Leonardo Cocito

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Leonardo Cocito (Genova, 9 gennaio 1914Carignano, 7 settembre 1944) è stato un insegnante, partigiano e antifascista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cocito è stato professore di lettere al Liceo Classico Statale Giuseppe Govone di Alba dove ebbe come allievo Beppe Fenoglio e come amico e collega il filosofo Pietro Chiodi. All'inizio della seconda guerra mondiale fu mandato in Croazia a combattere. Nel tardo 1943 si trovava presso la caserma di fanteria di Alba. Il giorno 9 settembre, mentre i duemila uomini della caserma furono presi in ostaggio da un pugno di tedeschi, Cocito riusciva a uscire dall'accerchiamento su un camioncino stipato di armi, che sarebbero poi servite per organizzare la resistenza.

A partire dall'8 settembre 1943 fu infatti uno dei principali organizzatori della Resistenza nella zona albese e braidese. Con il nome di battaglia di "Silla" fu vicecomandante della XII div. "Bra" (comandata da Icilio Ronchi Della Rocca) inquadrata all'interno del 1º Gruppo Divisioni Alpine comandato da Enrico Martini ("Mauri").[1] Fu catturato dai fascisti durante una tregua poi tradita, insieme a Chiodi ed altri. Furono portati tutti alle Carceri Nuove a Torino. Chiodi fu inviato in campo di concentramento mentre Cocito ed alcuni altri furono consegnati ai tedeschi.

Furono impiccati, in otto (Antonio Cossu, Leonardo Cocito, Liberale De Zardo, Guido Portigliatti, Pietro Mancuso, Giorgio Brugo, Giorgio Porello e Marco Lamberti), in località Pilone Virle presso Carignano il mattino del 7 settembre 1944. Prima di morire, alle 10,25 precise, gridò con voce stentorea "Viva l'Italia!". L'ufficiale tedesco che presiedette all'esecuzione si rivolse al medico legale verbalizzante e disse «questo essere uomo».[2] È stato insignito della medaglia d'oro al valor militare. La sua vicenda si può seguire in parte nel libro di Pietro Chiodi "Banditi", ed. Einaudi. Quando Pietro Chiodi tornò dalla prigionia, continuò a combattere in una brigata, la "103ª Brigata Garibaldi G. Nannetti", nel distaccamento che poi fu chiamato "Battaglione Leonardo Cocito".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Assertore di ogni umana libertà impugnò fra i primi le armi per la lotta di liberazione nazionale. Comandante di una banda partigiana guidò i suoi uomini in audaci imprese, trascinandoli con l’esempio in epiche gesta. La morte lo risparmiò sul campo per ghermirlo martire a coronamento della sua vita che fu apostolato di Fede. Vile delazione lo fece cadere nelle mani del nemico e, dopo prigionia e sevizie, fu portato al capestro che gli spezzò la vita mentre nel supremo momento, destando l’ammirazione dei carnefici per il suo fiero contegno, elevava al cielo il grido di « Viva l’Italia [3]
— Brà-Torino, 8 settembre 1943 -7 settembre 1944.

In anni recenti è stato intitolato a Leonardo Cocito il Liceo Scientifico Statale di Alba, riconosciuto come uno dei migliori del Piemonte, che attiva corsi di Liceo Scientifico e Liceo Scientifico-Opzione Scienze Applicate, ubicato in Corso Europa n.2, quasi a volerne un maggior ricordo, nella ex-Caserma "Gen. Giuseppe Govone M.O.V.M.".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Amedeo, Di libertà si vive, ed. Città di Bra
  2. ^ P. Chiodi, Op. Cit., pag. 154
  3. ^ [1] Quirinale - scheda - visto 13 gennaio 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [2]ANPI - Scheda - visto 13 gennaio 2009