Le Mans '66 - La grande sfida

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Le Mans '66 - La grande sfida
Le Mans '66 - La grande sfida.jpg
Matt Damon e Christian Bale in una scena del film
Titolo originaleFord v Ferrari
Lingua originaleInglese, Italiano
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2019
Durata152 min
Rapporto2,39:1
Generedrammatico, biografico, sportivo
RegiaJames Mangold
SceneggiaturaJez Butterworth, John-Henry Butterworth, Jason Keller
ProduttorePeter Chernin, James Mangold, Jenno Topping
Produttore esecutivoDani Bernfeld, Kevin Halloran, Adam Somner
Casa di produzione20th Century Fox, Chernin Entertainment
Distribuzione in italianoWalt Disney Studios Motion Pictures
FotografiaPhedon Papamichael
MontaggioMichael McCusker, Andrew Buckland
MusicheMarco Beltrami
ScenografiaFrançois Audouy
CostumiDaniel Orlandi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Le Mans '66 - La grande sfida[1] (Ford v Ferrari)[2] è un film del 2019 diretto da James Mangold.

Il film segue le vicende degli ingegneri e dei membri della scuderia statunitense Ford, guidata dal progettista Carroll Shelby e dal suo pilota britannico Ken Miles, ingaggiati da Henry Ford II e Lee Iacocca col compito di costruire una vettura, la Ford GT40, in grado di vincere la 24 Ore di Le Mans del 1966 contro l'avversaria Ferrari. Il film ha ricevuto 4 candidature ai Premi Oscar 2020, tra cui l'Oscar per il miglior film, vincendo però nelle categorie tecniche, miglior montaggio e miglior montaggio sonoro.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

24 Ore di Le Mans 1959. Carroll Shelby vince la gara alla guida di una Aston Martin ufficiale, ma l'acuirsi di un problema cardiaco congenito lo costringe di lì a breve ad abbandonare la carriera di pilota.

Stati Uniti, 1963. Shelby è diventato un piccolo costruttore di vetture da corsa e con la sua squadra partecipa al campionato nazionale SCCA. Tra i suoi piloti c'è Ken Miles, dall'indole per nulla diplomatica ma molto competente in fatto di vetture grazie anche all'attività di meccanico nella sua piccola officina. Durante i preparativi per una gara a Willow Springs, è proprio il caratteraccio di Miles a compromettere un possibile accordo con la Porsche. Da qui nasce un alterco tra Shelby e Miles, che si conclude quando Ken tenta di colpire Carroll lanciandogli una chiave inglese. Ciononostante, durante la gara Miles sfodera tutto il suo talento e conquista la vittoria, con grande soddisfazione di Shelby che decide di incorniciare la chiave come portafortuna.

Nel frattempo, a Detroit, la Ford Motor Company è in crisi di vendite e Henry Ford II chiede ai suoi dipendenti di non ripresentarsi al lavoro se non con un'idea vincente. Il giovane manager Lee Iacocca, sfidando lo scetticismo generale, suggerisce di scendere in pista per vincere la prestigiosa 24 Ore di Le Mans, la corsa più famosa al mondo, in modo da rilanciare l'immagine del marchio; ma ci sarà da fare i conti con l'apparentemente invincibile Ferrari. La prima idea è quella di rilevare la Casa italiana, che è in difficoltà economica, e l'accordo sembra quasi raggiunto ma, al momento della firma, l'ingegner Ferrari capisce che tutta la sua attività sportiva dipenderebbe dall'approvazione dei vertici Ford, quindi cambia idea e caccia da Maranello i dirigenti americani insultando sia loro che il presidente.

Saputo del cattivo esito, e delle ingiurie, Henry Ford reagisce ordinando ai suoi collaboratori di trovare i migliori ingegneri, meccanici e piloti, per costruire un'auto che batta la Ferrari e vinca a Le Mans. Iacocca propone a Carroll Shelby l'incarico di coordinare il progetto: egli accetta a patto di lavorare in autonomia, cosa che irrita i dirigenti Ford, a partire dal vicepresidente Leo Beebe che lo ostacolerà non poco.

Per trasformare la nuovissima Ford GT40 in un'auto capace di competere a Le Mans, Shelby ingaggia nuovamente il fidato Ken Miles: grazie alla sua abilità di collaudatore e ai metodi del team di meccanici di Shelby, la macchina prende via via forma; ma Leo Beebe non vuole Miles come pilota e lo fa estromettere dalla partecipazione alla 24 Ore di Le Mans 1964. Tuttavia, la gara vede ancora vincitrice la Ferrari: tutte le GT40 si devono ritirare per problemi di affidabilità. Ford è tentato di licenziare Shelby, ma questi gli fa notare che l'approccio burocratico e piramidale della sua azienda non funziona nelle corse d'auto e che, nonostante i problemi, le loro vetture hanno mostrato velocità inarrivabili per i rivali. Riesce quindi a farsi riconfermare e a ottenere piena libertà di manovra. Questa però è illusoria poiché poco tempo dopo Beebe si fa nominare responsabile del reparto corse, facendo da filtro tra Shelby e Ford.

Shelby si riconcilia con Miles, ma per averlo come pilota deve necessariamente scavalcare Beebe; con uno stratagemma riesce a far salire il presidente sulla GT40 per un giro di prova, e dopo averlo spaventato a morte con le prestazioni della vettura, fa una scommessa con lui sul risultato della 24 Ore di Daytona 1966: se Miles riuscirà a vincere la gara, potrà partecipare anche a Le Mans; se perde, Shelby cederà la sua ditta alla Ford. A Daytona però Shelby ha dei rivali in più: Beebe ha allestito una seconda squadra, affidando le GT40 anche al team Holman-Moody che ha una grande esperienza di corse ad alto livello. Nonostante i problemi legati sia alle ingerenze della Ford sia all'auto (il motore è tanto potente che supera i 7.000 giri, ma tale velocità sforza troppo i freni che fondono, e la macchina diventa incontrollabile; Miles ha già rischiato in un incidente durante i test su strada), Miles ottiene la vittoria stracciando l'altra squadra.

Alla 24 Ore di Le Mans 1966, Miles ha un problema alla partenza ma rimonta; tuttavia la vera problematica di Le Mans (che Shelby ha spiegato a Iacocca quando fu ingaggiato) non è la velocità, bensì la resistenza, tanto della macchina quanto dell'uomo; nel corso della gara le Ferrari schierate vengono eliminate tutte, compresa la Ferrari 330 P3 ufficiale di Lorenzo Bandini quando questi brucia il motore in un duello con Miles. In pista si succedono incidenti e pericoli; per ovviare ai freni bruciati, Shelby e Miles sfruttano un vuoto nel regolamento che permette di sostituire i pezzi rotti, ma non delinea i limiti dell'operazione, quindi la squadra cambia tutto l'apparato frenante; a nulla valgono le proteste di Ferrari, presente alla corsa. Miles brucia record dopo record, ma Beebe impone a Shelby di farlo rallentare per permettere anche alle altre due GT40 in gara di raggiungerlo e tagliare il traguardo insieme; Shelby lascia la decisione finale a Miles, che alla fine rallenta per farsi affiancare dai compagni. Egli giunge sul traguardo per primo, ma sceso dall'auto scopre amaramente che la vittoria viene assegnata alla Ford GT40 di Bruce McLaren poiché partendo più indietro in griglia ha percorso più chilometri. Beebe sapeva bene queste implicazioni, e Shelby si infuria con lui ma ormai non può più fare nulla. Ken Miles si consola pensando che ha comunque gareggiato a Le Mans e ha colto altre importanti vittorie durante la stagione. Lui e Carroll si ripromettono di prepararsi ancora meglio per l'edizione dell'anno successivo.

Poco tempo dopo, infatti, Miles e Shelby sono di nuovo al lavoro per migliorare l'auto, svolgendo collaudi al Circuito di Riverside. Un nuovo guasto ai freni questa volta si rivela fatale e Miles muore sotto gli occhi del figlio Peter e dei membri del team. 6 mesi dopo, Shelby è ancora sconvolto dalla scomparsa dell'amico-collega. Mentre va a far visita alla vedova, incontra Peter e gli regala la famosa chiave inglese della lite a Willow Springs.

Nei titoli di coda, si legge che Ken Miles fu inserito postumo nella Motorsports Hall of Fame of America nel 2001, mentre la Ford continuerà il suo duello con la Ferrari vincendo le edizioni 1967, 1968 e 1969.

