Lingue romanze meridionali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lingue romanze meridionali
Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue italiche
  Lingue romanze
Le isole di Corsica e Sardegna

Le lingue romanze meridionali costituirebbero, secondo Ethnologue e Glottolog, un sottogruppo comprendente la lingua sarda e quella còrsa, con le relative parlate ritenute di transizione fra i due gruppi (sassarese e gallurese), condividendo entrambe in comune un relativo arcaismo linguistico. Ciononostante, il parere di Ethnologue e Glottolog riscontra spesso critiche da parte della quasi unanimità dei linguisti, riconoscendo in queste lingue notevoli differenze sia sul piano grammaticale che su quello lessicale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sardegna romana e Storia della Corsica § Sette secoli di Corsica romana.
Dialetti della lingua còrsa

Le isole di Sardegna e Corsica furono annesse dai latini rispettivamente negli anni 238-237 a.C., facendo di esse amministrativamente una provincia; la sua situazione rimase nel complesso marginale con una scarsa romanizzazione, soprattutto dovuta alla presenza dei reparti militari, e con una forte permanenza della cultura locale. Seneca, che visse esiliato in Corsica per otto anni della sua esistenza, riferisce che il latino si parlava solo nelle colonie romane, mentre la popolazione indigena parlava uno o più idiomi a lui incomprensibili.

Purtuttavia, lo stato di isolamento di queste due isole avrebbe fatto in modo da determinare lo sviluppo di lingue aventi poca od alcuna relazione con i restanti territori della Romània.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

[1][2]

Carta linguistica della Sardegna

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]