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Lo zoo di vetro

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Lo zoo di vetro
dramma in due atti
Anthony Ross, Laurette Taylor, Eddie Dowling e Julie Haydon in The Glass Menagerie (Broadway, 1945)
AutoreTennessee Williams
Titolo originaleThe Glass Menagerie
Lingua originaleInglese
Ambientazionea Saint Louis
Composto nel1944
Prima assoluta26 dicembre 1944
Civic Theatre, Chicago (Illinois)
Prima italiana13 dicembre 1946
Teatro Eliseo, Roma
PremiNew York Drama Critics' Circle
Personaggi
  • Amanda Wingfield, madre di Laura e Tom
  • Tom Wingfield, figlio di Amanda
  • Laura Wingfield, figlia di Amanda
  • Jim, collega di Tom

Lo zoo di vetro (The Glass Menagerie) è un'opera teatrale di Tennessee Williams. La prima avvenne a Chicago nel 1944. La trama della drammatizzazione espande quella di un racconto del 1934 dello stesso Williams, dal titolo Ritratto di una ragazza di vetro (Portrait of a young girl in glass).

Il dramma si svolge a New Orleans alla fine degli anni '30 del XX secolo, nell'appartamento di Amanda.

«Sì, ho le tasche col doppiofondo e assi nella manica... ma non sono un prestigiatore. Piuttosto, il contrario: lui vi vende illusioni che hanno l'aspetto di cose reali; io vi dono verità dietro la piacevole maschera dell'illusione.»

A sipario chiuso, Tom si rivolge direttamente al pubblico spiegando che la storia che andrà a narrare è un suo ricordo della madre Amanda e della sorella Laura.

Amanda, donna di mezza età volitiva ed energica, viene dagli Stati del Sud, dove era ammirata per la sua bellezza; ancora si pente di aver lasciato tutto per seguire il marito che in seguito l'ha abbandonata coi due figli. Il suo rapporto con Tom e Laura, che ha cresciuto da sola, oscilla tra tenerezza e ossessione; in particolare la donna si preoccupa del futuro di Laura, resa invalida da una malattia e dal carattere introverso: ella si è chiusa in un mondo di fantasia e passa le sue giornate ad ascoltare vecchi dischi, leggere romanzi e soprattutto accudire ossessivamente il suo "zoo di vetro", una collezione di animaletti di cristallo. Tom, che lavora in una fabbrica di scarpe per mantenere Laura e Amanda, non sopporta la vita noiosa e banale che conduce, nonché il morboso carattere della madre; egli tenta senza successo di diventare un poeta, e cerca conforto recandosi al cinema a tutte le ore della notte per vivere delle avventure almeno con la fantasia. Questo scatena l'ansia di Amanda, che teme suo figlio sia alcolizzato come il padre.

Amanda scopre che Laura, a causa della sua timidezza, ha lasciato il corso da segretaria che stava seguendo, come in passato era accaduto per la scuola. La donna diventa allora ossessionata dall'idea di trovarle un marito che le garantisca un futuro sereno; la ragazza non ha però alcun interesse nel trovare eventuali corteggiatori, e Amanda se ne dispera.

Amanda continua a chiedere insistentemente a Tom di trovare un fidanzato per Laura, ignorando le rimostranze del ragazzo; per liberarsene, Tom invita d'impulso Jim, suo amico di vecchia data; felice e impaziente, Amanda si dedica febbrilmente alla preparazione della cena. Tuttavia, quando Tom e Jim arrivano, Laura riconosce in quest'ultimo un ragazzo che ai tempi del liceo le piaceva moltissimo: soggiogata dalla timidezza, non riesce nemmeno a sedersi con gli altri a cena, nonostante le insistenze di Amanda.

Durante la cena, improvvisamente la luce va via: Tom si è disinteressato alla famiglia al punto di scordare di pagare la bolletta. Amanda lo trascina via, in modo che Laura e Jim rimangano da soli al buio: i due ragazzi si trovano così a parlare a lume di candela, e pian piano Jim riesce a vincere la ritrosia di Laura, che gli confessa quanto lui le piacesse in passato. Jim si mostra comprensivo e dice che i suoi problemi sono causati esclusivamente dalla sua insicurezza, a suo dire ingiustificata perché la trova una splendida ragazza. I due si trovano così a danzare insieme, ma con un brusco movimento Jim fa cadere un unicorno di vetro che fa parte della collezione di Laura, spezzandogli il corno. A quel punto lui la bacia, ma subito si ritrae e le confessa di essere già promesso sposo a un'altra donna. Afflitta, Laura gli dona l'unicorno spezzato e gli augura un felice matrimonio, prima di chiudersi in un doloroso silenzio; al ritorno di Amanda e Tom, Jim se ne va pieno di imbarazzo. Quando Amanda viene a sapere cos'è accaduto, si infuria con Tom e lo caccia di casa.

In un soliloquio finale, Tom spiega che dopo quella sera lui abbandonò Amanda e Laura e non tornò mai più a casa, anche se il loro ricordo lo aveva tormentato per tutta la vita; chiede così a Laura di "spegnere le candele", ossia di lasciare che lui la possa dimenticare. Mentre lui esce, Laura spegne effettivamente le candele che hanno illuminato la scena.

