Led Zeppelin II

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Led Zeppelin II
Artista Led Zeppelin
Tipo album Studio
Pubblicazione 22 ottobre 1969
Durata 41 min : 41 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere[1] Hard rock
Blues rock
Folk rock
Etichetta Atlantic Records
Produttore Peter Grant, Jimmy Page
Registrazione gennaio - agosto 1969, Olympic Studios, Morgan Studios, Londra; A&M, Quantum, Sunset, Mirror Sound e Mystic Studios Los Angeles; Ardent Studios, Memphis, Tennessee; A&R, Juggy Sound, Groove, Mayfair Studios, New York City; e "Hut", Vancouver
Certificazioni
Dischi d'oro Argentina Argentina[2]
(vendite: 30 000+)
Austria Austria[3]
(vendite: 25 000+)
Francia Francia (2)[4]
(vendite: 200 000+)
Italia Italia[5]
(vendite: 30 000+)
Spagna Spagna[6]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platino Australia Australia (4)[7]
(vendite: 280 000+)
Canada Canada (9)[8]
(vendite: 900 000+)
Germania Germania[9]
(vendite: 500 000+)
Regno Unito Regno Unito (4)[10]
(vendite: 1 200 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (12)[11]
(vendite: 12 000 000+)
Led Zeppelin - cronologia
Album precedente
(1969)
Album successivo
(1970)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Discogs 4.59/5 stelle
All Music 5/5 stelle
Ondarock Consigliato

Led Zeppelin II è il secondo album in studio del gruppo britannico Led Zeppelin, pubblicato il 22 ottobre 1969 negli Stati Uniti d'America e il 31 dello stesso mese nel Regno Unito dall'Atlantic Records.

L'album raggiunse la prima posizione nella Billboard 200 per sette settimane, nella UK Albums Chart, in Australia, Canada, Spagna, Paesi Bassi e Germania, la seconda in Norvegia, la terza in Francia e l'ottava in Giappone.

La rivista Rolling Stone lo colloca alla posizione n. 79 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle pressioni della casa discografica, Led Zeppelin II venne registrato in fretta durante le pause di un tour. Per questo motivo, il gruppo ebbe l'occasione, come per Led Zeppelin, di riscoprire e rielaborare riff presi da brani dei bluesmen Willie Dixon e Howlin' Wolf. La critica trovò terreno fertile per accusarli di plagio e infatti i Led Zeppelin dovettero affrontare varie cause in tribunale. Ma la forza dirompente dell'album, forse il più duro e aggressivo del gruppo, trainata dalla celebre Whole Lotta Love, andò oltre le accuse della critica: in poco tempo Led Zeppelin II divenne un album leggendario, decretando definitivamente la nascita dell'hard rock.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Le sessioni di registrazione per l'album ebbero luogo agli Olympic e Morgan Studios a Londra; agli A&M, Quantum, Sunset, Mirror Sound e Mystic Studios di Los Angeles; agli Ardent Studios di Memphis, Tennessee; A&R, Juggy Sound, Groove e Mayfair Studios di New York City; e "Hut" di Vancouver.[12] La produzione fu interamente accreditata a Jimmy Page, mentre si trattò del primo album dei Led Zeppelin a ricorrere all'abilità del tecnico del suono Eddie Kramer. Questa "partnership" fu particolarmente evidente nella sezione centrale della traccia Whole Lotta Love.

Una canzone scartata dalle sessioni per l'album, La La è stata inclusa nella ristampa Deluxe Edition dell'album nel 2014.

Descrizione dei brani[modifica | modifica wikitesto]

Il disco si apre con Whole Lotta Love, una delle grandi canzoni della storia del rock, con l'inconfondibile riff di Jimmy Page. La canzone ha un complesso intermezzo strumentale (che ricorda le sonorità dei primi Pink Floyd) in cui Robert Plant imita un orgasmo; d'altronde, il testo di Whole Lotta Love è pieno di allusioni sessuali. What Is and What Should Never Be è una pacifica ballad, a cui segue la più scabrosa The Lemon Song, un blues, che contiene il famoso e lunghissimo assolo di basso di John Paul Jones (il limone è un'allusione all'organo genitale maschile), rielaborazione rock di Killin' Floor di Howlin' Wolf. Nel bel mezzo di un disco hard rock c'è posto anche per la delicatissima Thank You, ballata permeata dall'organo di John Paul Jones e dedicata da Robert Plant alla moglie. Heartbreaker invece riporta il disco sui canoni hard: è un altro brano leggendario, con un altro celebre riff e un ispirato assolo di Page (Eddie Van Halen perfezionò la sua nota tecnica chitarristica con l'intento di rendere più semplice l'esecuzione di tale assolo). Segue l'altrettanto travolgente Livin' Lovin' Maid (She's Just a Woman). Ramble On (ennesima pietra miliare del rock) è d'ispirazione tolkieniana, mentre in Moby Dick il batterista John Bonham esegue un lunghissimo, stupefacente assolo che in concerto veniva dilatato a dismisura, quasi per mezz'ora. Il disco si chiude con l'accattivante blues di Bring It on Home.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La fotografia della Prima guerra mondiale sulla quale fu basata la grafica di copertina dell'album.

