Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le avventure di Pinocchio
Balestri Manfredi.jpg
Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto, in compagnia di Andrea Balestri, Pinocchio.
Paese Italia
Anno 1972
Formato miniserie TV
Genere sceneggiato televisivo
Puntate 6
Durata 280 min (durata classica delle puntate televisive)
320 min (versione estesa per il mercato Home Video)
135 min ca. (versione ridotta per il mercato Home Video)
Lingua originale italiano
Rapporto 4:3
Crediti
Regia Luigi Comencini
Soggetto Carlo Collodi
Sceneggiatura Luigi Comencini, Suso Cecchi D'Amico
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Nino Baragli
Musiche Fiorenzo Carpi
Scenografia Massimo Patrizi, Arrigo Breschi
Costumi Piero Gherardi
Produttore RAI, ORTF, Bavaria Film, Sampaolofilm, Cinepat
Prima visione
Dall' 8 aprile 1972
Al 6 maggio 1972
Rete televisiva Programma Nazionale

Le avventure di Pinocchio è uno sceneggiato televisivo tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Collodi, diretto dal regista Luigi Comencini, e trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana sul canale Rai 1 nell'aprile 1972, suddiviso in cinque puntate, per una durata totale di 280 minuti. Fu poi replicato, sempre in cinque puntate, in occasione del decennale della pellicola (1982).

Comenicini realizzò una versione più lunga, di 320 minuti, suddivisa in sei puntate. Tale versione fu adattata anche in francese, da Pierre Cholodenko[1], per esser trasmessa nel dicembre 1972 dall'emittente Première chaîne de l'ORTF. La versione a sei puntate fu riprodotta in versione home video, quindi digitalizzata e trasmessa sulle emittenti digitali Rai Movie e TV2000. Fu commercializzata anche una versione più corta, della durata di 134 minuti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea nacque già nel lontano 1963, quando Comencini e Suso Cecchi D'Amico, caduti i diritti d'autore sull'opera di Collodi nel 1940, cominciarono a scrivere una nuova sceneggiatura a quattro mani. Il regista volle dare al "suo" Pinocchio una visione particolarmente delicata e poetica, restituendo una patina di sommessa malinconia all'intera vicenda, nonostante la partecipazione di alcuni attori conosciuti, più che altro, per le loro interpretazioni in ruoli comici. Secondo Paolo Mereghetti, lo sceneggiato ebbe un "cast perfettamente azzeccato", con una soddisfacente riduzione dal libro con "più realismo sociale a (lieve) discapito della componente fantastica"[2].

Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il giudice), Lionel Stander (Mangiafoco), Domenico Santoro (Lucignolo).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Come nel celebre romanzo, vi si narrano le disavventure del famoso burattino, anche se, a differenza della versione letteraria, nello sceneggiato Pinocchio è impersonato da un bambino vero, che solo in alcuni punti si ritrasforma in un burattino (in questa serie, Pinocchio diviene burattino o bambino per essere punito, premiato o salvato dalla Fata, fino alla fine, quando è totalmente bambino per la sua buona condotta, e il suo spirito esce dal burattino morto).

Prima puntata[modifica | modifica wikitesto]

Siamo a circa metà del XIX secolo, nell'allora Granducato di Toscana. Delle carovane circensi di un famoso burattinaio, Mangiafoco, arrivano in un piccolo paesino montanaro sul finire dell'inverno, prima di partire per le lontane Americhe nella bella stagione, dopo 4 giorni di spettacolo. Mentre le carovane fanno l'annuncio, un invito dello spettacolo va in faccia a Geppetto, un falegname vedovo che, tramite la marionetta sull'invito, decide di fabbricarsi un burattino di legno a sua invenzione, per poterlo far vedere a tutti come un'altra maschera del Carnevale passato, avere più successo nel suo lavoro e girare il mondo, ma soprattutto per avere l'illusione di essere padre del bambino che ha sempre desiderato e mai avuto. Con un ciocco di legno, apparentemente parlante, regalatogli dall'amico falegname Mastro Ciliegia, Geppetto si costruisce un burattino a sua idea, che soprannomina Pinocchio, poi va a dormire.

