Orchi della Terra di Mezzo

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« Tutti coloro dei Quendi [gli Elfi] che caddero nelle mani di Melkor furono imprigionati in Utumno prima che esso fosse distrutto e per mezzo di lente arti crudeli vennero corrotti e resi schiavi; e così Melkor generò l'orrenda razza degli Orchi che sono un atto d'invidia e di scherno verso gli Elfi, dei quali in seguito furono i nemici più irriducibili. »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Gli Orchi[1] sono una razza di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di creature di forma umanoide, una progenie elfica corrotta nella mente e nel corpo da Melkor storpiando e torturando gli Elfi da lui imprigionati in Utumno durante la Prima Era, come spiegato ne Il Silmarillion[2]: l'ainu decaduto infatti non li ha creati, non è in grado di creare alcun essere vivente «a causa della sua ribellione nello Ainulindalë prima dell'Inizio»[3], ma la progenie degli Orchi si riproduce perpetuando l'originaria corruzione e Melkor li ha resi suoi schiavi sebbene queste creature in cuor loro lo detestino.

Fisionomia e comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Un gruppo di orchi nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson.

Gli Orchi[4] sono creature grottesche e deformi, dalla pelle verde scuro fino a rosa chiaro e dalle braccia particolarmente lunghe. Il volto è schiacciato, la bocca ampia dotata di zanne, gli occhi rossi particolarmente adatti a vedere al buio dato che trascorrono gran parte della loro vita in caverne e gallerie: odiano infatti e mal sopportano, fatta eccezione per gli Uruk-hai di Saruman, la luce del sole, la quale gli "rende molli le gambe e fa girar loro la testa." Per tale motivo, durante la battaglia dei Campi del Pelennor, Sauron oscura il cielo con i fumi del Monte Fato favorendo l'avanzata del suo esercito. La loro altezza varia, da quella paragonabile a quella di un uomo (seppur molto basso) a quella di uno Hobbit.

Intimamente crudeli, cannibali all'occorrenza e antropofagi, sono tuttavia molto ingegnosi e valenti[5] sia nelle opere minerarie che nella lavorazione dei metalli, in particolar modo quando si tratta di produrre armi e strumenti di tortura.

Sia Melkor che, dopo di lui, Sauron non si curano della loro incolumità sia per malvagità sia perché, più semplicemente, gli Orchi si riproducono rapidamente rimpiazzando le perdite. Per questo motivo, per esempio, Sauron non si cura che gli Orchi di stanza presso il passo di Cirith Ungol siano l'unica fonte di cibo per Shelob:

« [Gli Orchi] erano certo utili schiavi, ma ne aveva in abbondanza. Se di tanto in tanto Shelob li utilizzava per appagare la propria fame, tanto meglio: Sauron poteva farne a meno »
(Il Signore degli Anelli, op. cit., p. 873.)

Tipologie di Orchi[modifica | modifica wikitesto]

Gli Orchi furono "generati" da Melkor nella Prima Era; da allora si diversificarono in un gran numero di razze, sparse qua e là per le Grandi Terre; la razza più antica è quella degli Orchi del Nord, i servitori di Morgoth; essi vivevano in Angband o sparsi per il Beleriand, tuttavia non erano una razza uniforme, poiché anch'essi erano piuttosto diversificati, infatti esistono:

  • gli Orchi comuni, di piccola statura, i primi ad essere generati;
  • gli Orchi "di una razza feroce, crudeli e astuti", che nei Racconti incompiuti assalgono il Brethil, venendo poi sgominati dagli Uomini dei Boschi guidati da Túrin;
  • i Gong, presenti nei Racconti perduti e definiti come " esseri maligni oscuramente apparentati con gli Orchi", ma elencati assieme agli Orchi come un razza a sé stante. Essi saccheggiarono il Nargothrond dopo la caduta di questo ad opera di Glaurung; tuttavia non è certo se poi Tolkien li abbia cancellati dalle leggende o essi siano parte degli Orchi in generale che servono Morgoth;
  • i Goblin, Orchi leggermente più bassi dei normali orchi. Vivono sottoterra e vengono incontrati da Thorin Scudodiquercia nelle Montagne Nebbiose. Questa distinzione è presente soltanto nella trasposizione cinematografica realizzata da Peter Jackson, in cui nella prima trilogia sono degli Orchi dalla pelle verde ed equipaggiati con rudimentali equipaggiamenti di ferro, mentre nella seconda come esseri deformi a causa di malattie. Nell'opera originale di Tolkien, "Goblin" non è altro che un sinonimo di Orco, utilizzato quasi esclusivamente ne Lo Hobbit. "Orc" non è una parola inglese, e Goblin sarebbe, quindi, soltanto la sua traduzione: ne Le due torri, il termine Goblin viene utilizzato riferendosi agli Uruk-hai di Saruman, mostrando fuor di dubbio la sua natura di sinonimo.
  • infine ci sono i Sarqindi, Orchi cannibali citati sempre nei Racconti perduti e incontrati da Eärendil nei suoi viaggi.[6]