Fedeltà agli eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Subito dopo il fallimento della trattativa con Ferrari, il film mostra Henry Ford apprendere dai quotidiani la notizia dell'acquisizione della casa di Maranello da parte della FIAT. In realtà questo avvenne solo 6 anni dopo, nel 1969. Ciononostante è comunque vero che già dal 1965 Ferrari e FIAT avviarono una stretta collaborazione.
  • La prima spedizione a Le Mans delle Ford GT40 rappresentata nel film può essere identificata con l'edizione del 1964, per la presenza di 4 vetture e l'assenza di Ken Miles. La pellicola però omette completamente l'edizione del 1965, dove Miles era invece presente, comunque conclusasi col ritiro di tutte le 6 vetture iscritte e la sesta vittoria consecutiva per Ferrari.
  • Enzo Ferrari non era presente di persona alla 24 Ore di Le Mans del 1966.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente avrebbero dovuto essere scelti come interpreti Tom Cruise e Brad Pitt, con la sceneggiatura affidata a Jason Keller, ma il progetto non è andato in porto.[3][4] Il 5 febbraio 2018 è stato annunciato che James Mangold avrebbe diretto la pellicola.[5] Mangold ha dichiarato di non essere un appassionato di sport motoristici, ma vedeva nella storia un grande potenziale cinematografico.[6]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese sono iniziate il 30 luglio 2018 e si sono svolte in diverse località della California, a New Orleans, a Atlanta, a Savannah e a Statesboro, così come in Francia a Le Mans.[7] Christian Bale, per entrare completamente nel ruolo di Ken Miles, ha preso lezioni di guida sportiva, seguito dal noto stuntman Robert Nagle alla scuola guida Bondurant High Performance, dove ha conosciuto Bob Bondurant[8], che con la Shelby Cobra Daytona vinse la classe Gran Turismo nella 24 Ore di Le Mans del 1964.

