Lev Semënovič Vygotskij

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Lev Semënovič Vygotskij

Lev Semënovič Vygotskij in russo: Лев Семёнович Выго́тский[?] (Orša, 17 novembre 1896Mosca, 11 giugno 1934) è stato uno psicologo sovietico, padre della scuola storico-culturale.

Vygotskij è stato definito dal filosofo Stephen Toulmin il «Mozart della psicologia»[1][2]. Solo negli anni ottanta è cominciata una ricostruzione critica dell'opera di Vygotskij[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Vygotskij nacque il 17 novembre (5 novembre nel calendario giuliano) 1896 ad Orsha (in Bielorussia) da una famiglia di ebrei benestanti. Maturato al Ginnasio di Gomel, si iscrisse nel 1913 alla facoltà di giurisprudenza dell'Università statale di Mosca, dove si laureò nel 1917. Possiamo identificare tre fasi che hanno caratterizzato l'attività scientifica di Vygotskij:

In una prima fase, dal 1915 e il 1927, Vygotskij si occupò principalmente di critica letteraria e Psicologia dell'arte e iniziò ad interessarsi all'applicazione della psicologia nell'educazione. Fra le opere più importanti risalenti a questo periodo ricordiamo La tragedia di Amleto (1916), e Psicologia dell'arte (1925). Il 6 gennaio 1924 Vygotskij ebbe modo di leggere una sua relazione, intitolata Metodologia della ricerca riflessologica e psicologica, ad un importante congresso panrusso di pedagogia, psicologia, psiconeurologia, suscitando molto interesse nel pubblico presente. La notorietà derivante da tale evento fu di tale entità che lo stesso anno fu invitato a trasferirsi a Mosca, insieme alla moglie Roza Smechova, per lavorare all'Istituto di Psicologia, dove conobbe Aleksej Leont'ev e Aleksandr Lurija. Nel 1925 Vygotskij tenne la conferenza La coscienza come problema psicologico del comportamento, il cui testo divenne il manifesto della Scuola storico-culturale di cui Vygotskij è considerato il fondatore. Nello stesso anno divenne direttore del Dipartimento per l'Istruzione dei Bambini Handicappati e in seguito anche dell'Istituto di Difettologia.

In una seconda fase, dal 1928 al 1931, da Vygotskij affrontò il problema della storicità delle funzioni psichiche con una serie di analisi critiche sulle teorie fisiologiche e psicologiche del tempo. L'opera più rilevante di questo periodo è la monografia Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori, terminata di scrivere nel 1931. In questo periodo Vygotskij diresse il laboratorio di psicologia all'Accademia dell'educazione comunista.

Nell'ultima fase, dal 1932 al 1934, Vygotskij si occupò di varie tematiche di psicologia, in particolare delle emozioni. Una monografia che ha avuto recente pubblicazione è Teoria delle emozioni (1982). Morì di tubercolosi l'11 giugno 1934. Fra le più importanti opere pubblicate dopo la sua morte: Pensiero e linguaggio (1934), considerato il capolavoro di Vygotskij.

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]

L'idea centrale della prospettiva di Vygotskij è che lo sviluppo della psiche è guidato e influenzato dal contesto sociale, quindi dalla cultura del particolare luogo e momento storico in cui l'individuo si trova a vivere e che provoca quindi delle stimolazioni nel bambino, e si sviluppa tramite "strumenti" (come il linguaggio) che l'ambiente mette a disposizione.

Per Jean Piaget la pressione dell’ambiente non ha effetto sul sistema nervoso (il bambino impara interagendo da sé sugli oggetti) mentre per Vygotskij è l’ambiente culturale a consentire lo sviluppo cognitivo. Il salto qualitativamente superiore delle abilità cognitive avviene secondo Vygotskij tramite età stabili ed età critiche, la relazione fra queste consente lo sviluppo cognitivo. Le età stabili sono quei periodi di vita in cui i cambiamenti sono minimi ma che con l’accumularsi portano alla creazione di età critiche che consentono il passaggio allo stadio successivo. Queste crisi sono importanti perché se superate correttamente garantiscono uno sviluppo cognitivo corretto nel bambino.

La psiche non è altro che il riflesso delle condizioni materiali, le quali possono essere modificate e trasformate in prospettiva di un fine concreto. Vygotskij accetta l'ipotesi che la struttura base dei processi psichici sia la sequenza stimolo-reazione, ma in merito a processi psichici superiori (il livello delle funzioni intellettive) inserisce un nuovo elemento: lo stimolo mezzo.

Lo stimolo-mezzo è uno stimolo "creato" dall'uomo; è utilizzato per instaurare un nuovo rapporto stimolo-risposta e promuovere lo svolgimento del comportamento in una direzione diversa. In particolare egli studia l'importanza dell'uso di strumenti e simboli nello sviluppo umano come stimoli-mezzo.

