Lettera a Pitocle

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Lettera a Pitocle
Altri titoli Lettera sui fenomeni celesti
Epicurus-PergamonMuseum.png
Busto di Epicuro (Pergamonmuseum, Berlino)
Autore Epicuro
1ª ed. originale III secolo a.C.
Genere epistola
Sottogenere filosofica
Lingua originale greco antico
Personaggi Epicuro, Pitocle

La Lettera a Pitocle è la terza delle epistole del filosofo greco Epicuro conservatesi nel corso della tradizione delle sue opere.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Nella lettera a Pitocle, Epicuro illustra alcune teorie astronomiche come la causa delle eclissi e il perché del variare della durata del e della notte durante l'anno, con spiegazioni modernissime e vicine a quelle dimostrate solo millenni più tardi.[1]

Caratteristica tipica di questa come delle altre lettere di Epicuro è l'assenza totale del divino e degli dei come origine dei fenomeni astronomici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Abbagnano, Storia della Filosofia - Volume 1, UTET Università

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altre epistole dottrinali di Epicuro: