Lidia Bastianich

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Lidia Bastianich al Book Festival 2010 alla Biblioteca del Congresso a Washington DC.

Lidia Matticchio Bastianich (Pola, 21 febbraio 1947) è una cuoca, scrittrice e personaggio televisivo italiana naturalizzata statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce nella città di Pola, capoluogo dell'Istria, nel 1947. Nel 1956, in seguito alle persecuzioni titine e all'esodo istriano, la famiglia Matticchio si trasferisce in maniera rocambolesca a Trieste. Nella città giuliana la famiglia si stabilisce in un campo profughi e i genitori di Lidia trovano occupazione presso una famiglia benestante, dove la madre Erminia lavora come cuoca e il padre Vittorio come autista. Pochi anni dopo, nel 1958, la famiglia si trasferisce negli Stati Uniti. Si è sposata con Felice Bastianich nel 1966 (dal quale ha divorziato nel 1997) ed ha avuto due figli: Joseph "Joe" e Tanya.

Specializzata in cucina italiana e italoamericana, ha scritto libri e condotto programmi televisivi di cucina fin dal 1998. Possiede diversi ristoranti in società con i figli.

È stata ospite delle versioni statunitense e italiana di MasterChef.

Dal 2014 è giudice, con Bruno Barbieri e Alessandro Borghese, di Junior MasterChef Italia.

Polemiche[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2007 è stata "Grand Marshal" nella tradizionale parata della Columbus Day, fotografata anche con l'allora ministro della giustizia italiano Clemente Mastella.

Questo fatto ha generato alcune polemiche interne agli Italo-americani di origini istriane. Il giornale della comunità italiana di New York "America Oggi" pubblicò infatti un lungo articolo a firma di Dino Veggian (un esule istriano trasferitosi negli Stati Uniti) intitolato "Grand Marshal italiana o croata?". Nell'articolo si rilevavano alcuni fatti, ad esempio che la Bastianich frequentava da tempo l'"Istria Sports Club" nel distretto del Queens (dove peraltro si concentrano gli emigrati croati istriani), e che in quello stesso club la signora era stata anche intervistata per il New York Times, sostenendo tra le varie che "Tito aveva permesso a centinaia di migliaia di istriani di ritornare in Italia come profughi". Sempre il Veggian ricordava altrettanto la promozione da parte della chef di una mostra allestita ai tempi del presidente croato Tuđman con quadri delle principali località istriane, mostra che provocò le proteste degli esuli italiani dell'Istria presenti a New York.

L'articolo fu ripreso e ripubblicato in tono altrettanto polemico da alcuni giornali della diaspora istriano/dalmata in Italia (come L'Arena di Pola) come anche dal quotidiano nazionale "Il Giornale"[1]. Sulla base di ciò il deputato di Alleanza Nazionale Luca Bellotti presentò pure un'interrogazione parlamentare a risposta scritta al ministro Mastella[2].

Pochi giorni dopo la Bastianich replicò con un'intervista sempre su "America Oggi", nella quale sosteneva che lei, per quanto di lingua e cultura italiana, era una donna che proveniva da una terra di frontiera nella quale si devono conoscere "entrambe le lingue, entrambe le culture"[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Italia al Columbus day rappresentata da un'istriana che nega le foibe" di Franco Biloslavo in "Il Giornale" del 10 ottobre 2007. L'articolo riporta anche la polemica sul cognome "Matticchio", in origine "Motika" poi italianizzato durante il periodo fascista e quindi, dopo l'annessione di Pola alla Jugoslavia socialista nel 1947, tornato "Motika".
  2. ^ Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05313 presentata da Luca Bellotti, giovedì 18 ottobre 2007 nella seduta n.226
  3. ^ Si veda più in generale l'articolo "New York, l’istriana Lidia Bastianich apre la sfilata del Columbus Day ma c’è chi l’accusa di ogni nefandezza" apparso sul mensile "Difesa Adriatica" (organo dell'ANVGD) del gennaio 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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