Legge del 22 fiorile anno VI

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La legge del 22 fiorile anno VI del Calendario rivoluzionario francese (11 maggio 1798) era una legge, in pratica un colpo di stato non violento, che revocava i 106 deputati Giacobini eletti a favore degli altri gruppi dell'assemblea.[1] I 106 deputati sono stati privati dei loro seggi nel Consiglio dei Cinquecento, la camera bassa del legislatore sotto il Direttorio francese.

È frutto del Direttorio termidoriano che, approfittando della maggioranza che ha per qualche giorno in più nel Consiglio, designa il 4 maggio una commissione. Questi ultimi, trovando la necessità di rivedere i risultati delle elezioni, legiferano in questo senso.

Philippe-Antoine Merlin de Douai, nuovo Presidente del Direttorio della Prima Repubblica francese, svolge un ruolo di primo piano nella preparazione delle elezioni legislative del 20-29 germinaio (9-18 aprile) 1798.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

È il terrore anti-monarchico del mese del fruttidoro e conseguente colpo di stato del mese fiorile dell'Anno VI; la forza neo-giacobina nel Consiglio Legislativo dei Cinquecento viene inficiata dall'esecutivo del Direttorio nel 1798.
Il periodo seguente al Colpo di Stato del 18 fruttidoro anno V è spesso conosciuto col nome di Terrore fruttidoriano, anche se il "terrore" è in realtà molto diverso da quello del 1793-1794. Essa si applica principalmente da un punto di vista amministrativo, in particolare, garantire ancora una volta la lontananza degli emigrati. La stampa è strettamente monitorata, e le elezioni vengono annullate in 49 dipartimenti. Molti deputati e giornalisti, così come il direttore Barthélemy, vengono deportati in Guyana. In seno all'esecutivo, i due Direttori[2] destituiti sono sostituiti dai repubblicani Nicolas François de Neufchâteau e Philippe-Antoine Merlin de Douai. Lo stesso trattamento viene effettuato anche nell'esercito (Generali come Moreau o Kellermann vengono revocati dalle loro funzioni) e nei livelli locali di governo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Georges Lefebvre, The French Revolution, Volume II From 1793–1799, New York, Columbia University Press, 1964, p. 208, ISBN 0-231-02519-X.
  2. ^ Nel Direttorio erano 5 i Direttori detentori del potere esecutivo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]