Lidia Cirillo

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Lidia Cirillo (Napoli, 24 aprile 1940) è una femminista e scrittrice italiana.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Napoletana di nascita, nipote di Gina Algranati, ha vissuto la maggior parte della sua vita a Milano. Attiva nel movimento femminista fin dalla fine degli anni sessanta. Da sempre politicamente impegnata, è stata attivista nella Sezione italiana della Quarta Internazionale, di Democrazia Proletaria, di Rifondazione Comunista (di cui fu membro del Comitato Politico Nazionale) e poi di Sinistra Critica (con cui fu candidata al Senato alle elezioni del 2008[1]).

Ha fatto parte della redazione della rivista Erre e ancor prima del periodico Bandiera rossa, inoltre ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Liberazione. Ha scritto vari libri sul femminismo ed è la curatrice del seminario permanente dei Quaderni viola[2] che dalla fine degli anni Ottanta elabora opuscoli e libri sul tema dell'emancipazione femminile. È attiva anche sulle tematiche LGBT.

È stata fra le protagoniste italiane della Marcia mondiale delle donne e relatrice in varie assemblee del Social Forum Europeo sui temi del femminismo. Ha inoltre partecipato come relatrice a numerose edizioni del Campo giovani della Quarta Internazionale.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lettera alle romane. Sussidiario per una scuola dell'obbligo di femminismo, 2001, Quaderni Viola, Edizioni Il Dito e la Luna
  • Mejor huérfanas: por una critica feminista al pensamiento de la diferencia, 2002, Barcelona, Anthropos Editorial (tradotto in spagnolo)[3] ISBN 9788476586181
  • La luna severa maestra. Il contributo del femminismo ai movimenti sociali e alla costruzione dell'alternativa, 2003, Milano, Quaderni Viola, Edizioni Il Dito e la Luna
  • Da Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni e potere, 2007, Roma, Edizioni Alegre, ISBN 9788889772003
  • Lavorare stanca. Statistiche, ricerche, bibliografie e ragionamenti sul lavoro delle donne, 2008, Roma, Quaderni viola Edizioni Alegre
  • Il movimento delle lesbiche in Italia, 2008, Milano, Edizioni Il dito e la Luna
  • La straniera. Informazioni, sito-bibliografie e ragionamenti su razzismo e sessismo, 2009, Roma, Quaderni viola Edizioni Alegre, ISBN 9788889772409
  • Orgoglio e pregiudizio. Le lesbiche in Italia nel 2010: politica, storia, teoria, immaginari, 2010, Roma, Quaderni viola Edizioni Alegre, ISBN 9788889772539
  • L'emancipazione malata. Sguardi femministi sul lavoro che cambia, 2010, Milano, Edizione Libera Università delle Donne.
  • Sebben che siamo donne. Femminismo e lotta sindacale nella crisi, 2011, Roma, Quaderni Viola, Edizioni Alegre, ISBN 9788889772690
  • Lotta di classe sul palcoscenico. I teatri occupati si raccontano, 2014, Roma, Edizioni Alegre, ISBN 9788889772980
  • con Cinzia Arruzza, Storia delle storie del femminismo, Edizioni Alegre, 2017[4]
  • Utero in affitto o Gravidanza per altri? (a cura di) Franco Angeli, 2017
  • Se il mondo torna uomo. Le donne e la regressione in Europa, Edizioni Alegre, 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Senato.it
  2. ^ [2] Quaderni viola
  3. ^ Scheda su Books.google Quaderni viola
  4. ^ Dalle battaglie al socialismo, dalla teoria delle differenze al «lean in» I femminismi: la storia delle storie, su 27esimaora.corriere.it.
    «Il movimento delle donne che era nuovo negli anni Settanta, scrive Lidia Cirillo, ha lasciato in eredità il mito dell’autocoscienza, che permise di scoprire il potere insito in una sessualità vissuta nel silenzio, ma oggi corre il rischio di cristallizzare l’idea che il femminismo sia solo una pratica di parole. Ma se è vero che il partire da sé è una conquista che fa ancora parte del vocabolario femminista, sarebbe necessario che «un altro femminismo si dedicasse a comprendere che cosa nel frattempo è accaduto nel mondo». Ovvero partire da sé senza smettere di guardarsi intorno. «E la gravità di ciò che accade nel mondo rende ancora meno credibili femminismi che non prendano la posizione che può essere sintetizzata in una formula semplice ed efficace: “Le nostre vite valgono più dei loro profitti"»».

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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