Liceo ginnasio statale Luigi Galvani

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(LA)

« In omni animo tuo accede ad illam »

(IT)

« Con tutto il tuo animo accostati ad essa [la sapienza] »

(Motto del Liceo[1])
La sede del liceo in via Castiglione

Il Liceo ginnasio statale "Luigi Galvani" è un liceo classico della città di Bologna, fondato nel 1860,[2] quando il governatore provvisorio "dei Ducati e della Romagna", Luigi Carlo Farini, istituì sul modello piemontese i licei statali nelle città da lui amministrate. Venne fondato con il nome iniziale di "regio liceo di Bologna" con due sole classi ed ebbe la sua prima sede nei locali dell'Ospedale della Morte, oggi sede del Museo civico archeologico. Vi si insegnavano italiano, latino, greco, filosofia, storia, geografia, matematica, fisica, scienze.

Il monumento a Luigi Galvani a Bologna.

Il liceo venne intitolato, nel 1865, a Luigi Galvani, illustre fisiologo, fisico e anatomista bolognese del XVIII secolo.
Alcuni anni più tardi, nel 1882, venne trasferito nella sede del ginnasio comunale “Guinizelli”, in via Castiglione 38, presso l'antico collegio gesuita di Santa Lucia, completando il ciclo di studi superiore.

Il liceo non subì alcuna occupazione durante le lotte studentesche negli anni sessanta e settanta e fu occupato per la prima volta solo nell'ottobre 2005, durante le proteste che opposero gli studenti superiori alla riforma Moratti, ma solo per un giorno; nell'autunno del 2008 seguì una occupazione di tre giorni di protesta contro la riforma Gelmini.[3]

Persone legate al liceo[modifica | modifica wikitesto]

Furono insegnanti presso il liceo "Luigi Galvani" i poeti Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli, il poeta e critico d'arte Enrico Panzacchi, il pedagogo e benefattore Olinto Giuseppe Marella, il fisico Antonio Pacinotti, il poeta Gaetano Arcangeli, Galvano Della Volpe.[2] Insegnante del liceo, intorno al 1897, fu anche il critico letterario Angelo Solerti[4] e, negli anni '30 del novecento, il poeta e giornalista Antonio Rinaldi.

Tra gli alunni vi furono anche le partigiane Giovanna Zangrandi e Renata Viganò, lo scrittore e drammaturgo Riccardo Bacchelli, lo scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini, il critico cinematografico Renzo Renzi, il Presidente del Consiglio Adone Zoli, i Presidenti della Camera Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini, ed il giurista Marco Biagi.[2]

Ha frequentato il liceo anche lo scrittore Enrico Brizzi, il cui romanzo di esordio Jack Frusciante è uscito dal gruppo è ambientato nel "bigio liceo Caimani", ispirato al liceo Galvani di Bologna: il film omonimo è stato in parte girato all'interno della scuola.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

L'area della città di Bologna detta "di Santa Lucia", compresa tra via Castiglione, via Cartoleria e via de' Chiari, era conosciuta in passato con il nome di "isolato gesuitico": qui si era infatti insediata nel Cinquecento la Compagnia di Gesù, fondandovi i due collegi dedicati a san Francesco Saverio (o "collegio dei nobili"), nell'area dell'attuale teatro Duse, ed a san Luigi (o "collegio dei cittadini" o "dei borghesi"), in angolo tra via Cartoleria e via de' Chiari. In queste scuole studiò a metà Settecento anche il beato Bartolomeo Maria dal Monte.

Nonostante la soppressione dell'ordine nel 1773, le scuole non vennero chiuse, ma tenute aperte dai Barnabiti. In età napoleonica venne abolito il "collegio dei nobili", accorpato al collegio "San Luigi".

Dal 1935 il liceo ha inglobato le sale dell'ex Biblioteca Zambeccari, oggi utilizzate per ospitare congressi, conferenze, corsi di aggiornamento, concerti.

La biblioteca, voluta dai Gesuiti nel 1744 per dare collocarvi l'ampio patrimonio librario, fu l'ultimo grande intervento prima della soppressione dell'ordine, nonché la prima biblioteca pubblica di Bologna. La sua costruzione fu opera dell'architetto bolognese Giuseppe Antonio Ambrosi, che vi realizzò un'insolita scala d'accesso romboidale, inscritta in un vano rettangolare, e la sala studio, dotata di due ordini di scansie intagliate a coprire interamente le pareti, ed affreschi rococò. La biblioteca fu progressivamente spogliata del proprio patrimonio librario durante il periodo napoleonico e con l'unità d'Italia, venendo chiusa durante il fascismo.

La sede ospita inoltre il "Museo permanente della strumentazione storica", aperto nel 1999, che occupa alcune stanze di impianto bassomedioevale. Esso raccoglie apparecchi di uso didattico risalenti anche al Settecento, tra cui un Tellurio, un modello per la dimostrazione e spiegazione dei fenomeni astronomici terrestri e lunari e dei loro rapporti in riferimento al sole. Vi si trovano anche collezioni di minerali, insetti, uccelli e animali impagliati, tre serie di tavole murali e quattro collezioni erbario dell'Ottocento. In seguito ad un fortuito ritrovamento di un cofanetto Minerva con le 100 lastre sulla Grande Guerra, è ora in allestimento una sezione dedicata alla fotografia. È stata infine ricostruita con arredi d'epoca un'aula del regio liceo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La biblioteca Zambeccari, liceogalvani.it. URL consultato il 5 febbraio 2016.
  2. ^ a b c Il liceo - Liceo Ginnasio "Luigi Galvani" Bologna
  3. ^ Occupato anche il Galvani | Bologna la Repubblica.it
  4. ^ Anne-Marie Meyer, «Concerning Warburg’s ‘Costumi teatrali' and Angelo Solerti», in Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, L, 1987, pp. 171 e segg.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]