Liz Cheney

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Liz Cheney
Liz Cheney official 116th Congress portrait.jpg

Membro della Camera dei rappresentanti - Wyoming, at-large
In carica
Inizio mandato 3 gennaio 2017
Predecessore Cynthia Lummis

Dati generali
Prefisso onorifico onorevole
Partito politico Repubblicano
Titolo di studio Juris Doctor
Università Colorado College, University of Chicago Law School e McLean High School

Elizabeth Lynne "Liz" Cheney Perry (Madison, 28 luglio 1966) è una politica statunitense, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Wyoming dal 2017.

Il 16 agosto 2022, Cheney ha perso la rinomina alle primarie repubblicane del Wyoming contro Harriet Hageman, approvata da Trump.[1] Il suo mandato scadrà il 3 gennaio 2023

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia primogenita di Dick e Lynne Cheney, nacque a Madison in Wisconsin e crebbe tra Casper e Washington, dove suo padre esercitava l'attività politica. Dopo la laurea in legge all'Università di Chicago (presso il cui Istituto Orientale aveva avuto modo di frequentare anche alcuni corsi di storia del Medio Oriente[2]), ha esercitato attività di avvocato nel settore privato. Nel frattempo ha lavorato presso l'USAID, il Dipartimento di Stato e la Società finanziaria internazionale.

Liz Cheney insieme al padre Dick e Robert Aderholt nel novembre 2018

Nel 2000 prese parte alla campagna elettorale per le presidenziali, affiancando il padre che era stato scelto come vice da George W. Bush[3]. Quando i due furono eletti, la Cheney tornò al Dipartimento di Stato come Vice Assistente del Segretario per gli affari del Vicino Oriente e mantenne l'incarico fino al 2004, lasciando il posto solo per alcuni mesi, nei quali si occupò della campagna per la rielezione di Bush[4]. Nel 2006 presiedette l'Iran Syria Policy and Operations Group, finalizzato a promuovere un cambio di regime in Iran: il governo di Teheran accusò il gruppo di alimentare le ingerenze nei loro affari interni di una potenza internazionale[5].

In occasione delle presidenziali del 2008, Liz Cheney fu dapprima una delle dirigenti nazionali della campagna elettorale di Fred Dalton Thompson[6]; quando l'ex senatore annunciò il ritiro dalla corsa elettorale, Cheney entrò a far parte del team di Mitt Romney[7].

Nel 2009, insieme a William Kristol e Debra Burlingame, Liz Cheney fondò l'organizzazione non profit Keep America Safe, volta a sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica su tematiche relative alla sicurezza nazionale[8]. In questo frangente la Cheney prese parte, ad esempio, ad una grande mobilitazione contro la costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero[9]. In seguito, l'organizzazione si attirò numerose critiche per via di una campagna contro quelli che definirono come "Al Qaeda Seven" i sette avvocati del Dipartimento di giustizia che avevano difeso alcuni detenuti di Guantánamo[10]; la campagna fu accusata di maccartismo[11] e fu aspramente criticata anche da numerosi esponenti del Partito Repubblicano[12]. Poco dopo questo episodio, le informazioni sull'organizzazione scomparvero dal web[13].

Sconfitta al Senato nel 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 2012 Liz Cheney fu assunta come opinionista e collaboratrice dall'emittente Fox News[14], dove rimase per diciotto mesi fin quando annunciò la propria candidatura politica[15]. Nel 2013, infatti, la Cheney si candidò al Senato in rappresentanza del Wyoming, sfidando nelle primarie repubblicane il senatore in carica Mike Enzi[16]. In quel periodo diede vita a una querelle pubblica con la sorella Mary sul tema del matrimonio gay: Mary, lesbica dichiarata e sposata da anni con la sua partner Heather, criticò la posizione espressa da Liz, che durante la campagna si era schierata apertamente contro le nozze omosessuali[17]. Nel gennaio 2014 annunciò il ritiro dalla corsa elettorale, adducendo come motivazione alcuni gravi problemi di salute in famiglia[18] e ponendo fine ad una campagna che, stando ai sondaggi, l'aveva vista sempre nettamente sfavorita nella contesa con Enzi[19].