A seguito del crollo del Thangorodrim e della disfatta di Morgoth, gli Orchi fuggirono dal settentrione e si rifugiarono nella Terra di Mezzo orientale; qui probabilmente cominciarono a creare problemi ai Nani e agli Uomini. Gran parte di loro si riversò nelle Montagne Nebbiose, ove si diversificarono ulteriormente in una gran numero di tribù con dialetti e costumi differenti.

Nella guerra di Sauron contro l'Eriador, gli Orchi fecero parte del suo esercito; in seguito, allorché egli fu sconfitto, si rifugiarono a Mordor con lui, ma solo una piccola percentuale, che però Sauron nutrì facendola incrementare di numero. Da essi ricavò i cosiddetti Occhirossi, gli Orchi soldati che fino al termine della Terza Era furono la maggior componente delle sue legioni.

Negli ultimi due secoli della Terza Era ad opera dei malvagi Maiar dimoranti nella Terra di Mezzo si ebbe un'ulteriore, terribile modifica degli Orchi. Sauron, infatti, cercò di rendere queste infami creature più robuste, riuscendovi; ed ottenne gli Uruk, Orchi neri molto grossi e forzuti, che causarono gravi danni a Gondor. Oltre a servire come potente legione a Mordor, alcuni Uruk furono inviati nelle miniere delle Montagne Nebbiose, dove divennero dei veri e propri signori, e fornendo a Sauron degli utili servi in un luogo così distante.

Infine, nell'ultimo mezzo secolo della Terza Era, lo stregone traditore Saruman modificò questi Uruk, rendendoli ancor più robusti, tanto da coprire in viaggio lunghe distanze e di sopportare la luce del sole. Solitamente questi Orchi chiamavano se stessi Uruk-hai, mentre le altre razze venivano da loro dispregiativamente definite snaga, schiavi. Come se non bastasse, il perfido Saruman infuse ad alcuni Uomini sangue di Orco, ottenendo l'orribile generazione dei mezzi-orchi, alti come Uomini ma con il viso crudelmente simile a quello orchesco. Mentre è probabile che almeno gli Uruk-hai di Saruman si estinsero a seguito della sconfitta della battaglia del Trombatorrione, i mezzi-orchi furono invece rilasciati dagli Hobbit dopo la battaglia di Lungacque, e quindi si mescolarono alle genti dell'Eriador.

All'inizio della Quarta Era, con la sconfitta di Sauron gli orchi fuggirono e ormai allo sbando, senza più una guida, molto probabilmente vennero tutti sterminati dagli uomini dei Regni Uniti mentre i goblin che abitavano nelle montagne nebbiose vennero uccisi dai nani della stirpe di Durin. Durante quest'era l'unico luogo in tutta la Terra di Mezzo dove si potevano incontrare Orchi erano solo le Montagne Grigie a nord che durante la Terza Era erano infestate ancora da alcuni draghi.

Etimologia, edizione inglese e traduzione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Tolkien riprende il nome orc e ork[7] direttamente dal vocabolo in antico inglese che compare nel poema epico medioevale Beowulf e che si riferisce ad alcune creature mostruose della schiatta di Grendel.

Dal termine in antico inglese, lo scrittore conia[8] il vocabolo sindarin «orch» (con il plurale «yrch»)[9] e «uruk» nel linguaggio nero utilizzati, assieme a «orc», in gran parte della sua produzione, anche se ne Lo Hobbit utilizza quasi esclusivamente il termine «goblin».