Durante una notte fredda e nevosa, nei panni di una Fata, lo spirito della defunta moglie del falegname apre facilmente la porta, entra in casa e, facendo intuire che è stata lei ad animare il ciocco per dare un figlio a Geppetto, propone al burattino un patto preciso: quello di farlo diventare un bambino temporaneo, qualora si fosse comportato correttamente, altrimenti ritornava di legno, fino a quando non avesse dimostrato la sua bontà in modo da essere bambino per sempre. Ma, già il giorno dopo, travolto dalla sua smania di vivere liberamente la sua avventura umana, Pinocchio dimentica spesso la sua gratitudine per Geppetto: al termine della sua prima giornata, dopo aver rubato del formaggio e aver causato l'arresto di Geppetto, si trova già tramutato di nuovo in un burattino di legno e con i piedi bruciati, in seguito all'aver ucciso il Grillo Parlante tirandogli addosso una padella, avendo a noia le sue prediche.

Seconda puntata[modifica | modifica wikitesto]

Tornato bambino dopo la liberazione del babbo, Pinocchio viene mandato a scuola, ma preferisce vendere l'Abbecedario per entrare al Teatro dei Burattini, dove finisce tra le mani del terribile burattinaio Mangiafoco. Una volta entrato, i suoi "fratelli di legno" lo invitano a salire sul palco con una sorta di messaggi telepatici e Mangiafoco, infuriato per l'interruzione della recita, rinchiude Pinocchio tornato burattino nella gabbia della scimmia. Geppetto, disperato, sapendo che il burattinaio stava per partire per le Americhe, decide di andarci anche lui, alla ricerca del figliolo. Mangiafoco nel frattempo, in assenza di legna per arrostire il suo montone, decide di bruciare Pinocchio, ma grazie all'intervento della Fata, questi torna bambino e così Mangiafoco, convinto che si tratti di una burla dei suoi imbonitori Gatto e Volpe, si adira con loro e li liquida con una fucilata. Pinocchio decide di raccontare la sua storia al burattinaio e questi, impietosito e commosso, lo libera e gli regala cinque zecchini d'oro da portare a Geppetto, raccomandandosi di non perderle e di non farle vedere a nessuno.

Terza puntata[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio, sulla strada del ritorno a casa, rincontra il Gatto e la Volpe, che ormai disoccupati, si fanno passare per mendicanti e studiano un piano per soffiargli le monete di Mangiafoco. Sulle prime lo inducono ad offrigli una cena e poi lo convincono dell'esistenza di un campo miracoloso, dove i suoi "miseri zecchini" si sarebbero moltiplicati su di un albero se sotterrati.

Dopo aver cenato, Pinocchio viene risvegliato dall'oste e parte alla ricerca del Gatto e della Volpe e questi, nel tentativo di soffiargli le monete con le cattive, si camuffano coprendosi con due lenzuola e lo impiccano ad un albero. Il ragazzo, che non aveva ascoltato il grillo parlante reincarnato in una gallina, che lo stava mettendo in guardia dai due ladri, avrebbe rischiato di perdere il denaro e la vita, se, all'ultimo momento, non fosse intervenuta ancora una volta la Fata, la quale abita in un limbo-casa per i morti sopra un lago, trasformando il bambino in burattino, .

Dopo alcune domande poste dalla Fata a Pinocchio, che ha risposto con molte bugie (motivo per cui gli si è allungato il naso), il burattino ridiventa in carne ed ossa, ma nell'uscire dalla casa della Fata, s'imbatte nuovamente nei suoi falsi amici, che lo convincono a seppellire le monete al fasullo Campo dei miracoli, per poi soffiargliele di nascosto. Pinocchio, su suggerimento di un contadino, denuncia il furto ad un giudice del posto, che però lo mette in prigione, incredulo della sua storia, ma viene liberato grazie ad un'amnistia.

Quando esce di prigione, decide di ritornare alla casa paradisiaca della Fata, ma al suo posto trova una tomba, sulla quale c'è scritto che quest'ultima è morta di dolore, cioè che il suo spirito è tornato in cielo, poiché già era un essere morto. Allora Pinocchio cammina fino a che non trova una vigna e in preda alla fame, tenta di rubare un grappolo d'uva, ma finisce imprigionato in una tagliola. Il padrone della vigna gli assegna una crudele punizione, legandolo alla catena affinché prendesse il posto dell'ormai defunto cane Melampo, ma riceve in dono la libertà dopo aver abbaiato di notte sventando un furto alle galline e così decide di andare alla ricerca di suo padre.