Alla Camera nel 2016 e nel 2018[modifica | modifica wikitesto]

Cheney nel 2016

Nel 2016, quando la deputata Cynthia Lummis annunciò il ritiro dalla Camera dei rappresentanti, Liz Cheney si candidò per quel seggio (che alcuni anni prima era stato di suo padre[20]) e riuscì a farsi eleggere con oltre il 60% dei voti[21], approdando così al Congresso.

Alle elezioni generali del 6 novembre 2018, Cheney è stata rieletta come unico membro della Camera dei rappresentanti del Wyoming. Ha vinto con 127.951 voti, sconfiggendo il democratico Greg Hunter (59.898 voti), il libertario Richard Brubaker (6.918) e il candidato del Partito della Costituzione, Daniel Clyde Cummings (6.069). Cheney aveva prevalso in 21 delle 23 contee, perdendo soli nelle contee di Albany e Teton superata da Greg Hunter. Il 14 novembre, Cheney è stata eletta alla presidenza della Conferenza repubblicana della Camera per il 116º Congresso. In questo ruolo, è la terza repubblicana più importante nella Camera, dietro il leader delle minoranza reppubblicana, Kevin McCarthy, e il whip della stessa minoranza Steve Scalise.[22]

Secondo impeachment di Donald Trump[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 gennaio 2021, in seguito all'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti durante il processo di certificazione per il presidente eletto Joe Biden, Cheney ha annunciato che avrebbe votato a favore del procedimento del secondo impeachment di Donald Trump, per il ruolo da lui avuto nel sobillare l'assalto. Ha sostenuto che, durante un comizio tenuto poco prima dell'assalto, Trump avrebbe detto ai manifestanti di "sbarazzarsi" di Cheney, e la folla avrebbe poi attaccato il Campidoglio scandendo e cantando la frase "Hang Mike Pence". Secondo Cheney, sarebbe stato Trump ad aver "acceso la fiamma" della rivolta, senza aver fatto nulla per fermarla. Sostenendo che "non c'è mai stato un tradimento peggiore, da parte di un presidente degli Stati Uniti, del suo ufficio e del suo giuramento", ha annunciato il suo sostegno all'impeachment.[23][24] Altri nove repubblicani si sono uniti a lei annunciando il loro voto favorevole il 13 gennaio.[25] All'epoca era la terza repubblicana di rango più alto alla Camera.[26]

Il deputato Jim Jordan ha chiesto la sua rimozione dalla leadership del Partito Repubblicano.[27] Il portavoce dell'ex presidente George W. Bush ha dichiarato il 30 gennaio che Bush ha sostenuto le azioni di Cheney ed era sua intenzione chiamare il suo ex vice presidente, Dick Cheney, per "ringraziarlo per il servizio di sua figlia".[28] I sostenitori di Trump sono rimasti irritati dal voto di Cheney per l'impeachment e il 3 febbraio 2021 la Conferenza repubblicana della Camera ha tenuto un voto segreto a porte chiuse sull'opportunità di rimuoverla dalla sua posizione nella leadership della Camera repubblicana. Ha mantenuto l'incarico con un voto di 145-61.[29][30] Il 6 febbraio il Partito Repubblicano del Wyoming ha censurato Cheney per il suo voto contro Trump.[31] Cheney ha risposto: "Il mio voto per l'impeachment è stato costretto dal giuramento fatto alla Costituzione. I cittadini del Wyoming sanno che questo giuramento non si piega né cede alla politica o alla faziosità. Lotterò sempre per i valori del Wyoming e mi batterò per il nostro stile di vita occidentale".[31]

Le accuse di Cheney[modifica | modifica wikitesto]

L'intervento di Cheney, 11 maggio 2021

In risposta alle crescenti richieste dei repubblicani della Camera di essere rimossa dalla sua posizione di presidente della Conferenza repubblicana della Camera dopo le sue continue critiche a Trump, Cheney ha scritto un articolo di opinione: "Il GOP è a un punto di svolta. La storia ci sta guardando", pubblicato sul Washington Post il 5 maggio 2021. In esso, ha ribadito le sue posizioni sull'adesione ai principi della Costituzione degli Stati Uniti, sul rispetto della legge e sulla difesa dei "principi fondamentali che sostengono e proteggono la nostra libertà e il nostro processo democratico".[32][33]

Alla vigilia di un voto repubblicano alla Camera per rimuoverla, Cheney ha tenuto un discorso all'aula dopo che i suoi colleghi avevano lasciato l'aula, dicendo in parte: "Oggi affrontiamo una minaccia che l'America non ha mai visto prima. Un ex presidente, che ha provocato un violento attacco a questo Campidoglio nel tentativo di rubare le elezioni, ha ripreso il suo sforzo aggressivo per convincere gli americani che le elezioni gli erano state rubate. Rischia di incitare a ulteriori violenze. Milioni di americani sono stati fuorviati dall'ex presidente. Hanno ascoltato solo le sue parole, ma non la verità, poiché continua a minare il nostro processo democratico, seminando dubbi sul fatto che la democrazia funzioni davvero. Sono un repubblicano conservatore e il più conservatore dei principi conservatori è il rispetto per lo stato di diritto. Il Collegio Elettorale ha votato. Più di sessanta tribunali statali e federali, inclusi più giudici da lui nominati, hanno respinto le affermazioni dell'ex presidente. Il Dipartimento di Giustizia nella sua amministrazione ha indagato sulle affermazioni dell'ex presidente di frode diffusa e non ha trovato prove a sostegno. Le elezioni sono finite. Questo è lo stato di diritto. Questo è il nostro processo costituzionale. Coloro che rifiutano di accettare le sentenze dei nostri tribunali sono in guerra con la Costituzione".[34][35]

Trump ha continuato a chiedere che venisse espulsa dal partito, creando l'idea che, sintetizzerà il senatore Lindsey Graham, senza di lui il partito non sarebbe andato "da nessuna parte". Così il 12 maggio 2021 il numero uno dei conservatori alla Camera, Kevin McCarthy, e il capogruppo Steve Scalise hanno convocato una riunione terminata, senza nemmeno una votazione, con una mozione di sfiducia nei confronti della Cheney, la terza carica nella gerarchia interna,[36][37] sostituita da Elise Stefanik. Trump l'ha definita "una guerrafondaia" e "una leader mediocre", lei ha dichiarato che "le bugie ci distruggeranno" e che farà il possibile" per evitare possa tornare alla Casa Bianca.[36][38]

Nel luglio 2021, la presidente Nancy Pelosi ha nominato Cheney membro del comitato ristretto della Camera per l'attacco del 6 gennaio. Due mesi dopo, è stata nominata vicepresidente del comitato.

Censura dei repubblicani[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 novembre 2021, il Comitato Centrale del GOP del Wyoming ha votato 31–29 per non riconoscere più Cheney come membro del partito. La risoluzione ha ribadito la denuncia generale per la quale l'aveva censurata il febbraio precedente, affermando che Cheney non aveva mai fornito "prove quantificabili e/o indiscusse" del motivo per cui aveva votato a favore dell'impeachment.[39] Tre mesi prima c'erano stati voti simili da parte di due contee del Wyoming per rimuoverla dal partito.[40]

Il 4 febbraio 2022, il Comitato Nazionale Repubblicano ha definito gli eventi del 6 gennaio 2021 "discorso politico legittimo" e ha votato a stragrande maggioranza per censurare Cheney e il rappresentante Adam Kinzinger per aver preso parte all'indagine della Camera sull'assalto al Campidoglio.[41]

