Lince (torpediniera)

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Lince
Lince Torpediniera.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipotorpediniera
ClasseSpica tipo Alcione
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
IdentificazioneLC
CostruttoriCantieri del Quarnaro, Fiume
Impostazione7 dicembre 1936
Varo15 gennaio 1938
Entrata in servizio1º aprile 1938
Destino finaleincagliata il 4 agosto 1943, silurata ed affondata dal sommergibile HMS Ultor il 28 agosto
Caratteristiche generali
Dislocamentostandard 670 t
carico normale 975 t
pieno carico 1050 t
Lunghezza81,42 m
Larghezza7,92 m
Pescaggio2,96 m
Propulsione2 caldaie
2 gruppi turboriduttori a vapore
potenza 19.000 HP
2 eliche
Velocità34 nodi (63 km/h)
Autonomia1910 miglia nautiche a 15 nodi
Equipaggio6 ufficiali, 110 tra sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento
Note
dati riferiti all'entrata in servizio

dati presi principalmente da Regiamarina, Warships 1900-1950, Trentoincina e Guide Compact DeAgostini – Navi e velieri

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La Lince è stata una torpediniera della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la sua entrata in servizio, il 5 maggio 1938, l'unità partecipò alla rivista navale «H» nel golfo di Napoli[1].

Una volta operativa, la torpediniera l'unità ebbe inizialmente dislocazione in Sicilia, per poi essere destinata al servizio in Mar Egeo[1].

Nell'aprile 1939 la nave, al comando del capitano di corvetta Giorgio Giobbe, si distinse nelle operazioni per l'occupazione dell'Albania[2].

All'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale la nave faceva parte della VIII Squadriglia Torpediniere di base a Rodi, che formava insieme alle gemelle Lupo, Libra e Lira. Fu inizialmente impiegata nel Dodecaneso e dall'autunno del 1940, con compiti offensivi, contro la Grecia[1].

Il 30 gennaio 1941 la Lince, partita da Rodi ed impegnata insieme alla gemella Lupo in un pattugliamento antisom nel canale di Caso, individuò in posizione 35°31' N e 25°34' E il convoglio britannico «AN 14» che procedeva da Alessandria verso il Pireo scortato da un incrociatore ausiliario e da tre cacciatorpediniere[3][4]. La Lince, su ordine del caposquadriglia Mimbelli, effettuò un'azione diversiva, distraendo le navi inglesi e consentendo così alla Lupo di avvicinarsi al convoglio e colpire con due siluri la nave cisterna Desmoulea (8120 tsl, carica di benzina e cherosene), che ebbe gravi danni (dovette essere rimorchiata dapprima a Suda, ove arrivò il 1º febbraio, e quindi, dopo riparazioni temporanee, trasferita il 6 maggio a Suez)[3][4]. Lupo e Lince si allontanarono poi indenni nonostante il violento fuoco d'artiglieria delle navi avversarie.

Il 25 febbraio la torpediniera caricò a Rodi 240 militari insieme alla Lupo ed agli anziani cacciatorpediniere Crispi e Sella per riconquistare con tali truppe l'isolotto di Castelrosso, occupato con un colpo di mano da forze britanniche[5]. Durante la notte tra il 25 ed il 26 il cacciatorpediniere britannico Hereward avvistò le due torpediniere ma, per congiungersi con il cacciatorpediniere Decoy prima di attaccare, perse il contatto con la formazione italiana, che non riuscì poi a ritrovare[5]. Poco dopo la mezzanotte del 25 la Lupo si ormeggiò nel porto di Castelrosso e diede inizio alle operazioni di sbarco delle truppe, che tuttavia dovettero essere ben presto interrotte a causa delle condizioni meteomarine in rapido peggioramento[5]. Il 27 febbraio la Lince e la Lupo, insieme a due MAS, tornarono a Castelrosso, seguite più tardi anche da Crispi e Sella, e poterono stavolta sbarcare le truppe[5], bombardando inoltre con le proprie artiglierie da 101 mm le posizioni britanniche, causando 3 morti e 7 feriti[6]. Entro il 28 febbraio Castelrosso era tornato in mano italiana.