Questa discrepanza dipende dal fatto che l'ambientazione de Lo Hobbit, pur attingendo per molti aspetti (nomi, personaggi, creature e luoghi) a quell'insieme di scritti sulla Terra di Mezzo che costituiranno Il Silmarillion, non era stata concepita inizialmente da Tolkien come coincidente con la Terra di Mezzo, e il romanzo manteneva un impianto favolistico di varia ispirazione[10].

Nello specifico, un'importante fonte[11] per l'ideazione degli Orchi era stata, oltre al Beowulf, la favola La principessa e l'orco (The Princess and the Goblin, 1872) dello scrittore scozzese George MacDonald. Gli Orchi di Tolkien mostrano, tuttavia, alcune differenze rispetto agli originali: amano cantare ritmate e feroci liriche[12] e hanno i piedi robusti e resistenti dove invece quelli degli Orchi di MacDonald sono delicati[13].

Nell'originale inglese de Lo Hobbit (che viene pubblicato nel 1937) il termine «orc» non viene, quindi, utilizzato se non in due casi: quando Gandalf cerca di spaventare Bilbo menzionando le creature delle Terre Selvagge e nel nome della spada elfica Orcrist rinvenuta tra gli oggetti del tesoro dei Troll Berto, Maso e Guglielmo. Tutte le altre occorrenze del romanzo riportano, in assonanza con l'opera di MacDonald, il termine «goblin», anche se si tratta comunque di creature già simili a quelle delle successive opere tolkeniane.

Una versione iniziale degli Orchi, molto diversa come fisionomia da quelle successive, compare nella poesia di Tolkien Goblin Feet (Piedi d'orco) che venne pubblicata nell'annuario Oxford Poetry del 1915 e, successivamente, in Book of Fairy Poetry (Libro della poesia fiabesca, 1920) di Dora Owen. In Goblin Feet, gli Orchi sono descritti come «minuscole creature elfiche e i suoni del loro canto e della loro danza [sono] magici»[14].

Nelle edizioni in italiano del Signore degli Anelli per l'editore Rusconi, dal 1970 fino all'acquisizione di Bompiani e alla revisione della Società Tolkieniana Italiana nel 2003, la parola inglese «orc» viene tradotta come «orchetto».

La scelta stilistica, che l'ha differenziata per lungo tempo dall'edizione italiana Adelphi de Lo Hobbit, dove veniva utilizzato il termine «orco» (per quanto, come già detto, nell'originale inglese di quest'opera fosse utilizzato «goblin»), rientra in una più ampia e complessa vicenda editoriale relativa alla pubblicazione italiana del romanzo.

Si può dire che goblin sia un termine arcaico[15].

Lista[modifica | modifica wikitesto]

Azog[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Azog.

Balcmeg[modifica | modifica wikitesto]

Un grande capitano degli Orchi che guidò la sua gente nell'assedio di Gondolin; "fatto a pezzi" da Tuor.

Bolg[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bolg.

Golfimpal[modifica | modifica wikitesto]

Re degli Orchi provenienti dal Monte Gramma, Golfimpal fu ucciso da Ruggitoro (o Ruggibrante, a seconda della traduzione) Tuc durante la battaglia di Terreverdi, nella Contea. Ruggitoro lo decapitò con un'ascia e la sua testa finì in una tana di coniglio.

Curiosità: in inglese il suo nome è Golfimbul.

Gorbag[modifica | modifica wikitesto]

Gorbag serve come capitano nella città di Minas Morgul; tuttavia, in occasione della caccia di Shelob ai danni di Frodo Baggins e Samvise Gamgee, Gorbag si reca al valico per controllare la situazione, e qui incontra Shagrat, capitano di Cirith Ungol, anch'egli giunto per vedere cos'è accaduto. Assieme i due orchi decidono di trasportare Frodo nella torre, allo scopo di perquisirlo e torturarlo; ma Gorbag, vista la cotta di maglia di Frodo, decide di contraddire gli ordini dei suoi padroni, tenendola per sé. Shagrat, in disaccordo, lo uccide e poi fugge, portando con sé il prezioso oggetto.