Il 16 agosto 2022, Cheney ha perso la rinomina alle primarie repubblicane del Wyoming contro la candidata sostenuta da Trump, Harriet Hageman.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Cheney è sposata con Philip Perry, socio dello studio legale Latham & Watkins di Washington. Si sono sposati nello Wyoming nel 1993. La coppia ha cinque figli.[42]

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Vice - L'uomo nell'ombra del regista Adam McKay del 2018, l'attrice Lily Rabe interpreta Liz Cheney.[43]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Liz Cheney sconfitta nelle primarie dello Wyoming. Scontro con Trump, su ansa.it, 16 agosto 2022. URL consultato il 17 agosto 2022.
  2. ^ (EN) What I Learned, su highbeam.com, Newsweek. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2017).
  3. ^ (EN) THE 2000 CAMPAIGN: THE REPUBLICAN RUNNING MATE; For the Cheney Family, the Motto Is 'All for One', su nytimes.com, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  4. ^ (EN) Vice President's Daughter to Leave State Dept., su democraticunderground.com, The Washington Post. URL consultato il 25 aprile 2017.
  5. ^ (EN) U.S. Program Is Directed at Altering Iran's Politics, su nytimes.com, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  6. ^ (EN) Press Release - Fred Thompson Announces National Campaign Leadership Team, su presidency.ucsb.edu, The American Presidency Project. URL consultato il 25 aprile 2017.
  7. ^ (EN) Press Release - Liz Cheney Joins Romney For President, su presidency.ucsb.edu, The American Presidency Project. URL consultato il 25 aprile 2017.
  8. ^ (EN) Liz Cheney forms group to take on Obama's foreign policy, su edition.cnn.com, CNN. URL consultato il 25 aprile 2017.
  9. ^ Moschea a Ground Zero: i repubblicani attaccano Obama. Il presidente isolato, su corriere.it, Corriere della Sera. URL consultato il 25 aprile 2017.
  10. ^ (EN) Thanks to Liz Cheney's 'al-Qaeda Seven' ad, Dick Cheney may finally go away, su washingtonpost.com, The Washington Post. URL consultato il 25 aprile 2017.
  11. ^ (EN) Liz Cheney accused of McCarthyism over campaign against lawyers, su theguardian.com, The Guardian. URL consultato il 25 aprile 2017.
  12. ^ (EN) Republicans scold Liz Cheney, su politico.com, Politico. URL consultato il 25 aprile 2017.
  13. ^ (EN) Liz Cheney-Founded Neocon Group Quietly Scrubbed From The Internet, su thinkprogress.org, ThinkProgress. URL consultato il 25 aprile 2017.
  14. ^ (EN) WELCOME! Liz Cheney Joins Fox News as Contributor, su nation.foxnews.com, Fox News Channel. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2017).
  15. ^ (EN) Fox News Terminates Liz Cheney's Contract As Paid Contributor In Light Of Senate Run, su mediaite.com, Mediaite. URL consultato il 25 aprile 2017.
  16. ^ Liz Cheney e Sarah Palin, due pasionarie repubblicane in corsa per il Congresso, su liberoquotidiano.it, Libero. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2017).
  17. ^ Cheney contro Cheney sulle nozze gay. Il padre si schiera con la figlia Liz, su lastampa.it, La Stampa. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2017).
  18. ^ (EN) For Cheney, Realities of a Race Outweighed Family Edge, su nytimes.com, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  19. ^ (EN) Liz Cheney to end Wyoming Senate bid, citing family health issues, su washingtonpost.com, The Washington Post. URL consultato il 25 aprile 2017.
  20. ^ (EN) Liz Cheney Wins Wyoming House Seat, su rollcall.com, Roll Call. URL consultato il 25 aprile 2017.
  21. ^ (EN) Wyoming U.S. House At-Large Results: Liz Cheney Wins, su nytimes.com, The New York Times. URL consultato il 25 aprile 2017.
  22. ^ (EN) Liz Cheney poised for ascent into Republican leadership, in AP, 14 novembre 2018. URL consultato il 14 novembre 2018.