Il 28 maggio 1941, durante la battaglia di Creta, la Lince, insieme alle gemelle Libra e Lira ed all'anziano cacciatorpediniere Crispi, fu destinata alla scorta del convoglio (piroscafetti Giorgio Orsini, Giampaolo e Tarquinia, rimorchiatori Aguglia ed Impero, motonavi frigorifere Assab ed Addis Abeba, piroscafo fluviale Porto di Roma, motopescherecci Sant'Antonio, San Giorgio, Plutone e Navigatore, nave cisterna Nera, cisterne portuali CG 89 e CG 167) che, partito da Rodi il giorno precedente, avrebbe dovuto trasportare e sbarcare nella baia di Sitia (Creta) un corpo di spedizione italiano consistente in 2450 uomini, 13 carri armati, 350 muli, due auto ed altrettanti camion, equipaggiamenti ed artiglieria, provviste e munizioni per cinque giorni[7]. Nel primo pomeriggio del 28 la Lince ebbe il compito di prendere a rimorchio la più lenta imbarcazione del convoglio, per poter aumentare almeno un po' l'eccessivamente bassa velocità. Alle 15.45 dello stesso giorno, ormai in vista di Sitia, poco prima che iniziasse lo sbarco, le tre torpediniere vennero richiamate per altro compito (le operazioni di sbarco si svolsero comunque senza problemi)[7].

Il 27 maggio 1941 la Lince trasportò da Rodi di a Lero il nuovo comandante di quest'isola, il capitano di vascello Aldo Cocchia[7].

Nel corso del 1941 la torpediniera venne modificata con l'eliminazione delle poco efficaci mitragliere da 13,2 mm e la loro sostituzione con 8 armi da 20/65 mm[8][9].

Nella notte tra il 13 ed il 14 dicembre la Lince e la gemella Aretusa furono inviate ad aggregarsi ai cacciatorpediniere Vivaldi, Da Noli, Aviere, Geniere, Carabiniere e Camicia Nera nella scorta alla corazzata Vittorio Veneto durante la navigazione di ritorno verso Taranto, dopo il siluramento della nave da battaglia da parte di un sommergibile inglese durante l'operazione di traffico «M 41»[10].

Nel 1942 la torpediniera fu trasferita sulle rotte sulle rotte tra Libia, Sicilia ed Egeo[1].

Nel pomeriggio del 12 febbraio di quell'anno la Lince, insieme al rimorchiatore Atlante, uscì da Taranto per soccorrere la nave cisterna Lucania, silurata ed incendiata (nonostante portasse i contrassegni che ne indicavano l'utilizzo come rifornitrice delle navi che trasportavano i profughi provenienti dall'Africa Orientale Italiana) dal sommergibile britannico Una[11][12]. La petroliera risultò tuttavia condannata, così che la Lince e l’Atlante non poterono far altro che recuperarne l'equipaggio; la Lucania affondò alle 23.15, in posizione 39°20' N e 17°25' N[11]. La Lince partecipò poi alla caccia antisommergibile che vide l'affondamento di un sommergibile britannico, non l’Una ma il Tempest, ad opera della torpediniera Circe[12].

L'8 giugno 1942, nell'ambito dell'operazione di traffico «Pisa», la Lince e la gemella Circe lasciarono Palermo per scortare a Tripoli il convoglio «S» (motonave Sestriere), ma le unità vennero fatte tornare in porto il giorno stesso (la Sestriere fu poi inviata in Libia due giorni dopo)[13].

Il 14 agosto la Lince e la cisterna militare che stava scortando, la Stige, vennero attaccate da un sommergibile sconosciuto al largo di Capo Spada, ma poterono evitare i siluri[14].

Il 19 agosto, alle 4.30, il piroscafo Iseo venne fatto oggetto tra Derna e Tobruk del lancio di siluri da parte del sommergibile HMS Porpoise: il mercantile non fu colpito, mentre la Lince contrattaccò e danneggiò gravemente l'unità nemica[15][16].

Il 9 novembre la nave, insieme alle torpediniere Cigno ed Abba, scortò in porto l'incrociatore leggero Attilio Regolo, che rientrava al traino del rimorchiatore Polifemo dopo essere stato silurato dal sommergibile HMS Unruffled in posizione 38°14' N e 12°41' N (al largo di Capo San Vito siculo) ed aver perso la prua (durante la navigazione il sommergibile HMS United tentò di finire l'incrociatore ma non vi riuscì)[17][18].

Il 22 novembre 1942 la Lince rimase pesantemente danneggiata (falle nello scafo ed allagamenti, gravi danni all'apparato motore – con consistenti perdite di olio –, strumentazioni per la navigazione, radio e bussole semidistrutte, armamento fuori uso ad eccezione di un cannone e due mitragliere)[19] a seguito di un bombardamento aereo sul porto di Tripoli, al punto da dover essere portata all'incaglio per evitarne l'affondamento[1]. Il comandante e metà dell'equipaggio rimasero uccisi o feriti[19].

Ad assumere il comando della malridotta unità fu il comandante in seconda, sottotenente di vascello Vitaliano Rauber, che nel gennaio 1943 ricevette l'ordine di autoaffondare la nave per evitarne la cattura, essendo ormai prossima la caduta di Tripoli[19]. Rauber tuttavia, d'accordo con l'equipaggio superstite, decise di tentare di raggiungere l'Italia e, ottenuto il permesso dal comando di Tripoli, lasciò la città libica nella serata del 18 gennaio 1943, mentre gli aerei avversari effettuavano una delle ultime incursioni sul porto tripolino[19]. Dovendo procedere a lento moto, nella mattinata del 20 gennaio la Lince venne attaccata da un aereo intenzionato a colpirla con bombe, ma la reazione delle poche armi funzionanti della torpediniera obbligò il velivolo a ritirarsi[19]. Nelle ore pomeridiane dello stesso giorno vennero avvistate le scie di siluri lanciate da un sommergibile contro la Lince, ma la torpediniera riuscì ad evitarli con una pronta contromanovra[19]. Si rese necessario allagare un doppio fondo per far sbandare la nave e raccogliere l'olio rimanente su un lato in modo da renderlo disponibile per almeno una motrice, per ovviare al problema delle perdite di olio, ma infine la Lince riuscì, dopo aver fatto tappa a Sfax e Susa, a raggiungere il porto di Trapani[19] da dove poi si trasferì – a rimorchio del cacciatorpediniere Saetta[20] – a Taranto, ove fu sottoposta ai lavori di riparazione[1].

Dopo il rientro in servizio la Lince venne assegnata a missioni di scorta convogli tra l'Italia e la penisola balcanica[1].

Il 16 luglio il convoglio – trasporti truppe Italia ed Argentina – che l'unità stava scortando, insieme all'anziana torpediniera Pilo ed al cacciatorpediniere Lubiana, da Patrasso a Valona, venne infruttuosamente attaccata 12 miglia ad ovest di Capo Dukato da un sommergibile nemico (forse l'HMS Trooper)[21].

Il 4 agosto 1943 la torpediniera andò ad incagliarsi nei pressi di Punta Alice (Cirò Marina)[22], non lontano da Taranto[1]. Non essendo possibile disincagliare immediatamente l'unità, l'equipaggio – 160 uomini – si accampò sulla vicina spiaggia, in attesa del disincaglio. Alle 8.15 del 28 agosto, quando ancora l'unità non era stata disincagliata, il sommergibile britannico Ultor l'avvistò e su ordine del comandante George Hunt le lanciò due siluri: le armi colpirono la poppa della nave, che esplose, provocandone il rapido affondamento in posizione 39°24' N e 17°09' E[1][23][24].

