Lidia Pasqualini

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Lidia Pasqualini

Lidia Pasqualini (Sedegliano, 17 aprile 1920Torino, 13 maggio 2012) è stata un personaggio televisivo italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Fu la prima annunciatrice televisiva della Rai in assoluto, attiva dagli studi di Torino.

Frequentò, sempre nel capoluogo piemontese, la scuola di recitazione dell'EIAR, dove si insegnava recitazione e dizione. A 12 anni partecipò ad una trasmissione per ragazzi intitolata Il cantuccio dei bambini, a 16 anni era spesso la piccola attrice nelle commedie per gli adulti.

Vittorio Veltroni, Lidia Pasqualini e Niccolò Carosio nelle prime trasmissioni televisive EIAR (1939)

Iniziò con i primi esperimenti dell'allora Radiovisione nel 1939 a Roma, esibendosi in numeri di musica, canto, danza, interviste e comicità. Tra i più importanti cantanti lirici, attori di prosa, comici, e cantanti di musica leggera e operette con cui ha collaborato si ricordano: Lia Origoni (che aveva prestato il suo viso espressivo per le prove preliminari della TV prima dell'inaugurazione ufficiale delle trasmissioni), Marcello Giorda, Trilussa, Luciano Folgore, Marichetta Stoppa, Marisa Vernati, Nena Corradi, Alberto Rabagliati, Nanda Primavera, Enzo Aita, Tito Angeletti, Germana Paolieri, Anna Maria Bottini, Lina Termini, Otello Boccalini, Gilberto Mazzi, Alfredo Clerici e Aldo Fabrizi. [1]. L'inizio della seconda guerra mondiale interruppe la sperimentazione e Lidia Pasqualini tornò nella natìa Torino.

Nella sua città le trasmissioni ripresero nel 1949. Lidia si alternava con la collega Olga Zonca, attiva dagli studi Rai di Milano.

Con l'avvio delle trasmissioni ufficiali, venne sostituita a Torino da Maria Teresa Ruta, mentre a Milano arrivarono Fulvia Colombo e Marisa Borroni ed a Roma Nicoletta Orsomando e Annie Ninchi.

Nel 1955 partecipa al film Il campanile d'oro, ispirato al celebre spettacolo radiofonico dell'epoca, condotto dalla stessa Pasqualini insieme con Enzo Tortora e Nunzio Filogamo

Lidia Pasqualini è vissuta prevalentemente a Torino ed a Roma.

Programmi radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diego Verdegiglio, La TV di Mussolini. Sperimentazioni televisive nel ventennio fascista, Castelvecchi Editore, 2003:

    «DOMANDA: "Quale fu la prima rivista televisiva che realizzaste?" RISPOSTA: "Per la rivista si accese un interesse incredibile, fu una grande attesa. Il mio contratto mi impegnava a fare la presentatrice, l’attrice e anche la soubrette. Così suscitai molto scalpore e parecchi commenti nella prima parte dello spettacolo, durante il quale scendevo in costume da bagno da una lunga scala in mezzo agli orchestrali, cantando con languore: Cerco il mio tipo. La discesa di quella scala mi ricorda una storia dolcissima, romantica. Mi ricorda Augusto, il musicista che mi amava. Cantando scendevo sempre quella scala sfiorando gli orchestrali, con un forte batticuore perché sapevo che, giunta accanto al primo violino, lui smetteva di suonare, mi fermava un attimo prendendomi per mano e io gli sussurravo: Non farlo più, mi farai cadere. Non è mai successo, l’amore sostiene il mondo. Questa discesa rallentata non era capita ma accettata perché faceva spettacolo. Allora, molti personaggi importanti avevano un televisore privato ed uno era installato anche in Vaticano. Io pregai che durante quella trasmissione il Papa non fosse in ascolto."»

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]