Lo specchio della vita (film 1959)

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Lo specchio della vita
Sandra Dee in Imitation of Life trailer.jpg
Sandra Dee nel trailer del film
Titolo originale Imitation of Life
Paese di produzione USA
Anno 1959
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, sentimentale
Regia Douglas Sirk
Soggetto Fannie Hurst, dall'omonimo romanzo
Sceneggiatura Eleanor Griffin, Allan Scott
Fotografia Russell Metty
Montaggio Milton Carruth
Musiche Sammy Fain, Henry Mancini, Frank Skinner
Scenografia Alexander Golitzen, Richard H. Riedel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Lo specchio della vita (Imitation of Life) è un film del 1959 diretto da Douglas Sirk.

È il remake del film Lo specchio della vita (Imitation of Life) di John M. Stahl (1934).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Durante una gita al mare, Lora Meredith perde di vista sua figlia Susie di 6 anni. Grazie all'aiuto del fotografo Steve Archer, la ritrova assieme a Sarah Jane, di 8 anni, mentre gioca tranquilla sulla sabbia. Lora ha un'opportunità di lavorare in pubblicità, ma non sa a chi affidare la figlia. La soluzione le viene offerta da Annie Johnson, la donna di colore madre di Sarah Jane. Con stupore, visto che la bambina è chiara di carnagione, Lora approfitta dell'offerta di Annie e la assume come governante. Così, quello che doveva essere un favore si trasforma in una collaborazione di lavoro e un'amicizia ricambiata.

Susan Kohner (di spalle) e Juanita Moore in una scena del film

Steve si fa nuovamente vivo con Lora, con il pretesto di portare delle foto che aveva promesso alle bambine, e comincia a corteggiarla. Lora gli racconta di essere vedova e di avere come aspirazione quella di recitare in teatro, ma respinge gli approcci del fotografo.

La donna incontra poi Loomis, un agente teatrale che le fa capire che, per poter ottenere dei ruoli come attrice, deve assecondare le avances di uomini molto influenti che le presenterà.

Intanto le bambine crescono e vanno insieme a scuola. Un giorno Annie si reca a scuola della figlia per portarle un ombrello, ma la bambina è visibilmente seccata perché si vergogna del colore della pelle della madre.

Di lì a poco arriva per Lora la prima scrittura importante: diventa protagonista di una commedia che viene replicata con successo e il suo nome incomincia a circolare tra la gente che conta.

Dopo molti anni, Lora riceve inaspettatamente una visita in camerino: è di nuovo Steve che le confessa di non averla mai dimenticata, e resta sorpreso di trovare cresciute le due ragazze. Anche questa volta Lora non è sicura dei suoi sentimenti, e di lì a poco deve partire per girare un film in Italia. Sarah Jane, nel frattempo, frequenta la scuola pubblica e fa di tutto per nascondere le proprie origini. Una sera chiede al suo ragazzo di scappare con lei, ma questi, venuto a sapere che ha una madre di colore, la picchia e l'abbandona. Susie, ormai sedicenne, durante l'assenza della madre frequenta Steve e s'innamora di lui.

Susan Kohner in una scena del film

Sarah Jane, sentendosi derisa ed evitata da tutti a causa del razzismo strisciante, decide di scappare di casa perché è l'unico modo di riscattarsi cancellando le sue origini. Questo causa un enorme dolore alla madre, che pur ammalata continuerà a cercarla finché non la trova a lavorare in un night come spogliarellista. Annie desidera stringere sua figlia un'ultima volta fra le braccia, ma si scontra ancora una volta con la sua rabbia, e per non rovinarla va via dicendo agli altri di essere la governante.

Finalmente Lora decide di accettare la corte di Steve, che nel frattempo ha avuto successo come fotografo, ma accorgendosi che anche Susie è infatuata di lui, decide di tirarsi indietro a favore della figlia, come per risarcirla di tutti gli anni in cui le è stata lontana e l'ha trascurata. In questo caso è la figlia che rinfaccia alla madre tutte le manchevolezze, e il fatto di sacrificarsi "facendo l'attrice" acuisce il risentimento.

Tutte queste tensioni vengono spazzate dalla morte di Annie: improvvisamente ci si accorge di quanto era indispensabile la sua discreta presenza. Il film termina con un grandioso funerale con coro gospel e Mahalia Jackson che impersona se stessa cantando "Troubles of the World", e con il pentimento finale di Sarah Jane.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  • È l'ultimo film hollywoodiano del regista Douglas Sirk ed è quello di maggior successo sia di pubblico sia di critica. In seguito questo film è diventato un cult movie del genere mélo.
  • Lana Turner diceva che Sirk in questo film era riuscito a farla sentire un'attrice e non solo una bella donna, e in effetti la sua interpretazione in questa pellicola è considerata da tutti una delle migliori.
  • Nel 1960 sia Susan Kohner che Juanita Moore ebbero la nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista, Douglas Sirk venne nominato ai Directors Guild of America come miglior regista, Juanita Moore venne nominata ai Golden Globe come miglior attrice non protagonista, ma il Golden Globe per questa categoria fu vinto da Susan Kohner.
  • Nel 1959 la pellicola vinse come miglior film ai Laurel Awards, mentre Juanita Moore risultò seconda classificata.

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