Leonessa

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Leonessa
comune
Leonessa – Stemma Leonessa – Bandiera
Leonessa – Veduta
Piazza VII Aprile, la piazza principale di Leonessa
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoGianluca Gizzi (lista civica Leonessa di tutti) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate42°34′06.78″N 12°57′35.86″E / 42.56855°N 12.95996°E42.56855; 12.95996 (Leonessa)Coordinate: 42°34′06.78″N 12°57′35.86″E / 42.56855°N 12.95996°E42.56855; 12.95996 (Leonessa)
Altitudine969 m s.l.m.
Superficie204,04 km²
Abitanti2 354[1] (31-8-2017)
Densità11,54 ab./km²
FrazioniVedi Frazioni
Comuni confinantiCantalice, Cascia (PG), Cittareale, Ferentillo (TR), Micigliano, Monteleone di Spoleto (PG), Poggio Bustone, Polino (TR), Posta, Rivodutri
Altre informazioni
Cod. postale02016
Prefisso0746
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057033
Cod. catastaleE535
TargaRI
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantileonessani
Patronosan Giuseppe da Leonessa
Giorno festivo4 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leonessa
Leonessa
Leonessa – Mappa
Posizione del comune di Leonessa nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Leonessa è un comune italiano di 2 354 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.

Fondata nel 1278, appartenuta all'Abruzzo e alla provincia dell'Aquila per più di sei secoli, fino al passaggio nel Lazio avvenuto nel 1927[2][3], è una cittadina dalla vocazione turistica sia estiva (nel campo del turismo culturale) che invernale (grazie alla stazione sciistica di "Campo Stella" posta sul versante settentrionale del monte Terminillo), insignita della bandiera arancione.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta invernale dalle cime circostanti

Il comune, il più vasto per estensione territoriale del Centro Italia tra quelli situati sopra i 900 m s.l.m. e, in assoluto, il secondo più vasto della provincia di Rieti, è posto nel Lazio settentrionale, lungo il versante settentrionale del Terminillo e la Val Leonina (o Vallonina) discendente dalla Sella di Leonessa, allungandosi poi sull'omonimo altopiano di Leonessa fino al confine con l'Umbria con il territorio del comune di Monteleone di Spoleto e Cascia.

Nel territorio comunale si eleva anche il monte di Cambio (2.081 m s.l.m.), il Monte I Porcini (1.981,6 m), il Colle Tavola (1969.9 m), il Colle Prato Pecoraro (1.817,2 m), il Monte San Venanzio (1.800,7 m), il Monte Costa Acera (1.791,5 m), il Monte Tilia (1.775 m), il Monte Arcioni (1.754,8 m), il Colle Leprino (1.747,1 m), il Monte Caromano (1.706,7 m), il Forca di Fao (1.662,6 m), il Collelungo (1.651,9 m), il Monte Fazzolettone (1.621,7 m), il Monte Nocella (1.618,7 m), il Monte Lepre (1.564,7 m) e vi scorre il fiume Corno.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Leonessa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Pietro in un disegno di Edward Lear dell'ottobre 1844 (conservato nello Yale Center For British Art di New Haven)

Leonessa fu fondata nel 1278 con la fusione di vari castelli preesistenti, nell'altipiano alle falde del monte Tilia. Ai margini settentrionali dell'altopiano si fissò, già sul finire del XII secolo, la linea pedemontana di confine tra Stato della Chiesa e Regno di Sicilia, ad ognuno dei quali fece capo un gruppo di castelli. Tale fondazione va inquadrata nei procedimenti di sinecismo o di incastellazione che, soprattutto in Abruzzo nei secoli XIII-XIV furono all'origine di molti agglomerati.

Nei secoli XV-XVI fiorirono le industrie, principalmente quella laniera, che trovò sbocchi in numerosi centri commerciali, dai mercati di Farfa a quelli di Ascoli Piceno. In seguito l'arte della lana volse al declino, pur continuando ad assorbire una considerevole parte dell'artigianato locale. Nel corso del '500 Leonessa venne infeudata a Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, la quale la portò in dote ai Farnese.

La situazione economica ebbe un grave colpo in seguito ai violenti terremoti del 1703, nei quali rimasero distrutti molti edifici pubblici e numerose frazioni. Tuttavia, nel 1737 e poi nel 1746, pur afflitta da gravi ristrettezze economiche, Leonessa visse la sua ora di trionfo con la beatificazione e la canonizzazione del leonessano Eufranio Desideri, Giuseppe frate cappuccino.

Fino al 1860 fu un comune compreso nel Regno delle Due Sicilie, fino a quando non fu occupato dal Regno di Sardegna, che nel 1861 prese il nome di Regno d'Italia. Già prima libera università. Nel 1927 passò dalla provincia dell'Aquila, ricompresa nello storico circondario di Cittaducale, a quella neoistituita di Rieti, appartenente al Lazio anziché all'Abruzzo.

Monumento ai Martiri del 7 aprile 1944

Durante la seconda guerra mondiale dopo l'8 settembre, la zona di Leonessa fu interessato da un forte movimento partigiano, e il 16 marzo 1944 il paese e le frazioni circostanti vennero occupate dai partigiani della Brigata Garibaldi "Antonio Gramsci", e inglobate in una zona libera che andava dalla Valnerina a Norcia e a Leonessa, con al centro Cascia. A ciò seguì una forte reazione da parte dell'esercito tedesco, che attaccò in forze la zona. Leonessa pagò un alto prezzo di sangue, quando tra il 2 e il 7 aprile si susseguirono una serie di stragi (la Strage di Leonessa) in cui vennero trucidati 51 civili, tra cui il parroco Don Concezio Chiaretti.

Terremoti[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è stata colpita più volte da violenti terremoti.

Il primo, avvenuto a soli vent'anni dalla fondazione della città, fu il terremoto del reatino del 1298, che ebbe epicentro nei pressi di Leonessa e la colpì gravemente, distruggendo in parte la chiesa di San Francesco e l'annesso convento (oggi sede del Museo Civico). Ad esso fece seguito un secondo terremoto ai primi di dicembre del 1315.

Nel 1454 un nuovo terremoto danneggiò la cittadina.

Il terremoto dell'Aquila del 1703 fu distruttivo: nel territorio leonessano furono rasi al suolo numerosi villaggi e rimasero uccise 800 persone.

Il terremoto del 1979 della Valnerina ha causato diversi danni anche significativi, ma senza vittime come anche quello di Colfiorito del 1997.

Anche il terremoto del 2016 di Amatrice-Arquata del Tronto-Accumoli non ha causato vittime, ma solo danni superficiali ad alcune case nonostante la vicinanza con l'epicentro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vista della piazza VII Aprile con la fontana Farnesiana
Il seminterrato di Palazzo Mongalli

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana Farnesiana o Margaritiana: fontana rinascimentale posta al centro di piazza VII Aprile. Fu voluta da Ottavio Farnese, assieme a Margherita d'Austria nel 1552, costruita da maestro Nicola De Joanni. Ha pianta ottagonale con vasca divisa in quattro lati, abbellita da stemmi ed elementi a nastro. Il balaustro centrale ottagonale è ornato da stemmi e delfini, nonché da mascheroni.
  • Fonte della Ripa: fontana del XII secolo, caratterizzata da una forma ad arco a tutto sesto.[4]
  • Palazzo Mongalli: risalente al XV-XVI secolo,[4] è sito in piazza VII Aprile ed è sede del municipio e della pro loco.
  • Palazzo Ettore, costruito tra il XVII e il XVIII secolo, che costituisce il più ampio tra i palazzi del paese.[4]
  • Palazzo Bisini (XVI secolo).[4]
  • Palazzo Morelli (XVI secolo).[4]
Porta Spoletina
I ruderi della Torre Angioina
  • Palazzo Vanni, decorato da un notevole portale del XVIII secolo.[4]
  • Palazzo Viscardi (XVI-XVII secolo).[4]
  • Palazzo Cherubini, casa natale del compositore Bixio Cherubini.[4]
  • Cinta muraria: Leonessa mantiene dei resti dell'antica cinta muraria difensiva. Lungo di essa si aprono la Porta Spoletina (risalente al XIV secolo e rivolta a nord, verso Spoleto), e la Porta Aquilana (risalente al XIII secolo e rivolta ad est, verso L'Aquila).[4]
  • Torre Angioina: torre di osservazione di epoca medievale,[4] posta fuori dall'abitato, sul monte Tilia.
  • Monumento ai martiri del 7 aprile 1944: monumento che ricorda le vittime della strage nazista di Leonessa.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Facciata e chiostro della chiesa di San Pietro
  • Chiesa e convento di San Pietro: situato in piazza VII Aprile, il complesso risale al XIII secolo.[5] La facciata in pietra è del XV secolo, impreziosita da portale rinascimentale, con inciso l'anno di fondazione del 1467. Il campanile è una svettante torre gotica con finestre a sesto acuto. L'interno barocco conserva opere come la tavola cinquecentesca di Giacomo Siciliano, una tela della Madonna col Bambino di Giovanni Lanfranco. La navata centrale è interrotta da una scala che conduce alla cripta gotica.
  • Chiesa e convento di San Francesco: il complesso fu innalzato nel XIII secolo e terminato nel XV.[6] La facciata è romanico gotica, con portale a tutto sesto con lunetta, e rosone centrale superiore. Il campanile è gotico, con finestre a sesto acuto. L'interno a tre navate è diviso con pilastri ottagonali. Nelle navate dei muri si trovano portali delle chiese scomparse di Santa Maria Extra et Prope Portam e San Massimo. I dipinti quattrocenteschi sono attribuiti a Domenico da Leonessa.
Il chiostro della chiesa di San Francesco
La chiesetta di San Giuseppe
  • Santuario di San Giuseppe da Leonessa: pregevole esempio di architettura barocca, custodisce le spoglie di San Giuseppe da Leonessa.[7] L'edificio, costruito sulla casa natale del santo, risale alla prima metà del Settecento ed è opera dell'architetto romano Filippo Brioni.[7] Al suo interno ospita affreschi seicenteschi di Giacinto Boccanera e novecenteschi di Virginio Monti, nonché un organo a canne del 1759, opera di Johannes Conrad Werle.[7] Al santuario è annesso il museo di oggetti sacri Don Pio Palla.[7]
  • Chiesa di Santa Maria del Popolo: riconoscibile per un notevole portale tardo gotico, la sua costruzione iniziò alla fine del Duecento e fu terminata solo nel Cinquecento.[7]
  • Chiesa di san Carlo Borromeo (XVII secolo).
  • Chiesa di San Matteo: piccola chiesa originata dalla ristrutturazione di una cappella, forse nel corso del Seicento.[8]
  • Chiesa di Santa Maria della Visitazione (XIV secolo).
  • Chiesa e monastero di San Giovanni Evangelista (XVI-XVII secolo).
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto e convento dei Cappuccini.
  • Chiesetta di San Giuseppe: posta fuori dal paese, sulla cima del Colle Collato.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il lato leonessano del Terminillo, nell'alta Vallonina, solcato dalla strada provinciale 10

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Intorno al 29 giugno (festa dei Santi Pietro e Paolo) vi si tiene annualmente il Palio del Velluto, gara tra le contrade che si svolse ininterrottamente dal 1464 al 1556. È stato riportato in auge nel 1997.
  • Nella seconda domenica di settembre si tengono i festeggiamenti in onore del santo patrono San Giuseppe da Leonessa (1556-1612).
  • Dal 1990 nei sabati e domenica della seconda settimana di ottobre si tiene la "Sagra della Patata Leonessana".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca Giuseppe Cultrera e il suo fondo di volumi antichi

