Lenny Bruce

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Lenny Bruce

Lenny Bruce, nato Leonard Alfred Schneider (Mineola, 13 ottobre 1925Hollywood, 3 agosto 1966), è stato un comico, cabarettista e autore teatrale satirico statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

« La verità è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere. Ciò che dovrebbe essere è una sporca bugia »

Leonard Alfred Schneider nacque a Mineola, sull'isola di Long Island (nello stato di New York), il 13 ottobre del 1925 da una famiglia ebraica, figlio di Myron "Mickey" Schneider, un podologo statunitense, nato nel Regno Unito, e di Sally Marr (nata Sadie Kitchenberg), una ballerina ed attrice statunitense originaria del Queens (New York), la quale esercitò una ragguardevole influenza sulla sua futura carriera cabarettistica. Lenny trascorse una gioventù molto caotica, dato il divorzio dei suoi genitori quando lui non aveva che cinque anni, cosa che lo costrinse a cambiare spesso residenza, trasferendosi presso vari parenti durante tutto il decennio seguente.

Dopo aver trascorso diverso tempo a lavorare in una fattoria, si arruolò nella marina americana nel 1942, all'età di 16 anni, con la quale combatté, durante la seconda guerra mondiale, a bordo dell'incrociatore USS Brooklyn in Nordafrica ed in Sicilia, a Palermo, nel 1943 e ad Anzio, in provincia di Roma, nel 1944. Nel maggio del 1945, a causa di una sua esibizione comica en travesti fatta per i comilitoni, si attirò le ire del suo ufficiale di comando. Approfittando di ciò, riuscì a convincere l'ufficiale medico di provare pulsioni omosessuali[1], in modo tale da ricevere la radiazione dal servizio che, difatti, riceverà "con disonore" nel luglio dello stesso anno. Non avendo comunque infranto alcun regolamento del codice, riuscì poi a far modificare la dicitura in "sotto onorabili condizioni ... per ragioni d'inadeguatezza al servizio navale"[2].

Ritornato negli Stati Uniti, si stabilì per un breve periodo ad Arcadia, in California, presso la casa del padre, prima di trasferirsi a New York con l'obiettivo di diventare un comico. Cominciò ben presto ad esibirsi, con lo pseudonimo di "Lenny Marsalle", presso alcuni locali notturni della città, intrattenendo il pubblico negli intervalli dei numeri delle ballerine. Nel 1947, cambiò legalmente nome in "Lenny Bruce" ed ottene, grazie all'intercessione della madre, l'opportunità di esibirsi al Victory Club di Brooklyn per un compenso di 12 dollari l'ora. In seguito riuscì, sempre grazie alla madre (che in quell'occasione si presentò con il nome di "Sally Bruce"), a prendere parte ad un episodio del programma radiofonico Arthur Godfrey's Talent Scouts, dove propose imitazioni di stelle del cinema americano dell'epoca, quali Humphrey Bogart, James Cagney ed Edward G. Robinson[3].

Nel 1951 conobbe e sposò Honey Harlow, una spogliarellista originaria di Baltimora (nel Maryland). La sua ferrea decisione di porre fine alla carriera della moglie[4], lo portò a dover elaborare un piano che gli consentisse di rimediare il maggior quantitativo di denaro possibile. Si spacciò dunque per un prete, rappresentante della Brother Mathias Foundation, un'organizzazione caritatevole (legalmente istituita dallo stesso Bruce a New York) impegnata nel raccogliere fondi per una colonia di lebbrosi nell'allora Guinea inglese. Venne, alla fine, tratto in arresto dalla polizia di Miami (in Florida), dove si trovava al momento della sua "opera caritatevole", con l'accusa di essersi finto un prelato. Siccome l'organizzazione a cui faceva capo era esistente (così come lo era la colonia a cui i soldi raccolti erano, almeno in teoria, destinati) ed il clero locale non si dimostrò in grado di identificarlo quale impostore, il suo operato fu considerato legale e, pertanto, le accuse a suo carico decaddero. Come riportò in seguito nel suo libro, "Come parlare sporco e influenzare la gente", disse di essere riuscito ad accumulare ben 8.000 dollari in sole tre settimane, spedendone 2.500 alla colonia di lebbrosi e tenendosi tutto il resto per sé.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