Nel film Il ritorno del re della trilogia cinematografica, Gorbag è interpretato da Stephen Ure.

Gothmog[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gothmog di Minas Morgul.

Grande Goblin[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grande Goblin.

Grishnákh[modifica | modifica wikitesto]

Durante il viaggio degli orchi che hanno rapito Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc, Grishnàkh si oppone al volere di Uglùk, capo degli Uruk-hai, che dirige la banda. Grishnàkh è un soldato di Mordor, e preferirebbe condurre i due prigionieri dal suo padrone Sauron piuttosto che attraversare Rohan, ma ha paura di sfidare Uglùk, ed inoltre egli conosce il segreto che né SauronSaruman possono celare: un mezzuomo possiede l'Unico Anello. Perciò Grishnàkh, mentre la banda di orchi è assalita dai prodi cavalieri di Rohan, si apparta con Merry e Pipino per perquisirli e impossessarsi del prezioso gioiello, ignorando che i suoi due prigionieri non lo possiedono.[16] Per fortuna dei due Hobbit, comunque, Grishnàkh viene ucciso da un cavaliere, cosicché essi possono scampare al massacro e rifugiarsi nella grande Foresta di Fangorn.[17] In un'altra versione, Grishnàkh viene ucciso da Barbalbero mentre insegue Merry e Pipino.

Nel film Le due torri della trilogia cinematografica, Grishnàkh è interpretato da Stephen Ure.

Lagduf[modifica | modifica wikitesto]

Lagduf è un orco al servizio di Shagrat, ucciso dagli arcieri di Gorbag mentre fuggiva dalla Torre assieme a Muzgash.[18][19]

Lug[modifica | modifica wikitesto]

Lug è un Orco che partecipò all'assedio di Gondolin, fu ucciso da Tuor con l'ascia Dramborleg, che gli troncò le gambe.

Lugdush[modifica | modifica wikitesto]

Lugdush è un Uruk-hai al servizio di Saruman, membro della squadra di Uglùk. È menzionato solo in pochi punti, come quando il suo capitano gli ordina di sorvegliare gli Hobbit prigionieri, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc.[20]

Mauhùr[modifica | modifica wikitesto]

Mauhùr è un Uruk-hai al servizio di Isengard. Egli, durante il passaggio in cui Merry e Pipino sono prigionieri degli Orchi, attende la squadra di Uglùk nei pressi della Foresta di Fangorn[21]; probabilmente viene ucciso dai Cavalieri di Éomer o dagli abitatori di Fangorn. Nel film egli è interpretato da Robbie Magasiva.

Muzgash[modifica | modifica wikitesto]

Muzgash è un orco di Cirith Ungol, ucciso dai seguaci di Gorbag mentre lasciava la Torre assieme a Lagduf.[18][19]

Orcobal[modifica | modifica wikitesto]

Il "massimo difensore" delle schiere di Orchi che assalirono Gondolin; decapitato da Ecthelion. Tolkien scrisse la prima versione (mai completata) della caduta di Gondolin nel 1917, tuttavia il personaggio non compare nella versione pubblicata nel Silmarillion.

Othrod[modifica | modifica wikitesto]

Un signore degli Orchi nella Prima Era, ucciso da Tuor con un fendente al capo nell'assedio di Gondolin.

Radbug[modifica | modifica wikitesto]

Radbug è uno degli Orchi, probabilmente un seguace di Gorbag, ucciso da Shagrat durante la lotta per il possesso di Frodo e dei suoi oggetti.

Shagrat[modifica | modifica wikitesto]

Shagrat è una figura di una certa rilevanza nell'opera di Tolkien. Frodo, dopo esser stato ferito dall'immonda Shelob, viene condotto, incosciente, dagli orchi nella Torre di Cirith Ungol. Qui (per fortuna sua e del fedele Sam) il capitano della torre, Shagrat, litiga con il capitano degli Orchi giunti da Minas Morgul, Gorbag. Assieme a loro lottano le rispettive fazioni; infine, nella torre rimangono solo Shagrat, un Orco chiamato Snaga, Frodo e Sam, giunto in seguito. Sam si scontra con Shagrat, ma l'Orco riesce a sfuggirgli; giunto dai suoi superiori, Shagrat consegna loro la cotta di maglia di mithril appartenente a Frodo, e di cui si è impossessato.[22] Non si sa quale sia la fine di Shagrat, ma un Orco che gli Hobbit odono lungo il cammino riferisce ad un commilitone che Shagrat non sarebbe più stato un capitano.[23] Comunque, la cotta di maglia perviene alla Bocca di Sauron, che la mostra a Gandalf durante il colloquio con i Capitani dell'Ovest innanzi al Morannon.[24]