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Leonessa dispone di una biblioteca civica intitolata a Giuseppe Cultrera, inaugurata nel 2006 e collocata all'interno del palazzo municipale.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico di Leonessa
  • Museo Demo-antropologico di Leonessa

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Leonessa è il luogo di produzione della patata leonessana, riconosciuta come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. A partire dal 1990, la seconda domenica di ottobre (in concomitanza dei festeggiamenti di San Matteo) si tiene una sagra dedicata alla Patata di Leonessa.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Villa Lucci

Albaneto, Capodacqua, Casa Buccioli, Casale dei Frati, Casanova, Colleverde, Corvatello, Cumulata, Fontenova, Fuscello, Ocre, Pianezza, Piedelpoggio, Sala, San Clemente, San Giovenale, Sant'Angelo in Trigillo, San Vito, Terzone, Vallimpuni, Vallunga, Viesci, Villa Alesse, Villa Berti, Villa Bigioni, Villa Bradde, Villa Carmine, Villa Ciavatta, Villa Climinti, Villa Colapietro, Villa Cordisco, Villa Gizzi, Villa Immagine, Villa Lucci, Villa Massi, Villa Pulcini, Villa Zunna, Vindoli, Volciano.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune di Leonessa è suddiviso in Sesti, nel cui comprensorio sono collocate le trentasei frazioni Leonessane: Sesto di Corno, Sesto di Croce, Sesto di Forcamelone, Sesto di Poggio, Sesto di Torre e Sesto di Terzone.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Leonessa è il punto di intersezione tra due strade statali: una è la SS 471 di Leonessa, che collega il comune da un lato verso l'Abruzzo (Posta, Amatrice e L'Aquila), e dall'altro verso l'Umbria (Cascia e Norcia); l'altra è la SS 521 di Morro, che collega Leonessa al capoluogo Rieti e alla capitale Roma, nonché alla città di Terni. In corrispondenza del paese, il tracciato originario di queste strade è stato sostituito da una breve variante a scorrimento veloce che evita l'attraversamento dell'abitato; nella parte rimanente seguono invece il tracciato storico, tortuoso e pieno di curve.

Dalla cittadina hanno inoltre inizio alcune strade provinciali, tra cui la SP 10 per il Terminillo e la SP 11 per Trimezzo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Referendum per l'aggregazione all'Umbria

L'11 settembre 2008 il Consiglio dei ministri espresse parere favorevole al referendum per il distacco del comune di Leonessa dal Lazio e la sua aggregazione all'Umbria. La consultazione ebbe luogo il 30 novembre e 1º dicembre 2008.[11] Nonostante la vittoria del Sì, non venne raggiunto il previsto quorum di 1.146 voti favorevoli (maggioranza assoluta degli aventi diritto). Su 1.207 votanti, 926 si pronunciarono per il Sì e 238 per il No; le schede bianche furono 19 e le nulle 24.[12]

Dall'anno della sua fondazione (1278) fino all'unità d'Italia (1861), per circa 600 anni, Leonessa ha fatto parte del Regno di Napoli (poi divenuto Regno delle Due Sicilie). Il comune apparteneva al distretto di Cittaducale, che a sua volta apparteneva prima al giustizierato dell'Abruzzo Ulteriore, poi alla provincia dell'Abruzzo Ulteriore II, in entrambi i casi con capoluogo L'Aquila. All'unità d'Italia il comune fu inserito nel circondario di Cittaducale all'interno della provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Leonessa passò dalla provincia dell'Aquila (Abruzzo) a quella di Rieti (Lazio).

