Lisetta Carmi

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Lisetta Carmi (Genova, 15 febbraio 1924) è una fotografa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Genova da una famiglia borghese di origine ebraica. Durante il periodo delle leggi razziali è costretta a lasciare gli studi che da quel momento continuerà per tutta la vita da sola. Negli anni Sessanta abbandona l'attività di pianista per la fotografia, ravvisando in essa uno strumento di impegno politico e un mezzo per compiere, attraverso lo sguardo sugli altri, un profondo percorso di ricerca esistenziale. Lavorerà come fotografa solo fino al 1984, producendo però, un vastissimo archivio.

Dopo una prima esperienza al teatro Duse, firma reportage di documentazione e denuncia sociale come quello sui portuali genovesi, e fotoracconti.

Fra il 1958 e il 1967 visita diverse volte Israele, nei primi anni 70 viaggia in Afghanistan e in India. Nel 1972 pubblica per l'editore Essedi Editrice di Roma Travestiti, un libro che fece scandalo[1].

I suoi viaggi in Oriente culminano nell'incontro con il maestro Babaji e segnano la seconda svolta della sua vita. Nel 1979 fonda a Cisternino, in Puglia, l'ashram Bhole Baba, e si dedicherà alla diffusione dell'insegnamento del suo maestro.

Tra i suoi reportage più importanti: L’Italsider del 1962, una piccola serie di scatti fotografici dei cantieri e degli interni delle acciaierie, Genova Porto del 1964, reportage sul tema del lavoro che testimonia l’intensa attività del porto e la difficile situazione dei portuali e Erotismo e autoritarismo a Staglieno del 1966, sul cimitero monumentale del quartiere genovese.

Per il ritratto è nota per i dodici scatti nel 1966 a Ezra Pound, che le valsero il prestigioso Premio Niépce per l’Italia[non chiaro], e per aver fotografato molti artisti e intellettuali fra cui Lucio Fontana, Lele Luzzati, Leonardo Sciascia, Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, Sylvano Bussotti e Jacques Lacan.

Uno dei suoi reportage più discussi è I Travestiti, realizzato a Genova tra il 1960 e il 1970, uno dei più importanti e iconici della sua carriera, nonché riflessione sulla tematica dell’identità di genere con immagini di grande impatto percettivo, poi esposte in tutto il mondo.

Nel marzo 1993 Patrizia Pentassuglia discuterà la sua tesi di laurea Una vita alla ricerca della verità, prima biografia su Lisetta Carmi. Nel 2013 esce la sua biografia scritta dalla giornalista Giovanna Calvenzi, Le cinque vite di Lisetta Carmi.

Nel 2010 il regista Daniele Segre realizza il film Lisetta Carmi, un’anima in cammino[2] sulla sua vita.

Nel 2018 viene allestita la mostra "Lisetta Carmi. La bellezza della verità" presso il Museo di Roma in Trastevere, Promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italo Zannier, Storia della fotografia Italiana, Editrice Quinlan, IIa edizione, 2012
  2. ^ Lisetta Carmi, un’anima in cammino – Daniele Segre, su danielesegre.it. URL consultato il 9 dicembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lisetta Carmi, Travestiti, Essedi Editore, Roma 1972
  • Patrizia Pentassuglia, Una vita alla ricerca della verità: l'esperienza fotografica in Lisetta Carmi, marzo 1993
  • Lisetta Carmi, "L'ombra di un poeta. Incontro con Ezra Pound", O barra O edizioni, Milano, 2006
  • Giovanna Calvenzi, Le cinque vite di Lisetta Carmi, Bruno Mondadori, febbraio 2013
  • Lisetta Carmi, Ho fotografato per capire, Peliti Associati, Roma 2014

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Controllo di autoritàVIAF (EN264166285 · ISNI (EN0000 0003 8237 1261 · SBN IT\ICCU\SBLV\172427 · LCCN (ENno2005084579 · GND (DE130607444 · BNF (FRcb148801826 (data) · WorldCat Identities (ENno2005-084579