Nel film Il ritorno del re, Shagrat è interpretato da Peter Tait.

Il cantante dei Dimmu Borgir Shagrath, dichiarò in un'intervista che il suo nome d'arte è ispirato proprio all'uruk nero.

Snaga[modifica | modifica wikitesto]

Snaga è un Orco segugio delle schiere di Cirith Ungol. Egli è agli ordini di Shagrat, ma a seguito del litigio fra questi e Gorbag e la morte di tutti gli altri Orchi, egli si rifiuta di obbedire al comando di Shagrat di lasciare la Torre per avvisare i Nazgûl, poiché teme il 'grande guerriero elfico'. Dopo la fuga del suo capitano, Snaga si reca da Frodo, suo prigioniero, per fustigarlo; ma Samvise Gamgee interviene, spaventa l'Orco che ruzzola giù dalle scale, spezzandosi il collo.[25]

Anche un altro Orco porta il nome di Snaga, ma esso compare ne Le due torri: è uno degli Orchi esploratori che Uglùk invia in avanscoperta.

Nell'appendice sui linguaggi in coda al Signore degli Anelli, in particolare nel brano "A proposito degli Orchi e del Linguaggio Nero" il termine Snaga è tradotto con schiavo ed è l'appellativo che gli Uruk-hai davano a tutti gli orchi di altre razze.

Ufthak[modifica | modifica wikitesto]

Ufthak è un Orco appartenente alle schiere di Cirith Ungol. Nel libro Il ritorno del re egli viene menzionato dal suo capitano, Shagrat, il quale lo trovò imbozzato nella tana di Shelob, ma non lo liberò per paura di suscitare la collera del ragno.[26]

Uglùk[modifica | modifica wikitesto]

Uglùk
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Interpretato da Nathaniel Lees
Specie Uruk-hai
Sesso Maschio

Ne Le due torri, Uglùk è un Uruk-hai incaricato da Saruman di guidare la sua truppa attraverso le lande di Rohan. Uglùk è più forte dei suoi simili, e anche di tutti gli altri orchi che compongono la banda, perciò impone la sua volontà uccidendo chi si oppone.[27] Uglùk vuole consegnare gli Hobbit in suo possesso a Saruman, incurante degli ordini provenienti da Mordor portati da Grishnàkh. Ma non riesce a portare a termine la sua missione, poiché viene ucciso dal nipote del Re di Rohan, Éomer, che smonta da cavallo e poi lo decapita nei pressi della Foresta di Fangorn.[28]

Nel film Le due torri, Uglùk è interpretato da Nathaniel Lees. Dopo la morte di Lurtz per mano di Aragorn, Uglùk prende il posto come caposquadra degli Uruk-hai inviati da Saruman a recuperare gli Hobbit portatori dell'Anello.

Ulbandi[modifica | modifica wikitesto]

Ulbandi è una femmina di Orco compare nei Racconti ritrovati, essa è inoltre, forse, l'unica femmina di Orco presente nelle opere tolkieniane.

Orchi senza nome del libro[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono molti personaggi appartenenti alla razza degli Orchi nei libri di Tolkien, tuttavia non tutti hanno un nome; eccone qui di seguito un piccolo elenco. Nel Silmarillion, vi è il capitano di Morgoth in occidente che conduce un'azione diversiva per distrarre gli Elfi di Fingon, nascosti fra i monti in attesa di assalire Angband; li insulta, ma senza risultato, e allora il capitano fa giustiziare crudelmente il prigioniero elfico Gelmir; questo capitano muore quando il fratello di Gelmir, Gwindor, sprona la sua schiera ed assale il nemico, sbaragliandolo.

