Lega Nazionale

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La Lega Nazionale è una associazione italiana con ideali irredentisti operante nelle cinque province italiane rimaste sotto il dominio austriaco dopo la terza guerra d'indipendenza del 1866. All'inizio questo sodalizio si proponeva di creare circoli culturali e scuole private di lingua italiana dove il governo austriaco ne sopprimeva le pubbliche. Le regioni interessate furono il Trentino, il Friuli orientale (contea principesca di Gorizia e Gradisca), la città di Trieste, l'Istria e la Dalmazia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni della Lega Nazionale nel Trentino in una mappa di Cesare Battisti del 1915

Fu fondata da Carlo Seppenhofer nel 1891 a Trieste.

La Lega Nazionale nasceva dalle ceneri della precedente associazione "Pro Patria", sciolta nel 1890 per decreto imperiale, ed era impegnata nella diffusione della cultura italiana ed in manifestazioni patriottiche dei territori italiani occupati dall'allora Impero austro-ungarico. Delegazioni della Lega si trovavano in ogni centro urbano delle cinque province austriache. Fra le delegazioni più rappresentative vi fu quella di Cervignano del Friuli che per definizione di uno dei presidenti della società, Riccardo Pitelli, veniva indicata come "la rocca dell'italianità nel Friuli austriaco".

Il 2 giugno 1968 l'associazione ha ricevuto la Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte[1] da parte del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Promotrice di varie attività che avevano il loro culmine nella "festa della Lega" che si svolgeva durante il mese d'agosto e vi si organizzavano giochi, competizioni sportive, lotterie, balli i cui utili servivano a diffondere l'insegnamento della lingua della cultura italiana nelle terre dell'Impero.

All'entrata in guerra dell'Italia nel 1915, la Lega Nazionale fu sciolta dalle autorità austriache e il suo patrimonio (sedi e istituti scolastici) sequestrato. Riprese l'attività dopo la conclusione della prima guerra mondiale.

Sciolta dal regime fascista alla fine degli anni venti, nel 1946, con la fine della seconda guerra mondiale e la ripresa della travagliata questione del confine orientale italiano, la Lega Nazionale si ricostituì e fece propria la causa per il riconoscimento dell'italianità di Trieste, dell'Istria e della Dalmazia. Nei primi anni cinquanta la Lega si impegnò in prima linea per chiedere il ritorno della zona A (attuale Provincia di Trieste) e della zona B (Istria settentrionale) del TLT sotto l'amministrazione e la sovranità italiana.

Attualmente l'associazione è ancora attiva sia a Trieste e a Gorizia che in altre località italiane.

Strofa del primo inno della Lega, scritto da Virginio Mengotti e musicato da Erminio Mengotti:

« Viva Dante! El gran maestro

De l'italica favela,
De la lingua più bela
Che da l'Alpe echegia al mar. »
(Virginio Mengotti, Lega Nazionale, Inno popolare delle terre irredente[2])

Nel 1913 fu realizzato il canto ufficiale, l'Inno della Lega Nazionale, scritto da Riccardo Pitteri e musicato da Ruggero Leoncavallo.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ quirinale.it.
  2. ^ a b Inni di guerra e canti patriottici del popolo italiano, 3ª ed., Milano, 1915, pp. 125-126, 127-128.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Delbello, Lega Nazionale 100 anni di propaganda, Ed. Lega Nazionale, Trieste 1983
  • Aldo Secco, In vedetta operosa – Cento anni di storia della Lega Nazionale 1891 –1991, Ed. Lega Nazionale, Trieste 1995
  • Diana De Rosa, Gocce d'inchiostro. Gli asili, scuole, ricreatori, doposcuola della Lega Nazionale. Sezione di Aurisina, Ed. Del Bianco, Udine 2000
  • Gorge L. Mosse, La nazionalizzazione delle masse, Ed. Il Mulino, Trieste 1975
  • Delbello P., Lega Nazionale. 100 anni di propaganda, Trento, Edizioni U.C.T., 2007

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