Li Si

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Li Si[1] (cinese: 李斯; pinyin: Lǐ Sī; Wade-Giles: Li Ssu) (Shangcai, 280 a.C.Xianyang, 208 a.C.) fu l'influente primo ministro (o cancelliere) dello stato feudale ed il seguito della dinastia di Qin, fra il 246 a.C. ed il 208 a.C..

Famoso legista e noto calligrafo, Li Si servì due sovrani: Qin Shi Huang, re di Qin ed in seguito il primo imperatore della Cina, e suo figlio, Qin Er Shi.[2] Potente ministro, ebbe un'importanza centrale nelle politiche dello stato, incluse quelle sulle conquiste militari, sulla centralizzazione draconiana del controllo statale, sulla standardizzazione dei pesi, delle misure e della scrittura, e della persecuzione del confucianesimo e degli oppositori del legalismo. Fornì un notevole apporto all'unificazione della scrittura cinese: determinò la riduzione degli ideogrammi da circa 5000 a circa 2000. Reagì alle critiche contro questo processo di unificazione proponendo la distruzione di tutti i libri che difendevano il ritorno al passato[3].

La sua amministrazione della Cina è vista da molti come una delle primissime forme di totalitarismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'onomastica cinese il cognome precede il nome. "Li" è il cognome.
  2. ^ Sima Qian, Memorie storiche
  3. ^ Fernando Bàez, Storia universale della distruzione dei libri, ed. Viella, Roma, 2007.

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