Live to Tell

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Live to Tell
Live to Tell.png
Screenshot del video
ArtistaMadonna
Tipo albumSingolo
Pubblicazione26 marzo 1986
Durata5:51 (Album Version)
4:37 (Single Edit)
Album di provenienzaTrue Blue
GenerePop rock
Ballata
EtichettaSire
ProduttoreMadonna, Patrick Leonard
Formati12", 7", CD, cassetta
Certificazioni
Dischi d'argentoFrancia Francia[1]
(Vendite: 241.000+)
Regno Unito Regno Unito[2]
(Vendite: 200.000+)
Madonna - cronologia
Singolo precedente
(1986)
Singolo successivo
(1986)
Logo
Logo del disco Live to Tell

Live to Tell - in italiano "Vivere per Raccontare", è una ballata della cantante americana Madonna, primo singolo estratto dal suo terzo album in studio, True Blue (1986). Si sviluppa sul tema di una colonna sonora composta da Patrick Leonard per il film Le cascate del Paradiso (Fire with Fire, 1986) ma rifiutata dalla produzione; venne poi fatta sentire a Madonna, che decise di usarla sul film drammatico A distanza ravvicinata, con Sean Penn (all'epoca marito della pop-star) e Christopher Walken.

Madonna diede vita alla canzone, scrivendo le parole e alcune melodie. Il brano venne usato per accompagnare i titoli di coda del film.

La canzone venne in seguito inserita nella prima racconta di successi della carriera di Madonna, The Immaculate Collection, uscita nel 1990. Successivamente fu inserita nella raccolta di ballate Something to Remember e nella raccolta Celebration, uscita nel Settembre del 2009.

Live to Tell è una ballata pop, che include chitarre, tastiere, tamburi e il suono di un sintetizzatore, e il cui testo tratta il tema dell'inganno, della sfiducia e delle ferite dell'infanzia. Il testo invita ad essere forti. In un'intervista, Madonna ha affermato che, durante la fase di scrittura del testo della canzone, si fermò spesso a riflettere sul suo rapporto con la sua famiglia.

Il video musicale, diretto dal regista di A distanza ravvicinata James Foley, mostrò il primo cambio di immagine della cantante. Madonna abbandonava il trucco forte che aveva usato fino a quel momento, e si presentava con un trucco leggero, con capelli biondi ondulati, e in generale con uno stile ispirato, secondo quanto riferito dalla stessa cantante, all'attrice americana Marilyn Monroe[3].

Live to Tell è stata accolta positivamente dai critici musicali, che elogiarono il cambio nella voce della cantante e che, di frequente, si riferiscono a questa canzone come la migliore ballata della carriera della cantante. Dal punto di vista commerciale, la canzone ha avuto un buon successo nelle vendite, diventando il terzo singolo numero uno nella Billboard Hot 100, e il primo numero uno nella Hot Adult Contemporary Tracks. La canzone ha raggiunto la vetta delle classifiche in Canada[4], Italia[5] e negli Stati Uniti[6], e le prime posizioni in classifica in Belgio, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svizzera[7][8][9][10][11][12][13]. Madonna ha presentato la canzone in tre dei suoi tour mondiali: Who's That Girl Tour (1987), Blond Ambition Tour (1990) e sedici anni dopo nel Confessions Tour (2006). In questo ultimo tour, la canzone ha scatenato una polemica, perché Madonna l'ha eseguita indossando una corona di spine, eretta su una croce gigante fatta di specchi. L'esecuzione della canzone allo Stadio Olimpico (Roma) fu condannata come un atto di ostilità verso la chiesa cattolica da vari gruppi religiosi. Inoltre, vari gruppi religiosi incitarono i fans a boicottare i concerti in Germania e in Russia.

La canzone[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver concluso il Virgin Tour, Madonna chiese ai produttori Patrick Leonard e Stephen Bray di unirsi a lei nella produzione del suo terzo album in studio, True Blue. Live to Tell nacque, come detto, da una colonna sonora rifiutata di Patrick Leonard, nata per il film Le cascate del Paradiso (1986). Fu allora che Leonard la presentò a Madonna, che decise di usarla come tema principale per A distanza ravvicinata, film drammatico con Sean Penn e Christopher Walken, e di dare vita alla canzone[14].

