Le memorie di un pazzo (Gogol')

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« Perché io sono consigliere titolare e a che titolo sono consigliere titolare? »
(Aksentij Ivanovic)
Le memorie di un pazzo
Titolo originale Zapiski sumasšèdšego
Poprishchin by Repin.jpg
Poprishchin, il protagonista del racconto
Autore Nikolaj Vasil'evič Gogol'
1ª ed. originale 1835
Genere racconto
Sottogenere grottesco
Lingua originale russo
Ambientazione Pietroburgo
Protagonisti Aksentij Ivanovic Poprishchin
Coprotagonisti Il direttore, la figlia del direttore, il caposezione, Marva

Le memorie di un pazzo (Zapiski sumasšèdšego) è un racconto dello scrittore Nikolaj Vasil'evič Gogol'. Pubblicato per la prima volta nella raccolta Arabeschi (1835), Le memorie di un pazzo apparve poi nel terzo volume delle opere complete dello scrittore (1842). In alcuni appunti di Gogol' di poco anteriori alla prima uscita del racconto si trova annotato il titolo Le memorie di un musicista pazzo, il che lascia presumere l'esistenza di una precedente stesura dai contenuti diversi[1].

Come per le altre opere dei Racconti di Pietroburgo (conosciute con questo nome solo dopo l'edizione del 1842) la censura intervenne su Le memorie di un pazzo con diversi tagli; nelle edizioni posteriori, grazie all'ausilio dei manoscritti, le parti soppresse furono reintegrate nel testo del racconto[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto, scritto in prima persona nella forma di un diario, narra la progressiva discesa nella follia del burocrate Aksentij Ivanovic Poprishchin. Attratto dalla bella figlia del suo direttore, e volendo sapere qualcosa di più sul conto di lei, Aksentij Ivanovic sottrae le lettere che sarebbero state scritte dalla cagnolina Maggie, nelle quali egli crede di leggere tutto il disinteresse della ragazza verso di lui. Appresa la notizia che il trono di Spagna è vacante, Aksentij Ivanovic si proclama monarca di quel Paese, inizia a firmare i documenti come Ferdinando VIII e chiede la mano della figlia del direttore; quindi si mette al lavoro sulla sua divisa da consigliere titolare per farne un manto regale. Ormai divenuto completamente pazzo, Aksentij Ivanovic viene portato al manicomio, che però a lui appare come la corte spagnola.

Edizioni in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • Racconti di Pietroburgo, introduzione e traduzione di Tommaso Landolfi, Rizzoli, Milano, 1949.
  • Opere, volume I, a cura di Serena Prina, collana I Meridiani, Mondadori, Milano, 1994. In questa edizione in traduzione di Igor Sibaldi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si vedano le note al racconto in Opere, volume I, a cura di Serena Prina, collana I Meridiani, Mondadori, Milano, 1994.
  2. ^ Opere, volume I, cit.
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