Liceo scientifico statale Plinio Seniore

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Il Liceo scientifico statale "Plinio Seniore" è un istituto di istruzione superiore italiano che si trova a Roma, nel rione Castro Pretorio, non lontano da Via Venti Settembre. Prende il nome dal noto politico, militare e storico naturalista romano Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Al pari del Liceo Avogadro, l'istituto nacque come succursale del secondo liceo scientifico di Roma, il Righi, con sede in una palazzina in via Montebello 126[1], immediatamente dentro le storiche Mura aureliane.
Nel 1956 la palazzina di via Montebello, precedentemente occupata dall'Istituto scolastico San Leone Magno, si trasformò nella succursale del Righi[1]. All'inizio degli anni Sessanta l'istituto acquistò la sua autonomia e la sua denominazione attuale[2].
Il Plinio è stato tra le scuole medie superiori di Roma (oggi denominate scuole secondarie di secondo grado) che maggiormente hanno avuto un ruolo negli episodi del periodo storico denominato "Contestazione", in particolare nella fase della contestazione studentesca degli anni 1968-1969.
Nel 2005 il Liceo è stato trasferito nell'attuale sede, via Montebello 122. L’istituto comprende anche una sede succursale, che si trova all’incrocio tra Via San Martino della Battaglia e Via Palestro. Il Liceo, per storia e locazione (si trova in un’area di contenuta residenzialità, ed è nelle vicinanze di Ministeri, Biblioteca Nazionale Centrale, Università di Roma "La Sapienza" e alcune facoltà dell’Università di Roma "Roma Tre") non si configura come una scuola di quartiere.

Contestazione studentesca[modifica | modifica wikitesto]

Si parlò e scrisse molto, in quei mesi del 1968 e 1969, sull'episodio che vide la contrapposizione degli studenti al Preside del Plinio, il quale pretendeva una certa disciplina riguardo all'abbigliamento degli studenti stessi, in particolare riguardo alle barbe ed alla lunghezza dei capelli degli studenti maschi. Giornalisticamente si parlò della guerra ai "capelloni"[3], appellativo passato alla storia per identificare quei giovani che, in tutta Italia, diedero vita alla contestazione studentesca.
Tra il 19 e il 21 novembre 1968 gli studenti del Plinio fecero una delle primissime "occupazioni" di una scuola in Italia (seconda, a Roma, dopo quella che si fece nel liceo Mamiani), per protestare contro tali politiche del Preside e per ottenere la cosiddetta "facoltà d'Assemblea" degli studenti stessi[4].

Studenti famosi[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli studenti che hanno frequentato il Plinio, vi sono il rapper Militant A[5], il cantautore Davide Combusti (The Niro), il tre volte atleta olimpionico Marco De Luca ed il comico Saverio Raimondo.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalla stazione Castro Pretorio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Funziona la succursale del liceo "A. Righi", in l'Unità, 19 dicembre 1956, p. 4.
    «Il 13 corr. ha incominciato a funzionare, con regolari corsi di lezioni ad orario normale, la nuova succursale del Liceo Scientifico «Augusto Righi» sistemata nell'edificio già collegio «San Leone Magno», preso in fitto dall'Amministrazione Provinciale.».
  2. ^ Ci sono 15 aule nuove... ma la Provincia non dà le chiavi, in l'Unità, 1º novembre 1963, p. 4.
    «Vanno un po' meglio, invece, le faccende del «Plinio». I banchi, finalmente, sono arrivati, e c'è un solo turno.».
  3. ^ Il preside che ha espulso i capelloni, in Corriere della Sera, 17 ottobre 1968.
  4. ^ Si arrende il Provveditore di Parma, in l'Unità, 22 novembre 1968, p. 3.
    «Gli studenti del liceo romano «Plinio Seniore» sono giunti al loro terzo giorno di occupazione. Lottano per il diritto di assemblea e contro il provocatorio atteggiamento del preside, professor Pentassuglia.».
  5. ^ Militant A, Storie di Assalti Frontali, Roma, DeriveApprodi, 2015.
    «Andavo a scuola vicino alla stazione Termini, Plinio Seniore, scuola rossa con passato furioso. Quando entrai fu una botta. I cortili interni erano pieni di murales con disegni di indiani in guerra, ricordo di precedenti occupazioni.».