Libro di Giuseppe e Aseneth

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Storia del bellissimo Giuseppe e della sua sposa Aseneth figlia di Pentefres, sacerdote di Eliopoli
Titolo originale Πράξεις του̃ παγκάλου 'Ιωσήφ καί τής γυναικòς αυ̉του̃ Ασενὲθ θυγατρòς Πεντεφρη̃ ‘ιρέως ‛Ηλιoυπόλεως
Sergey Solomko 023.JPG
Sergey Solomko, Giuseppe e la moglie di Putifarre (1910 circa)
Autore Anonimo
1ª ed. originale I secolo a.C. - I secolo d.C.
1ª ed. italiana 1983
Genere romanzo
Lingua originale greco antico
Ambientazione Egitto
Protagonisti Giuseppe (patriarca)
Coprotagonisti Asenat
Antagonisti Faraone
Altri personaggi Dan, Gad

Il Libro di Giuseppe e Aseneth o Storia del bellissimo Giuseppe e della sua sposa Aseneth è un apocrifo dell'Antico Testamento scritto in greco tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., probabilmente nell'ambito della diaspora giudaica in Egitto. Nel V secolo d.C. è stato rielaborato in ambiente cristiano e tradotto in siriaco.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Genesi 41:45, il faraone diede Aseneth, la figlia di Potifar (Pentephres nei Settanta), sacerdote di On, a Giuseppe come moglie. In 50-52 si narra, poi, che Aseneth diede a Giuseppe due figli, Manasse ed Efraim e di lei non si dice altro.

Come molti racconti della Genesi, la storia biblica offriva questioni notevoli, prima delle quali il perché un discendente di Giacobbe avrebbe dovuto sposare la figlia di un pagano, sacerdote e come poteva essere giustificabile. Inoltre, restava insoluto il come potevano due delle tribù eponime di Israele discendere dall'unione con un estraneo, altrimenti vietata dalla Legge mosaica. La storia di Giuseppe e Aseneth si proponeva, quindi, di rispondere ad alcune di queste domande.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I ventinove capitoli del "romanzo" di Giuseppe e Aseneth narrano la trasformazione di Aseneth da idolatra al monoteismo ebraico. Aseneth, una vergine che aveva rifiutato numerosi pretendenti meritevoli, si innamora di Giuseppe quando egli, come visir d'Egitto, visita il padre. Giuseppe, però, la respinge come una idolatra indegna.

Aseneth, a quel punto, si rinchiude in una torre, si pente della sua idolatria, confessa il suo peccato e abbraccia il Dio di Giuseppe. Mentre prega per l'accettazione da parte di Dio, riceve un visitatore angelico, che le assicura che le sue preghiere verranno esaudite e le assicura e che ora è una nuova creatura. Segue uno strano ed esteso rituale, dove, al fine di conferirle la salvezza, l'angelo divide con Aseneth un nido d'ape magico e si racconta della sua controparte celeste Metanoia (Pentimento).

Il nido d'ape, che l'angelo segna con una croce, è pieno di uno sciame di api che circonda Aseneth, dopodiché alcune delle api muoiono, mentre altre tornano al cielo. Il senso e il significato di questo episodio delle api è incerto e sembra avere una sorta di connessione a riti di iniziazione delle religioni misteriche; inoltre, non è chiaro se il coinvolgimento di una croce indichi una influenza cristiana o no.

Aseneth, promettendo di amare, onorare e obbedire a Giuseppe, è ora vista come una potenziale moglie da lui e i due si sposano, generando Efraim e Manasse. Poi, negli ultimi capitoli del libro, il figlio del faraone, innamorato di Aseneth, tenta di rapirla, persuadendo Dan e Gad ad assisterlo e uccidere Giuseppe[1]. Tuttavia, Beniamino, fratello fedele di Giuseppe, sventa il tentativo e il figlio del faraone viene ucciso. Aseneth perdona Dan e Gad e lei e Giuseppe continuano a governare l'Egitto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'inimicizia tra Giuseppe e Dan e Gad non viene raccontata altrove, né tra le tribù di cui sono eponimi, quindi non è certo il motivo per cui sono menzionati in questo modo dall'autore, a meno che non fosse dovuto a un rancore personale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Traduzione inglese a cura di David Cook dal sito The New Testament Gateway
  • (EN) Voce su earlyjewishwritings.com
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