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Lo scoiattolo (film 1921)

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Lo scoiattolo
Paul Heidemann e Pola Negri
Titolo originaleDie Bergkatze
Lingua originaletedesco
Paese di produzioneGermania
Anno1921
Durata81 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,33 : 1
film muto
Generecommedia
RegiaErnst Lubitsch
SoggettoHanns Kräly
SceneggiaturaHanns Kräly, Ernst Lubitsch
Casa di produzioneProjektions-AG Union (PAGU)
FotografiaTheodor Sparkuhl
ScenografiaErnst Stern, Max Gronert
CostumiErnst Stern, Emil Hasler
Interpreti e personaggi

Lo scoiattolo (Die Bergkatze) è un film del 1921 diretto da Ernst Lubitsch.

Die Bergkatze vuol dire letteralmente "gatto della montagna", ma in questo caso è l'appellativo ("gatta selvaggia") dato dal regista a Rischka, uno dei personaggi del film.[1] Il film fu il primo grande flop commerciale del regista, che al contrario credeva molto nella sua opera, una satira della vita militare dai toni farseschi che venne recepita malamente dal pubblico tedesco, reduce da poco dalla sconfitta della prima guerra mondiale.

Alla fortezza di Tossenstein giunge la comunicazione dell'arrivo del giovane ufficiale Alexis, un aitante seduttore di cui tutte le ragazze del paese sono invaghite e che si radunano in strada per salutarlo alla sua partenza. Giunto nei pressi della fortezza, Alexis viene rapinato da una banda di briganti guidata dalla bella e impetuosa Rischka, la figlia del capo Claudius. Rischka è affascinata da Alexis e lo lascia andare, dopo averlo derubato degli abiti, cosicché il giovane ufficiale, rimasto in maniche di camicia, viene arrestato da una pattuglia mandata dal forte a cercarlo, e solo al suo arrivo viene riconosciuto dal comandante, il quale lo pone subito alla guida di una spedizione punitiva organizzata nei confronti dei briganti. Alexis viene inoltre presentato a Lilli, la figlia del comandante, che si dimostra immediatamente attratta dal giovane ufficiale.[2]

Dopo l'ennesimo scontro tra i soldati della fortezza e i banditi capitanati da Rischka, il comandante organizza un banchetto e propone la figlia Lilli in sposa ad Alexis. Durante i festeggiamenti, i banditi si introducono nella fortezza vestiti con alcune divise saccheggiate negli appartamenti degli ufficiali. Anche Rischka è presente, con indosso un abito di Lilli, e viene avvistata da Alexis, che è in dovere di arrestarla ma non l'ha dimenticata, e riesce ad attirarla in una stanza per baciarla, non sospettando che la gelosa Lilli li sta spiando. Approfittando di una momentanea assenza di Alexis e della distrazione di Lilli, Rischka riesce a scappare dalla fortezza prima che Alexis la faccia arrestare.[2]

Nei giorni seguenti Rischka non riesce a dimenticare l'ufficiale, di cui si è innamorata, pertanto suo padre Claudius decide di trovarle un marito tra i componenti della banda. Il prescelto è Pepo, che sembra riuscire a conquistare il cuore della ragazza. La data fissata per le nozze di Rischka e Pepo coincide con la festa di fidanzamento di Alexis e Lilli. Tuttavia né Rischka né Alexis riescono a resistere all'attrazione reciproca e si allontanano dalle rispettive feste, incontrandosi a metà strada tra il forte e l'accampamento. Alexis porta Rischka nei suoi appartamenti per trascorrere con lei la serata. Sconvolta per essere stata abbandonata da Alexis, Lilli si presenta a Rischka e quest'ultima – commossa dalla disperazione della rivale – ha un ripensamento e fa in modo che l'ufficiale perda l'interesse nei suoi confronti, comportandosi in modo sfacciato e volgare, e facendosi cacciare dalla fortezza. Alexis si riconcilia con Lilli, mentre Rischka ritorna dal suo novello sposo, che devotamente l'ha attesa per riunirsi a lei.[2]

