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I Cavalieri dello zodiaco: Le porte del paradiso

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« Un uomo che vuole elevarsi fino ad un dio... è una cosa inaccettabile per la divinità... l'umano deve essere punito »
(frase di chiusura del film)
I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del paradiso
Tenkaihen.png
Apollo
Titolo originale 聖闘士星矢 天界編 序奏 ~overture~ (Saint Seiya Tenkai-hen Jousou ~Overture~)
Lingua originale giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 2004
Durata 83 min
Genere animazione, azione, fantastico
Regia Shigeyasu Yamauchi
Soggetto Masami Kurumada
Sceneggiatura Michiko Yokote, Akatsuki Yamatoya
Produttore Bandai Visual, Toei Animation
Casa di produzione Toei Animation
Distribuzione (Italia) Yamato Video
Montaggio Shigeru Nishiyama
Musiche Seiji Yokoyama
Art director Yukiko Iijima
Character design Michi Himeno, Shingo Araki
Animatori Michi Himeno, Shingo Araki
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del paradiso (聖闘士星矢 天界編 序奏 ~overture~ Saint Seiya Tenkai-hen Jousou ~Overture~?) è il quinto lungometraggio di animazione dei Cavalieri dello zodiaco, collocato come seguito della saga di Hades e prologo di una futura "saga dei cieli" (o "Saga di Zeus"). È stato proiettato per la prima volta in Giappone il 14 febbraio 2004 tra la fine del capitolo "Sanctuary" e l'inizio del capitolo "Inferno" della saga di Hades.

In Italia il film è stato trasmesso per la prima volta su Hiro il 24 gennaio 2009 dopo la fine della trasmissione in chiaro su Italia1 del capitolo "Sanctuary" e prima dell'inizio della trasmissione del capitolo "Inferno" della saga di Hades. Nel 2013 la Yamato Video ne annuncia la proiezione al cinema col titolo Capitolo del regno dei Cieli - Overture[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film si apre con Pegasus su una sedia a rotelle in uno stato semi vegetativo causato dal combattimento sostenuto contro Ade nei Campi Elisi e al potere venefico della spada del dio. Il guerriero viene presto attaccato da un trio di Cavalieri, mandati dalla dea Artemide per vendicare gli oltraggi fatti dai Cavalieri di Atena verso gli dei Poseidone ed Ade. Nonostante gli angeli di Artemide attacchino con delle lance Pegasus, egli non subisce danni grazie alla protezione di Atena, che lo ha accudito per tutto il tempo in una baita di montagna. Atena si offre di cedere volontariamente il suo potere divino e la prerogativa di difesa della Terra ad Artemide a patto che questa non uccida i suoi Cavalieri.

Successivamente Pegasus si risveglia dal torpore in cui versava e, vagando, si imbatte in Castalia, che lo indirizza verso il Santuario. Al Grande Tempio, Pegasus ha un confronto con il Cavaliere dell'Unicorno, Tisifone ed Aspides, che ora sono votati ad Artemide. Provando a combattere, Pegasus scopre di non riuscire più a bruciare il suo cosmo.

Intanto Andromeda sta combattendo contro Teseo, uno degli Angeli di Artemide e, in evidente difficoltà, viene aiutato da Phoenix. Inizialmente i due vengono sconfitti dall'Angelo ma poi, grazie anche al supporto dei Cavalieri d'Oro (le cui anime, accusate di ribellione agli dei, sono state sigillate in una statua), riescono a recuperare le forze e a sconfiggere così il nemico.

Pegasus nel frattempo trova fortuitamente la sua armatura, che indossa ignorando il dolore (apparentemente è il suo corpo che la rifiuta), e si incammina verso Sirio e Cristal, che stanno combattendo contro Odisseo, altro Angelo di Artemide. Nonostante gli sforzi Pegasus non riesce ad infliggere alcun danno al nemico, perciò Cristal e Sirio si sforzano affinché Pegasus riesca a passare per raggiungere Atena, che intanto sta versando il suo sangue per concedere più tempo alla terra, in modo che venga distrutta il più tardi possibile da Artemide. Cristal e Sirio, nonostante le ferite, riescono a sconfiggere Odisseo e cadono a terra privi di forze. Intanto Pegasus ha un incontro con Icaro, l'Angelo più vicino ad Artemide, un tempo semplice umano, che aspira a lasciare la propria condizione per divenire un dio. Dopo un breve scambio di colpi, i due vengono interrotti da Castalia, la quale, grazie ad un amuleto posseduto sia da lei che da Icaro, riconosce quest'ultimo come il perduto fratello Toma. Il combattimento finisce con Pegasus scagliato giù da un burrone e Castalia che se ne va.

Pegasus riprende il suo cammino verso Atena, ma viene interrotto nuovamente da Icaro che, con un colpo, lo scaglia dentro la sala nella quale Atena sta versando il proprio sangue. La dea dice a Pegasus di essere obbligata a doverlo privare della vita e a questo fine si fa ridare il proprio scettro, simbolo della protezione esercitata sulla Terra, da Artemide; Pegasus, accecato d'amore, acconsente felicemente alla richiesta della propria dea. Trafiggendo il corpo del Cavaliere, però, Isabel non uccide Pegasus, bensì lo libera finalmente dalla maledizione di Ade: Pegasus può ora combattere con tutte le forze e riesce a sconfiggere Icaro, il quale confessa di non essersi mai dimenticato della sorella, unico sentimento che lo legava ancora alla sua condizione di umano.

Artemide, intanto, si prepara a trafiggere con una freccia Atena, la quale ha deciso di muovere guerra agli dei per restituire all'uomo il suo diritto di esistere e liberarlo dall'arroganza degli dèi che pretendono di dominarlo: all'ultimo momento però Icaro si frappone, rimanendo trafitto al posto della dea e chiedendo ad Artemide di risparmiarla.

Proprio in quel momento irrompe nella sala Apollo, che afferra Atena con l'intento di ucciderla. Pegasus però si intromette fra i due, così Apollo sferra un colpo potentissimo che lacera totalmente i vestiti del Cavaliere ed i pezzi dell'armatura ancora integri. Nonostante la potenza formidabile dell'avversario, Pegasus, sorretto da Atena, decide di scagliare verso di lui un colpo, un solo colpo simboleggiante l'umanità, atto a testimoniare l'esistenza dell'uomo. Lo schermo diventa bianco poi appare Pegasus con uno zaino sulla spalla (privo di memoria) incontra Isabel in una casa di montagna e la ragazza gli augura di poter trovare quello di cui è alla ricerca. Dopo i titoli di coda si vede la Santa armatura comparire sul corpo di Pegasus (quella rigenerata nell'elisio tramite il sangue di Atena, nella precedente battaglia con Hades), mentre il ragazzo si scaglia su Apollo riuscendo a ferirlo leggermente al viso.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

In base a quanto dichiarato dal responsabile della KurumadaPro Masashi Yamaguchi, il film entrò in produzione fra la prima e la seconda serie di OAV de I Cavalieri dello zodiaco - Saint Seiya - Hades, come strategia per il rilancio del franchising[2]. Kurumada propose quindi che il film come parte di una trilogia che doveva narrare la battaglia contro Zeus e gli dei dell'Olimpo. L'uscita della pellicola fu anticipata dalla pubblicazione sulla rivista Super Jump di otto tavole a colori disegnate da Kurumada stesso[2] sotto il titolo "Tenkai-Hen: Overture" (ristampate in seguito nell'art book Sora[3]).

Rapporto con le altre opere[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dello scarso successo del film al cinema, Le porte del paradiso venne successivamente disconosciuto dal mangaka, alludendo anche al fatto che molti elementi da lui proposti per la trama non furono usati dal regista Yamaguhi[4], dando il via ad serie di dissidi fra il produttore e l'autore che portarono poi l'affidamento dei rimanenti OAV di Hades ad uno staff diverso da quello impiegato da Yamauchi (regista sia de Le porte del paradiso che degli OAV del Chapter Hades - Sanctuary)[2].

In seguito anche alla ripresa di vari elementi del lungometraggio nel sequel canonico a fumetti disegnato direttamente da Kurumada, Saint Seiya: Next Dimension - Myth of Hades, il film pare dunque non trovare una collocazione specifica.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Lady Isabel (城戸 沙織 Kido Saori?)
Seiyu: Keiko Han; Doppiatore italiano: Dania Cericola
Pegasus (天馬星座の星矢 Pegasus no Seiya?)
Seiyu: Tôru Furuya, Doppiatore italiano: Ivo De Palma
Sirio (龍星座の紫龍 Dragon no Shiryu?)
Seiyu: Hirotaka Suzuoki, Doppiatore italiano: Marco Balzarotti
Cristal (白鳥星座の氷河 Cygnus no Hyoga?)
Seiyu: Kôichi Hashimoto, Doppiatore italiano: Luigi Rosa
Andromeda (仙女星座の瞬 Andormeda no Shun?)
Seiyu: Ryô Horikawa, Doppiatore italiano: Andrea De Nisco
Phoenix (鳳凰星座の一輝 Phoenix no Ikki?)
Seiyu: Hideyuki Hori, Doppiatore italiano: Tony Fuochi

Personaggi introdotti[modifica | modifica wikitesto]

Artemide (アルテミス Arutemisu?)
Seiyu: Yurika Hino, Doppiatore italiano: Loredana Nicosia
Apollo (アポロン Aporon?)
Seiyu: Yamaji Kazuhiro, Doppiatore italiano: Claudio Moneta
Angeli (天闘士 Enjeru?, Angel, lett. guerrieri celesti)
Seiyu: Hikaru Midorikawa (Icaro/Toma), Toshiyuki Morikawa (Teseo), Hiroki Takahashi (Odisseo), Doppiatori italiani: Lorenzo Scattorin (Icaro/Toma), Paolo Sesana (Teseo), Gianluca Iacono (Odisseo)
Sono tre guerrieri dell'Olimpo al servizio di Artemide ed indossano armature denominata Glory e portano il nome di eroi della mitologia classica. A parte il personaggio di Toma/Icaro gli altri due (Odisseo e Teseo) sono guerrieri che appartengono alla razza degli angeli come provano le loro ali[5] Il personaggio di Toma è stato realizzato in tutto è per tutto, da Kurumada in persona, che poi lo ha riutilizzato nel manga seguito del manga classico di Saint Seiya, cioè Next Dimension.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Cavalieri di Bronzo
Cavalieri d'argento
Cavalieri d'oro

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La notizia sul sito Mangaforever
  2. ^ a b c Traduzione in italiano della nota esplicativa di di Masashi Yamaguchi su icavalieridellozodiaco.net, fansite
  3. ^ Descrizione degli Artbook su icavalieridellozodiaco.net, fansite
  4. ^ Intervista a Kurumada del 2005 ad Animeland all'interno dell'articolo Raccolta delle interviste a Masami Kurumada su icavalieridellozdiaco.net
  5. ^ Il nome della casta di guerrieri è pronunciato Angel per via del rubi, mentre la parola giapponese per angelo è tenshi.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]