Quarta puntata[modifica | modifica wikitesto]

Geppetto, intanto, trova in riva al mare il vestitino di Pinocchio e si convince definitivamente che Mangiafoco ha rapito il suo bambino, per portarlo con sé nelle lontane Americhe. Non immagina, invece, che Pinocchio, credendo che la Fata sia morta anche per spirito, è più che mai deciso a ritornare da lui, per ripagarlo del suo amore e per porre fine alle proprie sventure. Recuperata la libertà, Pinocchio arriva al mare proprio nel momento in cui Geppetto, imbarcatosi alla sua ricerca, sta per essere travolto dalla tempesta. I due si salutano da lontano, un attimo prima che Geppetto e la sua barca si inabissino. Respinto sulla spiaggia dalle onde, Pinocchio, convinto ormai di essere rimasto solo al mondo, finisce per aggrapparsi a Lucignolo, uno scolaro svogliato che è destinato a sviarlo una volta di più dai suoi buoni propositi, e di cui diventa complice nel furto di alcune frittelle.

Quinta puntata[modifica | modifica wikitesto]

In un momento in cui Lucignolo lo lascia solo con la sua fame, Pinocchio ritrova la Fata ormai tornata dal cielo con l'anima grazie al dolore sincero di Pinocchio, che lo convince a guadagnarsi il pranzo con la propria fatica e lo ospita a casa sua. Qui la Fata gli promette che gli restituirà il buon Geppetto, miracolosamente scampato, purché Pinocchio s'impegni sinceramente a divenire un ragazzo ed uno scolaro modello, cosa che effettivamente succede. Ma, sui banchi di scuola, Pinocchio ritrova Lucignolo, che propone maliziosamente al suo irrequieto compagno un viaggio favoloso nel Paese dei balocchi, dove i ragazzi possono giocare, mangiare, rompere i vetri e fumare tutto il giorno senza pensare ad altro: in realtà il paese è magico, non esistente sulle cartine geografiche, e dà la giusta punizione a quelli svogliati, tramutandoli in asini e facendoli lavorare sul serio dopo la trasformazione.

Sesta puntata[modifica | modifica wikitesto]

Lucignolo e Pinocchio, dopo la serata di divertimenti e di illusioni nel paese dei Balocchi, si risvegliano la mattina dopo, insieme a tutti gli altri bambini, con delle orecchie da somaro e, ben presto, si trasformeranno entrambi in ciuchini, pronti per la vendita ai compratori di bestiame. Al momento della vendita però, soltanto Pinocchio viene scelto, suo malgrado, per essere consegnato al direttore di un circo. L'ammaestratore equense quindi, lo fa saltare e ballare durante il suo spettacolo ma, una sera, Pinocchio riconosce tra il pubblico la Fata turchina, addolorata di vederlo in quello stato. Sorpreso per l'incontro, Pinocchio cade fatalmente dalla gradinata degli spalti, e si azzoppa gravemente. Non potendo più ballare, il circo lo rivende a un suonatore di tamburi, che lo butta in mare per annegarlo e farne così un tamburo con la sua pelle. Grazie a un incantesimo della Fata però, Pinocchio, in acqua, ritorna ad essere un burattino di legno come prima, si stacca dalla corda e nuota quindi verso il largo. Qui però, viene inghiottito da un pescecane grande quanto una balena. Finito nel suo ventre, ritrova Geppetto, da tempo rifugiato lì dentro dopo il naufragio durante il viaggio verso le Americhe. Padre e burattino finalmente si ritrovano, non solo, Pinocchio diventa definitivamente un bambino, poiché è diventato buono, e la sua anima è uscita dal burattino. Contro la decisione di Geppetto di continuare a vivere nel ventre del pescecane, da lui ritenuta una situazione confortevole, Pinocchio convince invece il falegname a scappare da quella insolita prigione, grazie all'aiuto di un enorme tonno che, generoso, li prende entrambi in groppa per riportarli fino a riva. I due arrivano finalmente su una spiaggia in America, e da lì cominceranno una nuova vita, tentando di raggiungere una casa in lontananza.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La celebre colonna sonora fu composta da Fiorenzo Carpi, e ha avuto molte reinterpretazioni. Fra i suoi brani si ricordano:

  • il tema di Lucignolo (titoli di testa)
  • il tema di Pinocchio o Birichinata (titoli di coda dei singoli episodi)
  • il tema In cerca di cibo, di carattere melanconico
  • il tema di Geppetto, anche interpretato come canzone da Nino Manfredi (titoli di coda della serie)
  • il tema della Fata Turchina o Tre per tre, anch'esso adattato in forma di canzone.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il pisano Balestri fu scelto tra numerosi bambini delle scuole elementari toscane, convocati dal regista per l'audizione: nonostante la tenera età, era infatti di carattere vivace e ribelle, come richiesto. Tuttavia, in molte scene Balestri eseguì numerose interpretazioni con voce eccessivamente stridula, tanto che Comencini dovette far ridoppiare Balestri da se stesso in fase di mixaggio. Nonostante l'enorme successo del 1972, Balestri seguì solo parzialmente la strada del cinema. Da adulto, fu (e viene tuttora) invitato a numerose trasmissioni e interviste, e si è occupato di un percorso video-teatrale itinerante dedicato al film di Comencini, in memoria del regista, scomparso nel 2007.
  • Domenico Santoro (Lucignolo) era invece un ragazzino napoletano, orfano di padre e con dieci fratelli. Lavorava in un'officina di autoriparazioni e fu scelto grazie a un documentario TV sul lavoro minorile che Comencini aveva girato un anno prima. Di spiccato accento partenopeo, fu doppiato da uno sconosciuto ragazzino di Livorno, scelto dal regista in fase di mixaggio[3]. Anche Santoro non seguì la strada del cinema: dopo aver lavorato sempre con Balestri in Torino nera (dello stesso anno), di carattere più riservato, ritornò nell'anonimato a Napoli.
  • Ugo D'Alessio (Mastro Ciliegia), anch'egli attore di marcato accento napoletano, fu invece doppiato da Riccardo Billi, lo stesso attore che interpreta l'Omino di Burro. Billi prestò anche la voce al Grillo Parlante nella canzone "Una stella cade" nel celeberrimo film animato prodotto dalla Disney nel 1940, e recitò in un ruolo secondario nel film Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone nel 1947.
  • Mario Adorf, che interpreta il direttore del circo in questo sceneggiato, interpretò Geppetto nella miniserie televisiva del 2013 sullo stesso soggetto, realizzata dalla regista tedesca Anna Justice e ancora inedita in Italia.
  • il burattino di legno utilizzato nel film fu opera di Oscar Tirelli, che se ne curò anche durante le scene. Ne furono fatti tre esemplari: uno statico, il cui originale poi acquistato da un imprenditore di Nizza, Francia. Uno meccanico, utilizzato per le scene in movimento, oggi conservato negli archivi della San Paolo Film di Milano, più una testa senza occhi (per le scene del movimento meccanico degli occhi), conservata nel Teatro Prati di Roma [4]. Uno acquatico, costituito da vari pezzi divisi e impermeabili, per le scene in acqua, conservati negli archivi Cinepat di Roma.
  • Lo sceneggiato venne realizzato a colori, nonostante all'epoca la RAI trasmettesse ancora in bianco e nero (le trasmissioni a colori regolari della RAI inizieranno solo cinque anni dopo, il 1º febbraio del 1977).

Differenze tra il romanzo originale e lo sceneggiato[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel libro, non c'è l'episodio in cui un biglietto rappresentante un burattino, portato via al carrozzone di Mangiafuoco da una folata di vento, finisce in faccia a Geppetto. Nello sceneggiato, è questo il motivo che lo induce a costruire Pinocchio.
  • Nel romanzo originale, Pinocchio viene trasformato da burattino a bambino in carne ed ossa soltanto alla fine della storia, mentre in questo sceneggiato viene trasformato in bambino o in burattino dalla Fata per essere punito, premiato o salvato nel corso dei vari episodi. Inoltre, trasformando Pinocchio in bambino per la prima volta, la Fata lascia intendere di avere animato lei il ciocco, proprio come nel film Disney del 1940. Il libro, invece, lascia intendere che il pezzo di legno non sia animato da fattori esterni, ma vivente di per sé.
  • Nel romanzo originale, Geppetto indossa una parrucca gialla come la polenta e per questo viene canzonato dai ragazzini del vicinato con il soprannome di "Polendina", mentre in questo sceneggiato, egli ha capelli naturali secondo la pellicola e di color brizzolato.
  • Nel romanzo originale, Geppetto è stato messo in prigione perché si temeva desse al burattino una punizione troppo violenta per essere fuggito di casa, mentre in questo sceneggiato, l'anziano falegname è stato rinchiuso dopo il furto di un pezzo di formaggio da parte del figlio, perché i carabinieri erano increduli alla storia di un burattino divenuto bambino.
  • Nel romanzo originale, il Grillo Parlante riappare più volte, anche in seguito alla tentata uccisione da parte di Pinocchio, mentre in questo sceneggiato, il Grillo viene ucciso definitivamente con una padellata per poi non riapparire più in scena.
  • Nel romanzo originale, le pere erano la colazione di Geppetto durante la sua prigionia, mentre in questo sceneggiato, queste sono state appoggiate casualmente da Mastro Ciliegia sulla finestra di Geppetto ed inoltre Pinocchio poteva mangiare soltanto quando era in carne ed ossa (memorabile a tal proposito è la frase di Geppetto "Ha fame! Non può neanche mangiare, ha la bocca finta", non accorgendosi della ritrasformazione del figlio da burattino a bambino).
  • Nel romanzo originale, Pinocchio ha pronunciato la frase "lo leggerei volentieri ma per l'appunto oggi non so leggere" dopo essersi recato al gran teatro dei burattini al cospetto di tale scritta, mentre in questo sceneggiato, il protagonista ha pronunciato questa frase quando il bidello lo ha invitato a leggere la scritta "PALAZZO SCOLASTICO" nel suddetto edificio.
  • Nel romanzo originale, l'uomo cui Pinocchio vende il suo abbecedario è presentato come uno straccivendolo, non come un generico passante come nello sceneggiato. Inoltre, nello stesso romanzo, non figura lo scontro fra lui e Geppetto nel momento in cui trova l'abbecedario foderato in mano al figlio di quel tale.
  • Nel romanzo originale, anche i burattini del teatro di Mangiafoco erano viventi e autonomi come Pinocchio, mentre in questo sceneggiato erano semplici fantocci animati dai dipendenti del burattinaio, ma riuscivano a comunicare con Pinocchio in una sorta di messaggi telepatici che solo lui poteva percepire e lo hanno riconosciuto come burattino anche quando era ancora in carne ed ossa sapendone persino il nome, pur non avendolo mai sentito ("ma come avete fatto a sapere che ero io" dice per questo Andrea Balestri) ma poi si è ritrovato di legno al cospetto del capo compagnia per poi tornare ad essere bambino quando rischiava di essere bruciato nel fuoco. (memorabile a tal proposito è la frase del Gatto e della Volpe "Veramente un burattino che salta da solo sul palcoscenico è una cosa piuttosto insolita. Avrà avuto le traveggole signor Mangiafoco")
  • Nel romanzo originale, il Gatto e la Volpe erano due bestie fannullone che si fingevano uno cieco e uno zoppo e vivevano di espedienti e raggiri verso il prossimo fin da principio, mentre in questo sceneggiato erano umani alle dipendenze di Mangiafoco per poi essere licenziati in seguito alla loro ribellione verso il principale ed inoltre indossavano costumi da gatto e da volpe mentre lavoravano, ma poi, con la restituzione di questi ultimi al loro capo, si sono ritrovati ad indossare vecchi stracci e a chiedere l'elemosina in un paese dove tutti erano più poveri di loro e hanno visto in Pinocchio un'occasione per sfamarsi.