Sempre nel Silmarillion vi è il capitano Orco che uccide Barahir e ne esibisce la mano.

Molti di più sono gli Orchi senza nome presenti ne Il Signore degli Anelli. Il primo è il capo-Orco di Moria, "di dimensioni quasi umane" (probabilmente un Uruk) che avrebbe ucciso Frodo se questi non avesse indossato la cotta di mithril. Vi è poi il capitano ucciso all'uscita di Moria; nel capitolo Gli Uruk-hai vi è una guardia dalle fauci gialle che minaccia Pipino, venendo uccisa da Uglúk; ne Il ritorno del re, nel capitolo La terra d'Ombra, vi sono due Orchi, un soldato armato di lancia ed un segugio che colpisce Smeagol con una freccia ma lo manca, che quasi rintracciano Frodo e Sam sulla via di Durthang; sempre nello stesso capitolo vi sono due Uruk "aguzzini" che spronano una fila di Orchi verso l'Udûn, uno dei quali addirittura ingloba i due Hobbit nella squadra credendoli Orchi e costringendoli ad una massacrante corsa.

Orchi della trilogia cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono gli Orchi non inclusi nei libri ma ideati appositamente per la trilogia di Peter Jackson.

Lurtz[modifica | modifica wikitesto]

Lurtz
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Autore Peter Jackson
Interpretato da Lawrence Makoare
Specie Uruk-hai
Sesso Maschio

Lurtz[29] è il capitano degli Uruk-hai che conduce i suoi simili alla ricerca della Compagnia dell'Anello, con lo scopo di catturare gli Hobbit. Il suo personaggio è interpretato dall'attore Lawrence Makoare.

Lurtz fu il primo degli Uruk-hai di Saruman ad essere creato, e fu il loro comandante nella battaglia contro la Compagnia dell'Anello presso Amon Hen. Qui uccide Boromir, il quale stava difendendo gli Hobbit Merry e Pipino, scagliando contro l'uomo tre frecce. Mentre i suoi compagni catturano gli Hobbit, Lurtz rimane indietro per dare il colpo di grazia a Boromir, ma viene ostacolato da Aragorn che riesce a impedire che il suo amico venga dilaniato e dopo uno scontro uccide Lurtz prima tagliando il braccio destro, poi colpendolo allo stomaco e infine tagliandogli la testa con la spada.

Lurtz era l'Uruk-hai più grosso e forte del suo gruppo. Possedeva anche una straordinaria resistenza fisica. Infatti, nonostante Aragorn gli avesse trapassato la gamba con il suo pugnale, tagliato un braccio e lo avesse infilzato allo stomaco con la sua spada, Lurtz continuava a combattere contro il ramingo.

Nel racconto di Tolkien, Boromir viene ucciso da un orco o più orchi sconosciuti, essendo stato "colpito da molte frecce".[30]

Il personaggio di Lurtz è uno dei personaggi giocabili per la fazione di Isengard nel videogioco Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo e nei suoi seguiti.

Snaga[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro, Snaga è un Orco al servizio di Shagrat, ma nel film è un Orco della banda di Grishnàkh a portare tale nome. Egli vuole a tutti i costi divorare Merry e Pipino, a dispetto degli ordini di Mordor e Isengard, ma è lui a finire ucciso da Uglùk e divorato dal resto della banda. Snaga è interpretato da Jed Brophy. Il nome Snaga è inoltre usato dagli uruk-hai per nominare gli orchi comuni. L'orco Snaga è presente anche nel videogioco Guardians of middle earth, e la sua arma è un tipo di sciabola.

Sharkû[modifica | modifica wikitesto]

Sharkû è il nome del capitano degli Orchi cavalcalupi nel film Le due torri. È interpretato da Jed Brophy.

Lo si vede per la prima volta negli abissi di Isengard, dove Saruman gli ordina di attaccare Rohan con i suoi Mannari; compare poi nella battaglia (presente solo nel film) innanzi al Fosso di Helm tra Cavalieri di Rohan e Orchi cavalcalupi, in cui riesce a far precipitare Aragorn da un dirupo, ma muore pochi istanti dopo per le ferite riportate nello scontro.