Live to Tell è una ballata pop, che include il suono delle tastiere, una chitarra funk e tamburi sintetizzati e reali[15]. Il testo della canzone tratta il tema dell'inganno e della sfiducia[16]. Inoltre, il testo è un chiaro riferimento alle ferite d'infanzia[17] ed è caratterizzata da un tono emozionale ed estremo. Sal Cinquemani di Slant Magazine affermò che il verso "If I ran way, I'd never have the strength to go very far" riscrisse le regole su come una canzone pop dovesse suonare[18]. Per Scott Kearnan di Boston.com, "Live to Tell è una canzone matura e melanconica, che esprime il peso del sopportare un segreto e affrontare un passato doloroso[19]. Nick Levine, un critico del sito britannico Digital Spy, affermò che la canzone affronta il tema dell'abuso infantile[20]. Madonna, durante un'intervista, ha affermato che: "durante la scrittura del testo della canzone, riflettevo sul rapporto con la mia famiglia e alle bugie che abbiamo continuato a dirci. La canzone invita ad essere forti, e si interroga se puoi essere davvero forte o se semplicemente si sopravvive"[21]. Questo commento si riflette nelle frasi del ponte: "If I ran away, I'd never have the strength / To go very far / How could they hear the beating of my heart / Will it grow cold / The secret that I hide, will I grow old / How would they hear / When would they learn / How would they know." ( Se scappassi, non avrei mai la forza d'andare molto lontano, Come potrebbero sentire il battito del mio cuore, Si raffredderà? Il segreto che nascondo, Invecchierò? Come l'ascolterebbero? Quando l'apprenderebbero? Come lo saprebbero?[22]

Video della canzone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985, Madonna recitò nel film Shanghai Surprise. Nel film, la cantante aveva presentato un cambio di stile, ispirato a Marilyn Monroe. Madonna decise di mantenere lo stesso look nel video di Live to Tell[23]. In questo video, il trucco di Madonna è leggero, i suoi capelli sono biondi e lunghi fino alle spalle, e il suo vestito consisteva di un semplice abito fiorato stile anni '30[3]. In un'intervista al critico musicale Stephen Holden del The New York Times, Madonna commentò il suo nuovo aspetto:

"Dopo un poco, mi sono stancata di indossare tanti gioielli. Vedo il mio nuovo aspetto come innocente, più femminile e disadorno. Mi fa sentire meglio. Crescendo, ho ammirato molto lo stile di alcune donne bellissime e ricche di stile, da Brigitte Bardot a Grace Kelly. Credo che sia giunta l'ora di far tornare indietro quell'eleganza. Generalmente nella musica pop, le persone hanno un'immagine. Vieni etichettato. Sono abbastanza fortunata per essere riuscita a cambiare e essere ancora accettata. Se ci pensa, è quello che accade nei film; reciti una parte, cambi personaggio, aspetto e attitudini. Credo che io lo faccia per divertirmi[3].

Il video servì da pubblicità per il film; il video, infatti, include brevi scene del film, che descrivono il conflitto che sente il giovane uomo protagonista, Sean Penn. Nel video, Madonna canta in uno studio buio e interpreta il ruolo di narratore che, attraverso la canzone, commenta la storia e affronta direttamente i problemi del protagonista della storia, come il coro di una tragedia classica[24].