  • Nel romanzo originale, il Grillo Parlante si è reincarnato in un merlo che invitava Pinocchio a diffidare del Gatto e della Volpe e per questo è stato mangiato dal Gatto, mentre in questo sceneggiato l'insetto si reincarna in una gallina
  • Nel romanzo originale, Pinocchio, dopo l'impiccagione da parte del Gatto e della Volpe, è stato visitato dai dottori che erano una civetta e un corvo affiancati dal Grillo Parlante, mentre in questo sceneggiato i due dottori erano due esseri umani le cui capigliature e barbe richiamano l'idea della civetta e del corvo, mentre alcune frasi del Grillo Parlante sono state pronunciate dalla Lumaca (che in realtà era un'anziana donna con in testa un cappello che ricorda una lumaca). Dopo la visita dei dottori, nel romanzo originale la Fata dà a Pinocchio una medicina, che viene da lui rifiutata in quanto amara, ma l'ha bevuta per forza in seguito allo spavento per la vista dei conigli neri con la bara, mentre in questo sceneggiato queste scene sono state tagliate ed inoltre non c'era alcun riferimento al cane Medoro.
  • Nel romanzo originale, era un pappagallo che suggeriva a Pinocchio di denunciare il furto delle monete d'oro, mentre in questo sceneggiato questo ruolo spetta ad un contadino, così come il ruolo del giudice e dei due carabinieri spetta a degli esseri umani e non ad un gorilla e due cani come nel romanzo originale. In questo sceneggiato, inoltre, Pinocchio viene messo in prigione perché il giudice si dimostra incredulo alla storia di una fata che lo trasforma in burattino per salvarlo ed inoltre lo stesso protagonista parla molto ingenuamente al giudice del campo dei miracoli, dimostrando così di essere ancora convinto del suo potere miracoloso e che i soldi non siano cresciuti sull'albero soltanto perché il Gatto e la Volpe gli avevano derubato quelli sotterrati. Nel romanzo originale, dopo la predica del pappagallo, Pinocchio capisce che i soldi non si moltiplicano seminandoli come i fagioli ed inoltre non è chiara la ragione per la quale il burattino viene messo in prigione (dal testo si evince che era per dare soddisfazione ai ladri oppure si può intuire che nel paese di Acchiappacitrulli, come dice il nome stesso, vigeva la legge di arrestare i gonzi e i creduloni)
  • Nel romanzo originale, il Serpente sputafuoco incontrato da Pinocchio dopo essere uscito di prigione era un essere vivente morto poi dalle risate quando il burattino è inciampato dalla paura, mentre in questo sceneggiato si trattava di un fantoccio con dei fumogeni all'interno, manovrato da dei ragazzini burloni intenti a fare uno scherzo di Carnevale al primo grullo che sarebbe passato di lì.
  • Nel romanzo originale, Pinocchio, paradossalmente alla sua ignoranza, sapeva leggere autonomamente il testo presente sulla tomba della fata, mentre in questo sceneggiato, non avendo ancora imparato a leggere, si è fatto aiutare da un passante.
  • Nel romanzo originale, i ladri di polli erano delle faine, mentre in questo sceneggiato questi vengono rappresentati da un'anziana signora e un giovane (probabilmente suo figlio secondo la storia)
  • Nel romanzo originale, Pinocchio viaggiava in groppa ad un colombo per raggiungere la spiaggia dove suo padre stava per imbarcarsi, mentre in questo sceneggiato, il protagonista ha raggiunto il luogo in questione a piedi, seguendo il corso dell'acqua presente sotto un ponte. Inoltre, nel romanzo, a dare a Pinocchio notizie di Geppetto, è il colombo stesso. Nello sceneggiato, questo ruolo spetta al padrone di Melampo dopo la liberazione del protagonista.
  • Il romanzo non specifica il motivo per cui Geppetto decide di andare a cercare Pinocchio aldilà del mare. Nello sceneggiato, invece, Geppetto viene a sapere che Pinocchio è andato al teatro dei burattini di Mangiafuoco prima della partenza di quest'ultimo per le Americhe (altra invenzione dello sceneggiato) e questo è il motivo per cui lui sceglie di cercare Pinocchio in un luogo così remoto. Inoltre, il romanzo lascia intendere che Geppetto vaghi per il mondo solo alla ricerca di Pinocchio. Nello sceneggiato, Mastro Ciliegia lo accompagna fino a quando lo stesso Geppetto decide di costruire la barca.
  • Nel romanzo originale, quando Pinocchio è approdato all'isola delle Api Industriose, è stato informato dell'esistenza del pescecane da un delfino, mentre in questo sceneggiato, questo ruolo spetta ad un pescatore.
