Letteratura friulana

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La letteratura friulana raccoglie l'insieme delle opere letterarie prodotte in Friuli e scritte in lingua friulana, dalla sua nascita ai giorni nostri.

Dalle origini al Cinquecento[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze dell'uso della lingua friulana si hanno in alcuni documenti dl XIII e XIV secolo, mentre nel XV secolo inizierà la stampa dei primi documenti, tuttavia con grafie diverse tra loro, in quanto non ancora standardizzate. Nel Cinquecento friulano si assiste alla vicenda di Menocchio, in arte Domenico Scandella, popolano condannato dall'inquisizione come eretico per le sue teorie sul cristianesimo e sulla sua concezione del mondo. Nonostante la mancanza di suoi testi scritti, fu un personaggio di grande importanza in campo letterario, e condizionò molti posteri. In seguito, infatti, fu anche fondato nella città natale, Montereale Valcellina, il circolo culturale con l'omonimo nome.

Seicento[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo si hanno come testimonianza dell'attività letteraria friulana le poesie di Ermes di Colloredo.

Settecento[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal settecento i preti delle diocesi stanziate in Friuli iniziano a fare sermoni nelle varietà friulane locali per farsi comprendere meglio dalla popolazione.

Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura del Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni di questo secolo occorre citare Vittorio Cadel e Bindo Chiurlo, mentre tra gli autori più illustri del secondo dopoguerra compare Pier Paolo Pasolini, il quale fondò nel 1945 l'Academiuta di lenga furlana, quale conseguenza del felibrismo nato in Francia nell'Ottocento. Di questo autore bisogna ricordare soprattutto la raccolta La meglio gioventù.

Autori di questo periodo sono anche: Novella Cantarutti, Leone Comini, Amedeo Giacomini, Alberto Picotti ed Ida Vallerugo.

Personaggi che hanno influito nella diffusione della letteratura friulana sono: Ugo Pellis, che fu uno dei fondatori della Società filologica friulana, mentre Pier Antonio Bellina (detto Pre Toni) e Francesco Placereani (detto Pre Checco Placeran) ebbero un ruolo importante nella produzione di testi, poesie ed articoli in friulano, traduzione dall'italiano e nella creazione dell'identità friulana nel periodo attuale.

Nel periodo contemporaneo occorre citare il nome di Pierluigi Cappello, il quale ha tradotto in friulano diverse opere, e Federico Tavan, poeta andreano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]