Lettere claudiane

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Le lettere claudiane furono tre nuove lettere che l'imperatore Claudio (41–54 d.C.) tentò di introdurre nell'alfabeto latino alla fine della propria censura (47-48 d.C.). Probabilmente l'imperatore volle emulare la riforma ortografica dell'antenato Appio Claudio Cieco[1]. A differenza della riforma di quest'ultimo, tuttavia, quella imperiale verrà abbandonata subito dopo la morte del suo autore.[2][3]

Le lettere[modifica | modifica wikitesto]

Le tre lettere introdotte dall'Imperatore Claudio.
Cippo del pomerium da Claudio. Ultima linea (ampliavit terminavitque) scritta col lettera claudiana digamma inversum [4]
  • Un segno (digamma inversum), usato per trascrivere il suono consonantico /w/, da sempre indistinto dalla vocale /u/ nell'alfabeto latino, entrambe scritte V (più tardi u nelle scritture minuscole onciali). L'uso verrà recuperato in epoca medievale, per trascrivere il suono presente nelle lingue germaniche, dove sarà però indicato con w.
  • Un segno (littera h dimidia), corrispondente alla metà sinistra della lettera H, usato per trascrivere il cosiddetto sonus medius, cioè un suono intermedio tra I e V/U, come nella parola optimus/optumus.
  • il segno Ɔ (antisigma), per sostituire i suoni BS e PS (per esempio in parole come urbs o ipse), di cui non si conoscono attestazioni.[5] Il grafema è frutto infatti di una ricostruzione degli studiosi, con opinioni discordanti.

Unicode[modifica | modifica wikitesto]

Le lettere sono disponibili a partire dalla versione 5.0.0 di Unicode. In particolare:

Descrizione Lettera Unicode HTML Script
F MAIUSCOLA INVERSA
F MINUSCOLA INVERSA

U+2132
U+214E
Ⅎ
ⅎ
Latino
NUMERALE ROMANO (CENTO) GIRATO
C MINUSCOLA LATINA GIRATA

U+2183
U+2184
Ↄ
ↄ
Latino
H CAPITALE MAIUSCOLA DIMEZZATA
H MINUSCOLA DIMEZZATA

U+2C75
U+2C76
Ⱶ
ⱶ
Latino

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ryan, F., Some Observations on the Censorship of Claudius and Vitellius, A.D. 47-48., in American Journal of Philology (The American Journal of Philology., vol. 114.4, JSTOR 295428, 1983.
  2. ^ Horst Blanck, Il libro nel mondo antico, pp. 26.
  3. ^ Tacito, 41.11,14., in Annali.
  4. ^ CIL VI, 01231c
  5. ^ Svetonio, 41.8, in Vita di Claudio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mandruzzato, Enzo. I segreti del latino. Mondadori. Milano, 1991.
  • Morani, Moreno. Introduzione alla linguistica latina. Lincom Europa, 2000.
  • Black, Horst. Il libro nel mondo antico, Pegaso, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]