Libertà dal bisogno, dalla miseria

La libertà dal bisogno, dalla miseria, ovvero il diritto a un adeguato standard di vita è uno dei diritti umani fondamentali. Esso fa parte della Dichiarazione universale dei diritti umani che fu accettata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.[1]
Antefatto
[modifica | modifica wikitesto]Il primo teorizzatore della libertà dal bisogno fu il Presidente americano Franklin D. Roosevelt: essa è una delle Quattro libertà, di cui parlò nel suo celebre discorso sullo stato dell’Unione del 6 gennaio 1941.
Secondo Roosevelt si tratta di un diritto che dovrebbe essere riconosciuto a ognuno in tutto il mondo. Roosevelt descrisse il "suo" terzo diritto come segue:[2][3]
«Il terzo è la libertà dal bisogno che, tradotta in termini internazionali, significa comprensione economica che assicuri a ogni nazione una salutare vita di pace per i suoi abitanti, dappertutto nel mondo.»
Proclamazione
[modifica | modifica wikitesto]Il diritto in questione fu proclamato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, in questi termini:
«Ognuno ha il diritto a uno standard di vita adeguato per la sua salute e il benessere per lui/lei e per la sua famiglia, compresi il diritto al cibo, al vestiario, alla casa e alle cure mediche e ai necessari servizi sociali, e il diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, disabilità, vedovanza, anzianità e altre carenze in circostanze oltre il suo controllo»
Inoltre questo principio è stato scritto, con valore cogente per gli Stati aderenti, nell'articolo 11 della Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite.
Filosofia politica
[modifica | modifica wikitesto]Per Vittorio Foa questo diritto rinvia ad una "condizione materiale": lo stato di bisogno, il quale, pregiudicando la pienezza dell'esplicazione della natura umana, rende precarie anche le altre libertà[4]. In tal senso, l'azione positiva dei poteri pubblici mira a riequilibrare il rapporto individuo-società, conseguendo un'uguaglianza sostanziale che è premessa per far entrare l'intera collettività nella vita pubblica: l'assistenza, ad esempio, «diventa espressione di una solidarietà collettiva finalizzata a che ognuno sia libero da situazioni di bisogno, convenzionalmente individuate nel mancato possesso di redditi propri superiori ai limiti previsti dalla legge»[5].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ United Nations, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
- 1 2 (EN) Roosvelt, Franklin Delano (6 gennaio 1941) The Four Freedoms, American Rhetoric
- ↑ (EN) Guðmundur S. Alfreðsson e Asbjørn Eide, The Universal Declaration of Human Rights: A Common Standard of Achievement, Martinus Nijhoff Publishers, 1999, p. 524, ISBN 90-411-1168-9.
- ↑ Vittorio Foa, «Senza la libertà dal bisogno le altre libertà sono precarie», Patria indipendente, 18 marzo 2012, p. 38.
- ↑ Francesca Paruzzo, Integrazione socio-sanitaria e “libertà dal bisogno”. Problemi di effettività, Corti supreme e salute 2022, 3, pp. 622-623.