Legge 7 agosto 1990, n. 241

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Legge 7 agosto 1990, n. 241
Titolo estesoNuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi
StatoRepubblica Italiana
Tipo leggeLegge ordinaria
Date fondamentali
Testo

La legge 7 agosto 1990, n. 241 ("Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi") è una legge della Repubblica Italiana, che disciplina il procedimento amministrativo ed il diritto di accesso ai documenti detenuti dalla pubblica amministrazione.

Il testo della legge è stato più volte modificato nel corso degli anni.


A tale proposito, deve essere segnalato l'inserimento - ad opera dell'art. 14 L. 15/2005 - del Capo IV-bis, dedicato all'invalidità degli atti amministrativi ed ai provvedimenti c.d. di secondo grado (revoca e recesso).

Il contenuto delle molteplici disposizioni della L. 241/1990 ha rappresentato una notevole innovazione per l'attività della pubblica amministrazione italiana, in quanto ha avuto lo scopo di rimodellare il rapporto giuridico che si instaura tra l'Autorità pubblica ed il privato cittadino in termini di tendenziale parità e di leale collaborazione.

L'adozione di un provvedimento espresso quale conclusione "doverosa" del procedimento[modifica | modifica wikitesto]

Tra le previsioni normative di maggior rilievo, occorre menzionare il dovere di conclusione del procedimento tramite l'adozione di un provvedimento espresso.

Il legislatore collega la nascita di tale dovere alle ipotesi in cui il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, oppure debba essere attivato d'ufficio.

Sotto tale profilo, l'art. 2, comma 1, L. 241/90 sembra operare un mero rinvio alle disciplina dei singoli procedimenti.

Il diritto di accesso[modifica | modifica wikitesto]

Importante è stata, inoltre, l'introduzione del diritto di accesso agli atti amministrativi (comunque escluso per documenti coperti da segreto di Stato).

La richiesta di accesso va presentata all'amministrazione che detiene il documento e deve essere regolarmente motivata. La pa decide entro 30 giorni (fatti salvi eventuali ricorsi), trascorsi i quali la richiesta si intende respinta. In particolare, riguardo il diritto di accesso, le caratteristiche sono enunciate nel capo V della legge 241/1990:

  • la previsione del requisito un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso;[1]
  • il diritto all'accesso è negato qualora dalla loro divulgazione possa derivare una lesione (...) alla sicurezza e alla difesa nazionale, quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche e persone giuridiche;[2]
  • l'amministrazione, prima di rispondere positivamente, deve verificare ed informare eventuali controinteressati che potrebbero avere pregiudizio da un eventuale esercizio del diritto d'accesso;
  • il successivo art. 25 stabilisce che il giudice amministrativo (ovvero il Tribunale amministrativo regionale, detto TAR, in primo grado e il Consiglio di Stato in appello), sussistendone i presupposti, ordina l'esibizione dei documenti richiesti, peraltro avvalendosi di un rito processuale particolarmente celere con termini dimezzati.

Altre disposizioni di rilievo, come una normazione generale dell'istituto della conferenza di servizi, l'introduzione dell'obbligo della motivazione del provvedimento amministrativo e la creazione della figura del responsabile del procedimento amministrativo e l'individuazione di termini entro i quali un procedimento amministrativo debba concludersi.

Il contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Riassumendo il contenuto della legge, di seguito sono riportati brevemente i contenuti più significativi:

  • sono stati introdotti diversi momenti e meccanismi tramite i quali il privato può intervenire nell'attività della pubblica amministrazione;
  • introduzione di una disciplina generale dell'istituto della conferenza di servizi;
  • i provvedimenti amministrativi devono riportare obbligatoriamente la motivazione (ad eccezione degli atti aventi portata generale ed astratta, come i regolamenti);
  • l'autorità amministrativa ha l'obbligo di dare comunicazione o notizia dell'avvio del procedimento amministrativo;
  • la previsione dell'esistenza degli interessi legittimi collettivi;
  • l'individuazione della figura responsabile del procedimento amministrativo e la previsione dell'obbligo di comunicazione del responsabile agli interessati dal provvedimento amministrativo;
  • l'istituzione degli accordi integrativi o sostitutivi tra privati e pubblica amministrazione, come possibilità per sostituire provvedimenti di carattere amministrativo;
  • disciplina del silenzio amministrativo nei casi previsti dalla legge;
  • l'istituto della denuncia di inizio attività nei casi in cui sia richiesta un'autorizzazione;
  • l'introduzione del diritto di accesso agli atti amministrativi in Italia, che prevede la possibilità per i cittadini di avere accesso agli atti della pubblica amministrazione, di poterne prendere visione ed estrazione di copia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]