Questa pagina è protetta dallo spostamento
Questa pagina è protetta

Libro d'oro della nobiltà italiana (periodico)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Libro d'oro della nobiltà italiana è una pubblicazione privata contenente dati anagrafici e biografici di alcune famiglie nobili e notabili italiane, edito con periodicità irregolare sotto l'egida del Collegio araldico - Istituto araldico romano[1] dalla casa editrice individuale Roberto Colonnello Editore, di proprietà del segretario generale ereditario dell'associazione, Roberto Colonnello Bertini Frassoni [2] [3]

Si tratta di una delle diverse pubblicazioni presenti sul mercato librario sull'argomento e non va confuso con l'omonimo registro ufficiale, compilato dalla consulta araldica del Regno d'Italia.

La prima edizione di questa pubblicazione apparve a Roma nel 1910[4] a cura del Collegio araldico, per impulso del segretario Carlo Augusto Bertini, con successive edizioni ogni due o tre anni fino agli anni trenta, quando la Presidenza del consiglio dei ministri emise un decreto di inibizione all'uso del nome "Libro d'oro", in quanto era lo stesso di quello di un registro ufficiale dello Stato e ciò rischiava di ingenerare confusione nei lettori. Le edizioni del 1933-36 (stampata nel 1935) e del 1937-39 (stampata nel 1939) vennero infatti intitolate "Libro della nobiltà italiana" levando la parola "d'oro" dal titolo.

Dopo la sospensione delle pubblicazioni per le vicende belliche, tra il 1939 e il 1949, l'opera riprese tuttavia ad essere pubblicata, sempre con periodicità irregolare, con lo stesso nome del documento ufficiale[5] [6] .

Attualmente vi sono comprese quasi 1.900 famiglie trattate per esteso [7], mentre sul sito del Collegio araldico, editore apparente dell'opera, si dichiara che sono pubblicate nella stessa circa 2500 famiglie nobili, per ciascuna delle quali è presente un breve cenno storico, lo stato di famiglia aggiornato e lo stemma in bianco e nero[8]: nonostante quanto riportato sul sito in questione queste sono solo una parte delle famiglie iscritte negli elenchi ufficiali del Regno d'Italia, ossia quelle che hanno inviato al Collegio araldico il proprio stato personale aggiornato aderendo alla proposta di acquisto dell'opera; ad esse si aggiungono famiglie riconosciute dall'associazione del Corpo della nobiltà italiana, o dal Sovrano militare ordine di Malta, o dalla Repubblica di San Marino[8][9]. Alle precedenti tipologie di famiglie se ne aggiungono altre non contemplate negli elenchi ufficiali del Regno d'Italia e non riconosciute dal Corpo della nobiltà italiana, o dal Sovrano militare ordine di Malta, o dalla Repubblica di San Marino. Inoltre nell'opera sono attribuiti a varie famiglie titoli nobiliari che non compaiono negli elenchi ufficiali nobiliari italiani.[7] [5] [10]

Come si legge nelle cedole di sottoscrizione ed adesione all'opera, l'inserimento di una famiglia è subordinato all'invio dei dati da parte della famiglia stessa e alla sottoscrizione con pagamento anticipato di almeno una copia[11]. Dato che inoltre l'inserimento e l'aggiornamento periodico dei dati avviene da parte delle famiglie stesse [12], l'elenco effettivo non rispetta i criteri enunciati nella prefazione dell'opera[8] e presenta omissioni ed imprecisioni[13].

L'ultima edizione dell'opera è stata la XXIV, pubblicata nel 2010.

Il diritto a continuare le pubblicazioni è oggetto di controversia[14]

Note

  1. ^ Gian Carlo Jocteau, Nobili e nobiltà nell'Italia unita (collana Quadrante), Laterza 1997
  2. ^ Libro d'Oro
  3. ^ www.prontoimprese.it/.../giornali-e-riviste-editori%7C437423.html.
  4. ^ "Libro d'oro" su www.collegio-araldico.it
  5. ^ a b Il Conte di Torviscosa nobilta favolosa: Galleria degli antenati di domani/ Selezione araldica a cura e con i commenti di Arduino Bertoli, Araldica, Padova 1967.
  6. ^ Angelo Scordo: Cento anni di Rivista Araldica, Società Italiana di Studi Araldici (S.I.S.A.), volume 13, (Atti del 20° convivio), Torino, 2003 (contenentecenni sulla storia del Libro della nobiltà italiana)
  7. ^ a b Pier Felice degli Uberti in http://www.iagi.info/rivistaNobilta/2006/Recensioni2006-02.htm
  8. ^ a b c Libro d'oro della nobiltà italiana
  9. ^ Secondo le indicazioni presenti nell'opera, le famiglie appartenenti a questi ultimi due gruppi dovrebbero essere segnalate da un pallino, non sempre però effettivamente presente; in modo analogo agli elenchi ufficiali del 1921 e 1933 dovrebbero essere segnalate con degli asterischi solo le famiglie iscritte nel Libro d'oro ufficiale, mentre a volte lo sono anche rami e famiglie che non ottennero questo riconoscimento.
  10. ^ books.google.it/books?id=kRo0ugTRQy8C....
  11. ^ Ciò non avviene in altri repertori nobiliari e genealogici, come il Debrett's Peerage (Cyril Francis James Hankinson, My Forty Years with Debrett, R. Hale, London 1963) o il Burke's Peerage, la serie dei Gothaisches genealogisches Taschenbuch tedeschi. La pubblicazione del Collegio araldico è stata criticata per questo motivo: Arduino Bertoli, Predicati bene, razzolati male: nobilta, mafia, Araldica, Venezia 1971. BN S7883; Arduino Bertoli, Libro bianco dell'araldica italiana, Araldica, Venezia 1964. BN 648344; Matteo de Nardelli, "La successione dinastica in Casa Savoia", in Monarchia Nuova, 1986 punto 9.
  12. ^ Libro d'oro della nobiltà italiana, Roma, Collegio araldico, edizione XXIII, 2005-2009 (avvertenza, p.III)
  13. ^ Arduino Bertoli, Falsa nobiltà e libri d'oro compiacenti, Venezia, Araldica editrice, 1965 BN 66-6819.
  14. ^ Raffaele Coppola, "È guerra intorno al Libro d'Oro", in Notiziario araldico, 9 agosto 2014; Raffaele Coppola, Il Tribunale di Roma respinge la richiesta dell’editore Ettore Gallelli, in Notiziario araldico 1 agosto 2015; Francesco Alessandro Magni, "Libro d'oro della nobiltà italiana: non sussistono il diritto di privativa dello Stato italiano sulla titolazione, nè il rischio di confusione con la omonima pubblicazione privata", in Rivista del Collegio araldico, anno CXIII, giugno 2016, pp.117-134; Francesco A. Magni, "Libro d'oro della nobiltà italiana e registro della Consulta araldica: ultimo atto?", in Rivista del Collegio araldico, anno CXIV, giugno 2017, pp.95-108.

Voci correlate