Legio XVI Flavia Firma

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La Legio XVI Flavia Firma (salda legione Flavia) era una legione romana, creata dall'imperatore Vespasiano[1] nel 70, incorporando reparti della XVI Gallica (che si era arresa durante la rivolta dei Batavi).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una volta terminata la guerra civile e volgendo ormai verso la conclusione la prima guerra giudaica, la legio XII Fulminata e la XVI Flavia Firma furono destinate alla provincia di Cappadocia dal 72/73, la prima con destinazione Melitene, la seconda fu posizionata a Satala, a protezione del confine dell'Eufrate.[2]

La legione XVI Flavia rimase fino alla fine principato di Traiano, quando al termine delle campagne militari contro la Partia, fu rimpiazzata dalla legio XV Apollinaris (dal 117).[3] Conosciamo il nome del suo legatus legionis al tempo del regno congiunto di Settimio Severo e Caracalla (iscrizione del 205), un certo Mario Perpetuo.[4]

Nel IV secolo la legione, accampata a Sura (Siria), aveva il compito di sorvegliare il confine orientale presso l'Eufrate. Il simbolo della legione era un leone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LV, 24.
  2. ^ Julian Bennett, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, p.301-312.
  3. ^ Julian Bennett, op.cit., pp.305-306.
  4. ^ Questo il testo delle iscrizioni:

    « Imperator Caesar Lucius Septimius Severus Pius Pertinax Augustus Arabicus Adiabenicus Parthicus, princeps felicum, pontifex maximus, tribunicia potestate XII, imperator VIII, consul II, proconsul et Imperator Caesar Marcus Aurelius Antoninus Augustus, Augusti nostri filius, proconsul, imperator III, et Publius Septimius Geta Caesaris, filius et frater Auggustorum nnostrorum, pontem chabinae fluvi a solo restituerunt et transitum reddiderunt sub Alfenum Senecionem legatum Auggustorum pro praetore curante Mario Perpetuo legato Auggustorum legionis XVI Flaviae Firmae. »

    (CIL III, 6709 e CIL III, 6710 (Syria, Kiachta))

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV., Atlante Storico De Agostini, Novara 1979.
  • Julian Bennett, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, in 18th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di P.Freeman, J.Bennett, Z.T.Fiema e B.Hoffmann, Oxford 2002.
  • D.B.Campbell, Roman legionary fortresses 27 BC - AD 378, Oxford 2006.
  • T. Cornell e J. Matthews, Atlante del Mondo romano, Novara 1984.
  • Y. Le Bohec, L'esercito romano da Augusto a Caracalla, Roma 1992.
  • E. Luttwak, La grande strategia dell'Impero romano, Milano 1991.
  • H. Parker, The roman legions, New York 1958.
  • G. Webster, The roman imperial army, Londra-Oklahoma 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]