L'esempio più celebre con cui Vygotskij illustra il concetto di stimolo-mezzo è quello del fazzoletto: se una persona deve ricordarsi di svolgere una mansione, può fare un nodo su un fazzoletto; il nodo è uno stimolo-mezzo, che media il rapporto tra il dovere di compiere una mansione e l'azione-risposta. Il comportamento umano non è quindi per Vygotskij la semplice interazione fra stimoli e risposte, ma è mediato da stimoli-mezzo, i quali possono essere strumenti esterni (il nodo del fazzoletto), ma anche strumenti acquisiti dall'ambiente sociale e interiorizzati.

In virtù di tale caratteristica i processi psichici superiori (pensiero, linguaggio, memoria) non hanno un'origine naturale, ma sociale e li si può comprendere solo prendendo in considerazione la storia sociale.

La zona di sviluppo prossimale[modifica | modifica sorgente]

Nella teoria di Lev Vygotskij la zona di sviluppo prossimale (ZSP) è un concetto fondamentale che serve a spiegare come l'apprendimento del bambino si svolga con l'aiuto degli altri. La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore. Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (la ZSP, appunto). Questi problemi potranno infatti essere risolti dal bambino aiutato da un esperto (l'educatore, un adulto o anche un pari con maggiori competenze in quel campo), ma non dal bambino che non riuscirebbe ad affrontarli da solo (in quel caso saremmo all'interno della zona di sviluppo attuale). Se il processo è impostato correttamente, la zona di sviluppo attuale del bambino si amplia, includendo quella che in precedenza era la zona di sviluppo prossimale, in altre parole egli diventa capace di eseguire autonomamente un compito che prima non sapeva eseguire. All'esterno della zona di sviluppo attuale si crea una nuova zona di sviluppo prossimale.

Sull'area di sviluppo prossimo ("prossimo" è la traduzione adottata da Luciano Mecacci nella sua versione di "Pensiero e linguaggio" di Vygotskij, per i motivi indicati nel "Lessico vygotskijano" premesso al testo vygotskijano) si può ascoltare la recente intervista a Luciano Mecacci realizzata dalla rivista "Psicologia e scuola": http://www.giuntiscuola.it/psicologiaescuola/psicologia/intervista-a-luciano-mecacci/

Vygotskij e la censura stalinista[modifica | modifica sorgente]

Con la Rivoluzione russa (1917) si verificò una profonda trasformazione nella cultura e nella scienza russa. Anche la psicologia doveva essere trasformata ed edificata su nuove basi alla luce del materialismo storico. Nei primi anni trenta, Vygotskij fu vittima della repressione politica che avvenne durante il regime stalinista. Nel 1936 il decreto del Comitato centrale del PCUS, condannò la psicologia perché si richiamava a valori borghesi, utilizzava test intellettivi e proponeva una prassi meccanica dello sviluppo psichico e della prassi educativa. Dal 1936 al 1950 le opere di Vygotskij vennero bandite.

Vygotskij e l'Occidente[modifica | modifica sorgente]

Nella prima metà del XX secolo l'attenzione in Occidente era rivolta soprattutto a Jean Piaget. L'attività di Vygotskij era praticamente sconosciuta. Solo negli anni sessanta si è verificata una riscoperta delle sue opere, in particolare grazie alla traduzione americana - seppure parziale - di Pensiero e linguaggio nel 1962, con prefazione di J. S. Bruner e i commenti di J. Piaget.

Ad ostacolare la conoscenza di Vygotskij è stata soprattutto la difficoltà di reperire le sue opere, alcune delle quali sono rimaste inedite fino agli anni '80. Molte edizioni di Pensiero e linguaggio, stampate in questo periodo, erano sintetiche, agili e facilmente comprensibili, pur a scapito del testo e del contenuto. Solo intorno agli anni '90 hanno iniziato a diffondersi nuove edizioni, relativamente complete e fedeli al testo. La prima edizione integrale di Pensiero e linguaggio al livello internazionale fu quella curata nel 1990 da Luciano Mecacci. Questa traduzione si basava per la prima volta sulla prima edizione russa del 1934, permettendo così di individuare i tagli e le censure effettuati sulle ristampe russe del 1956 (su cui si erano basate le varie traduzioni occidentali precedenti) e del 1982. Attualmente L. Mecacci, assieme allo psicologo A. Yasnitsky, sta lavorando a un progetto per una edizione critica russa e inglese di Pensiero e linguaggio[3].

La prospettiva di Vygotsky ha influenzato lo sviluppo della psicologia contemporanea ed in particolare di molte teorie importanti in ambito educativo quali: il modello ecologico di Urie Bronfenbrenner, la Teoria dell'attività, ecc.

Forti influenze di Vygotsky possono essere rintracciate in Jerome Bruner, Michael Cole, James Wertsch, Sylvia Scribner, Vera John-Steiner, Ann Brown, Courtney Cazden, Gordon Wells, René van der Veer, Jaan Valsiner, Pentti Hakkarainen, Seth Chaiklin, Alex Kozulin, Nikolai Veresov, Anna Stetsenko, Kieran Egan, Fred Newman, David McNeill, Lois Holzman. In Italia si sono particolarmente interessati dell'opera di Vygotskij gli psicologi Luciano Mecacci e Maria Serena Veggetti.