Nel libro, Sharkû è il soprannome con cui Saruman veniva chiamato dai suoi servitori, e che significa "vecchio uomo".

Guritz[modifica | modifica wikitesto]

Guritz compare nel film Il ritorno del re, interpretato da Joel Tobeck. Nei crediti finali è citato semplicemente come Orc Lieutenant.

Riconoscibile a prima vista per la lunga cicatrice che gli deturpa il volto e per il teschio impalato sul suo elmetto, Guritz è il principale tenente di Gothmog, e partecipa all'assedio di Minas Tirith e alla battaglia che ne segue. Viene ucciso da Aragorn sull'Harlond mentre attende i Corsari di Umbar.

Orchi dei videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono alcuni degli Orchi che sono stati creati per il videogioco del 2012 Guardians of Middle-Earth.

Felgrom[modifica | modifica wikitesto]

Questo Goblin è non solo malvagio ma anche pazzo: è una bomba a orologeria sempre in movimento, sempre in esecuzione. Felgrom trasporta sul suo dorso un'enorme bomba esplosiva ma può lanciare anche delle bombe più piccole; indossa una maschera di ferro con un lungo naso a becco. Felgrom e i suoi compagni sono l'avanguardia di una compagnia dei soldati di Mordor abituati a instillare la paura nei loro nemici. Quando si sente minacciato o si sente in trappola Felgrom si suicida facendo esplodere l'enorme bomba che trasporta, ma questo a lui non gliene importa: infatti lo fa consapevolmente sapendo che un loro danno ai nemici di Sauron vale molto della propria vita insignificante; Felgrom in particolare Desidera fortemente saltare su un manipolo di soldati e, facendosi esplodere, bruciarli nelle fiamme.

Lugbol[modifica | modifica wikitesto]

Una volta morto questo Goblin fu posseduto da un'entita oscura. È coperto da vestiti cremisi e da un'armatura, i cui bracciale destro e l'elmo sono coperti da punte acuminate, e galleggia nell'aria; dentro il suo corpo è presente un'energia negativa, simile alla forza che anima i Balrog (è molto probabile che l'entità che lo ha posseduto sia lo spirito di uno di questi terribili esseri), che gli conferisce il potere di controllare le fiamme e le ombre. Essendo malvagio Lugbol ride della sofferenza dei suoi nemici quando sono avvolti nelle sue fiamme. Inoltre, quando si sente troppo indifeso, può evocare un mannaro di fuoco che lo aiuta nelle sue battaglie.

Mozgog[modifica | modifica wikitesto]

