Liber Figurarum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Liber Figurarum (Il Libro delle Figure) è un codice miniato che raccoglie delle figure illustranti il pensiero teologico dell'abate calabrese Gioacchino da Fiore, vissuto nel XII secolo.

Il libro delle figure dell'abate Gioacchino da Fiore, a cura di Leone Tondelli & C., ed. '90

Il codice[modifica | modifica wikitesto]

Del codice si conoscono tre esemplari presenti rispettivamente presso il St. Anne's College[1] di Oxford in Inghilterra, un museo di Dresda[1] in Germania e presso la Biblioteca del seminario di Reggio Emilia, quest'ultimo scoperto dallo studioso italiano Leone Tondelli nel 1937[2].

Il codice più antico è quello di Oxford, scoperto dalla storica britannica Marjorie Reeves nel 1942, mentre gli altri sono più recenti.

Il Liber figurarum è citato come opera di Gioacchino da Fiore nella Cronica di Salimbene de Adam da Parma, risalente al sec. XIII, e dopo questa citazione se ne sono perse le tracce, fino al ritrovamento nel sec. XX.

La prerogativa del codice è quella di contenere delle immagini miniate[2], non comunemente presenti nei codici del tempo che presentavano invece dei ricchi capilettera.

Le immagini presenti nel codice sono state concepite per rendere maggiormente comprensibile il pensiero gioachimita[2], in un'epoca di oscurantismo come il basso medioevo in cui l'opera venne redatta.

Risulta evidente che per la sua stesura abbiano dovuto lavorare anche dei miniatori oltre che degli amanuensi[2].

Del Liber figurarum come fonte della Divina Commedia di Dante Alighieri si sono occupati dettagliatamente gli studiosi Leone Tondelli e Antonio Piromalli e altri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]