nel progresso
    Tutto come un giornalista "d'Oltre-
    Quiévrain"; - in più può fottere
    In piedi come una scimmia avveduta.
    Egli è quindi molto civilizzato.»

    (Charles Baudelaire, La Civilisation belge. (trad. letterale))

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Hervé Pinoteau, La symbolique royale française, V –XVIII siècle, P.S.R. éditions, 2004
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