Il budget del film è stato di 97,6 milioni di dollari.[9]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore Marco Beltrami ha confermato in un'intervista che avrebbe lavorato alle musiche del film, avendo già lavorato con Mangold in altre pellicole.[10][11]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 giugno 2019 è stato trasmesso il trailer durante la seconda partita delle finali NBA 2019, per poi essere pubblicato online.[12]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata presentata al Telluride Film Festival il 30 agosto 2019 ed al Toronto International Film Festival il 9 settembre. Inizialmente la distribuzione del film negli Stati Uniti, ad opera di Walt Disney Studios Motion Pictures tramite l'etichetta della 20th Century Fox, era prevista per il 28 giugno 2019,[13] per poi essere posticipata al 15 novembre dello stesso anno. [14] In Italia è stato distribuito il giorno prima.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano del film è stato effettuato presso la SEDIF con la collaborazione della Time Out Movie Srl e curato da Massimo Giuliani. Al doppiaggio hanno partecipato Remo Girone (che ha interpretato Enzo Ferrari), Corrado Invernizzi (che ha interpretato Franco Gozzi) e Matteo Costantini.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel weekend d'esordio negli Stati Uniti il film si posiziona al primo posto del botteghino incassando 31 milioni di dollari.[15] In totale ha incassato 225,5 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui 117,6 negli Stati Uniti.[9]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Sull'aggregatore Rotten Tomatoes il film riceve il 92% delle recensioni professionali positive, con un voto medio di 7,75 su 10 basato su 322 critiche,[16] mentre su Metacritic ottiene un punteggio di 81 su 100 basato su 47 critiche.[17]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christian Bale e Matt Damon nel poster italiano di Le Mans '66 - La Grande Sfida, su Everyeye Cinema. URL consultato il 4 giugno 2019.
  2. ^ 20th Century Fox, FORD v FERRARI | Official Trailer [HD] | 20th Century FOX, 2 giugno 2019. URL consultato il 10 giugno 2019.
  3. ^ (EN) Brad Pitt Courted to Join Tom Cruise in 'Go Like Hell' (Exclusive), su The Hollywood Reporter. URL consultato il 3 giugno 2019.
  4. ^ (EN) Mike Fleming Jr, Mike Fleming Jr, Tom Cruise, Joseph Kosinski Circle ‘Go Like Hell;’ Cruise To Play Carroll Shelby, su Deadline, 23 ottobre 2013. URL consultato il 3 giugno 2019.
  5. ^ (EN) Brent Lang, Brent Lang, James Mangold to Direct Ford vs. Ferrari Film as ‘Logan’ Follow-Up (EXCLUSIVE), su Variety, 5 febbraio 2018. URL consultato il 3 giugno 2019.
  6. ^ Alessandro De Simone, Alessandro De Simone, Le Mans ’66, James Mangold a Roma: “Non è un film sugli angeli”, su The Cinema Show, 8 ottobre 2019. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  7. ^ (EN) R. A. Karthik Prasad, Untitled Ford vs. Ferrari Movie Working Title, Filming Start Date, Location Revealed, su Pursue News, 9 luglio 2018. URL consultato il 3 giugno 2019.
  8. ^ Le Mans '66 - La Grande Sfida, Christian Bale a scuola guida per interpretare Ken Miles, su Movieplayer.it. URL consultato il 23 novembre 2019.
  9. ^ a b (EN) Le Mans '66 - La grande sfida, su Box Office Mojo. URL consultato il 31 gennaio 2020. Modifica su Wikidata
  10. ^ (EN) Lucas Wilson says, Marco Beltrami to Score James Mangold’s ‘Ford v. Ferrari’ | Film Music Reporter, su filmmusicreporter.com. URL consultato il 3 giugno 2019.
  11. ^ (EN) Interview With "A Quiet Place" Composer, Marco Beltrami, su Next Best Picture. URL consultato il 3 giugno 2019.
  12. ^ (EN) Erin Nyren, Erin Nyren, ‘Ford v. Ferrari’ Trailer: Matt Damon, Christian Bale Unite to Build Revolutionary Car, su Variety, 3 giugno 2019. URL consultato il 3 giugno 2019.
  13. ^ (EN) Bruce Haring, Bruce Haring, 20th Century Fox Sets Dates For Untitled James Mangold Ferrari Project, Kenneth Branagh’s ‘Death On The Nile’, su Deadline, 23 giugno 2018. URL consultato il 3 giugno 2019.
  14. ^ (EN) 'Kingsman' Prequel Moves to Next February, Ryan Reynolds' 'Free Guy' Lands Summer 2020 Release, su The Hollywood Reporter. URL consultato il 3 giugno 2019.
  15. ^ Valentina D'Amico, LE MANS '66 - LA GRANDE SFIDA PRIMO CON 31 MILIONI AL BOX OFFICE USA, CHARLIE'S ANGELS FA FLOP, su Movieplayer.it, 18 novembre 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
  16. ^ (EN) Le Mans '66 - La grande sfida, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 3 gennaio 2020. Modifica su Wikidata
  17. ^ (EN) Le Mans '66 - La grande sfida, su Metacritic, CBS Interactive Inc. URL consultato il 22 novembre 2019. Modifica su Wikidata
  18. ^ (EN) Patrick Hipes, Oscar Nominations: ‘Joker’ Tops List With 11 Noms; ‘1917’, ‘Irishman’, ‘Hollywood’ Nab 10 Apiece, su deadline.com, 13 gennaio 2020. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  19. ^ (EN) Oscars: The Complete Winners List, su hollywoodreporter.com, 9 febbraio 2020. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  20. ^ (EN) 2020 Golden Globe Nominations: The Complete List, in Variety, 9 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
  21. ^ (EN) Bafta Film Awards 2020: The nominations in full, su BBC News, 7 gennaio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2020.
  22. ^ (EN) Anthony D'Alessandro, ‘The Irishman’ Named Best Film By National Board Of Review, Quentin Tarantino Wins Best Director, su deadline.com, 3 dicembre 2019. URL consultato il 3 dicembre 2019.
  23. ^ (EN) 2019 San Diego Film Critics Society’s Award Nominations, su sdfcs.org, 6 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
  24. ^ (EN) 2019 NOMINEES (PDF), su pressacademy.com. URL consultato il 3 dicembre 2019.
  25. ^ (EN) 2019 Winners, su pressacademy.com. URL consultato il 19 dicembre 2019.
  26. ^ (EN) Critics' Choice Awards: 'The Irishman' Leads With 14 Nominations, su The Hollywood Reporter, 8 dicembre 2019. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  27. ^ (EN) Zack Sharf, SAG Award Nominations 2020: ‘Irishman,’ ‘Hollywood’ Dominate, ‘Bombshell’ Surprises, su indiewire.com, 11 dicembre 2019. URL consultato l'11 dicembre 2019.

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