Legislazione mineraria italiana

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La legislazione mineraria italiana si basa sul Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443 (in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, del 23 agosto 1927 n. 194), aggiornato e coordinato al D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 213.

I precedenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Le cave di marmo negli agri marmiferi comunali di Carrara e di Massa, furono regolati da un insieme di leggi emanate tra il 1751 e il 1852 dai duchi di Massa e Carrara e poi dai loro successori duchi di Modena. In parte questo sistema, conosciuto come legge estense, dal nome della famiglia d'Este che era subentrata ai Cybo-Malaspina nel ducato, ha tuttora qualche residua applicazione nel diritto italiano.

L'altra zona italiana in cui la produzione estrattiva ha avuto una importanza secolare - la Sicilia - riuscì a mantenere dopo l'unificazione legislativa alcune norme peculiari, anche su pressione del governo inglese che intendeva difendere i propri interessi nell'estrazione dello zolfo isolano[senza fonte].

Legislazione nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • R.D. 29 luglio 1927, n. 1443 (artt. 4 e seguenti) - Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel regno
  • R.D. 18 dicembre 1927, n. 2717 - Obbligatorietà della denuncia dei dati statistici relativi alla produzione delle miniere e cave
  • R.D.L. 15 giugno 1936, n. 1347 - Provvedimenti per la ricerca e la coltivazione delle miniere
  • R.D. 25 gennaio 1937, n. 218 - Convertito in legge il R.D.L. 15 giugno 1936, n. 1347
  • L. 4 marzo 1958 n. 198 - Delega al potere esecutivo in materia di polizia delle miniere e delle cave e per la riforma del Consiglio superiore delle miniere
  • D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128 - Norme di polizia delle miniere e delle cave
  • D.P.R. 14 gennaio 1972, n. 2 (art. 1, lett. a) - Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materie di acque minerali e termali, di cave e torbiere e di artigianato e del relativo personale
  • D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, art. 61 e Art. 82 - Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382
  • D.P.R. 21 luglio 1982 n. 727 -Attuazione della direttiva CEE n. 76/117 relativa al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in "atmosfera esplosiva".
  • L. 6 ottobre 1982, n. 752 - Norme per l'attuazione della politica mineraria
  • L. 15 giugno 1984, n. 246 - Integrazioni e modifiche al D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, contenente norme di polizia delle miniere e delle cave, nonché alla legge 6 ottobre 1982, n. 752, concernente l'attuazione della politica mineraria
  • L. 8 luglio 1986, n. 349 (art. 2, lett. d) - Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale
  • Circolare 24 settembre 1988 n. 30483 - Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l'applicazione
  • L. 30 luglio 1990, n. 221 - Nuove norme per l'attuazione della politica mineraria
  • D.M. 23 dicembre 1991 - Ministero dell'ambiente - Requisiti dei progetti di riassetto ambientale delle aree oggetto di ricerca o di coltivazione mineraria ammissibili a contributo e modalità di verifica e di controllo dei progetti medesimi.
  • D.P.R. 18 aprile 1994, n. 382 - Disciplina dei procedimenti di conferimento dei permessi di ricerca e di concessioni di coltivazione di giacimenti minerari di interesse nazionale e di interesse locale
  • D.L. 25 novembre 1996 n. 624 - Attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee
  • Circolare 19 maggio 1997 n. P1066 - Chiarimenti riguardanti il D.L. 25 novembre 1996 n. 624
  • Circolare 26 maggio 1997 n. 600524 Chiarimenti relativi al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624 da parte del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato
  • D.L. 30 marzo 1999, n. 96 - Intervento sostitutivo del governo per la ripartizione di funzioni amministrative tra regioni ed enti locali a norma dell'articolo 4, comma 5, della L. 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni (art. 9)
  • D.L. 1º aprile 2005 - Modifiche all'elenco dei prodotti esplodenti riconosciuti idonei all'impiego nelle attività estrattive.

Punti salienti[modifica | modifica wikitesto]

Distinzione tra cava e miniera giuridica, cioè decisa in maniera netta e non ambigua dalla legge stessa, che elenca all'articolo 2 le risorse i cui giacimenti devono essere definiti nell'uno e nell'altro modo. Più precisamente,

Miniera

Cave

  • delle torbe;
  • dei materiali per costruzioni edilizie (ad eccezione della marna da cemento), stradali ed idrauliche;
  • delle terre coloranti, delle farine fossili, del quarzo e delle sabbie silicee, delle pietre molari, delle pietre coti;
  • degli altri materiali industrialmente utilizzabili ai termini dell'art. 1 e non compresi nella prima categoria.

Questa distinzione è molto importante perché «il giacimento oggetto di miniera (ad eccezione delle torbiere) rientra nell'atto del diritto pubblico e appartiene allo Stato, invece il giacimento che è oggetto di cava rientra nell'ambito del diritto privato ed è di pertinenza del proprietario del fondo».

L'attività di ricerca non può essere svolta senza il necessario permesso e la coltivazione di un giacimento (ovviamente successiva ad una ricerca mineraria che abbia avuto esito positivo per lo sfruttamento) può essere eseguita solo da chi ne possegga la relativa concessione che è prioritariamente il titolare della concessione di ricerca.

Nelle regioni a statuto ordinario i permessi di ricerca e le concessioni di coltivazione sono richiesti ed approvati dal Ministero dello sviluppo economico (ex Ministero delle attività produttive, già Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato), viceversa nelle regioni a statuto speciale queste pratiche sono demandate a competenti uffici regionali.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]