  • Nel romanzo originale, la Fatina da principio era una fanciulla che fungeva da sorellina per Pinocchio, ma quando questi l'ha scoperta viva, l'ha ritrovata cresciuta che ora poteva fargli da mamma, mentre in questo sceneggiato, la Fatina era adulta da principio ed è descritta come il fantasma della moglie di Geppetto. Il romanzo, invece, non specifica se Geppetto fosse celibe o vedovo. Inoltre, nello sceneggiato, quando Pinocchio la ritrova nel Paese delle Api Industriose, lei non lavora come portatrice d'acqua, ma distribuisce della minestra ai poveri.
  • Nel romanzo originale, Pinocchio si è lasciato abbindolare da alcuni compagni a marinare la scuola per andare al mare, poi viene coinvolto in una zuffa e un suo libro è finito accidentalmente sulla tempia di un compagno di nome Eugenio. Dopo un inseguimento da parte dei carabinieri e del cane mastino Alidoro, Pinocchio è finito in acqua, per essere poi ripescato dal Pescatore Verde, che voleva mangiarlo scambiandolo per una creatura marina commestibile ma poi viene salvato dallo stesso cane Alidoro. Quando torna a casa, viene ad aprirgli la porta la Lumaca dopo molto tempo durante un acquazzone e gli porta da mangiare del cibo fasullo da parte della Fatina, intenta a punirlo per aver marinato la scuola. Anche in questo sceneggiato Pinocchio viene accolto dalla Lumaca dopo molto tempo durante un acquazzone e gli porta da mangiare del cibo fasullo, ma dopo che Pinocchio viene buttato fuori dalla classe insieme a Lucignolo e insieme scappano da scuola scavalcando la ringhiera. Strada facendo Lucignolo parla a Pinocchio del Paese dei Balocchi e Pinocchio, per seguire l'amico non si presenta alla festa organizzata dalla Fata con i suoi compagni. Dopo aver aiutato Lucignolo ad accendere il fuoco che avrebbe fermato il carro che lo avrebbe portato in quel paese, decide di tornare dalla Fata, ma poi scappa con l'amico perché indispettito dallo "scherzo stupido" del cibo fasullo (memorabile è la frase "Basta! Me ne vado con Lucignolo!").
  • Nel romanzo originale non viene specificato se Lucignolo avesse i genitori o meno, mentre in questo sceneggiato si sa che egli ha la madre (che compare in spiaggia alla ricerca disperata del figlio affiancata da un carabiniere) e il padre (non inquadrato ma nominato dalla madre quando dialoga con il carabiniere dicendo "questa volta però suo padre lo ammazza" e dal figlio quando dice a Pinocchio "Lo sai che i grandi dicono sempre un sacco di bugie? Mio padre dice sempre che il vino fa male e alla sera torna a casa tutto ubriacato, ma sta benone").
  • Nel romanzo originale, si sa solo che Lucignolo era il peggiore dei compagni di scuola di Pinocchio, ma questi gli voleva un gran bene senza saperne il motivo e non viene specificato come il ragazzaccio e il protagonista si siano conosciuti. In questo sceneggiato, Pinocchio conosce Lucignolo sull'Isola delle Api Industriose, nascosto sotto a una barca naufragata durante la tempesta per non farsi sorprendere dalla madre e dal carabiniere ed inoltre nel romanzo non avviene il furto di frittelle dove Pinocchio si è lasciato coinvolgere per sfamarsi ed è questo il motivo per cui il protagonista considera Lucignolo il suo migliore amico.
  • Nel romanzo originale, compare una marmottina che precisa a Pinocchio che sarebbe diventato un asino, mentre in questo sceneggiato questo personaggio non è presente.
  • Nel romanzo, l'Omino di Burro vende Pinocchio direttamente al direttore del circo. Nello sceneggiato, lo vende a un'altra persona che lavora per lo stesso direttore del circo.
  • Nello sceneggiato, Pinocchio, trasformato in asino, azzoppisce inciampando tra degli scalini. Nel romanzo, azzoppisce saltando in un cerchio infuocato.
  • Nel romanzo originale, la Fatina si trasforma in capretta turchina quando Pinocchio sta per essere ingoiato dal pescecane, mentre in questo sceneggiato ciò non avviene.
  • Nel romanzo originale, Pinocchio, dopo aver aiutato Geppetto a fuggire dal pescecane, diventa laborioso e studioso per assistere il suo anziano genitore malaticcio, fino all'intervento provvidenziale della Fatina, mentre in questo sceneggiato la serie si conclude con l'uscita di Pinocchio e Geppetto dal pescecane grazie all'aiuto del tonno (presente comunque anche nel romanzo originale), poi si rifugiano in una casa e di loro non si sa più nulla, così come non si sa più nulla del Gatto, della Volpe e di Lucignolo contrariamente alle ultime pagine del romanzo originale, ove le due bestie si ritrovano ad essere divenute veramente due poveri disgraziati (il Gatto era diventato cieco davvero e la Volpe aveva venduto la coda), mentre Lucignolo, trasformato ormai in un asino, era morto di stenti nel lavorare con l'ortolano Giangio, tuttavia Geppetto li cita dicendo che non avranno un bel futuro e che "avranno ciò che si meritano".

