Libro de Buen Amor

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Quinta pagina del manoscritto T dell'opera.

Il Libro de Buen Amor è un'opera del poeta spagnolo Juan Ruiz, arciprete di Hita; probabilmente composto nel 1330 e revisionato nel 1343, è formato principalmente da quartine di alessandrini, ma sono presenti anche versi di arte minore. Il titolo fu proposto per la prima volta dall'ispanista tedesco Ferdinand Wolf[1].

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto fondamentale dell'opera è che tutti gli uomini sono portati ad agire in conseguenza dell'amore e della sua forza; l'autore apporta anche esempi dalla sua stessa vita, sulla cui veridicità non si è del tutto certi: il libro rimane l'unica opera conosciuta dell'autore, e le fonti biografiche su di lui derivano quasi solamente da quest'opera.

Lo stesso concetto di amore è stato messo in discussione — è trattato sempre ambiguamente, fra il carnale e lo spirituale, ed è ben presente il tema tipicamente ispanico della barraganía, vale a dire il concubinato di parroci e preti —, tanto che a seconda della parte analizzata potrebbe identificarsi come amor cortese oppure come l'amore fra uomo e Dio.

Viene inserita, nel testo che fa da cornice, una battaglia tra don Carneval e donna Quaresima, Pasqua trionfa su don Carneval insieme a Amore. Le avventure amorose del poeta ricominciano, sebbene senza successo, per essere interrotte continuamente da parentesi didattiche, apologhi, favole, poesie liriche.

Manoscritti[modifica | modifica wikitesto]

Del libro vi sono tre manoscritti, uno dei quali contiene solo un terzo dell'opera. Il filologo Ramón Menéndez Pidal si occupò dello studio dei tre codici (siglati G, T e S) se i primi due risultano incompleti (in particolare T) il terzo pare sia integro e firmato dal copista Alfonso de Paradinas nel 1415. Il prologo in prosa è conservato solo nel codice S, che corrisponderebbe alla versione del 1343.

La stesura dell'opera è discontinua e poco organica e vi si riconoscono brani aggiunti in seguito alla sua strutturazione; le uniche parti che presentano struttura organizzata sono l'Apollonio e l'Alexandre, mentre per il resto si pensa che lo scrittore tenda a identificare il principio di organizzazione della sua opera sul piano dell'esperienza e della coscienza del vivere. L'intervento didascalico è necessario, dunque, per ricordare il bene a chi invece è trascinato dal loco amor (folle amor).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Juan García Única, Inventario de títulos dados al libro que hizo el Arcipreste de Hita, su cvc.cervantes.es. URL consultato il 12 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elisabetta Paltrinieri, La Spagna letteraria: dalle origini al XIV secolo, Roma, Carocci, 2002.

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