Lidia Martorana

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Lidia Martorana
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività musicale 1935 – 1968
Etichetta Cetra, Odeon, Phonorex

Lidia Martorana (Torino, 1º dicembre 1928) è una cantante italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata da una famiglia di origine siciliana, Lidia Martorana aveva 7 anni quando fu scelta come "voce bianca" per accompagnare un'esibizione di Beniamino Gigli a Torino.

Durante la Seconda guerra mondiale costituì, insieme a Claudia Dell'Aglio e Pina D'Adduzio, il Trio Aurora, nato su iniziativa del Maestro Carlo Prato, che si pose come rivale del già noto Trio Lescano.

Nel 1946 il Trio Aurora si sciolse e ma la Martorana ne mantenne vivo il nome, incidendo Il mio nome è donna col nome Lidia Aurora. Nel 1947 riprese il proprio vero nome per partecipare al concorso Voci Nuove della Canzone Italiana indetto dal Radiocorriere: giunse seconda su 5.200 candidati, dietro al cantante Elio Lotti che diventerà suo marito.

Nel 1947 incise Amore baciami composta da Carlo Alberto Rossi su testo di Gian Carlo Testoni il suo successo fu così travolgente che nei soli primi sei mesi del 1947 fruttò a Rossi 1 milione e 400 mila lire in diritti d'autore.

La Martorana raddoppiò il successo l'anno seguente (1948), con Addormentarmi così, con musica di Vittorio Mascheroni, testi di Biri e arrangiamento di Pippo Barzizza (uno dei re dello swing all'italiana). Il testo ha espressioni struggenti e sensuali, audacissime per l'epoca: sottolinea il contatto "bocca a bocca" e la voluttà di "morire insieme", "labbra sulle labbra". In seguito la canzone fu interpretata da numerosi cantanti: Luciano Tajoli, Gigliola Cinquetti, Adriano Celentano. Con esso Teddy Reno si impose alla fine del 1948 - ma la Martorana ha tenuto a precisare: "L'ha cantata anche lui, ma il lancio di quella canzone è soltanto mio".

Un altro suo successo fu, nel 1949, Ma cos'è mai l'amore, scritta dal maestro barese Vito Vittorio Crocitto ed incisa con l'orchestra del maestro Piero Pavesio.

La cantante prese ad esibirsi con le orchestre Gorni Kramer e Pippo Barzizza, allora ai vertici della popolarità. Ma la notorietà non era destinata a durare: nel 1950 cominciò a lavorare con Lelio Luttazzi, ma nel 1951 ebbero termine le sue fortune alla Rai, poiché fu esclusa con modalità molto simili a quelle che avrebbero tanto nuociuto nel 1943-'44 al Trio Lescano. Dichiarò in seguito la Martorana: "Mi raccontarono che Luttazzi aveva ricevuto una lettera nella quale si ordinava che la Martorana doveva essere allontanata perché quella voce ricordava un misto di americano e di francese. Qualcuno mi aveva fatto lo sgambetto e Carla Boni prese il mio posto"[1].

« Lidia Martorana aveva una voce modernissima, calda e sensuale, ed eccelleva tanto nelle canzoni d'amore quanto nell'esecuzione di canzoncine allegre e disimpegnate: si pensi, nel primo caso, ad Addormentarmi così ("tra le tue braccia, mentre tu mi baci, mi baci sempre più"); nel secondo, alla malia erotica che riuscì ad immettere nell'interpretazione di un brano tra i più insignificanti di Gorni Kramer e Tata Giacobetti, Che mele del 1949: "Che mele, che mele vi voglio mostrar…" »

(Gianni Borgna, Storia della Canzone Italiana)

Continua però l'attività discografica, passando alla Odeon, e classificandosi al terzo posto al Concorso Carisch nel 1954 con With you, incisa con l'orchestra del maestro Enzo Ceragioli.

Dopo la nascita delle due figlie si ritira a vita privata, tornando nuovamente a cantare (dopo una partecipazione negli anni '80 al Maurizio Costanzo Show, in cui aveva soltanto raccontato la sua storia) solo negli anni 90, chiamata da Paolo Limiti in uno dei suoi programmi televisivi.

Nel 1992, a marzo, debutta su Canale 5 un nuovo programma di Costanzo, intitolato Guerra o pace, la cui sigla, Il mio nome è donna, è cantata dalla Martorana[2].

Negli ultimi anni ha partecipato, in parti minori, ad alcuni film e miniserie televisive girate a Torino (ad esempio Fuoriclasse, Due mamme di troppo e L'amore non basta (quasi mai...)).

Nel 2015 pubblica il libro autobiografico "Una voce una vita. Lidia e la storia della canzone italiana", in cui ripercorre tutta la sua carriera musicale[3].

Disocgrafia parziale[modifica | modifica wikitesto]

78 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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