Tracce del singolo[modifica | modifica wikitesto]

12"
  1. Live to Tell (Album version) – 5:49
  2. Live to Tell (Single edit) – 4:36
  3. Live to Tel (Instrumental) – 5:49

Esecuzioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Live to Tell al Confessions Tour
  • In una tappa del Who's That Girl Tour a New York, Madonna dedica la canzone al suo amico scomparso Martin Burgoyne (autore della copertina del singolo Burning Up).
  • Nel Blond Ambition Tour la esegue in un medley insieme a Oh Father. In questa performance, Madonna fa uso di simboli e immagini cattoliche. Madonna indossa un caffettano nero e un crocifisso, mentre canta su una panca. Nello sfondo colonne romane e un candeliere piene di candele votive[25].
  • La canzone è stata eseguita anche durante il Confessions Tour in cui Madonna è apparsa appesa ad una croce rivestita di specchietti. La cantante ha dichiarato di farsi crocifiggere allo scopo di simboleggiare l'umanità dell'epoca odierna, letteralmente "crocifissa" e "sottomessa" da parte dei leader politici e soprattutto oppressa dalle guerre, dalla povertà e dalla fame nel mondo e da gravi epidemie quali quella dell'AIDS, come testimonia anche il videoclip che fa da sfondo alla performance (dove vengono mostrati dei bambini resi orfani dall'AIDS e i dati impressionanti sulla fame in Africa)[26][27]. L'esecuzione della canzone allo Stadio Olimpico (Roma) fu condannata come un atto di ostilità verso la Chiesa cattolica dai vari gruppi religiosi.

Crediti[modifica | modifica wikitesto]

  • Composta da Patrick Leonard.
  • Scritta e prodotta da Madonna e Patrick Leonard.

Cover[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1993 il brano è stato ripreso dal chitarrista Bill Frisell nel suo album Have a little faith.
  • Nel 1999 i Berlin pubblicano una cover della canzone.
  • Nel 2001 la cantante house italiana Lucrezia interpreta una cover incisa su etichette Airplane! Records e WEA
  • Nel 2014 Paola Iezzi pubblica una sua versione del brano all'interno dell'Ep i.Love.[28]
  • Nel 2016 la band gothic metal italiana Lacuna Coil propone una cover del brano, che viene inclusa come bonus track della Deluxe Digital Edition dell'ottavo album in studio, Delirium.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Live to Tell ebbe un grandissimo successo in tutto il mondo, raggiungendo il primo posto negli Stati Uniti (la sua terza n.1), Canada, Cile, Brasile, Messico, Giappone e Italia (n.1 per 7 settimane consecutive).

Classifica (1986) Posizione
Belgio[44] 35
Canada[45] 2
Italia[46] 5
Paesi Bassi[47] 22
Svizzera[48] 11
Stati Uniti[49] 35

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Les Certifications - Madonna, InfoDisc. URL consultato il 20 aprile 2012.
  2. ^ https://www.bpi.co.uk/bpi-awards/
  3. ^ a b c Voller, Debbi, Madonna: The Style Book., Omnibus Press, 1999, p. 24.
  4. ^ «Top Singles - Volume 44, No. 9, May 24 1986», su collectionscanada.gc.ca.
  5. ^ «LIVE TO TELL (di Madonna - P.Leonard)», su hitparadeitalia.it.
  6. ^ «June 7, 1986 - The Hot 100», su billboard.com.
  7. ^ «RADIO 2 - TOP 30 van zaterdag 17 mei 1986», su radio2.be.
  8. ^ «RADIO 2 - TOP 30 van zaterdag 17 mei 1986», su ultratop.be.
  9. ^ «Search the charts», su irishcharts.ie.
  10. ^ «VG Lista - Singles Top 20 | 19/1986», su norwegiancharts.com.
  11. ^ «week 19 (10 mei 1986)», su top40.nl.
  12. ^ «1986 Top 40 Official Singles Chart UK Archive - 10th May 1986», su officialcharts.com.
  13. ^ «SCHWEIZER HITPARADE - SINGLES TOP 75 | «01.06.1986»», su hitparade.ch.
  14. ^ Bronson, Fred, The Billboard Book of Number 1 Hits., Billboard Books, 2003, p. 637.
  15. ^ Marsh, Dave, The Heart of Rock & Soul: The 1001 Greatest Singles Ever Made, De Capo Press, 1999, p. 38.
  16. ^ Marsh, Dave, The Heart of Rock & Soul: The 1001 Greatest Singles Ever Made, Da Capo Press., 1999, p. 38.
  17. ^ Metz, Allan; Benson, Carol, The Madonna Companion: Two Decades of Commentary., Music Sales Group., 1999, pp. 16,21.
  18. ^ Sal Cinquemani, Madonna- True Blue, Slant Magazine, 9 marzo 2003.
  19. ^ Scott Kearnan, The 30 ultimate Madonna singles, Boston.com, 9 settembre 2013.
  20. ^ Levine, Nick, «Music Review - Madonna: 'Celebration'», Digital Spy, 27 settembre 2009.
  21. ^ Rooksby, Rikky, The Complete Guide to the Music of Madonna., Omnibus Press., 2004, p. 24.
  22. ^ Chiola, Enio, «The Top 15 Madonna Singles of All Time», PopMatters.
  23. ^ Clerk, Carol, Madonnastyle., Omnibus Press, 2002, p. 59.
  24. ^ Butler, Jeremy G., Television: critical methods and applications., Lawrence Erlbaum Associates, 2002, p. 232.
  25. ^ Tressed To Kill: Madonna Pumps Up The Image Machine, su articles.chicagotribune.com.
  26. ^ "Tribute to Madonna’s Current and Former Selves", su nytimes.com.
  27. ^ Madonna Kicks Off 'Confessions' Tour, su washingtonpost.com.
  28. ^ My Way - Paola Iezzi EP di cover, su my-way-online.blogspot.it.
  29. ^ David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  30. ^ (DE) Radio 2 – Top 30 van zaterdag 17 mei 1986, VRT Top 30, 17 maggio 1986. URL consultato il 4 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2012).
  31. ^ Top Singles – Volume 44, No. 9, May 24, 1986, su RPM, RPM Music Publications Ltd, 24 maggio 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  32. ^ (NL) Europarade, in Hitkrant, vol. 10, nº 27, Amsterdam, Nationale Hitkrant Productions, 7 giugno 1986, ISSN 0165-4942 (WC · ACNP).
  33. ^ (DE) De Nederlandse Top 40, Dutch Top 40. Radio 538, 1986 – week 19. URL consultato il 4 marzo 2009.
  34. ^ (FR) Madonna – Live to Tell (Chanson), Syndicat National de l'Édition Phonographique, 12 luglio 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  35. ^ (DE) Chartverfolgung > Madonna > Live to Tell, Media Control Charts, 2 giugno 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  36. ^ The Irish Charts – All there is to know, Irish Recorded Music Association, 17 aprile 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  37. ^ Madonna – Live to Tell, Federation of the Italian Music Industry. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  38. ^ Madonna – Live to Tell (Song), Recording Industry Association of New Zealand, 8 giugno 1986. URL consultato il 26 settembre 2009.
  39. ^ Madonna – Live to Tell (Song), VG-lista. Verdens Gang, 1986 – week 19. URL consultato il 4 marzo 2009.
  40. ^ Madonna – Live to Tell (Song), Sverigetopplistan, 30 aprile 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  41. ^ (DE) Madonna – Live to Tell (Song), Swiss Music Charts., 1º giugno 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  42. ^ Chart Stats – Madonna – Live to Tell, The Official Charts Company. URL consultato il 4 marzo 2009.
  43. ^ The Billboard Hot 100: Week Ending June 07, 1986, su Billboard, Nielsen Business Media, Inc, 7 giugno 1986. URL consultato il 4 marzo 2009.
  44. ^ (NL) JAAROVERZICHTEN 1986, Ultratop.
  45. ^ Library and Archives Canada www.collectionscanada.gc.ca
  46. ^ Top Annuali Singles: 1986, Federation of the Italian Music Industry. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  47. ^ (DE) Dutch Year End Single Top 100 1986, MegaSingle Top 100. Hung Medien. URL consultato il 29 dicembre 2011.
  48. ^ (DE) Swiss Year-End Charts 1986, Swiss Music Charts. Hung Medien. URL consultato il 29 dicembre 2011.
  49. ^ Top Pop Singles 1986, su Billboard, Nielsen Business Media, Inc, 31 dicembre 1986. URL consultato il 19 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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