Nel 2012 il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha lanciato la proposta politica di riunire Leonessa, Cittaducale, Antrodoco, Amatrice e il Cicolano alla provincia dell'Aquila.[13][davvero l'iniziativa è così rilevante da essere citata?]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Paolo Trancassini Lista civica Sindaco
12 giugno 2004 9 giugno 2009 Alfredo Rauco lista civica Sindaco
9 giugno 2009 27 maggio 2019 Paolo Trancassini lista civica Sindaco
27 maggio 2019 in corso Gianluca Gizzi lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Leonessa, dal 1978, è gemellato con l'omonimo battaglione dell'11º Reggimento Trasmissioni. In occasione delle celebrazioni del trentennale del gemellaggio avvenute nel settembre 2008, il comune ha conferito la cittadinanza onoraria al Comandante dell'11º Reggimento Trasmissioni.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Comuni reatini pronti a lasciare il Lazio - Cronaca - il Centro
  3. ^ Province, otto secoli di storia - Cronaca - il Centro
  4. ^ a b c d e f g h i j Cosa visitare e cosa vedere a Leonessa, su lazionascosto.it. URL consultato il 13 aprile 2019.
  5. ^ Nicoli, pag. 63.
  6. ^ Nicoli, pag. 53.
  7. ^ a b c d e Piccola Giuda Turistica Leonessa [collegamento interrotto], su 5ª comunità montana Montepiano Reatino. URL consultato il 13 aprile 2019.
  8. ^ La chiesa di San Matteo a Leonessa (RI), su xoomer.virgilio.it. URL consultato il 13 aprile 2019.
  9. ^ http://www.rietilife.com/2016/08/14/le-foto-inaugurata-la-seggiovia-estiva-di-leonessa-molti-speravano-che-fallissimo/
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Indetto referendum nei comuni Meduna di Livenza (TV) e Leonessa (RI) per il distacco dalle rispettive regioni, Ministero dell'Interno, 12 settembre 2008. URL consultato il 21 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2009).
  12. ^ A Leonessa vince il sì, ma mancano i numeri per separarsi dal Lazio, Il Messaggero, 1-12-2008. URL consultato il 16 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2012).
  13. ^ Cialente: Amatrice e Borbona con L'Aquila (PDF), Il Centro, 13 agosto 2012. URL consultato il 13 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Statuta ordines ac leges civiles urbis Leonissae...", di Consalvo Dioteguardi, Terni, 1621 (ristampa e traduzione Leonessa, 2002)
  • Teodoro Bonanni, "I Catasti Antichi", con descrizione degli stemmi dei comuni dell'Abruzzo Aquilano, L'Aquila, 1881/1882
  • Anonimo, "Dell'origine e fondazione di Leonessa e sue Ville", a cura Francesco Costantini e Pietropaolo Labella, Rieti, 1900
  • Nunzio De Rensis, "Sesti e Sestieri di Leonessa", Roma, 1910
  • Egildo Gentile, "Le pergamene di Leonessa", Foligno, 1915
  • Roberto Chiaretti, "L'economia della produzione terriera nel territorio di Leonessa", Terni, 1941
  • Giuseppe Chiaretti, "Archivio Leonessano", Roma, 1965
  • Giuseppe Chiaretti, "Guida di Leonessa", Ente Provinciale per il Turismo di Rieti
  • Gian Maria da Spirano, "Dio lo mandò tra i poveri", vita di san Giuseppe da Leonessa, Leonessa, 1968
  • Mauro Zelli, "Gonessa, nascita di una comunità nel XIV secolo"
  • Mauro Zelli, "Narnate", storia di un territorio di frontiera tra Spoleto e Rieti dall'VIII al XIII secolo, Roma, 1997
  • Mauro Zelli, Flavio Silvestrini, Francesco Vitali, "Gentile da Leonessa", atti del convegno 2006, Udine, 2007.
  • Luigi Nicoli, Leonessa, la città di San Giuseppe (PDF), edizioni Leonessa e il suo Santo, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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