Mozgog è un Orco terribile, implacabile e non lascia scampo a nessuno. La sua corazza è costituita da: un elmo con 4 aculei triangolari, un bracciale, collegato a uno dei parabracci, legato al corpo con una cintura, e quella sulla vita ha un teschio animale come fibbia; dal pettorale sinistro al braccio sinistro vi è un tatuaggio tribale verde-scuro; come arma utilizza un'enorme spada. Dopo aver ucciso molti orchi per la sua posizione di potere Mozgog non ha amici ma molti nemici, sia tra le file degli uomini sia tra i suoi stessi compagni rendendolo pericoloso come un animale braccato. Inoltre, i lunghi anni trascorsi a meritarsi il posto come comandante degli Orchi, lo hanno trasformato in un Orco quasi imbattibile: può essere colpito molte volte ma non cede mai e la sua forza è grande che con un colpo di spada può uccidere subito un nemico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orchetti nelle edizioni italiane de Il Signore degli Anelli antecedenti al 2003.
  2. ^ Il Silmarillion, op. cit., p. 55, vedi anche citazione iniziale.
  3. ^ Ibidem. Tuttavia Christopher Tolkien (Racconti perduti, p. 267) fa notare che questa concezione dell'incapacità creativa di Melkor è posteriore. Nei primi manoscritti del racconto de La caduta di Gondolin viene spiegato dall'elfo Cuorpiccino — che sta narrando il racconto agli ospiti della dimora di Mar Vanwa Tyaliéva — che «tutta questa razza fu generata da Melko dalle calure e dalle melme del sottosuolo» (p. 196) lasciando intendere una creazione originale di Melkor, anche se Cuorpiccino aggiunge, dubbioso, che forse al contrario alcuni Noldor sono stati corrotti e trasformati in Orchi esprimendo in nuce il concetto del Silmarillion.
  4. ^ Nelle opere di Tolkien compaiono separatamente molti elementi della loro descrizione e costumi, ma la descrizione qui presentata, oltre che sul Signore degli Anelli e Lo Hobbit, si basa sulla sintesi che ne ha fatto David Day ne Il bestiario di Tolkien, op. cit., pp. 206-212.
  5. ^ Lo Hobbit, op. cit., pp. 80-81.
  6. ^ Parma Eldalamberon n. 14
  7. ^ Questa forma compare in scritti più tardi come Le avventure di Tom Bombadil e frequentemente in The Peoples of Middle-earth, uno dei volumi di The History of Middle-earth.
  8. ^ La realtà in trasparenza, op. cit., lettera 144.
  9. ^ I termini nelle varie lingue vengono sinteticamente riportati nell'Appendice F (Note etnografiche e linguistiche) de Il Signore degli Anelli; ma le prime versioni del racconto La caduta di Gondolin (Racconti perduti, p. 267) riportano anche un plurale «orqui».
  10. ^ Vedi per approfondire: Lo Hobbit annotato, op. cit., pp. 19-21.
  11. ^ Come spiegato da Tolkien stesso nella lettera 144 e da Douglas Anderson ne Lo Hobbit annotato, op. cit., p. 120.
  12. ^ Vedi le canzoni orchesche Afferra e spezza! Voragine nera! e Già quindici uccelli su abeti posati (Lo Hobbit, op. cit., pp. 79 e 125).
  13. ^ «Cosa alla quale non ho mai creduto» afferma Tolkien nella lettera 144.
  14. ^ Douglas Anderson ne riassume così la descrizione ne Lo Hobbit annotato (pp. 128-129) che riporta la traduzione in italiano della poesia.
  15. ^ Un articolo in cui si spiega la differenza fra goblin e orchi storiadelfantasy.blogspot.com
  16. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 73-74, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
  17. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 75, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
  18. ^ a b J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 204-205, cap. 1 (libro sesto) - "La Torre di Cirith Ungol". ISBN 88-452-3227-1
  19. ^ a b J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 209, cap. 1 (libro sesto) - "La Torre di Cirith Ungol". ISBN 88-452-3227-1
  20. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 71, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
  21. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 72, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
  22. ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 211-212, cap. 1 (libro sesto) - "La Torre di Cirith Ungol". ISBN 88-452-3227-1
  23. ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 233, cap. 2 (libro sesto) - "La Terra dell'Ombra". ISBN 88-452-3227-1
  24. ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 192, cap. 10 (libro quinto) - "Il Cancello Nero si apre". ISBN 88-452-3227-1
  25. ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 214, cap. 1 (libro sesto) - "La Torre di Cirith Ungol". ISBN 88-452-3227-1
  26. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 414, cap. 10 (libro quarto) - "Messer Samvise e le sue decisioni". ISBN 88-452-3226-3
  27. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 62-63, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
  28. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 78, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
  29. ^ Il nome di Lurtz non viene mai menzionato nel film, venendo indicato solo nei crediti finali.
  30. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 59-60, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Day, Il Bestiario di Tolkien, Bompiani, Milano 1990 ISBN 88-452-0597-5
  • J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Rusconi Libri, ventesima edizione, Milano 1989 ISBN 88-18-12369-6
  • J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, Rusconi Libri, Milano 1989 ISBN 88-18-12049-2
  • J.R.R. Tolkien, La realtà in trasparenza, a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien, traduzione italiana di Cristina De Grandis, Bompiani, Milano 2001 ISBN 88-452-9130-8
  • J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi Edizioni, Milano 1989 ISBN 88-459-0688-4
  • J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, note al testo di Douglas A. Anderson, Rusconi Editore, Milano 1991 ISBN 88-18-12100-6
  • J.R.R. Tolkien, Racconti perduti, Rusconi Libri, Milano 1994
  • J.R.R. Tolkien, The Peoples of Middle-earth, a cura di Christopher Tolkien, Houghton Mifflin, 1996 ISBN 0-395-82760-4

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