« Mia suocera è stata la causa del mio divorzio. Una volta mia moglie è tornata a casa e mi ha trovato a letto con lei. »

All'inizio della sua carriera, Lenny Bruce fu coinvolto anche nella scrittura di alcune sceneggiature come, per esempio "Dance Hall Racket" del 1953 dove i ruoli principali erano interpretati da lui stesso, sua madre, Sally Marr, e sua moglie, Honey Harlow; "Dream Follies" del 1954, un burlesque a basso costo; un film per bambini, "The Rocket Man", del 1954.

Incise quattro album dove, attraverso interviste satiriche e pezzi comici, trattava i temi che poi lo hanno reso famoso: jazz, filosofia della morale, politica, patriottismo, religione, razze, aborto, sistema sanitario, malattie, droghe, Ku Klux Klan, ebraismo, cattolicesimo.

Questi album furono successivamente ricompilati e messi in vendita come i "The Lenny Bruce originals". Altri due dischi furono prodotti da Bruce stesso (con incluse le performance che diedero inizio ai suoi problemi con la legge nel 1961 a San Francisco) mentre altro materiale fu pubblicato postumo alla fine degli anni sessanta da Alan Douglas, Frank Zappa e Phil Spector. Lenny lavorò nel nightclub Hungry I di Enrico Banducci a North Beach.

La sua crescente fama lo condusse a grandi apparizioni di livello nazionale, come per esempio allo Steve Allen Show dove debuttò parlando del matrimonio tra Elizabeth Taylor e Eddie Fisher e dove disse la prima battuta fuori copione: "Will Elizabeth Taylor become bar mitzvahed?". Lenny iniziò anche a essere recensito dalla stampa, sia positivamente che negativamente.

Il 3 febbraio 1961, Lenny fece una famosa performance alla Carnegie Hall di New York. Lo spettacolo fu inciso e successivamente pubblicato in un box di tre dischi. Questa è considerata la sua miglior performance.

Problemi legali[modifica | modifica wikitesto]

« Non puoi mica scrivere "tette e culi" su un'insegna. Perché no? Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le tette ad essere sporche. Mettiamo che l'insegna dica "seni e sederi". Va già meglio. Interessante. Vediamo in latino avrà anche maggior austerità: gluteus maximus et pectorales majores ogni sera. Così sì, ch'è pulito. Per te, schmuck... ma è sporco per i latini! »

Il 4 ottobre 1961 Lenny fu arrestato per oscenità al Jazz Workshop a San Francisco; aveva usato la parola cocksucker ("pompinaro") e affermato che venire è un verbo e che il suo uso in termine sessuale non ha alcun peso; se qualcuno si offende a sentirlo, egli probabilmente non può venire. Ad ogni modo la giuria non lo condannò, anche se comunque iniziò un monitoraggio legale molto forte nei suoi confronti che lo condusse a diversi arresti con accusa di oscenità. Questo monitoraggio comportò anche due arresti per possesso di droghe, a Filadelfia lo stesso anno e a Los Angeles due anni più tardi.

Alla fine del 1963, Lenny era diventato un bersaglio dell'avvocato distrettuale di Manhattan, Frank Hogan, che era strettamente legato al cardinale Spellman, l'arcivescovo di New York. Nell'aprile 1964 egli fece due apparizioni al "Cafe Au Go Go" nel Greenwich Village, con poliziotti in borghese tra il pubblico. In entrambe queste occasioni, fu arrestato non appena lasciato il palco, sempre con accusa di oscenità.

Il 4 novembre 1964, Bruce e il proprietario di un club nel quale c'era stato un suo spettacolo, furono portati in tribunale. Una petizione a suo favore fu firmata da molte personalità intellettuali importanti come Woody Allen, Elizabeth Taylor, Bob Dylan, Allen Ginsberg, Jules Feiffer, Norman Mailer e molti altri artisti. Lenny comunque fu condannato a quattro mesi di workhouse.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

« La satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i recensori, ti permetteranno di farci satira. Il che è piuttosto ridicolo, se ci pensi. »

Nonostante la sua grande potenzialità come comico, Lenny Bruce è apparso solo sei volte in televisione. Nei suoi ultimi spettacoli nei club, Lenny descriveva in dettaglio i suoi incontri con la polizia e i processi in tribunale, e ciò incoraggiò la polizia a controllarlo sempre di più. Questi spettacoli erano soprattutto diretti alla sua protesta per avere libertà di parola, proclamata dal 1° e dal 14° emendamento della costituzione americana e secondo lui non rispettata.

Egli fu bandito da molte città americane e, nel 1962, anche da una performance mentre era a Sydney in Australia. Al suo primo show in questa città, salì sul palco e disse: "What a fucking wonderful audience" (letteralmente "Che cazzo di bel pubblico!"), e fu subito arrestato. Il 22 novembre 1963, il giorno dell'assassinio di John F. Kennedy a Dallas, nonostante molti comici avessero cancellato il loro show, Lenny andò comunque sul palco e aprì, entrando lentamente, scuotendo la testa e dicendo: "Povero Vaughn Meader!" -- (Vaughn Meader era un comico che aveva raggiunto il successo con imitazioni del presidente John Fitzgerald Kennedy e della sua famiglia).

Nel 1966 era sulla lista nera della maggior parte dei nightclub degli Stati Uniti perché i loro proprietari erano stati denunciati con accuse di oscenità. Lenny fece una performance trionfante nel dicembre del 1965 al Berkeley Community Theatre, l'ultima performance dove dalle registrazioni lo ritroviamo al suo massimo. La sua ultima esibizione è stata il 26 giugno 1966, al Fillmore di San Francisco, assieme a Frank Zappa e The Mothers of Invention.

Su richiesta di Hugh Hefner, Lenny scrisse la sua autobiografia, pubblicata inizialmente a puntate su Playboy e successivamente rilegata in un libro intitolato Come parlare sporco e influenzare la gente.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

« Non sono un comico. Sono Lenny Bruce. »

Il 3 agosto del 1966 Lenny fu trovato morto per overdose all'età di quarant'anni nel bagno della sua casa di Hollywood all'8825 di Hollywood Boulevard. La foto "ufficiale" della scena mostra un Lenny Bruce nudo, disteso sul pavimento con accanto una siringa e alcuni farmaci. La causa ufficiale della sua morte era "acuto avvelenamento da morfina causato da un'overdose accidentale".

Appena il suo corpo fu trovato, la polizia lasciò entrare liberamente i giornalisti a fotografare la scena per almeno mezz'ora, senza mostrare alcun rispetto per il comico. Questa situazione venne descritta nel documentario "Swear to tell the truth" del 1998.

Fu sepolto nell'Eden Memorial Park Cemetery a Mission Hills in California; una manifestazione in sua memoria fatta il 21 agosto 1966 fu abbastanza controversa da mantenere il nome di Lenny sotto i riflettori. Infatti più di 500 persone vennero per mostrare il loro rispetto ed erano capitanati dal produttore Phil Spector. Le guardie del cimitero provarono comunque a fermare la cerimonia.

Dick Schaap scrisse un elogio a Lenny su Playboy, con la famosa, ultima frase: "Un'ultima parola di quattro lettere per Lenny: Morto. A quarant'anni. Questo è osceno" (in inglese morto è "dead" e la parola oscena a cui si riferisce è "fuck")

Il 3 dicembre 2003, 37 anni dopo la sua morte, è caduta l'accusa di oscenità, per merito del governatore di New York George Pataki, sotto richiesta di una petizione promossa da Robert Corn-Revere, Ronald Collins e Davod Skover, firmata da grandi star come per esempio Robin Williams.

« Se Gesù fosse stato ucciso vent'anni fa, i cattolici porterebbero al collo piccole sedie elettriche e non croci »

Opere legate a Bruce[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1971 una delle routine comiche di Lenny è stata trasformata in un cortometraggio animato da un regista di San Francisco, John Magnuson. Il cortometraggio si chiamava Thank You, Mask Man, una parodia di The Lone Ranger. Lenny ha partecipato con la co-scrittura e co-regia di questo cartone animato di sette minuti nel quale faceva anche la Narrazione, che include anche il doppiaggio dei vari personaggi.
  • Nel 1971, Julian Barry scrisse Lenny, una commedia basata sulla storia di Lenny Bruce che aprì a Broadway con Cliff Gordon come interprete principale. Nel 1974 questa venne trasformata in un film - Lenny - da Bob Fosse e con Dustin Hoffman nella parte di Lenny.
  • Larry Gelbart ha detto che l'intento che Lenny ebbe di essere congedato dal servizio militare durante la seconda guerra mondiale indossando un'uniforme a "onde" è stata l'ispirazione principale per il personaggio Maxwell Q. Klinger della sitcom M*A*S*H.
  • Il documentario del 1998 Lenny Bruce: Swear to tell the truth scritto e diretto da Robert B. Weide ha preso una nomination all'Oscar. Il documentario era narrato da Robert De Niro
  • Nel 2004, Bruce è stato votato terzo tra i 100 migliori comici di cabaret di tutti i tempi da Comedy Central. Coloro ai quali si deve ciò sono Richard Pryor e George Carlin, personaggi profondamente influenzati dalla comicità di Lenny (Richard Pryor fu arrestato durante uno spettacolo di Lenny nel 1964 a Chicago per non voler mostrare i documenti alla polizia dopo che anche Lenny era stato arrestato per oscenità. Per questo fu messo nella stessa cella di Lenny quella sera). Un simile sondaggio è stato fatto nel 2007 in Inghilterra e dai risultati Lenny risulta il 30° miglior comico di sempre su 100 candidati.
  • Nel 2004 è uscita una retrospettiva dei lavori di Lenny in una compilation di sei cd a cura del produttore Hel Willner.
  • Lenny Bruce appare come personaggio di finzione nel romanzo di Don DeLillo Underworld, uscito nel 1997
  • Nel 2004 è stato fatto da Rich Vos un ritratto di Lenny nel programma della NBC American Dreams.
  • Nel 2004 per la prima volta in Italia, il giornalista di "La Repubblica" Accursio Soldano, ha presentato la tesi di laurea sul linguaggio di Lenny Bruce alla facoltà di Filosofia di Palermo.
  • Nel 2006 è iniziata la produzione di Looking for Lenny, un documentario su di lui. Previsto per il 2008, questo documentario prevede apparizioni di Lewis Black, Mort Sahl, Shelley Berman, Jon Lovitz, Paul Krassner e altri.
  • Nel 2007 la Shmaltz Brewing Company di New York, come primo tributo alle celebrità di origine ebraica ha dedicato a Lenny una birra, chiamata "Bittersweet Lenny's R.I.P.A.".

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nelle canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Anche grazie al fatto che Lenny Bruce aveva uno stile comico simile ad una improvvisazione jazz, egli ha sempre avuto molti fan nell'industria della musica.

  • Lenny è una delle celebrità immortalate nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (La quarta faccia in alto da sinistra)
  • John Mayall lo cita nella sua The Laws Must Change del 1966 con il passaggio che recita: «Lenny Bruce was trying to tell you many things before he died» proprio a proposito della libertà di parola e di manifestare.
  • Un riferimento alla sua persona è stato fatto dai Genesis nel brano Fly on a windshield, nel concept album The lamb lies down on Broadway del 1974
  • Lenny viene citato due volte nella canzone dei R.E.M. It's the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) nella prima parte dove dice: «Lenny Bruce is not afraid» e nell'ultima parte in cui viene citato insieme a Lester Bangs.
  • Il nome di Lenny viene fatto nella canzone del musical Rent intitolata La vie bohème
  • Bob Dylan ha inciso una canzone come elogio a Lenny Bruce dove descrive una corsa in taxi che le due celebrità hanno condiviso. La canzone si intitola appunto Lenny Bruce.
(EN)

« He fought a war on a battlefield where every victory hurts.
Lenny Bruce was bad, he was the brother that you never had »

(IT)

« Ha combattuto una guerra su un campo di battaglia dove ogni vittoria fa male.
Lenny Bruce era cattivo, era il fratello che non hai mai avuto »

(Bob Dylan, Lenny Bruce, Shot of Love, 1981)
  • Nella versione di Silent Night di Simon & Garfunkel presente nell'album Parsley, Sage, Rosemary and Thyme vi è come sottofondo il notiziario della morte di Lenny e l'aggravarsi della guerra in Vietnam.
  • Tim Hardin ha scritto una canzone dedicata a Lenny Bruce, Lenny's Tune interpretata anche da Nico nel suo primo album Chelsea Girl (con il titolo Eulogy to Lenny Bruce).
  • Nella canzone A Simple Desultory Philippic (Or How I Was Robert McNamara'd Into Submission) sempre di Simon & Garfunkel si legge il passaggio: «And I learned the truth from Lenny Bruce» ovvero "ho conosciuto la verità da Lenny Bruce".

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • È citato in un dialogo del telefilm statunitense Dr. House - Medical Division (Terza serie, puntata Aspettando Giuda).
  • È citato in un dialogo nel film Il Professore Matto con Eddie Murphy, nella scena con scambio di battute tra l'alter ego del professore, Buddy Love, e il comico del night-club Reggie. Buddy dice, tra una provocazione e l'altra, a Reggie: "Sei il prossimo Lenny Bruce, amico! Sei troppo, troppo forte!".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A.H. Goldman. Ladies and Gentlemen: Lenny Bruce!! (New York: Random House, 1971), p. 91
  2. ^ "Lenny Bruce's Gay Naval Ruse: Unearthed documents detail comedian's discharge", TheSmokingGun.com, August 31, 2010
  3. ^ Ben Schwartz, The Comedy Behind the Tragedy, su Chicago Reader. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  4. ^ Kottler, Jeffrey A., Divine Madness: Ten Stories of Creative Struggle (San Francisco: Jossey-Bass, 2006), 221

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri di Lenny[modifica | modifica wikitesto]

  • Stamp Help Out! (1961 e/o 1965, auto-pubblicato)
  • Come parlare sporco e influenzare la gente, (prefazione di Daniele Luttazzi), Bompiani, 2001 ISBN 88-452-4982-4

Libri su Lenny[modifica | modifica wikitesto]

  • Julian Barry, Lenny (spettacolo teatrale) (Grove Press, Inc. 1971)
  • Kitty Bruce, The (almost) Unpublished Lenny Bruce (1984, Running Press)
  • The Essential Lenny Bruce, scritto e compilato da John Cohen (Ballantine Books, 1967)
  • Ronald Collins & David Skover,The Trials of Lenny Bruce: The Fall & Rise of an American Icon (Sourcebooks, 2002)
  • Bradley Denton, The Calvin Coolidge Home For Dead Comedians, una collezione di storie fantascientifiche dove la storia principale vede Lenny uno dei due protagonisti.
  • Don DeLillo, Underworld, (Simon and Schuster Inc., 1997) pubblicato in Italia da Einaudi.
  • Albert Goldman, with Lawrence Schiller, Ladies and Gentlemen: Lenny Bruce!! (Random House, 1971)
  • Frank Kofsky, Lenny Bruce: The Comedian as Social Critic & Secular Moralist (Monad Press, 1974)
  • Valerie Kohler Smith, Lenny (romanzo tratto dallo spettacolo teatrale e dal film "Lenny") (Grove Press, 1974)
  • William Karl Thomas, Lenny Bruce: The Making of a Prophet (Archon Books, 1989)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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