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

A dispetto dell'ambientazione toscana della novella di Collodi, lo sceneggiato fu girato principalmente nel Lazio, tra le province di Roma e di Viterbo[5]:

  • Farnese (Viterbo) - set utilizzato per l'inizio della vicenda. Il borgo della Chiesa di Sant'Umano è la casa di Geppetto, di Mastro Ciliegia e Bottega di Teodoro. Casa Farnese, in centro paese, c'è la finta stazione dei Carabinieri. Dietro il Monastero delle Clarisse c'è sia il luogo delle scene del Lavatoio sia la casa del paesano che tira l'acqua dalla finestra in testa a Pinocchio. Via Colle S. Martino (retro del Municipio) è invece il luogo della scena del "Palazzo Scolastico" e dell'Osteria "Vendita Vino".
  • Ischia di Castro (Viterbo) - Il ponte dove Geppetto cerca Pinocchio, situato nel Fiume Fiora.
  • Isola Farnese (Roma) - L'Osteria del Gambero Rosso.
  • Lago di Martignano - La casina della Fata[6], la tomba della Fata.
  • Antemurale del Porto di Civitavecchia (Roma) - Ricostruzione (nella parte interna) del borgo dei pescatori dal quale, su una piccolissima barchetta, parte Geppetto per le lontane Americhe in cerca di Pinocchio; sull'esterno del molo, scena dell'arrivo di Pinocchio che si tuffa in aiuto di Geppetto già in balia dei marosi: ambedue vengono inghiottiti dal mare.
  • Colle Fiorito (Guidonia) - Il Paese dei Balocchi; le scene furono girate nei Baracconi, dei capannoni adibiti alla essiccazione del tabacco, poi demoliti a metà degli anni novanta per costruire il primo centro commerciale della zona: Piazza Italia, Centro commerciale La Triade.
  • Saline di Tarquinia (Viterbo) - Il paese dove Pinocchio conosce Lucignolo, ritrova la Fata creduta morta, con la sua casina sul lago, e frequenta la scuola.
  • Teatro Sociale di Amelia (Terni) - Il circo in cui Pinocchio, tramutato in somaro, è maltrattato dal direttore e finisce con il rompersi una zampa.
  • Spiaggia di Torre Astura (Nettuno) - La spiaggia americana dove approdano Pinocchio e Geppetto fuggiti dalla pancia del pescecane, alla fine dello sceneggiato.
  • Caprarola (Viterbo) - La classe degli asini

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura, Luisa e Morando Morandini, "il Morandini 2008, dizionario dei film", pagina 142.
  2. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 2008, a proposito della versione cinematografica di 134 minuti.
  3. ^ http://www.leavventuredipinocchio.com/comencini.htm
  4. ^ http://www.leavventuredipinocchio.com/chilhavisto.htm.
  5. ^ Le fotografie e le cartine dei luoghi delle riprese sono visibili nel sito ufficiale dello sceneggiato tv "http://www.leavventuredipinocchio.com" (ad esempio http://www.leavventuredipinocchio.com/saline-set1.htm).
  6. ^ La casina della Fata, sulla riva di un lago, è stata costruita per le riprese dello sceneggiato, sia sulle rive del lago di Martignano (quando Pinocchio cerca di fuggire dagli assassini), sia alle Saline di Tarquinia (più avanti nello sceneggiato, quando Pinocchio ritrova la Fata).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione