Lawsonia inermis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Lawsonia inermis
Lawsonia inermis Ypey36.jpg
La pianta dell'henné (Lawsonia inermis)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Myrtales
Famiglia Lythraceae
Genere Lawsonia
Specie L. inermis
Nomenclatura binomiale
Lawsonia inermis
L., 1753
Nomi comuni

Henné

Lawsonia inermis, nota col nome comune di henna o più spesso col corrispondente francese henné, è un arbusto spinoso della famiglia delle Lythraceae.

Dalle foglie essiccate e macinate si ricava una polvere giallo-verdastra utilizzata come colorante su tessuti e pelle animale. La molecola colorante dell'henné è il lawsone (C10H6O3), una sostanza di colore rosso arancione che è presente nelle foglie della pianta e anche nei fiori del giacinto d'acqua.

La tonalità rosso bruna varia in funzione della composizione in rami (rosso) e foglie (marrone). [senza fonte]Le foglie raccolte vengono essiccate, polverizzate e setacciate per creare la famosa polvere riflessante colorante. Spesso henné viene mescolato con l'indaco, per disporre di una maggior gamma di colori scuri, e con la Cassia obovata.[1]

La pianta è conosciuta sin dall'antichità, soprattutto nella sua zona d'origine, il Medio Oriente (Mesopotamia e antico Egitto). In Nordafrica e India viene usata per tatuaggi temporanei su mani e piedi nei matrimoni e altri riti religiosi come mehndi o per la tintura dei capelli. La conoscenza delle proprietà coloranti e antisettiche risale a tempi antichissimi; se ne trovano tracce fin nelle mummie egiziane.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

I termini italiani e inglesi henna e alcanna come anche il prestito linguistico francese henné derivano tutti dall'arabo al hanna, di origine persiana, nome entrato nella lingua italiana nel XVI secolo.

La stessa sostanza viene indicata con il nome di mehndi in India termine derivato dalla parola sanscrita mendhikā[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Frutti
Fiori di Henné

Lawsonia inermis è un arbusto spinoso alto da 2 fino a m.

Le foglie sono glabre, sub-sessili, ellittiche e lanceolate (le dimensioni medie sono 1,5–5 cm x 0,5–2 cm), acuminate e a fillotassi opposta.

I fiori profumati bianco rosa, hanno quattro sepali saldati in un tubo calicino di 2 mm, petali ovati, stami bianchi o rossi posti in coppia sul bordo del tubo calicino. Fioriscono da maggio a luglio. I frutti sono piccole capsule brunastre, di 4-8 mm di diametro, con 32-49 semi per frutto che si aprono irregolarmente in quattro valve.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Originaria dell'Asia minore, Nordafrica, Iran ed India occidentale, la specie è stata coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo orientale. Oggi è diffusa nei Paesi arabi.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Polvere di henné utilizzata nella tintura dei capelli
Venditore di henna a Sana'a in Yemen

L'henné si presta a diversi usi:

  • religioso: soprattutto utilizzato dalle donne, l'henné è un simbolo beneaugurante;
  • cosmetico ed estetico: abbellisce e può anche essere applicato sui capelli, piedi e mani;
  • terapeutico: secondo analisi di laboratorio, l'henné possiede virtù antimicotiche e astringenti, anti dermatite e anti seborrea[senza fonte].

Uso come colorante per la pelle - tatuaggi[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie intere dell'henné non colorano la pelle, infatti la molecola responsabile del colore (lawsone, il cui termine nella nomenclatura ufficiale IUPAC è: 2-Hidroxy-1,4-naphthoquinone, conosciuto anche come acido hennotannico e la cui formula chimica bruta o molecolare è: C10H6O3) è trattenuta all'interno delle cellule delle foglie e deve essere liberata tagliando o triturando la foglia e messe a macerare in acqua a temperatura di 30 °C. In questo modo il lawsone migrerà gradualmente dalla polvere o pasta di henné nello strato esterno della pelle o capelli, dove si legheranno alle proteine in essa contenute, creando una colorazione visibile.

Dal momento che è difficile utilizzare con precisione le foglie tritate grossolanamente, l'henné viene comunemente usato come polvere prodotta essiccando, macinando e setacciando le foglie. La polvere secca viene miscelata con un liquido (acqua, succo di limone, tè forte e altri ingredienti, a seconda della tradizione). Molti artisti usano zucchero o melassa nella pasta di henné per migliorare la consistenza e l'adesione alla pelle. La miscela di henné deve riposare fino a 48 ore prima dell'uso per liberare il lawsone delle foglie.

Oli essenziali con alti livelli di alcoli monoterpenici, come il tea tree, la melaleuca o la lavanda, migliorano le caratteristiche della colorazione; altri oli essenziali, come l'eucalipto e il chiodo di garofano, sarebbero altrettanto utili ma sono troppo irritanti e non dovrebbero essere usati sulla pelle.

L'hennè è di colore arancione appena rimossa la pasta, ma si scurisce nei tre giorni successivi a causa dell'ossidazione.

Effetti sulla salute[modifica | modifica wikitesto]

L'henné è pericoloso per le persone con carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (deficit di G6PD)[3]. Neonati e bambini di particolari gruppi etnici, principalmente dal Medio Oriente e dal Nord Africa, sono particolarmente vulnerabili[4].

Inoltre le paste di henné premiscelate per body art commerciali possono includere ingredienti aggiuntivi per fortificare o modificare il colore finale. Alcune di queste sostanze possono indurre rischi per la salute anche significativi.

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti considera queste aggiunte come adulteranti e quindi illegali per l'uso sulla pelle. Uno studio del 2006 ha rilevato: : p-fenilendiammina, picramato di sodio, il colorante amaranto (colorante rosso n. 2 vietato negli Stati Uniti nel 1976), nitrato d'argento, carminio, pirogallolo, colorante arancione disperso e cromo[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tinte d'erbe [collegamento interrotto], su tcd.retecivica.trieste.it. URL consultato il 15-12-2006.
  2. ^ Caunt-Nulton, Heather,, Mehndi for the inspired artist, ISBN 1-63322-442-2, OCLC 1004972775. URL consultato il 28 aprile 2020.
  3. ^ P Raupp, Henna causes life threatening haemolysis in glucose-6-phosphate dehydrogenase deficiency, in Archives of Disease in Childhood, vol. 85, n. 5, 1º novembre 2001, pp. 411–412, DOI:10.1136/adc.85.5.411. URL consultato il 28 aprile 2020.
  4. ^ (EN) Anton C. de Groot, Side-effects of henna and semi-permanent ‘black henna’ tattoos: a full review: SIDE-EFFECTS OF HENNA AND ‘BLACK HENNA’ TATTOOS, in Contact Dermatitis, vol. 69, n. 1, 2013-07, pp. 1–25, DOI:10.1111/cod.12074. URL consultato il 28 aprile 2020.
  5. ^ (EN) Ik-Joon Kang e Mu-Hyoung Lee, Quantification of para-phenylenediamine and heavy metals in henna dye, in Contact Dermatitis, vol. 55, n. 1, 2006-07, pp. 26–29, DOI:10.1111/j.0105-1873.2006.00845.x. URL consultato il 28 aprile 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4387657-2
Botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica