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Lepisosteiformes

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Lepisosteiformes
Lepisosteus oculatus
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
(clade)Ginglymodi
OrdineLepisosteiformes
Hay, 1929
Sottogruppi
  • Vedi testo

Lepisosteiformes è un ordine di pesci attinotterigi ed è l'unico ordine con rappresentanti viventi del clado Ginglymodi. I suoi unici membri attuali sono i lucci alligatore (famiglia Lepisosteidae), ed è definito come l'insieme di tutti i membri dei Ginglymodi più strettamente imparentati con i lucci alligatore che non con i Semionotiformes, l'altro grande raggruppamento di ginglimodi estinti. È uno dei due ordini viventi dell’infraclasse Holostei, insieme agli Amiiformes (oggi rappresentati solo dall'amia).[1] Sebbene attualmente rappresentati solo da due generi viventi diffusi in America settentrionale, i Lepisosteiformes sono un gruppo antico, noto fin dal Giurassico inferiore, con una distribuzione passata molto più ampia, essendo presenti in quasi tutti i continenti. I membri estinti mostrano una notevole diversità morfologica rispetto ai lucci alligatore moderni, da forme simili alle attuali come gli Obaichthyidae a forme morfologicamente più vicine ai Semionotiformes come i Lepidotidae, un tempo classificati tra questi ultimi.[2][3]

Il più antico lepisosteiforme conosciuto è il marino Lepidotes, del Giurassico inferiore della Germania, che condivide in gran parte il piano corporeo originario dei Ginglymodi, comune anche ai Semionotiformes.[1] Tuttavia, le stime filogenetiche indicano che i lepisosteiformi si sarebbero separati dai parenti più prossimi già nel Triassico medio. Il membro più basale noto è Khoratichthys, del Giurassico superiore o del Cretaceo inferiore della Thailandia, il cui lignaggio si sarebbe separato dal resto del gruppo già nel Triassico superiore.[4] Altri studi identificano invece Neosemionotus (Cretaceo inferiore dell'Argentina) come il più basale, con una divergenza nel Giurassico inferiore.[5]

Numerosi lepisosteiformi antichi sono noti dal Giurassico superiore e Cretaceo inferiore di Thailandia e Laos, suggerendo che il sud-est asiatico sia stato un centro importante per l’evoluzione iniziale del gruppo, dominando gli ecosistemi d'acqua dolce della regione.[4]

Si ritiene che, come per altri ginglymodi basali e i Semionotiformes, i primi lepisosteiformi fossero marini e abbiano colonizzato le acque dolci indipendentemente più volte: prima nei Lepidotidae e poi nei Lepisosteoidei. Due colonizzazioni d'acqua dolce sembrano aver avuto luogo tra i lepisosteoidi: una nel sud-est asiatico e una nell’antico Gondwana occidentale (coinvolgendo gli Obaichthyidae, stretti parenti dei lucci alligatore).[5]

L’ecologia del gruppo, inclusi i membri estinti, era molto più diversificata rispetto a quella dei lucci alligatore moderni. I Lepidotidae ad esempio avevano corpi massicci e mascelle potenti con denti arrotondati, ideali per frantumare conchiglie (comportamento noto come durofagia), come nel caso del grande Scheenstia (fino a 2 metri di lunghezza).[6]

Classificazione

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  1. ^ a b López-Arbarello, Adriana. 2012. Phylogenetic Interrelationships of Ginglymodian Fishes (Actinopterygii: Neopterygii). PLOS ONE, vol.7, n.7.
  2. ^ López-Arbarello, Adriana. 2012. Phylogenetic Interrelationships of Ginglymodian Fishes (Actinopterygii: Neopterygii). PLOS ONE, vol.7, n.7
  3. ^ Grande, Lance. 2010. An empirical synthetic pattern study of gars (Lepisosteiformes) and closely related species, based mostly on skeletal anatomy. The resurrection of Holostei. Copeia, vol. 10, n. 2A, 1–871
  4. ^ a b Deesri, U.; Jintasakul, P.; Cavin, L. (2016). "A new Ginglymodi (Actinopterygii, Holostei) from the Late Jurassic–Early Cretaceous of Thailand, with comments on the early diversification of Lepisosteiformes in Southeast Asia". Journal of Vertebrate Paleontology. 36 (6): e1225747.
  5. ^ a b Cavin, Lionel; Deesri, Uthumporn; Olive, Sébastien (2019). "Scheenstia bernissartensis (Actinopterygii: Ginglymodi) from the Early Cretaceous of Bernissart, Belgium, with an appraisal of ginglymodian evolutionary history". Journal of Systematic Palaeontology. 18 (6): 513–527. doi:10.1080/14772019.2019.1634649. ISSN 1477-2019. S2CID 199631685.
  6. ^ Cawley, John J.; Marramà, Giuseppe; Carnevale, Giorgio; Villafaña, Jaime A.; López‐Romero, Faviel A.; Kriwet, Jürgen (2021). "Rise and fall of †Pycnodontiformes: Diversity, competition and extinction of a successful fish clade". Ecology and Evolution. 11 (4): 1769–1796. doi:10.1002/ece3.7168. ISSN 2045-7758. PMC 7882952. PMID 33614003.

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