Lina Poletti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lina Poletti

Lina Poletti, pseudonimo di Cordula Poletti (Ravenna, 27 agosto 1885Sanremo, 12 dicembre 1971), è stata una scrittrice italiana, femminista, una delle prime donne in Italia a dichiarare apertamente la propria omosessualità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Ravenna, penultima di quattro figlie di una famiglia di piccoli commercianti. Dopo essersi diplomata al liceo, nel 1907 si laureò con Giovanni Pascoli all'Università di Bologna con la tesi La canzone nella poesia di Carducci (custodita nel Fondo Poletti della Biblioteca Classense di Ravenna). Spesso descritta come bella e ribelle, incline ad indossare abbigliamenti maschili, è conosciuta anche per le relazioni con Sibilla Aleramo e Eleonora Duse. Sposò Santi Muratori, suo amico d'infanzia, divenuto direttore della Biblioteca Classense e rimasto in carica fino al 1943[1].

Lettere a Sibilla[modifica | modifica wikitesto]

La relazione con Aleramo iniziò nell'aprile 1908, quando le due donne si conobbero al Congresso nazionale delle donne italiane (CNDI), condividendo le stesse idee femministe. Conoscendo Lina e innamorandosi di lei, Sibilla abbandonò la sua relazione con Giovanni Cena, scrittore e suo compagno di vita, fino a quel momento. Nelle sue lettere, Aleramo cercò di convincere Poletti della possibilità di amare entrambi nello stesso tempo, ma Lina non accettò il compromesso e la lasciò. Il rapporto, appassionato e sincero, da entrambe le parti, si concluse dopo un anno. Sibilla Aleramo, dopo l'uscita del suo romanzo di successo Una donna continuò a partecipare attivamente al movimento di emancipazione femminile e divenne una delle più note e lette scrittrici italiane.

L'incontro con Eleonora Duse[modifica | modifica wikitesto]

Lina Poletti

Lina conobbe quindi Eleonora Duse, attrice tra le più acclamate del suo tempo, che stava attraversando, in quel periodo una crisi creativa; le due viaggiarono molto e vissero insieme a Roma, Firenze, Venezia, dove frequentarono Max Reinhardt, Rainer Maria Rilke, Hugo von Hofmannsthal.

La relazione tra le due fu appassionata, ma tormentata, tanto che dopo due anni terminò con una violenta lite e successivi strascichi legali a proposito della restituzione dei manoscritti a cui la Poletti stava lavorando, drammi teatrali, che avrebbero dovuto riportare la Duse sulle scene. La conclusione della storia produsse una profonda ferita in entrambe.

Alla fine della vicenda con Duse, Lina Poletti si legò alla contessa Eugenia Rasponi, nobile ravennate e femminista, sorella di Gabriella. Le due donne vissero insieme per 40 anni[2], dal 1918 fino alla morte della contessa, avvenuta nel 1958.

Scrittrice[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte della contessa Rasponi, Lina Poletti continuò la sua attività letteraria, scrivendo Il poema della Guerra ed alcuni saggi dedicati a Dante, Pascoli, Carducci, continuando ad occuparsi, sia nelle opere che nella sua vita privata, della causa per l'emancipazione della donna. Il decadentismo dannunziano e il classicismo carducciano influenzeranno poi tutti i suoi scritti poetici[1].

Poletti fu, in anni più recenti, studiata per la sua visione sulla libertà delle relazioni tra i sessi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Stazio nella Divina Commedia: conferenza letta da Cordula Poletti nella Sala di Dante in Ravenna il 3 maggio 1931
  • La celebrazione ravennate di Giovanni Pascoli, 1924
  • Il 33. canto del Paradiso letto nella sala di Dante in Ravenna da Cordula Poletti il 9 maggio 1920, 1923
  • La fabbrica dei mobili Rasponi a Santarcangelo di Romagna, 1921
  • Il cipressetto della rocca a Santarcangelo di Romagna, 1919
  • Il poema della Guerra, 1918
  • Discorso per le onoranze agli aviatori di Ravenna, dicembre 1917
  • Gorizia: 8 agosto 1916

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cenni, 2007, p. 44.
  2. ^ Cenni, 2007, p. 45.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sibilla Aleramo, Lettere d'amore a Lina, a cura di A. Cenni, Milano, Savelli, 1982
  • Alessandra Cenni, Ritratto di un'Amazzone italiana: Cordula Poletti (1885-1971), in Nerina Milletti e Luisa Passerini (a cura di), Fuori della norma: storie lesbiche nell'Italia della prima metà del Novecento, Rosenberg & Sellier, Torino, 2007, pp. 43-71 ISBN 88-7011-997-1
  • Alessandra Cenni, Gli occhi eroici, Milano, Mursia, 2011 ISBN 978-88-425-4677-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN189280213 · ISNI (EN0000 0003 5644 6936 · LCCN (ENn2011066296 · GND (DE1017248338 · WorldCat Identities (ENlccn-n2011066296