La Germania scoprì il cinema alle porte della Grande Guerra, malgrado una censura molto rigorosa che, visti i tempi, vietò la visione di tutte le commedie. In quegli anni si definirono tutti gli elementi che hanno poi caratterizzato il cinema nazionale: temi, protagonisti, tecniche, ambizioni artistiche. Questi elementi paradossalmente trovarono il loro sviluppo grazie a una grande intuizione del governo tedesco: il generale Ludendorff, capo di Stato Maggiore dell'esercito, avendo capito l'importanza del cinema come mezzo di informazione e di influenza dell'opinione popolare, fondò l'UFA a dicembre del 1917 con un capitale di 7 milioni di Reichsmark (quasi equivalenti al capitale della più grande azienda cinematografica europea all'epoca, la francese Pathé). Grazie a questo forte investimento, l'UFA si presentò sul mercato con i migliori tecnici, le attrici e gli attori più seguiti, i registi di maggior talento, fra cui Ernst Lubitsch, che si era già fatto conoscere grazie ai suoi acclamatissimi rulli.[3]

Alla caduta dell'Impero la censura, che durante la guerra aveva infierito in maniera molto dura, venne abolita e furono realizzati film con sottintesi morbosi o con temi controversi quali la prostituzione, le malattie veneree, l'omosessualità. Anche la produzione di Lubitsch di questi anni (La bambola di carne, 1919; Due sorelle, 1920; Lo scoiattolo, 1921) fa parte di questo filone. L'ultimo di questi film, in particolare, voleva essere una parodia dell'espressionismo e una feroce satira del militarismo, cosa alla quale il regista teneva così tanto da trascurare il rischio assicurato di un fiasco al botteghino.[3]

Il film fu prodotto dalla Projektions-AG Union (PAGU). Le scene di montagna furono girate a Kreuzeck, nei pressi di Garmisch in Baviera, gli interni a Berlino all'Ufa-Atelier di Tempelhof. Il debutto sugli schermi avvenne il 12 aprile 1921 al Ufa-Palast am Zoo (oggi distrutto) di Berlino, con proiezione vietata ai minori.

Rispetto ai due film precedenti infatti, qui l'erotismo è più scoperto: il mondo maschile è caratterizzato da debolezze inquietanti (i soldati poltriscono a letto, non vogliono lavarsi e andare a combattere, i banditi sono contenti di ricevere da Rischka frustate sul sedere), il mondo femminile è in preda al desiderio sessuale (le ragazze escono di casa in massa per ammirare Alexis in partenza, la grassa moglie del comandante lascia cadere ciuffi della sua parrucca fra i soldati che fanno l'alzabandiera, Lilli entra in scena succhiando la canna di una pistola di cioccolata, Rischka cattura e spoglia l'affascinante Alexis, le cui mutande saranno oggetto di invidia e ammirazione da parte del Comandante). Lo scontro tra banditi e soldati finisce in una battaglia grottesca a palle di neve, con danze e travestimenti; il Comandante non è capace di farsi ubbidire neanche da sua moglie; lo stesso Alexis, tronfio bellimbusto ma umiliato dalla «gatta selvatica», sono tutti segnali patetici di una virilità decaduta, di uomo ridotto a marionetta, come in altri più o meno celebri film dell'epoca.[1]

In contrasto con il disordine dei personaggi e delle comparse, il film è caratterizzato dalle linee definite di una scenografia accesamente liberty, disegnata da Ernst Stern che ebbe poi una lunga carriera nel cinema tedesco, ed è anche caratterizzato dall'uso insistito di mascherini sagomati.

Distribuzione

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Distribuito dall'Universum Film (UFA), il film fu presentato in prima il 14 aprile 1921.

Il film è stato restaurato nel 2000 per opera della Cineteca di Bologna e pubblicato in DVD in Italia in prima mondiale da Ermitage con una colonna sonora di Marco Dalpane eseguita dall'Ensemble "Musica nel buio".

  1. 1 2 Guido Fink, Ernst Lubitsch, Firenze, La nuova Italia, 2008, pp. 38-41, ISBN 88-8033-451-4.
  2. 1 2 3 Marco Salotti, Ernst Lubitsch, Le Mani, 1997, pp. 187-189. ISBN 8880120603
  3. 1 2 Bernard Eisenschitz, Storia del cinema tedesco, Lindau, Torino, 1999, pp. 21-28. ISBN 9788871807492
  • Guido Fink, Ernst Lubitsch, Firenze, La nuova Italia, 2008, ISBN 88-8033-451-4.
  • (FR) Bernard Eisenschitz, Jean Narboni, Ernst Lubitsch, Cahiers du Cinéma / Cinémathèque Française, 2006, ISBN 2-86642-451-4.
  • Marco Salotti, Ernst Lubitsch, Genova, Le Mani, 1997, ISBN 88-8012-060-3.

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