Il design della copertina fu opera di David Juniper, al quale la band aveva semplicemente chiesto di "tirare fuori un'idea interessante". Juniper era un ex compagno di studi di Page alla Sutton Art College nel Surrey.[13] La grafica della copertina si basò su una fotografia della Divisione Jagdstaffel 11 della Luftstreitkräfte durante la prima guerra mondiale, la famosa squadriglia volante capitanata dal celebre "Barone Rosso". Dopo aver colorato la foto, le facce dei quattro membri della band furono aerografate sui volti originali presi da una pubblicità del 1969. Gli altri visi aggiunti, secondo Juniper, furono Miles Davis o Blind Willie Johnson, un amico di Andy Warhol (possibilmente Mary Woronov) e l'astronauta Neil Armstrong,[14] anche se in realtà si tratta dell'astronauta Frank Borman.[15]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

L'album venne pubblicato il 22 ottobre 1969 su etichetta Atlantic Records, con pre-ordini di 400,000 copie.[16] La campagna pubblicitaria del disco venne incentrata sugli slogan "Led Zeppelin – The Only Way to Fly" e "Led Zeppelin II Now Flying".[17] Dal punto di vista delle vendite, Led Zeppelin II fu il primo album della band a salire al n. 1 negli Stati Uniti, scalzando Abbey Road dei Beatles dalla vetta della classifica, dove rimase per sette settimane.[17] Nell'aprile 1970 aveva registrato tre milioni di vendite nei soli Stati Uniti, mentre in Gran Bretagna restò in classifica per 138 settimane, raggiungendo la vetta nel febbraio 1970.[17]

L'album inoltre sfornò il più grande successo della band con il brano Whole Lotta Love. Pubblicata come singolo, la canzone raggiunse la quarta posizione nella Billboard Hot 100 nel gennaio 1970, dopo che la Atlantic si era opposta al volere del gruppo, pubblicando una versione "accorciata" della canzone su 45 giri. Il successo del disco aiutò a stabilire la reputazione dei Led Zeppelin come attrazione di livello internazionale, e nell'anno seguente, il gruppo continuò a fare tour incessantemente, esibendosi inizialmente in club e sale da ballo, poi in arene più grandi e alla fine negli stadi quando la loro popolarità crebbe sempre più.[18]

Nel 1970, l'art director David Juniper ricevette una nomination ai Grammy Award nella categoria Grammy Award for Best Recording Package per la copertina di Led Zeppelin II.[17] Il 10 novembre 1969, l'album fu certificato disco d'oro dalla Recording Industry Association of America e nel 1990 divenne cinque volte disco di platino con vendite di oltre 5 milioni di copie. Il 14 novembre 1999, Led Zeppelin II raggiunse i dodici milioni di copie vendute e fu certificato 12 volte disco di platino dalla RIAA.[19]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A[modifica | modifica wikitesto]

  1. Whole Lotta Love - 5:35
  2. What Is and What Should Never Be - 4:45
  3. The Lemon Song - 6:19
  4. Thank You - 4:49

Lato B[modifica | modifica wikitesto]

  1. Heartbreaker - 4:14
  2. Living Loving Maid (She's Just a Woman) - 2:39
  3. Ramble On - 4:24
  4. Moby Dick - 4:20
  5. Bring It on Home - 4:21

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Stephen Thomas Erlewine, Led Zeppelin II, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Gold & Platinum Discs, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 25 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  3. ^ (DE) Verband der Österreichischen Musikwirtschaft, IFPI Austria. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  4. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 14 febbraio 2016. Selezionare "LED ZEPPELIN" e premere "OK"
  5. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 22 aprile 2015.
  6. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  7. ^ (EN) Accreditations - 2007 Albums, ARIA. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  8. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 13 marzo 2015.
  9. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  10. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. Digitare "Led Zeppelin" in "Keywords", dunque premere "Search".
  11. ^ (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 13 marzo 2015.
  12. ^ Led Zeppelin II, Led Zeppelin, Atlantic Records, R2-536181, Super Deluxe Edition Box, 2014 Note interne, pag. 3
  13. ^ David Juniper, led-zeppelin.org, 25 settembre 2010. URL consultato il 6 ottobre 2015.
  14. ^ Michael Goldstein, Cover Story – "Led Zeppelin II" by David Juniper, rockpopgallery.typepad.com, 18 maggio 2007. URL consultato il 19 novembre 2012.
  15. ^ Neil Armstrong and Led Zeppelin's album art – collectSPACE: Messages, collectSPACE. URL consultato il 13 giugno 2014.
  16. ^ Welch, Chris (1994) Led Zeppelin, London: Orion Books. ISBN 1-85797-930-3, p. 40.
  17. ^ a b c d Lewis, Dave (1994), The Complete Guide to the Music of Led Zeppelin, Omnibus Press, pp. 13–19. ISBN 0-7119-3528-9
  18. ^ allmusic: Led Zeppelin – Bio. All Media Guide, LLC. Retrieved 11 February 2009.
  19. ^ Billboard 200: Page 1, su Billboard. URL consultato il 14 giugno 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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