Università degli Studi Internazionali di Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Università degli Studi Internazionali di Roma
Logo Università Studi Internazionali Roma 2016.jpg
Stato Italia Italia
Città Roma
Motto In corde sapientiae
Fondazione 1996
Tipo Privata
Facoltà Interpretariato e traduzione
Economia
Scienze politiche
Rettore Francisco Matte Bon
Studenti 1 314 (2016) [1]
Sito web www.unint.eu/

L’Università degli Studi Internazionali di Roma (o UNINT) è un istituto privato di istruzione universitaria fondato a Roma nel 1996 dall'Istituto di Studi Politici “S. Pio V”[2] con il nome di Libera Università degli Studi San Pio V, successivamente modificato nel 2010 in Libera Università degli Studi Per l'Innovazione e le Organizzazioni, o LUSPIO[2]. La denominazione attuale è del marzo 2013[2] e la gestione dell'ateneo è dal 2011 in capo alla Fondazione per la Ricerca sulla Migrazione e Integrazione delle Tecnonologie (FORMIT)[2].

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

Ha tre facoltà (Interpretariato e traduzione, Scienze politiche ed Economia), per complessivi sei corsi di laurea, e tramite convenzioni con università e organizzazioni fuori dall'Italia gli studenti iscritti hanno la possibilità di compiere periodi di formazione all’'estero. La facoltà di Interpretariato e traduzione è membro della Conferenza Internazionale permanente degli Istituti di Traduttori e Interpreti[3], mentre il suo corso di laurea magistrale è membro della rete di istituti di traduzione European Master's in Translation[4].

Valutazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base al rapporto finale dell'ANVUR 2004-2010 l'UNINT risultava al primo posto tra i piccoli, e al secondo tra tutti gli atenei, per qualità della ricerca linguistica e letteraria[5]. Da una rilevazione del Sole 24 ORE, inoltre, la UNINT risultava nel 2015, la prima università privata del Lazio[6], e la quarta a livello nazionale[6], per tasso di occupati a un anno dalla laurea[6].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 la LUSPIO fu oggetto di inchiesta giornalistica da parte del settimanale televisivo Report in ragione della relativa facilità con cui, a detta degli autori del reportage, si poteva accedere al titolo di laurea anche tramite le convenzioni di università come la LUSPIO con ministeri ed enti pubblici, che permettono di avere un percorso universitario più breve e grazie alle quali si possono convalidare esami con minor controllo rispetto alle università pubbliche[7][8], nonché al finanziamento annuo di a 1 500 000 euro, pari a circa 10 volte quello conferito ad analoghe fondazioni[9], tributato alla fondazione che fino al 2011 gestiva l'Università. L'inchiesta ministeriale che nel 2007 ne seguì aveva a oggetto la LUSPIO e altre università guidate da fondazioni riconducibili ad ambienti cattolici[10].

A seguito dell'indagine l'allora ministro dell'istruzione Fabio Mussi decretò la cessazione delle convenzioni con gli istituti universitari sotto ispezione, che provocò un crollo verticale del numero di studenti iscritti in convenzione all'ateneo (nel 2006 erano 1 600, il 90% degli iscritti totali, a fronte dei complessivi 1 300 del 2016)[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anagrafe Nazionale Studenti, su miur.it, MIUR. URL consultato il 26 maggio 2016.
  2. ^ a b c d La storia, su unint.eu, UNINT. URL consultato il 27 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
  3. ^ (EN) CIUTI - Members, Conferenza Internazionale permanente degli istituti Universitari di Traduttori e Interpreti. URL consultato il 30 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2016).
  4. ^ (EN) Universities and programmes in the EMT network, su ec.europa.eu, European Union - Translation and the European Union. URL consultato il 20 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2016).
  5. ^ Tabella 1.1: Macrosettori, Settori Concorsuali e Settori Scientifico-Disciplinari (SSD) dell'Area 10 (Scienze dell’Antichità, Filologico-Letterarie e Storico-artistiche (PDF), su anvur.org, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. URL consultato il 21 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2015).
  6. ^ a b c Gianni Trovati, La classifica delle migliori università italiane - Edizione 2015, su ilsole24ore.com, Il Sole 24 ORE. URL consultato il 20 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2016).
  7. ^ Giovanna Boursier, Regalo di laurea, in Report, RAI - Radiotelevisione italiana, 28 maggio 2006. URL consultato il 27 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2013).
  8. ^ Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Le mille stravaganze degli atenei privati, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2006. URL consultato il 27 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2016).
  9. ^ Simona Casalini, Negli atenei fortezza dei teocon, in la Repubblica, 24 maggio 2007. URL consultato il 27 maggio 2016.
  10. ^ Anna Maria Liguori, Lauree facili, ora scatta l’inchiesta, in la Repubblica, 5 settembre 2007. URL consultato il 27 maggio 2016.
  11. ^ Sandro Magister, San Pio chiama Sant’Egidio, in L'Espresso, 12 giugno 2008. URL consultato il 27 maggio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN303835911