Autobiografia e memoria

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La prima idea per Lo Zoo di Vetro fu un racconto che Williams scrisse nel 1934, dal titolo Ritratto di una Ragazza di Vetro; esso conteneva a sua volta dei forti riferimenti autobiografici riferibili all'autore stesso. Il protagonista reca addirittura il suo stesso nome (il vero nome di Tennessee Williams era Thomas), mentre il personaggio di Laura si basa sulla vita di sua sorella Rose: a causa di alcuni problemi psichici la ragazza fu sottoposta a un intervento di lobotomia, causando immenso dolore per Williams che le era molto affezionato. Addirittura nella rappresentazione viene spesso detto che il soprannome della ragazza è Blue Rose.

In Laura si cristallizzano anche elementi dello stesso autore: l'introversione e la timidezza erano propri di Tennessee Williams negli anni della sua giovinezza, e l'ossessione per lo zoo di vetro di Laura riflette i sogni e le fantasie dell'autore da giovane. Gli elementi autobiografici del dramma convergono in un unico tema, quello della memoria, che persiste nel corso di tutta la rappresentazione: la storia viene vista attraverso gli occhi di Tom, filtrata dai suoi sentimenti e dai suoi ricordi; i caratteri dei personaggi che gli girano intorno risultano discontinui e grotteschi, come "deformati" dal tempo passato e dalle sensazioni contrastanti nei riguardi di madre e sorella.

Il rapporto col proprio io

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Un altro grande tema del dramma è il rapporto col proprio ego: tre dei quattro personaggi agiscono esclusivamente per il proprio tornaconto personale, travestendolo da azioni altruiste. Tom invita Jim a cena apparentemente per accontentare sua madre e aiutare sua sorella, ma in realtà è un piano orchestrato ad hoc per fuggire da una realtà che gli sta stretta; Amanda sembra voler trovare un marito a Laura e si adopera per riuscirci, ma vuole solo riscattarsi da un matrimonio fallito e da una giovinezza perduta; Jim in un primo momento aiuta Laura e pare addirittura apprezzarla nonostante il suo handicap, invece è già fidanzato e vuole solo approfittare della sua bellezza.

Tom, Amanda e Jim finiscono però per soccombere alle loro stesse mancanze, rimanendo confinati nel loro egoismo e causando danni piuttosto che risolverne. Laura, che è al centro delle finte attenzioni degli altri tre, è l'unica che non mostra atteggiamenti egoistici, anzi più di una volta nel corso del dramma si fa riferimento al suo altruismo e alla sua bontà; in definitiva, quella che sembra essere chiusa in se stessa è quella che invece ha un migliore rapporto col proprio io, ma finisce per venire sottomessa dall'egocentrismo degli altri tre.

Lo zoo di vetro

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Non è un caso che lo zoo di vetro di Laura dia il titolo all'intera opera, poiché esso simboleggia l'intera chiave di lettura del dramma. Esso è l'immagine del mondo interiore di Laura, fatto di fragili illusioni. Non solo: gli animali di vetro sono fragili e apparentemente pacchiani, ma se illuminati dalla giusta luce rivelano tutti i colori dell'arcobaleno: diventano, in pratica, un'immagine di Laura stessa, psicologicamente debole e di aspetto scialbo, ma in realtà più umana e virtuosa degli altri personaggi. Anche in questo caso, in effetti, si verifica una dicotomia tra Laura e gli altri personaggi, che specularmente alla ragazza vivono delle vite banali cercando disperatamente l'apparenza: Tom si rifugia nel mondo del cinema, Amanda sogna il riscatto sociale e Jim si fregia dei suoi successi sportivi e professionali; in realtà sono tutti espedienti per sfuggire alla scontentezza della propria vita.

La lunga scena del dialogo tra Laura e Jim è caricata di un forte simbolismo: Jim rompe il corno dell'unicorno di vetro, la statuetta preferita di Laura, che così diventa un "semplice cavallo" come tutti gli altri; lo stesso oggetto gli sarà poi regalato dalla ragazza. Tutto questo allude alla storia stessa della ragazza: le premure che Jim le usa sembrano trasformarla per un attimo in una ragazza "normale", a scapito della sua unicità, fatta di bellezza e fragilità; ma la "violenza" che si nasconde in queste premure fa sì che la ragazza si rompa come la statuina. Il fatto che lei gliela regali, infine, rappresenta ciò che lei ha perso in tutta la faccenda e ciò che lui le ha tolto con la sua falsità.

Rappresentazioni

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The Glass Menagerie debuttò il 26 dicembre 1944 al Civic Theatre di Chicago, per la regia di Eddie Dowling e Margo Jones, con Laurette Taylor (Amanda Wingfield), Eddie Dowling (Tom Wingfield), Julie Haydon (Laura Wingfield), Anthony Ross (Jim O'Connor)[1].

Dopo 10 settimane di successi la produzione decise il trasferimento a Broadway con lo stesso cast: al Playhouse Theatre dal 31 marzo 1945 al 29 giugno 1946, poi al Royale Theatre dal 1º luglio al 3 agosto 1946, per un totale di 563 repliche[2].

La prima italiana di Zoo di vetro è avvenuta il 13 dicembre 1946 al Teatro Eliseo di Roma, per la regia di Luchino Visconti, con Tatiana Pavlova (Amanda), Rina Morelli (Laura), Paolo Stoppa (Tom) e Giorgio De Lullo (Jim)[3].

Dal dramma sono state realizzate le seguenti trasposizioni cinematografiche:

Dal dramma sono state realizzate le seguenti trasposizioni televisive:

  1. (EN) Holland Baker, Revival Retrospective: "The Glass Menagerie", su pastemagazine.com, 8 marzo 2017. URL consultato il 9 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2019).
  2. (EN) The Glass Menagerie, 1945 su ibdb.com
  3. Vito Pandolfi, Il dramma, n. 27-28, 1º gennaio 1947, pp. 120-122

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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