Lo scoppio dei siluri uccise 12 uomini dell'equipaggio che si trovavano a bordo della torpediniera, ed investì una piccola imbarcazione da pesca con quattro persone a bordo, uccidendo un bambino (Francesco Salvatore Tridico) e mutilando un giovane pescatore[22].

Lista equipaggio caduti[modifica | modifica wikitesto]

  • Cap. Corv. Papini Riccardo
  • Sten. Vasc. Rossi Renzo
  • Serg. Torp. Pedemonte Renato
  • Nocc. Pagnato Antonio
  • Stoc. Mecc. Nicosia Luciano
  • Cann. Cravotta Luigi
  • Cann. Bucirossi Mario
  • Cann. Arm. Buraschi Elio
  • Fuoc. O. Pili Giuseppe
  • Fuoch. Art. Fioretti Ruggero

Anniversario affondamento[modifica | modifica wikitesto]

A Cirò Marina sono stati organizzati diversi eventi per il 70º anniversario dell'affondamento della Lince.[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Trentoincina
  2. ^ Marina Militare
  3. ^ a b Warsailors.com :: Ship Forum :: Re: British tanker Desmoulea
  4. ^ a b British East Coast convoys, January 1941
  5. ^ a b c d Massawa, Red Sea, February 1941
  6. ^ 1941 Timeline | World War II Database
  7. ^ a b c Aldo Cocchia, Convogli. Un marinaio in guerra 1940-1942, pp. 136-140-153
  8. ^ Tp classe Spica Archiviato il 18 febbraio 2012 in Internet Archive.
  9. ^ http://www.naviecapitani.it/gallerie%20navi/navi%20militari%20storiche/schede%20navi/A/Alcione%20Torpediniera.htm[collegamento interrotto]
  10. ^ Action off Cape Bon, December 1941
  11. ^ a b Rolando Notarangelo, Gian Paolo Pagano, Navi mercantili perdute, p. 276
  12. ^ a b http://books.google.it/books?id=Eruxknyq7jwC&pg=PA186&lpg=PA186&dq=torpediniera+lince&source=bl&ots=QZh4BgXWN3&sig=XcrMTHE9UTgnFe2b-D2NZ_qD2JM&hl=it&ei=AM75TY2LOsSa-galn73mAw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBgQ6AEwADgK#v=onepage&q=torpediniera%20lince&f=false
  13. ^ Seekrieg 1942, Juni
  14. ^ Historisches Marinearchiv - ASA
  15. ^ Historisches Marinearchiv - ASA
  16. ^ HMS Porpoise (N 14) of the Royal Navy - Submarine of the Porpoise class - Allied Warships of WWII - uboat.net
  17. ^ Submariners Association - Lincoln Branch Archiviato il 5 ottobre 2013 in Internet Archive.
  18. ^ Allied Warships of WWII - Submarine HMS Unruffled - uboat.net
  19. ^ a b c d e f g http://www.webtrekitalia.it/archivio/racconti/lince.pdf[collegamento interrotto]
  20. ^ Trentoincina
  21. ^ Historisches Marinearchiv - ASA
  22. ^ a b I giorni della Lince a Punta Alice, su progettomediterraneo.blogspot.com. URL consultato il 02-10-2013.
  23. ^ Historisches Marinearchiv - ASA
  24. ^ Allied Warships of WWII - Submarine HMS Ultor - uboat.net
  25. ^ Ciro’ Marina ricorda la tragedia della nave Lince, su ilcirotano.it. URL consultato il 02-10-2013.

26. http://online.anyflip.com/ldjl/dqtx/mobile/index.html#p=1 (Libro "Io e la Lince" di Leonardo Fuscaldo)

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