  23. ^ (EN) No. 3 House Republican Liz Cheney to vote to impeach Trump, says there's "never been a greater betrayal" by a president, in Washington Post, 12 gennaio 2021. URL consultato il 12 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2021).
  24. ^ (EN) Andrew Prokop, Rep. Liz Cheney just backed impeaching Trump — and even Mitch McConnell may be open to it, su Vox, 12 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  25. ^ (EN) These 10 House Republicans voted to impeach Trump on Wednesday, in CNN, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  26. ^ (EN) Ledyard King, Read the statement from GOP Rep. Liz Cheney, chair of the House GOP Conference, on why she'll vote to impeach Donald Trump, in USA TODAY, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  27. ^ (EN) Jesse Byrnes, Jordan calls on Cheney to step down from House leadership, in TheHill, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  28. ^ (EN) George W. Bush to thank Dick Cheney, father of Liz Cheney, 'for his daughter's service', in CNN. URL consultato il 30 gennaio 2021.
  29. ^ (EN) Manu Raju, Jeff Zeleny, Clare Foran, House Republicans vote to keep Liz Cheney in leadership after impeachment vote, in CNN.
  30. ^ (EN) Siobhan Hughes, Kristina Peterson, Liz Cheney Retains GOP Post, Marjorie Taylor Greene’s Committee Seats Under Threat, in Wall Street Journal, 4 febbraio 2021. URL consultato il 4 febbraio 2021.
  31. ^ a b (EN) Ben Leonard, Wyoming GOP censures Liz Cheney for vote to impeach Trump, in POLITICO. URL consultato il 7 febbraio 2021.
  32. ^ (EN) Jeremy Herb e Annie Grayer, Liz Cheney strikes defiant tone in floor speech on eve of her expected ousting from House GOP leadership, in CNN, 12 maggio 2021. URL consultato il 19 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2022).
  33. ^ (EN) Liz Cheney's remarks on the House floor on the night before her expected removal from leadership post, in CNN, 12 maggio 2021. URL consultato il 12 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2021).
  34. ^ Jeremy Herb e Annie Grayer, Liz Cheney strikes defiant tone in floor speech on eve of her expected ousting from House GOP leadership, in CNN, 12 maggio 2021. URL consultato il 19 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2022).
  35. ^ Liz Cheney's remarks on the House floor on the night before her expected removal from leadership post, in CNN, 12 maggio 2021. URL consultato il 12 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2021).
  36. ^ a b Liz Cheney rimossa dai repubblicani per le critiche a Trump, su ansa.it, 12 maggio 2021. URL consultato il 13 maggio 2021.
  37. ^ Critica Trump: rimossa la presidente dei Repubblicani alla Camera, su tio.ch.
  38. ^ (EN) Kristina Peterson, Behind Liz Cheney's Break With Kevin McCarthy Over Trump, in The Wall Street Journal, 5 maggio 2021. URL consultato il 12 maggio 2021.
  39. ^ (EN) Victoria Eavis, Wyoming GOP votes to no longer recognize Rep. Cheney as a Republican, su Casper Star-Tribune Online, 15 novembre 2021. URL consultato il 16 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2021).
  40. ^ (EN) Victoria Eavis, Republicans in 2 Wyoming counties vote to stop recognizing Cheney as party member, su Casper Star-Tribune, 9 agosto 2021. URL consultato il 16 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2021).
  41. ^ (EN) Jonathan Weisman e Reid J. Epstein, Republican Party declares Jan. 6 attack 'legitimate political discourse', in The Boston Globe, 4 febbraio 2022. URL consultato il 4 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2022).
  42. ^ (EN) Sean Sullivan, Liz Cheney to end Wyoming Senate bid, citing family health issues, in The Washington Post, 6 gennaio 2014. URL consultato il 21 aprile 2015.
  43. ^ Lily Rabe sarà la figlia di Dick Cheney nel film con Christian Bale, su cinematographe.it.

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