Edizioni in italiano delle opere di Vygotskij[modifica | modifica sorgente]

  • Pensiero e linguaggio, Firenze, Giunti-Barbera, 1954.
  • Psicologia e pedagogia, con Aleksandr Romanovič Lurija e Aleksej Nikolaevic Leontʼev, Roma, Editori Riuniti, 1969.
  • Immaginazione e creatività nell'età infantile, Roma, Editori Riuniti, 1972; 1990. ISBN 88-359-3407-9.
  • Psicologia dell'arte, Roma, Editori Riuniti, 1972.
  • Lo sviluppo psichico del bambino, Roma, Editori Riuniti, 1973.
  • La tragedia di Amleto, Roma, Editori Riuniti, 1973.
  • Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori e altri scritti, Firenze, Giunti-Barbera, 1974; 2009. ISBN 978-88-09-74250-5.
  • Il processo cognitivo, Torino, Boringhieri, 1980.
  • Antologia di scritti, Bologna, Il mulino, 1983. ISBN 88-15-00027-5.
  • Fondamenti di difettologia, Roma, Bulzoni, 1986.
  • Lezioni di psicologia, Roma, Editori Riuniti, 1986. ISBN 88-359-2965-2.
  • La scimmia, l'uomo primitivo, il bambino. Studi sulla storia del comportamento, con Aleksandr Romanovič Lurija, Firenze, Giunti, 1987. ISBN 88-09-20001-2.
  • Pensiero e linguaggio. Ricerche psicologiche, edizione integrale a cura di L. Mecacci, Roma-Bari, Laterza, 1990. ISBN 88-420-3588-2.
  • Strumento e segno nello sviluppo del bambino, con Aleksandr Romanovič Lurija, Roma-Bari, Laterza, 1997. ISBN 88-420-5174-8.
  • Psicologia pedagogica. Manuale di psicologia applicata all'insegnamento e all'educazione, Gardolo, Trento, Erickson, 2006. ISBN 88-7946-850-2.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Gentile, Giornale critico della filosofia italiana, pag. 188
  2. ^ Mauro Maldonato (a cura di), L'universo della mente, pag. 76
  3. ^ Mecacci, L., & Yasnitsky, A. (2011). Editorial Changes in the Three Russian Editions of Vygotsky's Thinking and Speech (1934, 1956, 1982): Towards Authoritative and Ultimate English Translation of the Book. PsyAnima, Dubna Psychological Journal, 4(4), 159-187

Bibliografia in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. La piccola Treccani: Dizionario enciclopedico - Istituto della Enciclopedia italiana. Roma. 1995-1997
  • Luigia Camaioni, Paolo Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Bologna, Il Mulino, 2002. ISBN 88-15-08805-9.
  • Luigia Camaioni (a cura di), Psicologia dello sviluppo del linguaggio, Bologna, Il Mulino, 2001. ISBN 88-15-08093-7.
  • Luigia Camaioni, Manuale di psicologia dello sviluppo, Bologna, Il Mulino, 1993. ISBN 88-15-03849-3; 1999. ISBN 88-15-07136-9.
  • Olga Liverta Sempio, Vygotskij, Piaget, Bruner. Concezioni dello sviluppo, Milano, Raffaello Cortina, 1998. ISBN 88-7078-480-0; 1999.
  • Luciano Mecacci, Cervello e storia, Roma, Editori Riuniti, 1977.
  • Luciano Mecacci, Storia della psicologia del Novecento, Roma-Bari, Laterza, 1992.
  • Luciano Mecacci, Manuale di storia della psicologia, Firenze, Giunti, 2008. ISBN 978-88-09-03078-7.

Bibliografia in inglese[modifica | modifica sorgente]

  • Wertsch, J. V. (1985). Vygotsky and the Social Formation of Mind, Harvard University Press, Cambridge, Mass., and London.
  • Kozulin, A. (1990). Vygotsky's Psychology: A Biography of Ideas. Cambridge, MA: Harvard University Press.
  • Van der Veer, R., & Valsiner, J. (1991). Understanding Vygotsky. A quest'for synthesis. Oxford: Basil Blackwell.
  • Newman, F. & Holzman, L. (1993). Lev Vygotsky: Revolutionary scientist. London: Routledge.
  • Van der Veer, R., & Valsiner, J. (Eds.) (1994). The Vygotsky Reader. Oxford: Blackwell.
  • Daniels, H. (Ed.) (1996). An Introduction to Vygotsky, London: Routledge.
  • Vygodskaya, G. L., & Lifanova, T. M. (1996/1999). Lev Semenovich Vygotsky, Journal of Russian and East European Psychology, Part 1, 37 (2), 3-90; Part 2, 37 (3), 3-90; Part 3, 37 (4), 3-93, Part 4, 37 (5), 3-99.
  • Veresov, N. N. (1999). Undiscovered Vygotsky: Etudes on the pre-history of cultural-historical psychology. New York: Peter Lang.
  • Daniels, H., Wertsch, J. & Cole, M. (Eds.) (2007). The Cambridge Companion to Vygotsky

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 66476809 LCCN: n83062700